{"id":26164,"date":"2018-07-30T06:24:14","date_gmt":"2018-07-30T04:24:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26164"},"modified":"2018-07-30T06:24:52","modified_gmt":"2018-07-30T04:24:52","slug":"serve-ponte-vietnamita-delle-mani-giganti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26164","title":{"rendered":"A che serve il ponte vietnamita delle mani giganti?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/QnY74vH-iNE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26167 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Hands-Bridge-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Hands-Bridge-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Hands-Bridge-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Hands-Bridge.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse ne avrete conoscenza grazie a un qualche blog di design, oppure la pagina Instagram di un grande viaggiatore. O ancora il breve segmento mandato in onda, imitando i reportage stranieri, da almeno un paio di telegiornali delle Tv italiane. Il ponte di Cau Vang, inaugurato all&#8217;inizio del mese presso la costa centro-meridionale del Vietnam, non lontano dalla grande citt\u00e0 di Da Nang, costituisce di certo una visione capace d&#8217;impressionare gli spettatori, non importa quanto distanti nello spazio: una sottile striscia, presumibilmente d&#8217;acciaio, ricoperta da ordinati listelli in legno e sospesa grazie a due mani gigantesche e ricoperte di muschio sopra una valle erbosa che si estende fino a perdita d&#8217;occhio,\u00a0 con pochissime strutture visibili fino al profilo disegnato dalle montagne distanti. Fatta eccezione per i fili appena visibili di un&#8217;importante funivia, nei fatti la pi\u00f9 lunga del mondo intero, ultimata nel 2007 per 5,8 Km di estensione, terminanti all&#8217;altezza di 1489 metri sul livello del mare. Verso una meta che forse, alcuni tra i pi\u00f9 attenti ai dettagli, saranno riusciti a scorgere soltanto per pochi secondi ai margini dell&#8217;inquadratura promozionale, restando, possiamo presumerlo, immediatamente basiti. Gi\u00e0, perch\u00e9 chi mai si aspetterebbe, nelle profondit\u00e0 del Sud-Est Asiatico le cime appuntite di quelle che possono essere soltanto le torri di un vero e proprio castello europeo, affiancate da un campanile che non apparirebbe particolarmente fuori luogo neppure sopra la grande cattedrale di Notre-Dame? \u00c8 una domanda altamente situazionale questa, che tra tutti i possibili luoghi a disposizione, si pu\u00f2 essere indotti a porsi soltanto tra le cosiddette montagne di marmo, presso la cima che prende il nome di Ba Na. Un luogo legato, nella sua storia e nella fantasia delle persone, a stretto giro di corda con un paese estremamente lontano: la sola ed unica Francia, ambasciatrice ad ampio spettro del gusto e lo stile europeo.<br \/>\nLa remota ragione di ci\u00f2 pu\u00f2 essere fatta risalire agli inizi del &#8216;900, quando l&#8217;imperatore Napoleone III, avendo ricevuto notizia che alcuni preti missionari erano stati ferocemente assassinati presso i territori coloniali della\u00a0Cocincina, invi\u00f2 alcune navi e un potente corpo di spedizione a &#8220;punire&#8221; (nei fatti, conquistare) uno dei principali porti strategici dell&#8217;intero Mar Cinese Meridionale. Ma quando il fumo dei cannoni ebbe modo di diradarsi, e i burocrati tra i soldati fondarono le prime ambasciate e i posti di guardia tutto attorno al centro di Da Nang, scoprirono quanto fosse calda, umida e piena d&#8217;insetti l&#8217;aria a queste latitudini tropicali, cercando immediatamente refrigerio alle pi\u00f9 elevate altitudini dei picchi montani circostanti. Secondo una curiosa leggenda, sarebbe dunque cos\u00ec che la montagna del ponte avrebbe ricevuto il suo attuale nome: perch\u00e9 quando i manovali e altri membri del presidio occidentale presero a salire l&#8217;irto pendio, con la missione di costruire delle lussuose ville per i loro superiori, non poterono fare a meno di evidenziare tra loro la presenza di un alto numero di alberi di banane. Al che le guide locali, sentendo ripetere la parola ignota, capirono invece &#8220;Ba Na, Ba Na&#8221; che significa &#8220;La mia montagna&#8221;. In altre versioni, il nome sarebbe invece una storpiatura di quello della moglie del governatore, chiamata dai locali la signora Ya Na. Trascorso ormai oltre un secolo, quindi, delle opulenti residenze non restano segni evidenti, forse per l&#8217;opera di frange nazionaliste nel corso dei lunghi conflitti che hanno attraversato la regione, bench\u00e9 il ricordo della loro esistenza sopravviva nitido nella memoria delle persone.<br \/>\nCome faccio a saperlo? Basta completare il giro del ponte delle mani giganti, in realt\u00e0 niente pi\u00f9 che una imponente passerella panoramica per turisti incorniciata tra coreografiche aiuole di crisantemi, per accedere ai giardini altamente decorativi di\u00a0Thien Thai e al di l\u00e0 di quelli, il sito in cui si trovava l&#8217;insediamento straniero. Che oggi ospita un vero e proprio&#8230; Luna Park, con svariate attrazioni, tra cui un fantastico agglomerato di edifici apparentemente spostati fin qui da una sorta di varco dimensionale, visto quanto dovrebbero ipoteticamente assomigliare all&#8217;aspetto tipico di un villaggio medievale francese. C&#8217;\u00e8 un po&#8217; di tutto, in questo resort dall&#8217;alta percorrenza turistica (fino a 3,7 milioni di persone l&#8217;anno): la grossa torre a tamburo capace di resistere a qualsiasi assedio, con severe merlature e una cima appuntita; la fontana di marmo nella piazza principale con pavimentazione in cubetti a code di pavone, circondata da saltimbanchi, scimmiette ammaestrate e giocolieri; la chiesa pseudo-cristiana con una sorta di facciata neo-gotica, soltanto lievemente rovinata dall&#8217;aspetto un po&#8217; troppo stereotipico della pietra vagamente anticata. E altri deliziosi segreti nel sottosuolo&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26166\" aria-describedby=\"caption-attachment-26166\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6DA3mfxKHi4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26166 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Ba-Na-Village-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Ba-Na-Village-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Ba-Na-Village-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Ba-Na-Village.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26166\" class=\"wp-caption-text\">Mentre il pensiero corre spontaneamente a Disneyland, \u00e8 difficile non notare le sottili differenze tra i due paesi dei balocchi agli antipodi del pianeta. Sopratutto nel contengo e l&#8217;approccio delle persone, che in qualche modo vivono il finto villaggio di Ba Na come un&#8217;esperienza spirituale ed educativa, poich\u00e9 li trasporta in un mondo e un&#8217;epoca lontane dal loro vivere quotidiano.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 di Da Nang, che di ponti stravaganti ha una certa esperienza (vedi il famoso <a href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=6019\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">viadotto a forma di drago<\/a>, che ogni settimana viene acceso almeno una volta per fargli sputare fuoco ed acqua sopra automobilisti di passaggio, tutti egualmente colpiti da una simile magnificenza) guarda al resort di Ba Na come un&#8217;importante risorsa turistica, ragione per cui all&#8217;inizio del 2018 sono stati stanziati l&#8217;equivalente di due miliardi di dollari per un ampio progetto di rinnovamento e potenziamento delle strutture turistiche annesse, proprio l&#8217;evento a seguito del quale, secondo alcune testimonianze pubblicate online, avrebbe avuto inizio la rapida e determinata costruzione del villaggio in stile &#8220;francese&#8221;. Contesto nel quale, il grande ponte\/passerella non dovrebbe rappresentare altro che l&#8217;ennesima attrazione, capace di coinvolgere il pubblico con il suo aspetto misterioso ed antico, grazie all&#8217;opera dello studio di architetti di Ho Chi Min City noto come TA Corporation, <a href=\"http:\/\/talavn.com.vn\/en\/gold-bridge-1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sul cui sito Internet<\/a> qualcuno ha trovato un rendering dell&#8217;affascinante struttura, anche in assenza di un&#8217;attribuzione ufficiale da parte degli enti governativi. Un qualcosa che non sembrerebbe legarsi in alcun modo particolare n\u00e9 con il contesto storico della regione, n\u00e9 tanto meno col resto del parco giochi a tema, bench\u00e9 prima di elaborare un giudizio risulti necessario considerare chi sia, esattamente, il target di una simile creazione: non tanto i turisti occidentali provenienti dall&#8217;altra parte del mondo, che costituiscono in percentuale una parte minore della totalit\u00e0 in visita presso questo resort montano, bens\u00ec quelli provenienti dal resto del Vietnam e regioni confinanti, tra cui per l&#8217;appunto la Cina. Ora come potreste forse sapere per conoscenze pregresse, la cognizione che sussiste in queste culture del riprodurre o traslare concetti per loro alieni \u00e8 molto diversa dalla nostra: laddove una reinterpretazione, non importa quanto fantasiosa, viene comunque considerata un significativo gesto di rispetto nei confronti di chi ha prodotto l&#8217;originale e non importa quanti elementi fuori luogo vengano posizionati tutto attorno alla struttura principale: essa ne verr\u00e0, concettualmente, arricchita. Cos\u00ec queste mani giganti, che non sono in effetti quelle di Buddha, di un titano o di qualunque altro essere sovrumano, scaturiscono dalla montagna volendo comunicare un senso latente di mistero che fa pensare ad antiche civilt\u00e0 dimenticate, quasi che il mistico Vietnam, in qualche maniera, voglia presentare al pubblico un lato precedentemente del tutto sconosciuto. E ben poco importa come, in effetti, i veri sostegni del ponte siano facilmente identificabili in degli assai meno emozionanti piloni di metallo: dopo tutto, a queste altitudini spesso c&#8217;\u00e8 la nebbia. E pi\u00f9 o meno tutti, ormai, hanno visto il Signore degli Anelli, no?<br \/>\nUna volta completato il percorso della passerella, che si estende non troppo lontano dalla stazione della lunghissima funivia di accesso principale (in realt\u00e0 ce ne sono altre, con fermate intermedie e un minore costo operativo, finalizzate a coprire le ore mattutine) il visitatore viene quindi chiamato a sperimentare le altre attrazioni per cos\u00ec dire &#8220;operative&#8221; del parco, che includono un&#8217;antica (?) pagoda sotterranea, con immagini del Buddha e altri dei ancestrali, una montagna russa senza motore, con vetture che percorrono un arzigogolato binario tutto attorno al resort e soprattutto la rinomata cantina dei vini (e birre) a cui fanno riferimento un certo numero di ristoranti, bar e luoghi di ristoro, polo irrinunciabile di qualsiasi localit\u00e0 turistica degna di questo nome.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26165\" aria-describedby=\"caption-attachment-26165\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/byL_ycShp1M\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26165 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Ba-Na-Coaster-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Ba-Na-Coaster-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Ba-Na-Coaster-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Ba-Na-Coaster.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26165\" class=\"wp-caption-text\">Le montagne russe alpine sono sempre un divertimento intrigante, sopratutto per chi soffre di mal di mare o vertigini causate dall&#8217;alta velocit\u00e0. Dopo tutto, nella loro versione convenzionale motorizzata non \u00e8 presente una pratica e conveniente leva del freno&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Vietnam, tra tutti paesi d&#8217;Asia, \u00e8 forse uno di quelli maggiormente fraintesi dall&#8217;ideale comune, che lo collega ancora alle miserie e alle sofferenze dell&#8217;epoca della guerra civile, principale momento di contatto con l&#8217;Occidente. Mentre l&#8217;intera citt\u00e0 di Da Nang e dintorni, con la sua primaria importanza commerciale, non fu mai effettivamente fatta oggetto di bombardamenti e persino dopo la ritirata delle truppe americane nel 1975 fu conquistata dalle truppe comuniste senza sparare un singolo colpo. A tal punto, veniva considerata degna di essere preservata nel suo stato di piena operativit\u00e0 e completa dell&#8217;intero patrimonio storico, risalente all&#8217;epoca dell&#8217;antico regno di Champa (192 d.C.) Negli anni successivi della progressiva ripresa economica, che ha fatto oggi dell&#8217;intero paese una delle principali potenze emergenti della sua regione, il Vietnam si \u00e8 quindi riscoperto come meta turistica elettiva di ampie fasce di popolazione asiatica, investendo copiosamente su questa industria dalle potenzialit\u00e0 letteralmente infinite. Una strategia che sta ampiamente pagando, direi, visto l&#8217;aumento riportato di circa il triplo per le tariffe degli hotel locali, a partire dal completamento del villaggio francese della montagna di Ba Na.<br \/>\nE poi chi pu\u00f2 dirlo, un giorno, magari, anche a noi capiter\u00e0 di fare una simile esperienza. Fluttuare magicamente sopra la valle dimenticata, sostenuti dalle mani gigantesche di una statua semi-sepolta dagli strati del tempo. Per chiederci&#8230; Che cosa, esattamente? Quanto fosse alto costui un tempo? A quale profondit\u00e0 trovino collocazione, volendo, i suoi ponderosi piedi? Coltivando, secondo la probabile idea dei costruttori, l&#8217;atroce sospetto all&#8217;improvviso, tanto per farci una sorpresa, l&#8217;inusitata creatura possa riprendere a camminare. Per farci rivivere, tra montagne nebbiose e castelli europei, alcune delle scene pi\u00f9 drammatiche dell&#8217;Attacco dei Titani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse ne avrete conoscenza grazie a un qualche blog di design, oppure la pagina Instagram di un grande viaggiatore. O ancora il breve segmento mandato in onda, imitando i reportage stranieri, da almeno un paio di telegiornali delle Tv italiane. Il ponte di Cau Vang, inaugurato all&#8217;inizio del mese presso la costa centro-meridionale del Vietnam, &#8230; <a title=\"A che serve il ponte vietnamita delle mani giganti?\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26164\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su A che serve il ponte vietnamita delle mani giganti?\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[240,884,983,3600,2040,195,301,770,743,280,3599,89,1725,431,1523,87,287,2191],"class_list":["post-26164","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-asia","tag-attrazioni","tag-castelli","tag-divertimenti","tag-funivie","tag-luoghi-misteriosi","tag-montagne","tag-montagne-russe","tag-monumenti","tag-ponti","tag-resort","tag-strano","tag-strutture","tag-sud-est-asiatico","tag-turismo","tag-viaggi","tag-vietnam","tag-villaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26164","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26164"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26164\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26168,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26164\/revisions\/26168"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26164"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26164"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26164"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}