{"id":26277,"date":"2018-08-13T06:39:45","date_gmt":"2018-08-13T04:39:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26277"},"modified":"2018-08-13T06:39:45","modified_gmt":"2018-08-13T04:39:45","slug":"lo-strano-alambicco-giapponese-caffe-12-ore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26277","title":{"rendered":"Lo strano alambicco giapponese per fare il caff\u00e8 in 12 ore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/97v5hEXwz5w\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26278 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Cold-Brew-Coffee-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Cold-Brew-Coffee-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Cold-Brew-Coffee-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Cold-Brew-Coffee.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consideriamo, come riferimento, due galassie. La prima creata nel vortice incontrollato di materia all&#8217;origine dell&#8217;universo, in un turbin\u00eco plasmatico d&#8217;idrogeno ed elio, raffreddatosi gradualmente fino al formarsi di molti milioni di stelle, ciascuna delle quali dotata della sua collana di pianeti. A causa dell&#8217;intenso calore primordiale dovuto alla relativa densit\u00e0 di materia, tuttavia, nessuno di questi ultimi assume un aspetto del tutto solido e adatto alla vita superiore, disegnando un panorama cosmico di sfere celesti splendide, quanto largamente incontaminate. Nel nostro secondo termine di paragone, invece, l&#8217;universo ha gi\u00e0 una lunga storia alle spalle. Una stella particolarmente grande attraverso un ciclo durato svariati eoni, raggiunge lo stadio di supernova, ingrossandosi fino all&#8217;esplosione, dalla quale scaturisce una quantit\u00e0 inusitata di materiale, che dovr\u00e0 dare forma ai corpi celesti a noi pi\u00f9 familiari. Mentre il nucleo centrale si trasforma in un buco nero, quindi, il gelo siderale si propaga improvvisamente per pervadere ogni cosa. A partire da quel momento, alcuni dei pianeti diventano roccia fusa, poi iniziano a ricoprirsi d&#8217;acqua. La prima cellula, intesa come struttura pulsante di esseri che nuotano, respirano e mangiano i loro simili, non pu\u00f2 che essere il passaggio successivo. Quale di queste due evenienze relative alle origini del Tutto, dal punto di vista umano, dovremmo considerare maggiormente unica e preziosa? Nel primo caso il &#8220;sapore&#8221; dell&#8217;esistenza pu\u00f2 dirsi pi\u00f9 coerente, ovvero utile ad osservare l&#8217;espressione della natura pura e incontaminata, intesa come massima espressione della catena di causa ed effetto. Nel secondo, invece, albergano aromi prodotti da circostanze imprevedibili, ciascuno dei quali destinato, un giorno, a trasformarsi in un profondo mistero.<br \/>\nSiamo talmente abituati a consumare il caff\u00e8 caldo, preparato possibilmente attraverso il pratico sistema della caffettiera italiana, che non abbiamo pi\u00f9 concezione del modo in cui, negli antichi paesi di provenienza di questo letterale nettare degli Dei, esso \u00e8 stato apprezzato a temperatura ambiente, attraverso approcci tanto diretti, quanto inerentemente funzionali allo scopo di trasformare i semi di una simile appartenente tropicale alla divisione delle angiosperme, in un infuso prontamente assimilabile dall&#8217;organismo umano. Le ragioni sono molteplici, a partire dalla fatica che comportava, prima dell&#8217;invenzione dell&#8217;elettricit\u00e0, mantenere accesa e scoppiettante una fiamma viva, senza considerare la letterale impossibilit\u00e0 di raggiungere le pressioni necessarie a dare origine alla nostra beneamata versione espressa della bevanda. E se non puoi avere le cose subito, tanto vale farle per bene. Giusto? Cos\u00ec abbiamo cognizione del modo in cui le popolazioni d&#8217;Etiopia e delle regioni confinanti d&#8217;Africa e Arabia, erano solite sminuzzare i chicchi e lasciarli a bagno anche per molte ore, ottenendo una sostanza densa che, successivamente, veniva allungata con l&#8217;acqua prima di berla, possibilmente tutta d&#8217;un fiato. Ma forse l&#8217;espressione destinata a lasciare un segno maggiormente indelebile di questo approccio possiamo trovarla nell&#8217;assai pi\u00f9 recenti 1600 d.C, quando sulle navi degli esploratori olandesi, la ciurma era solita assumere caffeina attraverso metodi largamente simili, evitando cos\u00ec di mettere a rischio zone incendiabili delle loro navi, con il valore aggiunto che il caff\u00e8 preparato a temperatura ambiente, in genere, riesce a conservarsi bevibile per oltre una settimana. Quando costoro giunsero, tra i molti luoghi, nell&#8217;arcipelago d&#8217;isole situato all&#8217;estremit\u00e0 orientale del mondo, i nativi che non avevano mai assaggiato niente di simile rimasero immediatamente colpiti. E come loro massima prerogativa attraverso la corrente di pensiero e i molti esperimenti del cosiddetto <em>rangaku\u00a0<\/em>(studi della gente d&#8217;Olanda) iniziarono subito a pensare come potesse essere migliorata.<br \/>\nC&#8217;era stata la grande battaglia di Sekigahara, a quei tempi, e i molti signori della guerra perennemente intenti a combattersi si erano riuniti sotto un solo stendardo, dando origine al grande governo pacificatore dei Tokugawa. Mentre il paese rifiutava quindi in maniera formale ogni contatto con l&#8217;esterno, diversamente dalla politica dei commerci praticata da molti dei <em>daimyo\u00a0<\/em>(signori feudali) dell&#8217;epoca precedente, nelle grandi citt\u00e0 costiere, all&#8217;interno di quartieri speciali adibiti allo scopo, l&#8217;interscambio coi visitatori europei continuava indisturbato. E fu per la prima volta a Kyoto, per quanto ci \u00e8 dato di sapere, che a qualcuno venne in mente di costruire una di queste torri. Forse la maniera pi\u00f9 lenta, eppure a suo modo apprezzabile, di assaggiare questo sapore che toglie il sonno, acuendo al contempo la sensibilit\u00e0 delle percezioni, sebbene in maniera leggera. Andando a costituire un&#8217;ulteriore espressione della forma di doping maggiormente diffusa e accettata al mondo. Detto questo, \u00e8 indubbio che occorra una certa dose di pazienza&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26280\" aria-describedby=\"caption-attachment-26280\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ZFQlaO07bps\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26280 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Yama-Cold-Brewer-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Yama-Cold-Brewer-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Yama-Cold-Brewer-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Yama-Cold-Brewer.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26280\" class=\"wp-caption-text\">Attrezzo prototipico dell&#8217;<em>hipster<\/em> ideale, il gocciolatoio giapponese viene generalmente acquistato da chi, stanco di pagare i prezzi gonfiati dalle istituzioni del ristoro alternativo, decide d&#8217;iniziare a prodursi il caff\u00e8 freddo in casa. Ma quali sono i giusti rapporti di acqua, ghiaccio e miscela? Come prevedibile, i risultati possono variare sulla base dell&#8217;esperienza pregressa&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fare il caff\u00e8 a freddo con il tradizionale metodo giapponese di Kyoto comporta, generalmente, un&#8217;attesa di almeno 8-9 ore, facilmente in grado di raggiungere le 12 nel caso in cui si desideri incrementare l&#8217;aroma della bevanda. Un obiettivo conseguito aprendo in maniera minore il piccolo rubinetto posto in cima ad uno di questi contorti meccanismi, diminuendo conseguentemente la velocit\u00e0 con cui l&#8217;acqua potr\u00e0 dare origine al processo d&#8217;infusione. Torri che prendono il nome convenzionale di gocciolatoi ovvero \u30b3\u30fc\u30d2\u30fc\u30c9\u30ea\u30c3\u30d7 (letteralmente la trascrizione dell&#8217;inglese &#8220;<em>coffee dripper<\/em>&#8220;) bench\u00e9 l&#8217;impiego di termini per antonomasia, dei pi\u00f9 famosi produttori di settore, siano altrettanto accettati e chiari per ampie fasce della popolazione. Esse sono composte, essenzialmente, da tre parti: un recipiente superiore dove viene immessa dell&#8217;acqua, possibilmente mista a ghiaccio (ma non \u00e8 una regola) per poi farla fuoriuscire un poco alla volta, come fosse la sabbia di una clessidra. Al di sotto di essa, il contenitore con la miscela di caff\u00e8 scelta, in quantit\u00e0 proporzionale all&#8217;acqua e la quantit\u00e0 di tazzine desiderate. Sopra la quale viene posto un filtro o un piccolo fazzoletto, ma non con lo scopo di purificare alcunch\u00e9, bens\u00ec al fine di garantire una diffusione del liquido in tutto lo spazio a disposizione, senza la formazione di problematici &#8220;buchi&#8221; all&#8217;interno della sostanza granulare sottostante. Sotto la quale, nel frattempo, trova posizione un sifone spiraleggiante, anch&#8217;esso costruito in vetro, lungo il quale l&#8217;infuso risultante dovr\u00e0 precipitare un poco alla volta, finendo nell&#8217;ultimo e pi\u00f9 capiente dei tre vasi. Una forma all&#8217;apparenza soltanto decorativa, che tuttavia ha lo scopo di lasciar passare una certa quantit\u00e0 d&#8217;aria verso l&#8217;alto, consentendo l&#8217;interscambio di fluidi che permette all&#8217;acqua di raggiungere la sua ultima destinazione.<br \/>\nOra, chiunque abbia assaggiato il caff\u00e8 nostrano dopo che si era freddato sa che il suo sapore non \u00e8 particolarmente gradevole. O volendo lasciar da parte gli eufemismi, possiamo dire che si presenti come particolarmente amaro e &#8220;bruciaticcio&#8221; costituendo pi\u00f9 che altro una forma di auto-fustigazione per non essersi presentati puntuali al momento in cui era stato portato in tavola. Sarebbe tuttavia un errore, pensare di paragonare questa versione che nasce attraverso il sistema freddo del secondo gruppo di galassie a quello dei pianeti ancestrali, cotti a puntino dalla caotica compressione della materia. Con questo sistema particolarmente lento per infondere l&#8217;aroma dei chicchi nell&#8217;acqua di passaggio, infatti, nessun principio intrinseco viene chimicamente attivato nella miscela, lasciandola conforme al pi\u00f9 delicato sapore che aveva in origine, gi\u00e0 molto prima che i popoli dell&#8217;Occidente europeo iniziassero ad accelerare il processo mediante l&#8217;impiego del fuoco. In Giappone, del resto, un metodo simile veniva largamente impiegato per preparare alcune varianti del t\u00e8, bevanda comunemente impiegata durante il convivo o come forma di meditazione, ovvero un sentiero di accesso alla visione pi\u00f9 organica e pervasiva dell&#8217;esistenza. Perci\u00f2 in quale maniera, un samurai che aveva ormai deposto le armi ed iniziava a trasformarsi in funzionario del nuovo ordine governativo nazionale, avrebbe dovuto spazientirsi dinnanzi all&#8217;attesa di anche parecchie ore, prima di bere quanto i &#8220;barbari del Sud&#8221; avevano trasportato fin qui a bordo delle loro potenti navi? La torre del gocciolatoio inizi\u00f2 a trasformarsi gradualmente in una sorta di eclettico status symbol, Un ruolo che avrebbe continuato a ricoprire anche dopo la fine del <em>bakufu<\/em> (governo shogunale) oltre due secoli e mezzo dopo, e da l\u00ec fino ai giorni nostri, in cui \u00e8 possibile acquistare simili dispositivi per il prezzo di svariate centinaia d&#8217;euro, fino alle letterali migliaia dei prodotti pi\u00f9 lussuosi e pregiati. Detto questo, esistono di sicuro approcci pi\u00f9 semplici per la creazione del caff\u00e8 a freddo&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_26279\" aria-describedby=\"caption-attachment-26279\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-Cnd5LZVm4o\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26279 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Hario-Drip-Bewer-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Hario-Drip-Bewer-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Hario-Drip-Bewer-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/08\/Hario-Drip-Bewer.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26279\" class=\"wp-caption-text\">Questo stile di gocciolatoio, usato infrequentemente nel suo stesso paese d&#8217;origine, pu\u00f2 costituire un elemento di conversazione durante una cena tra amici o l&#8217;insolito elemento decorativo all&#8217;interno di una cucina. I giapponesi moderni, molto spesso, non fanno il caff\u00e8 in casa e di sicuro non conoscono l&#8217;espresso prodotto con il metodo italiano.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche senza dover ricorrere all&#8217;estremo opposto del semplice filtro di carta (o fazzoletto) disposto a cono sopra un bicchiere, letteralmente ogni macchina per il caff\u00e8 all&#8217;americana (nella Moka nostrana, in effetti, non pu\u00f2 esserci filtraggio senza aumento della pressione) pu\u00f2 essere idealmente trasformata in gocciolatoio, con il giusto grado di pazienza. Per chi volesse assaggiare l&#8217;esotica prelibatezza in un tempo massimo di 1-2 ore, tuttavia, si consiglia l&#8217;impiego di &#8220;macchine&#8221; come quelle prodotte dalla compagnia Toddy, in realt\u00e0 poco pi\u00f9 che un doppio bicchiere con recipiente posto in mezzo, nel quale immettere la quantit\u00e0 necessaria a produrre l&#8217;infuso. Inventata, secondo la leggenda aziendale, dopo un breve viaggio del fondatore Todd Simpson in Per\u00f9 verso l&#8217;inizio degli anni &#8217;60, dove questi ebbe modo di scoprire il metodo con cui la popolazione locale aveva appreso ad infondere il gusto della pianta introdotta <em>Coffea robusta <\/em>senza dover ricorrere all&#8217;impiego dei fornelli. Un sistema simile al suo, quindi, \u00e8 stato successivamente stato reimportato in Giappone, portando alla graduale sostituzione delle ingombranti torri con gocciolatoi pi\u00f9 compatti e moderni, bench\u00e9 assai comprensibilmente, nel momento in cui una simile bevanda viene consumata di preferenza fredda o a temperatura ambiente, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuna ragione di farsela in casa. Fatta eccezione dunque per i cultori delle &#8220;semplici cose di una volta&#8221; il caff\u00e8 preferito dai giapponesi \u00e8 diventato quello dei distributori refrigerati, o acquistato direttamente in bottiglia dagli scaffali del pi\u00f9 vicino supermercato o\u00a0<em>conbini\u00a0<\/em>(i famosi mini-market aperti 24 ore al giorno).<br \/>\nEsistono letterali migliaia di modi per preparare il caff\u00e8 e i suoi derivati, variegati e imprevedibili come le molte correnti di pensiero che si rincorrono tra i diversi recessi del globo. Letteralmente impossibile, sarebbe comprendere quale sia il &#8220;migliore&#8221; semplicemente perch\u00e9 in ogni paese, ogni regione e persino ciascuna citt\u00e0, la gente sarebbe pronta a porre il proprio su un piedistallo elevato. Tutto quello che ci resterebbe da fare, come viaggiatori del gusto nell&#8217;epoca globalizzata, \u00e8 assaggiarli tutti almeno una volta nella vita. E soltanto allora, finalmente, potremo comprendere la realt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Consideriamo, come riferimento, due galassie. La prima creata nel vortice incontrollato di materia all&#8217;origine dell&#8217;universo, in un turbin\u00eco plasmatico d&#8217;idrogeno ed elio, raffreddatosi gradualmente fino al formarsi di molti milioni di stelle, ciascuna delle quali dotata della sua collana di pianeti. 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