{"id":26405,"date":"2018-08-29T06:31:09","date_gmt":"2018-08-29T04:31:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26405"},"modified":"2018-08-29T06:35:12","modified_gmt":"2018-08-29T04:35:12","slug":"dramma-invisibile-della-diga-inghiottisce-kayak","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26405","title":{"rendered":"Il dramma invisibile della diga che inghiottisce i kayak"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/70kAZMAbdN0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26407 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Kayak-low-head-dam-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Kayak-low-head-dam-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Kayak-low-head-dam-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Kayak-low-head-dam.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il verificarsi di uno stato di pericolo non \u00e8 sempre frutto di una progressione sistematica degli eventi. Ci sono casi in cui sbagliare comportamento induce su una strada che, un poco alla volta, riduce i propri presupposti di sopravvivenza. Ed altri invece in cui trovarsi nel luogo sbagliato, al momento sbagliato, pu\u00f2 costarci tutto. Persino la vita. Certo, l&#8217;individuo intento a navigare con la sua canoa su questo fiume non identificato in Virginia Occidentale sembra aver ignorato una lunga serie di cartelli di pericolo. Ma quante persone incoscienti, persino mentre guidano l&#8217;automobile, sono purtroppo abituate ad ignorare tutta la segnaletica verticale, basandosi soltanto su semafori, strisce dell&#8217;asfalto e i propri &#8220;ottimi riflessi&#8221;? Mentre \u00e8 indubbio che pochissimi di noi, mentre remano assecondando la corrente, siano soliti guardare a lato del corso d&#8217;acqua, per acquisire la nozione informazioni che risultino effettivamente importanti. Anzi a dire il vero, addirittura primarie. Come la presenza di una <em>low head dam\u00a0<\/em>o <em>weir<\/em>, ovvero quella che in gergo italiano siamo soliti chiamare una briglia fluviale; sistema che modifica la forma del fondale, con una serie di possibili obiettivi infrastrutturali, vari quanto le possibili direzioni del vento. Eppure, proprio questo \u00e8 il punto, non si vede. Proprio per niente, presumendo di trovarsi assorti, persi nei propri pensieri, e soprattutto in posizione seduta su un piccolo scafo, prospetticamente posto in asse col punto di fuga della visuale. L&#8217;unica speranza \u00e8 leggere i cartelli oppure, notare la suggestiva increspatura che si trova innanzi, prima che quest&#8217;ultima cominci a risucchiarci verso il basso e conseguentemente, l&#8217;oblio.<br \/>\nIl punto problematico delle briglie fluviali \u00e8 che non sono SEMPRE pericolose. Questo particolare malcapitato individuo, in effetti, potrebbe essere passato di qui per dozzine di volte, senza incorrere in alcun tipo di problema. Finch\u00e9 un giorno, causa piogge a monte lungo il corso del torrente, quest&#8217;ultimo si \u00e8 ingrossato in modo sufficientemente significativo, accelerando il corso della propria progressione verso valle. Ed \u00e8 allora che il punto in cui il fondale \u00e8 stato rimpiazzato, da uno scivolo in cemento che costituisce lo scalino di una simile diga sommersa, si trasforma in quella che viene generalmente definita &#8220;la perfetta macchina da annegamento&#8221;. Pochi ne hanno conosciuto la potenza, riuscendo successivamente a raccontare la propria storia. Il che immagino che renda l&#8217;individuo americano estremamente fortunato, visto che il titolo del video parla di scampato annegamento, bench\u00e9 questo si interrompa prima che che egli possa dirsi fuori pericolo del tutto. Il che vuole dire, in altri termini, che stava ancora venendo tirato sotto, chiedendosi forse perch\u00e9 il giubbotto di salvataggio non riuscisse a farlo stare a galla, nonostante l&#8217;impegno messo nel nuotare controcorrente. Dopo quello, estremamente futile, dedicato a pagaiare nel tentativo di liberarsi da quest&#8217;attrazione fatale da cui nessuno, non importa quanto fosse abile e allenato, avrebbe mai realmente potuto sperare di mettersi in salvo. Per comprendere, dunque, l&#8217;effettivo moto della corrente in corrispondenza di queste strutture, baster\u00e0 pensare al funzionamento di una lavatrice: c&#8217;\u00e8 una massa d&#8217;acqua che viene immessa da una condotta, in questo caso la discesa della diga, all&#8217;interno di un ammasso fluido che secondo le leggi basilari della fisica, non pu\u00f2 che reagire in senso uguale e contrario. Il che forma una rientranza, come una sorta di avvallamento che prende il nome di salto idraulico. Ma se la corrente \u00e8 successivamente forte, arrivando a ricoprire totalmente questo spazio con ulteriori ettolitri d&#8217;acqua ci\u00f2 che si crea \u00e8 un vero e proprio vortice dall&#8217;asse trasversale, che pu\u00f2 intrappolare uomini e imbarcazioni facendole letteralmente scomparire dalla superficie, per poi riemergere pochi metri pi\u00f9 avanti. Dove tuttavia, il meccanismo di ritorno del fenomeno non potr\u00e0 che riportare tutto quanto indietro, e di nuovo sotto e via cos\u00ec, all&#8217;infinito. Ci sono persone, abilissime nel nuoto, che sono riuscite a cavalcare questo tipo di crisi per molti minuti ed ore, riuscendo a prendere fiato ogni volta nei pochi minuti a disposizione. Una volta presi in trappola, tuttavia, \u00e8 molto difficile che qualcuno possa prestare soccorso. L&#8217;unica speranza, \u00e8 tentare di raggiungere la riva. O come ultima speranza, compiere un gesto particolarmente azzardato: togliersi il giubbotto e buttarsi gi\u00f9 in profondit\u00e0&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26409\" aria-describedby=\"caption-attachment-26409\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XsYgODmmiAM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26409 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Fatal-currents-2-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Fatal-currents-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Fatal-currents-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Fatal-currents-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26409\" class=\"wp-caption-text\">Questa presentazione \u00e8 stata usata durante un simposio dell&#8217;Universit\u00e0 di Brigham, per spiegare la pericolosit\u00e0 della briglia del fiume Jordan, nello stato centro-orientale dello Utah.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un dilemma terribile che condiziona certe situazioni transitorie dell&#8217;esperienza umana. Quando ogni speranza appare perduta, che cosa ci resta da fare? Certi scelgono di affidarsi unicamente alle norme comportamentali rese limpide dalla convenzione; altri invece, pi\u00f9 avventati o coraggiosi, lasciano dietro di se ogni tipo di conoscenza pregressa. Per seguire quell&#8217;istinto che potrebbe, almeno in linea teorica, offrirgli l&#8217;ultima occasione di salvezza. Questo approccio risolutivo, nel caso specifico, presuppone tuttavia una conoscenza di base del funzionamento di un <em>weir<\/em>. Un qualcosa che difficilmente potremmo aspettarci di trovare in chi \u00e8 stato tanto incauto da tentare di superarla con la propria canoa. E consiste essenzialmente, come sopra accennato, di tentare la fuga iniziando dal basso, ovvero il punto in cui la progressione del gorgo si trova pi\u00f9 lontana dal suo luogo d&#8217;origine, permettendo nella migliore delle ipotesi, di spezzare le proprie catene in poche, energiche bracciate in avanti. Alcuni consigliano, nell&#8217;ultimo tratto di un tale piano di fuga, di raggomitolarsi in una palla, impedendo cos\u00ec alle gambe di agire come ancore per la corrente di ritorno, impedendo di fatto alla vittima di sfuggire al proprio terribile destino. Detto questo, resta fondamentale avere una chiara idea della propria forza residua e la conseguente probabilit\u00e0 di riuscita dell&#8217;operazione. Non esiste in effetti nessun tipo di procedura consigliata per salvarsi da questo tipo di <em>impasse<\/em>, semplicemente perch\u00e9 ogni volta che qualcuno ne esce vivo, si tratta dell&#8217;eccezione piuttosto che la regola, nonch\u00e9 frutto di una serie di coincidenze favorevoli nel verificarsi dell&#8217;orribile contingenza. Considerate, a tal proposito, che a partire da 1950 sono morte esattamente 441 persone a causa delle 235 dighe sommerse nei soli Stati Uniti. E che nonostante questo, la gente continua ad ignorare serenamente i cartelli e i divieti, semplicemente per il gusto di andare in cerca di un&#8217;appassionante avventura. Senza pensare neanche per un attimo che potrebbe essere l&#8217;ultima della loro vita.<br \/>\nEppure, nonostante l&#8217;evidente pericolosit\u00e0 di queste strutture, non c&#8217;\u00e8 nessuna nazione al mondo che possa effettivamente tentare di farne a meno. Simili scivoli, costruiti il pi\u00f9 delle volte mediante l&#8217;impiego di terrapieni ricoperti da una colata di cemento, permettono infatti di controllare il flusso del fiume, con una lunga serie di vantaggi per la popolazione. Dighe sommerse possono essere usate, ad esempio, per accelerare il corso dell&#8217;acqua in prossimit\u00e0 di un mulino o una turbina idroelettrica, piuttosto che aumentare la pressione all&#8217;interno di un sistema d&#8217;irrigazione. In certi luoghi, d&#8217;altro canto, la funzione della diga \u00e8 impedire la risalita di pesci o altri animali non nativi, capaci di danneggiare l&#8217;intero ecosistema di un lago. Un&#8217;altra funzione primaria dei <em>weir<\/em> \u00e8 modificare in maniera profonda il corso di un fiume, annullando l&#8217;esistenza di gorghi in particolari sezioni e rendendole, in conseguenza di questo, perfettamente navigabili. Un esempio particolarmente noto a tal fine \u00e8 quello del Tamigi a Londra, che ne presenta ben 45 disposte lungo il suo tragitto, in corrispondenza di chiuse, moli e altre strutture, agevolando gli spostamenti delle imbarcazioni cittadine. Anche Roma presenta, lungo il corso del Tevere, una singola ma fondamentale briglia fluviale: quella posta in corrispondenza dell&#8217;Isola Tiberina, finalizzata ad equalizzare il moto della corrente tra gli argini costruiti in corrispondenza del grosso ostacolo a forma di nave. Ed \u00e8 in effetti particolarmente chiaro, nella mente di tutti, che cosa potrebbe succedere a chiunque fosse tanto incauto da cadere nelle acque torbide del &#8220;biondo&#8221; serpente geografico, particolarmente durante una delle spaventose piene che tendono occasionalmente a ingrossarlo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26408\" aria-describedby=\"caption-attachment-26408\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-TlSMD1iEwU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26408 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Weir-danger-presentation-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Weir-danger-presentation-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Weir-danger-presentation-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Weir-danger-presentation.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26408\" class=\"wp-caption-text\">Jess James, pompiere di Newbury (Inghilterra) dimostra la pericolosit\u00e0 inerente delle dighe sommerse, usando un pratico apparato con ricircolo dell&#8217;acqua ed alcuni pupazzetti Playmobil. Tra i quali, neanche quello dotato di botte riuscirebbe scampare all&#8217;annegamento, se non fosse per la mano salvifica del proprio gigantesco torturatore.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima cosa da fare, dunque, ogni qualvolta si ritenga possibile la presenza di una\u00a0<em>low head dam<\/em>, \u00e8 fare tutto il possibile per evitarla. Mentre se \u00e8 ormai troppo tardi, e ci si trova gi\u00e0 presi nel suo gorgo, \u00e8 consigliabile fare affidamento al proprio giubbotto di salvataggio (se presente) nuotando energicamente verso la riva pi\u00f9 vicina. Ogni tentativo di sfuggire alla corrente contraria di superficie, invece non potr\u00e0 che rivelarsi vano.<br \/>\nMentre se tutto il resto dovesse fallire, tutto quello che resta da fare \u00e8 gettarsi in profondit\u00e0 nel gorgo impietoso dell&#8217;orribile lavatrice. Poich\u00e9 di una cosa, sopratutto, si pu\u00f2 essere certi: nessun tipo di aiuto potr\u00e0 giungere in tempo. E se qualcuno fosse tanto folle da tentare di venirci a salvare, dovrebbe avere un motore abbastanza forte da contrastare il gorgo, precisione millimetrica nel manovrarlo e allo stesso tempo prontezza di riflessi sufficiente ad afferrarci mentre riemergiamo momentaneamente nella sezione di ritorno del vortice. Vi lascio immaginare, a questo punto, quali siano le probabilit\u00e0: praticamente quelle di andare in buca la secondo colpo in un Par 5. O incontrare la figura amichevole di un pesce magico, dotato di pratica maniglia sul dorso, a cui attaccarvi mentre balza agilmente oltre il gorgo, finendo dritto nel repertorio di storie che costituisce il vastissimo folklore americano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il verificarsi di uno stato di pericolo non \u00e8 sempre frutto di una progressione sistematica degli eventi. Ci sono casi in cui sbagliare comportamento induce su una strada che, un poco alla volta, riduce i propri presupposti di sopravvivenza. 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