{"id":26431,"date":"2018-09-02T06:36:42","date_gmt":"2018-09-02T04:36:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26431"},"modified":"2018-09-03T17:16:38","modified_gmt":"2018-09-03T15:16:38","slug":"non-ce-pace-nei-giardini-cresce-lalbero-spade-americano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26431","title":{"rendered":"Non c&#8217;\u00e8 pace nei giardini dove cresce l&#8217;albero di spade americano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nY_bTmAp214\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26433 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Honey-Locust-Tree-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Honey-Locust-Tree-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Honey-Locust-Tree-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Honey-Locust-Tree.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono le 19:20 quando dopo una lunga giornata di lavoro nella placida contea del Suffolk, con al seguito le buste di un acquisto rapido dei generi di prima necessit\u00e0, fate il vostro ingresso nel vialetto buio e, come sempre, parcheggiate l&#8217;automobile davanti a casa. Aperto quindi il portabagagli, prese le due buste dal peso non propriamente indifferente, vi avviate con tranquillit\u00e0 evidente verso l&#8217;uscio che si apre verso la cucina. Ed \u00e8 allora che per un caso estremamente sfortunato, mettete il piede in fallo sullo skateboard dei vicini, lasciato qui dal loro figlio orribilmente disordinato. Un passo rapido a sinistra, per tenervi in piedi, quindi uno in avanti, e vi trovate con la fronte a pochi millimetri dalla ruvida corteccia dell&#8217;albero che la natura, nella sua infinit\u00e0 generosit\u00e0, vi ha regalato. Del cappellino da baseball che portavate in testa, non resta traccia. Qualcosa di simile a una griglia, composta da una serie di pericolosi aculei, vi mantiene in una morsa sistematica e pericolosa. Paralizzati dal pericolo scampato, sentite qualcosa di caldo che vi cola sulla nuca&#8230; Ssangue? &#8220;Oh, dannato albero di Giuda!&#8221;<br \/>\nOre 12:20, sul finire del taglio dell&#8217;erba domenicale, portato a termine col tagliaerba della John Deere. Seduti comodamente, le mani salde sopra il piccolo volante, annusate quell&#8217;odore intenso della primavera, simile all&#8217;aroma del glicine europeo. Con un rapido quanto elegante gesto, girate attorno ai tronchi dell&#8217;assembramento responsabile, sorridendo all&#8217;indirizzo di quelle piante preistoriche, simbolo di un&#8217;epoca dimenticata. Ed \u00e8 allora che sentite l&#8217;odiato suono, come uno <em>SNAP<\/em> seguito da un sobbalzo del veicolo tremendamente sfortunato. Seguito dal sibilo dello pneumatico anteriore destro che perde pressione. Prima ancora di fermarvi, sapete perfettamente di cosa si tratta; &#8220;Oh, dannato albero di Giuda!&#8221;<br \/>\nOre 7:00 di mattina, siete un&#8217;ape in cerca di nettare per l&#8217;alveare. Girato attorno all&#8217;area delle aiuole, v&#8217;inoltrate in territori nuovi, lungo l&#8217;asse della strada per le tipiche villette a schiera degli umani. \u00c8 inverno e dunque, il buio rende impercettibili gli spostamenti ai margini del campo visivo. Un lieve fruscio, un battito d&#8217;ali, \u00e8 tutto quello che avete il tempo di notare, prima che il becco dell&#8217;averla torturatrice vi ghermisca e vi trasporti in alto, verso il luogo dell&#8217;ultimo annientamento vegetale. Dannato uccello, che cosa ti ha fatto spingere fin quaggi\u00f9! L&#8217;ultima cosa che vedete, prima della fine, \u00e8 l&#8217;acuminata triade di enormi aculei, lunghi come coltelli, che emergono dal tronco dell&#8217;orribile COSA. &#8220;Bzzt, dannato albero di Giuda?&#8221;<br \/>\nPerci\u00f2 \u00e8 strano, per non dire totalmente incomprensibile, che nell&#8217;intero areale di una tale pianta nessuno faccia niente per rimuoverla col fuoco, quando necessario, vista la quantit\u00e0 d&#8217;infortuni, danni e l&#8217;influenza spesso significativa indotta sull&#8217;ecosistema circostante. \u00c8 stato spesso affermato che se pu\u00f2 esistere una specie invasiva all&#8217;interno del suo stesso ambiente di sopravvivenza, questa \u00e8 certamente il\u00a0<em>Gleditsia triacanthos<\/em>, comunemente detto Spinacristi (perch\u00e9 sarebbe stato usato per la Sua corona) o in lingua inglese, albero della locusta del miele. Il cui nome non costituisce, incidentalmente, l&#8217;appellativo di un insetto in carne, chitina ed ossa, bens\u00ec un ulteriore riferimento biblico, al versetto del vangelo secondo Marco in cui si parla del santo Giovanni Battista, il quale espiava i peccati terreni vagabondando con un saio in pelle di cammello, mentre sopravviveva nutrendosi soltanto &#8220;di locuste e miele&#8221;. Il che conduce ad un&#8217;ulteriore analogia per lo pi\u00f9 metaforica, possiamo ben dirlo, visto che questa specie non sarebbe giunta fino al continente eurasiatico prima del XVII secolo trascorso dopo lo svolgersi degli eventi vissuti nella provincia di Galilea (compresa l&#8217;Italia e in modo particolare la Sicilia, dove viene talvolta rinominato &#8220;acacia spinosa&#8221;). Detto ci\u00f2, non pensate che una tale pianta possa risultare utile nel procacciarsi il nettare o la mielina sotto la corteccia, usata dai sopra citati insetti eusociali per produrre quella dolce sostanza. L&#8217;unica parte commestibile dell&#8217;albero, in effetti, si trova al centro dei suoi baccelli prodotti verso il termine della primavera. Soltanto i pi\u00f9 spericolati, d&#8217;altra parte, osano allungare le mani dentro quel groviglio acuminato, per cogliere lo snack di un tanto insignificante valore. Per gli altri, l&#8217;albero costituisce sopratutto un fastidio. Eppure, non \u00e8 affatto facile liberarsene: tutti, nel suo paese di provenienza, conoscono la sua straordinaria capacit\u00e0 di proliferare. Disseminato da passeri, scoiattoli e altri piccoli animali, ha l&#8217;abitudine di palesarsi con rapidit\u00e0 inaspettata all&#8217;interno delle propriet\u00e0 pi\u00f9 disparate. Finch\u00e9 qualcuno, non conoscendolo o impietosito dai suoi molti tentativi, non finisce per esclamare: &#8220;Per\u00f2, dopo tutto&#8230; Qui un albero potrebbe anche farci una bellissima figura.&#8221; Ed a quel punto, \u00e8 troppo tardi&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26432\" aria-describedby=\"caption-attachment-26432\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/MMuGcAJqbx4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26432 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Black-Locust-Flowers-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Black-Locust-Flowers-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Black-Locust-Flowers-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Black-Locust-Flowers.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26432\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;albero della locusta nera, rispetto al suo collega concettuale, offre un significativo vantaggio ai giardinieri. La cascata di fiori bianchi, altamente decorativi e per di pi\u00f9 commestibili, che possono essere impiegati in un&#8217;ampia gamma di ricette.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;albero dell&#8217;<em>honey locust tree<\/em> ed il suo compagno concettuale il <em>black locust\u00a0<\/em>(locusta nera) costituiscono una vista assai comune per tutti gli abitanti della Costa Est statunitense, al punto che s&#8217;insegna ai bambini di tenersi a ragionevole distanza di sicurezza. Particolarmente nel caso della seconda specie citata, scientificamente detta\u00a0<em>Robinia pseudoacacia,\u00a0<\/em>la quale pur presentando delle spine molto pi\u00f9 piccole, ed esteriormente simili a quelle delle rose, pu\u00f2 fare affidamento su una copertura uniforme di\u00a0toxalbumina, un veleno in grado d&#8217;inibire la sintesi proteica da parte degli organismi colpiti. Per quanto concerne la Spinacristi propriamente detta, invece, direi che il pericolo si spiega da solo: l&#8217;intera struttura finale dei rami che spuntano direttamente dalla corteccia striata, in effetti, \u00e8 composta da spaventosi aculei tripartiti, lunghi fino a 15-20 centimetri, abbastanza duri da resistere a un qualsivoglia urto occasionale, riuscendo cos\u00ec a piantarsi senza alcun problema nella pelle degli umani o i loro beneamati animali. Una volta caduti a terra, quindi, questi <em>array\u00a0<\/em>di un&#8217;infernale evoluzione tendono a cadere con almeno una delle tre spine rivolta verso l&#8217;alto, costituendo un pericolo per i veicoli, le suole delle scarpe e il piede che, nella maggior parte dei casi, si trova al loro interno.<br \/>\nSia la <em>G. triacanthos <\/em>che la <em>R.pseudoacacia<\/em>, pur non essendo strettamente imparentate, fanno parte della famiglia delle Fabacee, comunemente dette piante leguminose. Il che lascia intendere la produzione stagionale, in entrambi i casi, di un baccello dalla forma allungata, esteticamente non dissimile da quello dei piselli, la soia o la fava. Trattandosi dunque di un frutto particolarmente piccolo e leggero, oggi i biologi ritengono che queste piante possano vantare un&#8217;origine risalente all&#8217;epoca del Pleistocene, quando creature erbivora dalla massa corporea decisamente pi\u00f9 grande del necessario potevano costituire un rischio per la sopravvivenza dell&#8217;albero. Mentre chiunque pu\u00f2 osservare oggi, volendo, la relativa facilit\u00e0 con cui mammiferi anche di taglia medio-grande, come i cervi, possono apprendere il sistema per raggiungere il baccello dal dolce sapore, provvedendo conseguentemente a disseminare la prolifica stirpe in abito verde scuro. Nel corso degli anni l&#8217;intero gruppo degli alberi-locusta \u00e8 stato quindi associato all&#8217;ipotesi secondo cui alcune Fabacee avrebbero il ruolo ecologico di riconvertire il nitrogeno in gas benefici per la vita terrestre, attraverso l&#8217;impiego di colonie batteriche situate in corrispondenza delle diramazioni delle radici. Alcune fonti scientifiche tuttavia si trovano in disaccordo, per l&#8217;impossibilit\u00e0 di osservare la presenza di veri e propri noduli sotterranei, comunemente utilizzati dalle piante che si occupano di una simile mansione.<br \/>\nDal punto di vista commerciale, pur presentando un legno duro molto utile nell&#8217;abito edilizio, questi alberi spinosi non sono particolarmente rilevanti. Questo perch\u00e9 pur riproducendosi con rapidit\u00e0, non sembrano capaci di farlo in numero abbastanza grande, o in maniera sufficientemente prevedibile, da poter essere inseriti in una logica di coltivazione sistemica. Inoltre la loro dimensione relativamente contenuta, che si aggira in media sui 20 metri, non sarebbe sufficiente per un impiego edilizio di tipo convenzionale. Il tipo di prodotti in cui si tendono a usare come materiali, d&#8217;altra parte, includono mobili e staccionate di casa, particolarmente apprezzate per la loro capacit\u00e0 di resistere all&#8217;usura e alla marcescenza. I tarli nel frattempo, per quanto li riguarda, sembrano aborrire questo legno, che anche in assenza di trattamenti specifici non viene praticamente mai attaccato o in altro modo colonizzato da alcun tipo di parassita.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26434\" aria-describedby=\"caption-attachment-26434\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AnsEYojB_cU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26434 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Thorny-Locust-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Thorny-Locust-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Thorny-Locust-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/09\/Thorny-Locust.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26434\" class=\"wp-caption-text\">Lo Spinacristi \u00e8 facilmente distinguibile dall&#8217;albero della locusta nera, ancor prima di aver osservato le spine o i fiori. La sua corteccia infatti \u00e8 molto pi\u00f9 ruvida, presentando inoltre un certo numero di caratteristici solchi longitudinali.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 del ricco repertorio di considerazioni di tipo religioso, ed una proliferazione talvolta improvvisa del loro genere in territori dove non si \u00e8 soliti estirpare gli alberi, c&#8217;\u00e8 un motivo importante per cui questi arbusti non vengono sistematicamente annientati: essi costituiscono uno stimato simbolo, esteriormente appagante, dell&#8217;intera zona orientale degli Stati Uniti. Cos\u00ec tollerati, ancor prima che amati, finiscono per legarsi nell&#8217;immaginario a particolari luoghi o situazioni, diventando il pericolo che conosci ed in qualche modo, alla fine, non puoi fare a meno di rispettare.<br \/>\nNei viali pi\u00f9 eleganti della citt\u00e0 di Boston, ormai da molti anni, viene impiegata una variante dell&#8217;albero di Giuda selezionato artificialmente, che non presenta le terribili spine triple da cui prende il nome. Ogni anno, successivamente alla fioritura, qualche aspirante giardiniere disinformato si appropria dei semi caduti a terra, per poter custodire anche nel suo <a href=\"https:\/\/www.diggita.it\/index.php?category=Giardinaggio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">giardino<\/a> un lontano discendente della corona di spine del figlio di Dio. Ma una sorpresa inaspettata, lo attende ogni volta al termine del suo cammino: la variante pacifica dell&#8217;albero di spade pu\u00f2 essere prodotta soltanto tramite il sistema dell&#8217;innesto. I teneri virgulti nati per propagazione naturale, dal canto loro, cresceranno per impugnare la stessa pluralit\u00e0 di armi, protese verso i visitatori indesiderati del loro prezioso spazio vitale. Ebbene, non \u00e8 forse questo, proprio quello che volevate? Una rosa senza le spine, non \u00e8 una rosa. \u00c8 lo stesso vale per la sua versione creata per resistere alla considerevole massa di un bradipo pleistocenico sovradimensionato&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono le 19:20 quando dopo una lunga giornata di lavoro nella placida contea del Suffolk, con al seguito le buste di un acquisto rapido dei generi di prima necessit\u00e0, fate il vostro ingresso nel vialetto buio e, come sempre, parcheggiate l&#8217;automobile davanti a casa. 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