{"id":26289,"date":"2018-08-15T06:29:41","date_gmt":"2018-08-15T04:29:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26289"},"modified":"2018-08-15T06:35:11","modified_gmt":"2018-08-15T04:35:11","slug":"la-simpatica-creatura-oltre-concetto-lucertola-serpente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26289","title":{"rendered":"La creatura oltre il concetto di lucertola o serpente"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TjDpvC9Xh0Y\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26291 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Glass-Lizard-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Glass-Lizard-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Glass-Lizard-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Glass-Lizard.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalle pagine del mio diario russo mai scritto, cronistoria di un possibile universo parallelo: &#8220;Sono&#8230;Ovunque. Sotto l&#8217;ombra delle siepi in giardino, dentro l&#8217;acqua dei canali di scolo, dietro l&#8217;ombra dei maestosi cedri. Qualche volta, nella mia cantina. Odio quel rumore, eppure in qualche modo, amo quel rumore. Lo strisciare di un fruscio sibilante, singolo e sottile come il passaggio del vento, ma situato nell&#8217;intercapedine tra il pavimento e il sottosuolo, come se colui che lo produce (o in questo caso, coloro) volesse sottrarsi all&#8217;occhio scrutatore dei legittimi signori della Terra. Secondo i miei calcoli retroattivi, l&#8217;intera famigliola dalla lunghezza media di 30-40 cm deve essersi trasferita da queste parti verso la met\u00e0 dell&#8217;anno scorso. In fuga dalle bisce predatrici, loro acerrimi nemici, lui coperto dalle cicatrici di un&#8217;acerrima battaglia, con la coda tronca tipica della sua specie; lei gi\u00e0 gravida e pronta a deporre le circa otto uova, destinate a schiudersi entro 45-55 giorni. Cos\u00ec allo sbocciare della primavera, oltre le graziose aiuole di begonie, ovvero sotto le radici delle stesse, i rettili si sono riprodotti. Ed ora sono coinquilini della casa di famiglia. La prima volta che li ho visti ho pensato: diamine, colubridi! Molto presto sar\u00f2 morso, certamente morir\u00f2! Mentre loro mi guardavano con gli occhi stranamente umani, pazienti e carichi di tutte le esperienze di chi ne ha vissute molte, forse troppe, senza neanche entrare nei particolari. Un poco alla volta, ho poi compreso la ragione di una simile impressione: queste serpi hanno le palpebre. Addirittura potrebbero, volendo, farmi l&#8217;occhiolino. Poi le varie differenze sono diventate eveidenti, poco a poco: un buco sul finire della grossa bocca, funzionale al senso dell&#8217;udito. Non che cobra, pitoni e i loro prossimi parenti, possano vantare simili risorse sensoriali. E lingua biforcuta che saetta per tastare l&#8217;aria, non particolarmente lunga, n\u00e9 sottile. Quasi come mi trovassi innanzi ad un&#8217;iguana, tegu o altro piccolo draghetto delle umane circostanze. Ma la certezza \u00e8 giunta solo successivamente, quando ho visto il topolino di campagna che veniva catturato innanzi all&#8217;uscio di casa. E il capo dei famigli longilinei che iniziava lentamente a MASTICARE&#8230;&#8221;<br \/>\nCerto, in molti sono propensi a scambiare gli esponenti attualmente viventi della famiglia <em>Anguidae\u00a0<\/em>con il classico strisciante del giardino dell&#8217;Eden, colui che usa la zanne per ghermire la sua preda, per poi trangugiarla tutta intera, a costo di slogare temporaneamente l&#8217;articolazione della sua mascella. Del resto ci\u00f2 non ha totalmente ragione neppure chi, per semplicit\u00e0 procedurale, sceglie di chiamarle &#8220;lucertole senza zampe&#8221;. Non \u00e8 forse vero che anche i serpenti sono formalmente delle &#8220;lucertole senza zampe&#8221; in funzione della loro discendenza da un antenato comune? Che in un momento imprecisato della Preistoria ha avuto modo di acquisire l&#8217;evidenza secondo cui dopo tutto, gli arti sono totalmente sopravvalutati. Ed ha iniziato a perdere le quattro zampe un poco alla volta, nel corso di generazioni inusitate. Chi non ha visto nell&#8217;epoca di Internet e gli show televisivi di sopravvivenza, almeno un coccodrillo senza una zampa. Evenienza tutt&#8217;altro che rara in funzione delle feroci lotte territoriali tra maschi dominanti. Ebbene simili creature menomate, ben lontane dal farsene un problema, incedono tranquillamente con un moto ondulatorio e sinuoso, catturando i pesci dentro al fiume con l&#8217;identica, soddisfacente facilit\u00e0. Immaginate ora per un attimo, la stessa creatura totalmente, e simmetricamente, priva di appendici da sfruttare per il movimento. Congratulazioni: avete appena immaginato una versione ipertrofica di quella che convenzionalmente prende il nome di lucertola di vetro, in funzione dell&#8217;incredibile facilit\u00e0 con cui, se minacciata, sembra pronta a perdere anche la sua lunga coda. Il che ha un effetto alquanto memorabile, quando si considera che in simili animali, la parte sacrificabile corrisponde generalmente a un terzo o pi\u00f9 della lunghezza complessiva, inclusivo di muscoli capaci di farla muovere e agitarsi proprio come se si trattasse di una cosa viva. In altri termini, pi\u00f9 che una distrazione, il vero dono offerto agli eventuali predatori. Pi\u00f9 che sufficiente per cogliere l&#8217;opportunit\u00e0 di scivolare via, sensibilmente alleggeriti, verso l&#8217;umido ingresso della propria tana di appartenenza. Ci\u00f2 che avviene nel corso dei mesi successivi, quindi, potrebbe fare invidia a molti esseri umani. Noncurante della perdita, la serpe-lucertola mangia e inizia gradualmente ad allungarsi di nuovo. Come il serpente geometrico del primo vero videogioco per cellulari (di successo): Sss-snake!<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26290\" aria-describedby=\"caption-attachment-26290\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/J6q9qz7hHNk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26290 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Glass-Lizard-Feeding-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Glass-Lizard-Feeding-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Glass-Lizard-Feeding-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Glass-Lizard-Feeding.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26290\" class=\"wp-caption-text\">Chiunque possieda un rettile deve essere pronto a nutrirlo, di tanto in tanto, con altri animali vivi. \u00c8 una versione artificiale e controllabile, se vogliamo, della stessa imprescindibile legge di natura.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti gli <em>Anguidae\u00a0<\/em>sono famosi per l&#8217;indole pacifica e curiosa, che li porta a vivere a stretto contatto con gli umani. Del resto, il loro habitat principalmente situato nell&#8217;Europa orientale e l&#8217;Asia occidentale, tra foreste e pianure verdeggianti, \u00e8 inerentemente prossimo agli insediamenti della gente che abita da quelle parti. La loro somiglianza non \u00e8, per\u00f2, assoluta: la specie che abbiamo usato fin qui come antonomasia, poich\u00e9 la pi\u00f9 diffusa e comune, \u00e8 il cosiddetto \u0416\u0435\u043b\u0442\u043e\u043f\u0443\u0437\u0438\u043a (<em>sheltopusik<\/em>)\u00a0o\u00a0<em>Pseudopus apodus\u00a0<\/em>la cui predisposizione riproduttiva \u00e8 quella di deporre, come dicevamo, le uova. Altre varanti del concetto di lucertola di vetro, nel frattempo, sono ovovivipare, ovvero custodiscono le capsule coi piccoli nel sacco vitellino, senza interazioni nutritive dirette, prima di partorirli gi\u00e0 completamente operativi e formati in ogni loro parte. Il che nel caso specifico, sottintende una quantit\u00e0 piuttosto limitata di parti. Rispetto ai serpenti propriamente detti, intesi come rettili che hanno seguito la strada della semplificazione con qualche millennio o eone di anticipo, le differenze anatomiche iniziano quindi ad apparire progressivamente pi\u00f9 chiare: a parte la conformazione e la dotazione sensoriale della testa, che appare molto pi\u00f9 aerodinamica e priva dell&#8217;ingrossamento di quella dei loro cugini, gli <em>Anguidae\u00a0<\/em>possono vantare una particolare scanalatura lungo entrambi i lati del corpo, il cui scopo \u00e8 quello di permettere alla forma dell&#8217;animale di ingrossarsi e piegarsi maggiormente durante i movimenti. Questo perch\u00e9 le lucertole in questione presentano la caratteristica fisica di placche note con il termine di osteordermi, la cui rigidit\u00e0 gli impedirebbe, altrimenti, di strisciare. Ma c&#8217;\u00e8 anche un&#8217;altra, non meno fondamentale ragione: la disposizione dei loro organi. Attraverso le molte iterazioni progressive, infatti, i serpenti hanno visto i propri apparati fisiologici spostarsi in colonna, arrivando addirittura a perdere alcune funzionalit\u00e0 duplicate (vedi il polmone sinistro, piccolissimo e vestigiale). Mentre la lucertola di vetro possiede caratteristiche non dissimili da quelle di un comune rettile dal corpo pi\u00f9 largo, ragione per cui non pu\u00f2 <em>piegarsi\u00a0<\/em>allo stesso modo. Ma riesce molto bene a scavare, sua principale risorsa per difendersi dai predatori. Altre differenze includono l&#8217;aspetto della pelle, la quale presenta scaglie non sovrapposte bens\u00ec affiancate, nonch\u00e9 del tutto uniformi con l&#8217;area ventrale scura dell&#8217;animale, dove invece il serpente ne presenta una variante pi\u00f9 larga ed estesa, generalmente dello stesso colore del dorso. Al momento della muta poi, questa guaina viene dismessa a pezzi, come fanno le lucertole, piuttosto che in unico sacco tendenzialmente del tutto integro, come avviene nel caso dei rettili tubiformi per antonomasia.<br \/>\nLe lucertole di vetro, per fortuna, non presentano alcun tipo di veleno data l&#8217;assenza totale di organi preposti alla creazione e distribuzione di simili sostanze. I loro stessi denti, piccoli e appuntiti, non presentano scanalature che lascino intendere l&#8217;esistenza pregressa di simili meccanismi, dimostrandosi piuttosto ideali per strappare e fagocitare, nella maniera normalmente utilizzata da tutti i piccoli coccodrilli di questo mondo. Una dote naturalmente utile, quando parte della dieta sono grossi grilli dall&#8217;esoscheletro resistente, creature il cui diametro sfida talvolta quello dell&#8217;intero strisciante catturatore.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26292\" aria-describedby=\"caption-attachment-26292\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bMPNchJ0A3A\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26292 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Wild-Pseudopus-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Wild-Pseudopus-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Wild-Pseudopus-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Wild-Pseudopus.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26292\" class=\"wp-caption-text\">Visti di sfuggita, in natura, difficilmente gli Anguidae possono sembrare alcunch\u00e9 di diverso da un qualsivoglia serpente. Se spaventati, inoltre, si rivelano estremamente rapidi a scappare.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia queste creature sono piuttosto rare, bench\u00e9 esistano a settentrione alcune colonie della specie ovovivipara\u00a0<em>Anguis fragilis, <\/em>riclassificate all&#8217;inizio del XIX secolo come <em>A. Veronensis,\u00a0<\/em>grazie all&#8217;opera dell&#8217;esimio Sig. Dott. Ciro Pollini, medico e naturalista della citt\u00e0 costruita sull&#8217;ansa dell&#8217;Adige, scenario della pi\u00f9 famosa storia d&#8217;amore dell&#8217;intero mondo occidentale. Questi rettili, lunghi mediamente 50 cm e di un colore tendente al grigio, prendono quindi il nome comune di orbettini, poich\u00e9 si riteneva in origine che ci vedessero molto poco. Una nozione soltanto parzialmente vera, soprattutto una volta effettuate le debite proporzioni con altre creature d&#8217;indole prevalentemente fossoriale. Mentre per quanto concerne il senso dell&#8217;udito, non c&#8217;\u00e8 proprio nessuna storia: bench\u00e9 le vipere <em>et similia\u00a0<\/em>possano percepire le vibrazioni dell&#8217;aria con notevole precisione, avere un vero paio d&#8217;orecchie, con tanto di buchi, \u00e8 tutt&#8217;altra cosa.<br \/>\nCome nel mito della mostruosa coccatrice, creatura con il corpo di drago e la testa di gallo in grado di pietrificare gli inconsapevoli con lo sguardo, le lucertole senza zampe sembrano un amalgama alchemico d&#8217;influenze biologiche differenti. Nella mia interpretazione di un possibile universo quantistico alternativo, Shakespeare ne ha fatto poesia: &#8220;Romeo perch\u00e9 sei tu, Romeo, piccolo rospo che sale sui muri? Perch\u00e9 sei tu sul balcone oh Giulietta, strisciante serpe dei prati?&#8221; \u00c8 fin dall&#8217;era Giurassica, come narrato mediante l&#8217;impiego di effetti speciali al cinema, che la natura alla fine trova immancabilmente un modo. Tutto quello che serve \u00e8 una quantit\u00e0 sufficiente di tempo. E il solo vero, impossibile, intramontabile amore.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26295\" aria-describedby=\"caption-attachment-26295\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=CfhZuJ08nzU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26295 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Orbettino-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Orbettino-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Orbettino-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Orbettino.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26295\" class=\"wp-caption-text\">Inaspettate giustificazioni onomastiche di astrusi latinismi: con le giuste condizioni di luce, l&#8217;orbettino italiano sembra davvero un&#8217;anguilla.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalle pagine del mio diario russo mai scritto, cronistoria di un possibile universo parallelo: &#8220;Sono&#8230;Ovunque. Sotto l&#8217;ombra delle siepi in giardino, dentro l&#8217;acqua dei canali di scolo, dietro l&#8217;ombra dei maestosi cedri. Qualche volta, nella mia cantina. Odio quel rumore, eppure in qualche modo, amo quel rumore. 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