{"id":26411,"date":"2018-08-30T06:35:41","date_gmt":"2018-08-30T04:35:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26411"},"modified":"2018-08-30T06:41:42","modified_gmt":"2018-08-30T04:41:42","slug":"la-condanna-nascosta-nel-seme-dellavocado","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26411","title":{"rendered":"La condanna nascosta nel seme dell&#8217;avocado"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5hRHZEb_uXc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26412 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Avocado-Danger-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Avocado-Danger-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Avocado-Danger-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Avocado-Danger.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In principio era l&#8217;uovo. Il globo legnoso, sospeso dal ramo, ricoperto non una bens\u00ec DUE volte: dalla scorza verde, bitorzoluta, tipicamente associata al concetto di &#8220;pera alligatore&#8221;. E al di sotto di quella, una polpa dolciastra e relativamente insapore, ricca di grassi, proteine, potassio, folati e vitamine. Nella visione prototipica del Paradiso Terrestre, possono esserci molti tipi di frutti proibiti: il primo, \u00e8 quello che dona la conoscenza. Mentre gli altri, donano la prosperit\u00e0 temporanea. Gi\u00e0, ma a che prezzo? Questo mi chiedo, mentre il rombo del motore alimentato con grasso animale mi spinge innanzi lungo il grande vuoto delle Terre Desolate, la balestra appoggiata sul cassone del pickup, con il mirino puntato verso il puntino nero al centro dell&#8217;orizzonte. &#8220;Corpo di mille balene delle sabbie, Lucy, \u00e8 il cartello dei Caballeros! Ci hanno&#8230;Trovati.&#8221; La mia compagna di fuga preme a quel punto sull&#8217;acceleratore, mentre un grido disarticolato di rabbia emerge quasi spontaneamente dalla sua laringe, le mani saldamente posizionate sul volante in corna di cervo, un prezioso residuato del secondo Millennio. &#8220;Lo sapevo! Mira bene, stavolta!&#8221; Getto uno sguardo al sacco dei grossi semi geneticamente modificati per crescere sulla scorza acida delle Pianure Dimenticate, ultima speranza di un&#8217;intera comunit\u00e0 ribelle, mentre osservo i veicoli dei nostri inseguitori moltiplicarsi; allora incocco il terzultimo dei nostri dardi esplosivi. Ho appena il tempo di abbassare sugli occhi il visore termico, e&#8230;<br \/>\nNelle visioni fantasmagoriche di un mondo oramai derelitto, dove ogni litro residuo d&#8217;acqua \u00e8 prezioso e la biodiversit\u00e0 un lontano ricordo di epoche pi\u00f9 popolate, \u00e8 custodito l&#8217;orribile sospetto della societ\u00e0 moderna. L&#8217;abbiamo vista oltre mille volte, al cinema, in televisione, nei romanzi e nei videogiochi: un mondo in cui la legge cessa di avere qualsiasi significato, essendo stata sovrascritta dalle mere esigenze quotidiane della difficile sopravvivenza. Nient&#8217;altro che dune a perdita d&#8217;occhio, e il sogno perduto di un tempo in cui l&#8217;abbondanza era la regola, piuttosto che l&#8217;eccezione. Il momento presente, guidato dal desiderio di una cosa, sopra qualsiasi altra: il profitto, anche nel campo largamente necessario dell&#8217;agricoltura. Forse proprio questo 2018 ormai prossimo alla conclusione, verr\u00e0 iscritto negli annali del mondo come l&#8217;anno in cui l&#8217;opinione pubblica si \u00e8 accorta del pericolo costituito da una risorsa alimentare non sostenibile, se diventata eccessivamente diffusa e popolare, grazie alla campagna globale contro la produzione dell&#8217;olio di palma. Eppure, nonostante la cognizione vagamente diffusa sui danni causati al clima dallo sfruttamento intensivo dei semi di tale pianta, \u00e8 impossibile sfuggire al sospetto che l&#8217;unica ragione per cui \u00e8 nata l&#8217;ostilit\u00e0 collettiva sia da ricercarsi dalla cognizione (non sempre corretta o informata) che tale sostanza costituisca un pericolo per la nostra salute. Mentre altri frutti della terra, pi\u00f9 salutari, nascondono un pericolo se vogliamo persino pi\u00f9 grande. Quello della soddisfazione completa dei singoli, a danno delle generazioni future. <em>Persea americana<\/em> \u00e8 il frutto, originario della valle di\u00a0Tehuacan in Messico, che popola infinite storie di Instagram, video di cucina su YouTube e altri indirizzi <em>social\u00a0<\/em>del variegato popolo internettiano. Consigliato dai dietologi, nella giusta quantit\u00e0, e particolarmente amato dalle neo-culture vegetariane, poich\u00e9 contiene un apporto di nutrienti validi a sostituire la natura inerentemente crudele dell&#8217;esistenza umana. Fotografato un milione o pi\u00f9 volte, come esempio commestibile di probit\u00e0. Eppure in questo preciso momento, intere popolazioni soffrono per l&#8217;avocado, muoiono, vengono sfruttate. Territori un tempo fertili languono senza vita, fino all&#8217;ultima goccia sparita, col solo obiettivo di far crescere quello che in determinati ambienti viene considerato &#8220;oro verde&#8221;. Pi\u00f9 prezioso, e redditizio, della marijuana. E mille volte pi\u00f9 pericoloso, sul lungo termine, per il benessere della specie umana.<br \/>\nIl problema principale di questo frutto, definito originariamente dagli aztechi <i>\u0101huacatl<\/i>\u00a0ovvero &#8220;il testicolo&#8221; (perch\u00e9 cresce a coppie ed ha una forma anatomicamente corretta) \u00e8 la sua capacit\u00e0 di crescere pressoch\u00e9 ovunque. Purch\u00e9 sia presente un clima di tipo tropicale o Mediterraneo, e vengano fornite le cure adeguate da parte dei suoi coltivatori. Il che \u00e8 potrebbe sembrare un controsenso, considerando che stiamo parlando di una pianta lasciata indietro dal corso dell&#8217;evoluzione, la cui stessa propagazione naturale \u00e8 impossibile almeno a partire dalla fine del Pleistocene (11.700 anni fa) con l&#8217;estinzione della megafauna americana. Creature come i bradipi di terra, lunghi fino a 6 metri, tra le poche creature in grado di fagocitare serenamente in un sol boccone la pera cruciale, il cui nocciolo sovradimensionato aveva una massa comparabile a quella di mandarino. E pensate che allora, il rapporto tra materia commestibile e un tale &#8220;osso centrale&#8221;, per di pi\u00f9 tossico nei confronti di molte specie animali moderne, era persino meno vantaggioso che adesso, in mancanza dei molti secoli di selezione operata dall&#8217;uomo. Gli storici dell&#8217;alimentazione ritengono dunque che successivamente a quel momento, il frutto abbia continuato a rinascere principalmente grazie alla nostra mano, fatta eccezione per l&#8217;intervento raro del giaguaro, unico animale abbastanza grosso nel suo areale da far passare un simile seme all&#8217;interno del proprio apparato digerente. Questo non \u00e8 stato, per lunghi secoli, un significativo problema: l&#8217;America meridionale e centrale, dopo tutto, \u00e8 uno dei luoghi pi\u00f9 umidi del pianeta, le cui foreste pluviali sostengono e rinnovano le nostre risorse d&#8217;ossigeno planetarie. Ma con l&#8217;arrivo della globalizzazione, altre comunit\u00e0 si sono candidate per coltivare il desiderabile e prezioso frutto, impiegando una parte considerevole del proprio fluido pi\u00f9 prezioso: l&#8217;acqua, sinonimo stesso della vita. Il che ci porta, per cos\u00ec dire, al nocciolo della questione&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26413\" aria-describedby=\"caption-attachment-26413\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Gpvh-CzhynE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26413 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Avocado-Growth-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Avocado-Growth-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Avocado-Growth-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Avocado-Growth.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26413\" class=\"wp-caption-text\">Lo youtuber Lazaro Noguera ci mostra il metodo per far attecchire l&#8217;avocado in casa: sospendere il suo seme in un bicchiere, tramite l&#8217;impiego di tre stuzzicadenti. Ogni millimetro delle nascenti radici dovr\u00e0 restare completamente sommerso per mesi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sapete quanta acqua serve per portare sulle nostre tavole soltanto un chilo di avocado? Circa 2.000 litri. Quattro volte quella necessaria per una quantit\u00e0 equivalente di arance. Dieci volte quella dei pomodori. E venti volte di pi\u00f9 rispetto al cavolo comune. Ora, questo potrebbe non sembrarvi cos\u00ec terribile in teoria (quanta acqua viene utilizzata, dopo tutto, nella produzione industriale metallurgica e nel campo dell&#8217;energia idroelettrica) ma provate ora ad immaginare un simile dispendio, in regioni dal clima arido come l&#8217;entroterra del Messico, il Sudafrica o il Cile. Lavorare coi margini di guadagno tipici dell&#8217;agricoltura significa, in genere, investire una somma considerevole nel momento in cui si converte la propria produzione con un particolare obiettivo definito. Che pu\u00f2 anche essere, per chi osserva le oscillazioni del pendolo alla base del mondo Occidentale, l&#8217;ultimo <em>trend<\/em> o moda dei nutrizionisti. Ma state pur certi di una cosa: praticamente nessuno, nei suoi principali paesi d&#8217;esportazione, considera l&#8217;avocado come un tipo di coltivazione che possa estendersi a tempo indeterminato. Troppe volte hanno visto i loro preziosi territori ridotti a distese sabbiose crepate dal sole, ormai prive di sostanze nutritive valide a sostenere la prossima generazione di alberi da frutto. Particolarmente emblematico, a tal fine, \u00e8 il caso della provincia cilena di Petorca, considerata verso l&#8217;inizio degli anni 2000 come un polo estremamente redditizio della produzione mondiale di avocado, che si \u00e8 vista progressivamente ridurre l&#8217;apporto idrico fino al letterale ridursi di ogni altro tipo possibile di coltivazione. Ma come affermato da\u00a0Veronica Vilches, <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/environment\/2018\/may\/17\/chilean-villagers-claim-british-appetite-for-avocados-is-draining-region-dry\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un&#8217;attivista intervistata dal Guardian,<\/a>\u00a0&#8220;Non sono mai le piantagioni a restare senz&#8217;acqua, bens\u00ec le persone&#8221;.<br \/>\nUna terribile verit\u00e0, questa, che viene tranquillamente spinta ai margini della coscienza, senza influenzare le azioni di nessuno. Occorre considerare, in merito a questo, come l&#8217;industria degli avocado sia quasi interamente in mano a potenti conglomerati e societ\u00e0 multinazionali, per la tendenza di tali frutti a richiedere uno impiego considerevole di uomini e risorse, pena il fallimento di un&#8217;intero ciclo di raccolto. Dal momento della semina, tanto per cominciare, gli alberi impiegano fino a 15 anni per raggiungere i 20 metri della loro et\u00e0 adulta e iniziare a dare un profitto, il che sottintende una base economica pi\u00f9 che mai solida ed altri campi di guadagno su cui fare affidamento. Queste piante, inoltre, presentano un sistema di radici particolarmente esteso ed a poca profondit\u00e0, il che le rende particolarmente vulnerabili al diffondersi di morbi, malattie e parassiti. La stessa raccolta dei frutti risulta infine troppo complessa e delicata perch\u00e9 possa occuparsene una macchina, rendendo preferibile l&#8217;impiego di ampie fasce della popolazione, prevedibilmente sottopagate al limite dello sfruttamento nella maggior parte dei luoghi geografici e circostanze.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un altro problema, generalmente ignoto ed imprevisto da parte di molti, che dovrebbe condizionare il nostro consumo di avocado: la provenienza di molti frutti da zone sottoposte al tacco spietato della macro-criminalit\u00e0. In modo particolare in Messico, dove molti ex-cartelli della droga hanno iniziato a riconvertire le loro piantagioni al seducente &#8220;oro verde&#8221; scoprendo non soltanto profitti comparabili o persino superiori, ma la serenit\u00e0 che deriva dall&#8217;esportare verso il resto del mondo un prodotto perfettamente legale. Ci\u00f2 detto, senza aver abbandonato naturalmente i vecchi metodi, il che porta continuamente a conflitti per il territorio risolti con scontri a fuoco, estorsioni e una generale mancanza di riguardo verso le pi\u00f9 basilari norme del vivere civile. Mentre l&#8217;acqua complessiva che ci resta, continuamente sottratta dal suo ciclo naturale, tende imperterrita a scivolare verso il totale esaurimento.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26414\" aria-describedby=\"caption-attachment-26414\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/jphhnRMjHPA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26414 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Avocado-Police-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Avocado-Police-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Avocado-Police-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Avocado-Police.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26414\" class=\"wp-caption-text\">Nel contesto operativo dei cartelli agricoli messicani, significativa \u00e8 stata l&#8217;esperienza della citt\u00e0 di Tanc\u00edtaro, fiera di auto-definirsi &#8220;capitale mondiale degli avocado&#8221;. Grazie alla costituzione di una milizia armata e numerosi posti di guardia, oggi essa opera come un&#8217;antica citt\u00e0-stato, difendendo con le armi il proprio diritto all&#8217;indipendenza nei commerci internazionali.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimuovendo dalla balestra l&#8217;ultimo dei miei dardi esplosivi, grido a Lucy di non entrare nel canyon. Troppo evidente sarebbe, in tal modo, il rischio di eventuali imboscate. &#8220;Ricevuto capo, sterzo a destra.&#8221; Mentre il fuoristrada si piega sulle sospensioni, mi aggrappo al cassone e getto un ultimo sguardo disperato verso le due colonne di fumo che emergono all&#8217;orizzonte: per fortuna, questa volta gli sgherri all&#8217;inseguimento non avevano armi automatiche o granate.<br \/>\nUn&#8217;altra giornata \u00e8 trascorsa, un&#8217;altra missione portata a termine, nonostante il caro prezzo in termini di vite umane. Salvo ulteriori imprevisti, medito, dovremmo avere carburante sufficiente a ritornare alla base. Ed il popolo delle Pianure Dimenticate, almeno per quest&#8217;autunno, potr\u00e0 mangiare? Allora chiudo per un attimo gli occhi, mentre penso per l&#8217;ennesima volta, sbuffando: &#8220;Interceptor! Aveva proprio ragione mia nonna. Avrei dovuto fare l&#8217;avvocato&#8230;&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In principio era l&#8217;uovo. Il globo legnoso, sospeso dal ramo, ricoperto non una bens\u00ec DUE volte: dalla scorza verde, bitorzoluta, tipicamente associata al concetto di &#8220;pera alligatore&#8221;. E al di sotto di quella, una polpa dolciastra e relativamente insapore, ricca di grassi, proteine, potassio, folati e vitamine. Nella visione prototipica del Paradiso Terrestre, possono esserci &#8230; <a title=\"La condanna nascosta nel seme dell&#8217;avocado\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26411\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La condanna nascosta nel seme dell&#8217;avocado\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[410,232,451,274,228,2621,2138,1097,676,766,311,233,250,889,190,3649,858,3549,768,214,615],"class_list":["post-26411","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acqua","tag-agricoltura","tag-alberi","tag-alimenti","tag-ambiente","tag-coltivazione","tag-commerci","tag-evoluzione","tag-frutta","tag-futuro","tag-gastronomia","tag-industria","tag-messico","tag-pericolo","tag-piante","tag-rischi","tag-risorse","tag-semi","tag-societa","tag-sudamerica","tag-vegetali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26411","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26411"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26411\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26417,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26411\/revisions\/26417"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26411"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26411"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26411"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}