{"id":26155,"date":"2018-07-29T06:28:56","date_gmt":"2018-07-29T04:28:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26155"},"modified":"2018-07-29T06:39:19","modified_gmt":"2018-07-29T04:39:19","slug":"luccello-ramingo-dalle-ali-cera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26155","title":{"rendered":"L&#8217;uccello ramingo dalle ali di cera"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=HL0kDQVSadk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26157 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Waxwing-Documentary-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Waxwing-Documentary-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Waxwing-Documentary-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Waxwing-Documentary.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci credo. Non \u00e8 possibile. Gli uccelli, nelle loro migrazioni, seguono un copione estremamente preciso e ripetitivo. Molte sono le conferme di un tale comportamento, intere famiglie e gruppi di specie molto diverse tra loro che attraverso una bussola e un calendario biologico, seguono itinerari straordinariamente precisi attraverso i confini del globo, incontrando regolarmente le stesse bolle climatiche, ecologiche e situazionali. Eppure ieri l&#8217;alto albero di ginepro del mio giardino appena fuori Milano, da un giorno all&#8217;altro, si \u00e8 ritrovato del tutto spoglio delle splendenti bacche, con cui volevo preparare una gustosa marmellata color cobalto. Andando quindi ad interrogare il vicino, quello mi ha detto: &#8220;Si, si,\u00a0robba de ciod! Non l&#8217;hai visto? Probabilmente eri al lavoro. C&#8217;\u00e8 stata una calata d&#8217;uccelli invasori: grossi passeri marroni con maschera da ladro e la pancia grigiastra, la coda arancione, la lunga cresta aerodinamica, la punta delle ali di un rosso intenso. Non avevo mai visto nulla di simile in vita mia&#8230; Dolsa l&#8217;uga, eh?&#8221; Voglio dire: come no! Un uccello lungo all&#8217;incirca una quindicina di centimetri, noto per l&#8217;apprezzamento dei lombrichi e gli insetti di terra, qualche manciata di semi e un bocciolo o due, che spoglia completamente un albero di 25 metri di altezza&#8230; Credi che sia nato ieri o abbia preso una dose del medicinale che altera le percezioni noto in america come <em>crazy pills, Fam<\/em>? \u00c8 stato allora pi\u00f9 o meno, che ho deciso di confermare o smentire la strana storia mettendo una\u00a0<em>telecamera\u00a0<\/em>sul davanzale della finestra. Fregato una volta, la colpa e tua. Fregato due&#8230;<br \/>\nE non \u00e8 facile, invero \u00e8 in effetti persino difficile, che nel Nord Italia si conosca l&#8217;aspetto di questi uccelli stranieri tipici della zona olartica, che durante le loro migrazioni compaiono e scompaiono a piacimento in diverse zone d&#8217;Europa, inclusa la parte settentrionale d&#8217;Italia. Linneo aveva coniato per loro il nome di\u00a0<i>Bombycilla garrulus<\/i>, dall&#8217;unione di <em>Bombyx<\/em> (il baco da seta) per via delle macchie rosse simile al materiale fuso usato come tipico sigillo delle missive di epoca pre-moderna con il termine latino per &#8220;ciarliero&#8221; o &#8220;rumoroso&#8221;, ma per i non scienziati furono fin da subito <em>waxwing <\/em>(ali-di-cera) o in alternativa,\u00a0beccofrusoni di Bohemia: forse perch\u00e9 si riteneva, erroneamente, che provenissero da quel paese, o ancor pi\u00f9 probabilmente a causa di un&#8217;associazione col popolo dei girovaghi, la cui patria era il luogo in cui piantavano le proprie tende fino alla prossima luna nuova. In Olanda in particolare, l&#8217;associazione fu di tipo decisamente pi\u00f9 nefasto, attribuendogli il nome di <em>Pestvogel<\/em> (uccello della peste) in quanto si riteneva che la sua venuta preannunciasse l&#8217;imminente manifestarsi di una drammatica epidemia. Mere superstizioni, ovviamente, bench\u00e9 sia necessario ammettere che il ritorno di simili volatori potesse risultare un&#8217;esperienza strana, inaspettata e visivamente stupefacente. I beccofrusoni non sono particolarmente comuni da nessuna parte in cui se ne verifichi l&#8217;occorrenza, fatta forse eccezione per alcune regioni del Canada (sp. <em>B. cedrorum<\/em>) e l&#8217;estremo Nord-Est dell&#8217;Asia (sp.\u00a0<i>B. japonica<\/i>) mentre la variante associata comunemente col territorio europeo, che trova diffusione anche negli areali dei propri pi\u00f9 prossimi parente, \u00e8 nota per scomparire e ricomparire improvvisamente, spesso con l&#8217;arrivo di letterali stormi da molte centinaia di esemplari, che si diffondono a macchia d&#8217;olio tra boschi, foreste o dovunque gli capiti di trovare il loro cibo preferito.<br \/>\nOra, \u00e8 naturalmente difficile trovare una specie di uccelli che possa effettivamente definirsi &#8220;vegetariana&#8221; laddove si scopre in genere, prima o poi, che essa \u00e8 solita integrare la propria dieta con un artropode o due, ogni qualvolta se ne presenti l&#8217;opportunit\u00e0. Ed in effetti, anche nel presente caso \u00e8 cos\u00ec. Ma non c&#8217;\u00e8 probabilmente alcun essere dei cieli che ami le bacche, o la frutta pi\u00f9 di costoro&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26156\" aria-describedby=\"caption-attachment-26156\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=7hOZxxBre1w\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26156 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Waxwing-and-Youngling-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Waxwing-and-Youngling-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Waxwing-and-Youngling-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Waxwing-and-Youngling.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26156\" class=\"wp-caption-text\">Ping, pong, ping, pong. Una dopo l&#8217;altra, le palline scendono dal distributore, che poi \u00e8 il becco del genitore intento a rigurgitare il cibo. Ma il figlioletto non pu\u00f2 comprendere, n\u00e9 ha ragione effettivamente di pensare, quanto la situazione ricordi un <em>dispenser<\/em> di deliziose caramelle al gusto di liquirizia&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 una storia pi\u00f9 volte ripetuta che, ritengo, pu\u00f2 sintetizzare in maniera straordinariamente vivida la storia evolutiva e biologica di questi uccelli. Quella del cuculo comune (<em>Cuculus Linnaeus<\/em>) o altre specie parassitarie, che sono solite invadere i nidi altrui deponendovi le proprie uova, confidando che gli stolti o troppo benevoli uccelli, non riconoscendo istintivamente la differenza, finiscano per nutrire la propria malefica prole (che alla prima occasione, butter\u00e0 i veri figli gi\u00f9 dal nido). Orbene gli studi scientifici hanno dimostrato come, nonostante l&#8217;opportunit\u00e0 si presenti spesso, questi crudeli genitori non compiano mai tale gesto nel nido dei beccofrusoni. La ragione \u00e8 presto detta: essi sanno per l&#8217;esperienza pregressa, iscritta nel proprio codice genetico, che se l&#8217;uovo di cuculo dovesse schiudersi a casa loro, l&#8217;occupante verr\u00e0 tirato su quasi unicamente con bacche e pezzettini di frutta, andando incontro a carenze vitaminiche che ben presto, ne causerebbero la morte. Mentre soltanto i legittimi occupanti del nido posseggono un fegato sufficientemente sovradimensionato, in proporzione, da trarre le sostanze nutritive richieste a crescere forti e in orario. Ed \u00e8 cos\u00ec che la dieta particolare del migratore di Bohemia, nelle sue lande d&#8217;appartenenza e riproduzione settentrionali, diventa anche uno strumento d&#8217;autodifesa di altissima caratura, vero e proprio scudo contro le avversit\u00e0 del fato.<br \/>\nOsservare un&#8217;intero stormo di beccofrusoni, creature estremamente socievoli, mentre i suoi membri foraggiano il cibo \u00e8 una visione straordinariamente surreale. Essi sono soliti arrivare sulla scena del delitto tutti contemporaneamente, occupando un ramo ciascuno. Quindi, in una notevole dimostrazione d&#8217;altruismo letteralmente ignota nei passeriformi nostrani, iniziano a passarsi la frutta l&#8217;un l&#8217;altro, assicurandosi che ciascuno di loro possa nutrirsi fino a saziet\u00e0. L&#8217;effetto e la rapida voracit\u00e0 che dimostrano, in certi ambienti, li ha fatti paragonare a dei veri e propri piranha dei cieli, capaci di lasciare rami completamente spogli nel giro di pochi minuti, mentre i secondi e terzi della fila continuano il loro trillo di scherno sottile e modulato. Che non diventa mai un grido d&#8217;avvertimento, poich\u00e9 essi non presentano propensioni territoriali ed accolgono di buon grado qualsiasi altra famiglia di volatori, bench\u00e9 risultino per necessit\u00e0 di cose meno coordinati e collaborativi con loro. Giunta la stagione dell&#8217;accoppiamento, quindi, l&#8217;attivit\u00e0 si trasforma in un vero e proprio rituale, con il maschio e la femmina che s&#8217;isolano dallo stormo e una volta scelto un piccolo pegno d&#8217;amore (una bacca o talvolta, persino un semplice sassolino) iniziano a passarselo a vicenda tra i rispettivi becchi, finch\u00e9 lei alla fine lo &#8220;accetta&#8221; mangiandolo o mettendolo da parte. A quel punto, i due costruiscono assieme un nido dalla forma conica con sterpaglia e rametti, nel quale verranno deposte tra le 3 e le 7 uova. Ci\u00f2 avviene, in media, due volte l&#8217;anno. I piccoli, una volta nati sono del tutto privi di piume ed inermi, necessitando dell&#8217;aiuto genitoriale per circa due settimane, al termine delle quali spiccheranno il volo unendosi nei vagabondaggi tipici della loro specie. Popolando, ancora una volta, i sogni pi\u00f9 colorati di chi se li trova a passare sopra la testa&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_26158\" aria-describedby=\"caption-attachment-26158\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5z4TJ93pWy0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26158 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Yukon-Drun-Birds-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Yukon-Drun-Birds-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Yukon-Drun-Birds-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Yukon-Drun-Birds.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26158\" class=\"wp-caption-text\">I <em>waxwing<\/em> dei cedri nordamericani, al sopraggiungere dell&#8217;inverno, finiscono spesso per nutrirsi di bacche lievemente fermentate, che inducono in loro uno stato d&#8217;inebriazione. Appositi santuari di soccorso sono stati adibiti ad accoglierli fino al ritorno della sobriet\u00e0, al fine di scongiurare sconvenienti incidenti di volo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;intera famiglia dei\u00a0<i>Bombycilla<\/i>\u00a0\u00e8 estremamente prolifica e capace di sopravvivere nelle condizioni climatiche pi\u00f9 diverse, ragione per cui nessuna delle tre specie citate, n\u00e9 le loro varianti regionali, \u00e8 classificata come a rischio da parte dell&#8217;indice dello IUCN. Ciononostante, il ridursi degli ambienti naturali incontaminati ha causato non pochi problemi a questi uccelli, vista la loro sfortunata propensione a finire investiti dalle auto o ancor pi\u00f9 di frequente, andare a sbattere contro i vetri delle finestre. Nessuno conosce la ragione per cui proprio loro, pi\u00f9 di ogni altro uccello, abbiano la tendenza a schiantarsi contro le cose trasparenti, ma svariati commentatori, sopratutto americani, riportano la storia di una vetrata installata di recente che viene ritrovata, un giorno, circondata da dieci o pi\u00f9\u00a0beccofrusoni che vi hanno impattato contro, passando purtroppo a miglior vita. Una problematica nota a tal punto che anche l&#8217;autore di Fuoco Pallido Vladimir Nabokov faceva scrivere a un suo personaggio nel 1962, come metafora per la tristezza: &#8220;Ero come l&#8217;ombra di un ali-di-cera ucciso \/ dal falso azzurro della finestra chiusa.&#8221;<br \/>\nTelecamera riportata a terra, <em>memory card<\/em> nel portatile sul tavolo della veranda. Uno sguardo soltanto per confermare l&#8217;avvenimento. Allora era vero, <em>brutt demoni<\/em>. Ginepro, il ginepro \u00e8 mio&#8230; Fatevi avanti, procioni mascherati dei cieli! Le vostre ali gialle, arancioni e rosse non vi danno il diritto di accedere alla propriet\u00e0 privata altrui. Mentre alzo il bastone da passeggio col grosso pomolo in legno di noce, arriva la stormo in un&#8217;ondata magnifica e variopinta. Trillando il trionfo, iniziano a fagocitare. Al secondo giro della lancetta dei secondi, l&#8217;armonia dei colori sta ancora girando vorticosamente tra le sinapsi prossime al sovraccarico. Mentre aspetto, pazientemente, che lo splendore della natura allenti la morsa che annienta la rabbia. Oppure si tratta, mio malgrado, di un senso latente di ammirazione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ci credo. Non \u00e8 possibile. Gli uccelli, nelle loro migrazioni, seguono un copione estremamente preciso e ripetitivo. 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