{"id":26148,"date":"2018-07-28T06:30:32","date_gmt":"2018-07-28T04:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26148"},"modified":"2018-07-28T06:35:52","modified_gmt":"2018-07-28T04:35:52","slug":"costruita-sfera-pokemon-biologi-marini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26148","title":{"rendered":"Costruita sfera Pokemon per i biologi marini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AKTPBWXhIhU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26150 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/RAD-Sampler-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/RAD-Sampler-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/RAD-Sampler-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/RAD-Sampler.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le pi\u00f9 svariate motivazioni possono spingere qualcuno ad intraprendere il sentiero della scienza, tra le carriere pi\u00f9 complesse, talvolta difficili e non sempre ricche d&#8217;immediate soddisfazioni. Pu\u00f2 comunque causare un certo grado di stupore, la cognizione che al giorno d&#8217;oggi una di esse possa essere &#8220;Gotta catch&#8217;em all!&#8221; Ovvero lo slogan pubblicitario di un gioco elettronico che cambi\u00f2 la storia di quel particolare media, dimostrando quanto fosse divertente catturare, far crescere e poi sfruttare in combattimento un grande numero di bestie immaginarie, tra il buffo, il fantastico e il mostruoso. Gi\u00e0, cos\u00ec tanto tempo \u00e8 passato da quando Satoshi Tajiri, figlio di un venditore d&#8217;auto e una casalinga, dopo gli anni della sua rivista auto-prodotta sul media digitale interattivo ebbe modo di proporre a Nintendo un utilizzo mai pensato per prima per il cavo di collegamento del suo Gameboy: farci passare dentro insetti ed altre creature, affinch\u00e9 i bambini potessero &#8220;scambiarli&#8221; tra di loro. Era il 1996 ovvero abbastanza perch\u00e9 alcuni di coloro che crebbero facendo esattamente questo, oggi, siano dei ricercatori affermati nei rispettivi campi di competenza. Dove la realt\u00e0, talvolta, tende a superare di molto la fantasia. Che Zhi Ern Teoh, allora studente per il dottorato presso la prestigiosa divisione ingegneristica di Harvard, sia stato in precedenza un fan dei Pok\u00e9mon dovr\u00e0 per forza restare una mera speculazione. Nulla di simile \u00e8 stato effettivamente dichiarato in alcuna intervista, conferenza stampa o biografia accademica. Tuttavia, \u00e8 soprattutto osservando il frutto del suo lavoro, e in modo particolare l&#8217;utilizzo che quest&#8217;ultimo potr\u00e0 riuscire ad avere sul campo, che la maggior parte dei siti Internet sembrano essere giunti alla stessa identica conclusione. Questo perch\u00e9 il RAD Sampler, l&#8217;apparato diventato oggetto dell&#8217;interesse collettivo proprio in questi giorni, a seguito della sua trattazione sulla rivista Science Robotics, sembra ricordare tanto da vicino l&#8217;orpello cardine dell&#8217;intera serie di videogiochi, giochi di carte e cartoni animati creata oltre due decadi fa. Molti dimenticano a tal proposito, seguendo in pieno il patto finzionale dell&#8217;autore, che il mondo dei mostri collezionabili non sia soltanto una fantasia di tipo biologico, ma anche e sopratutto purissima fantascienza. Nelle meccaniche di funzionamento della Pok\u00e9ball (in italiano, sfera Pok\u00e9) un attrezzo capace di &#8220;catturare&#8221; i mostriciattoli trasferendoli letteralmente in un universo quantistico parallelo. Come spiegare, altrimenti, il modo in cui un oggetto dal diametro approssimativo di una palla da tennis possa contenere draghi, pterodattili o giganteschi leviatani volanti? Ebbene io posso dirvi, con una certezza che proviene solamente dalla logica, che chiunque abbia cognizione di tutto questo, lavorando nel contempo in un qualsiasi campo di studio degli animali di questa Terra, un tale miracolo l&#8217;ha sognato pi\u00f9 volte, come approccio super-semplice alla cattura di esemplari per la sua ricerca, soprattutto se appartenenti a specie difficili da maneggiare senza rischiare involontarie quanto problematiche conseguenze.<br \/>\nSto parlando, per venire finalmente al nesso della questione, dell&#8217;opera di chi deve approcciarsi alle creature marine, per loro implicita natura alcune delle forme di vita pi\u00f9 varie ed eclettiche del nostro pianeta. Il che sottintende che, per ogni pesce reso compatto dallo scheletro, molle cefalopode o mollusco corazzato, c&#8217;\u00e8 una minuscola medusa predisposta a disgregarsi non appena viene toccata da mano umana, lasciandosi dietro il regno della materia osservabile e con esso, ogni proposito di essere attentamente studiata. Successe cos\u00ec che il giovane frequentatore della pi\u00f9 famosa universit\u00e0 statunitense, un giorno del 2014 scegliesse di partecipare a un corso del professore associato\u00a0Chuck Hoberman dell&#8217;Istituto Wyss, divisione di Harvard deputata all&#8217;ingegneria ispirata ai processi naturali organici, nella quale si parlava di creare meccanismi capaci di piegarsi grazie a precisi calcoli matematici. Dal che lui scelse di elaborare, seguendo l&#8217;ispirazione del momento, un nuovo tipo di poliedri automatici, in cui l&#8217;applicazione di un singolo punto di pressione avrebbe indotto l&#8217;apertura, o chiusura del poligono di contenimento. L&#8217;idea di applicare una simile creazione nel campo della biologia marina, quindi, non sarebbe arrivata che qualche tempo topo, grazie al contributo di\u00a0Brennan Phillips, un altro studente oggi assistente del dipartimento d&#8217;Ingegneria, il quale fece notare al suo collega quanto sarebbe stato utile poter disporre di un simile apparato per raccogliere campioni a notevoli profondit\u00e0, in forza della sua semplicit\u00e0 di funzionamento, la quantit\u00e0 ridotta di parti mobili e la natura modulare del meccanismo. A quel punto il demone era metaforicamente fuori dalla bottiglia, il che poteva anche significare che c&#8217;era una bottiglia vuota, pronta ad accogliere le sopracitate, delicatissime meduse dei mari&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26149\" aria-describedby=\"caption-attachment-26149\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/CqLStpRFdWY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26149 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/RAD-Sampler-Making-of-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/RAD-Sampler-Making-of-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/RAD-Sampler-Making-of-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/RAD-Sampler-Making-of.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26149\" class=\"wp-caption-text\">Uno dei punti pi\u00f9 importanti nei sistemi pieghevoli di questo tipo \u00e8 il sistema impiegato per i cardini, che devono risultare sufficientemente rigidi pur avendo la flessibilit\u00e0 necessaria a tollerare microscopici, ma inevitabili errori di fabbricazione. Ulteriore ragione per cui il silicone si \u00e8 rivelato un&#8217;ottima scelta di materiale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osservato nella sua forma pi\u00f9 basilare, il RAD (Rotary Actuated Dodecahedron) non \u00e8 altro che la versione spalmata di quella specifica forma geometrica, utilizzata per i grossi dadi di Dungeons &amp; Dragons nella determinazione dei tiri di salvezza, in cui ogni faccia pu\u00f2 corrispondere a un numero da 1 a 12. Ma che nel caso di quella che Internet ha deciso di definire una &#8220;sfera&#8221; subacquea di cattura (che in realt\u00e0 tutto \u00e8, tranne che una sfera) appaiono totalmente prive di marchi, pallide e semitrasparenti. Questo perch\u00e9, aspetto forse non propriamente evidente, ciascuna di esse \u00e8 composta di morbido silicone, al fine di scongiurare ulteriormente eventuali danni al campione scelto per l&#8217;intrappolamento. Tutto in nome della scienza, ma anche uno spontaneo e condivisibile amore per le creature rare. Nel momento dell&#8217;utilizzo, dunque, il sampler apparir\u00e0 come un fiore spianato fra le pagine di un libro, in cui ogni petalo \u00e8 composto da un susseguirsi immoto di pentagoni interconnessi tra di loro. Tuttavia pronto ad animarsi non appena la torsione inizier\u00e0 ad essere immessa nel sistema da parte di un semplice motore elettrico, chiudendosi a qualsiasi ritmo l&#8217;operatore ritenga necessario. Dovete immaginare, a tal proposito, un impiego tutt&#8217;altro che manuale, bens\u00ec condotto grazie a un sistema telecomandato assieme a un piccolo batiscafo o sommergibile d&#8217;altro tipo, da sempre strumento principe delle osservazioni marine, anche a notevoli profondit\u00e0. Un ambiente per il quale, incidentalmente, l&#8217;apparato di Teoh appare assolutamente predisposto, visto il test gi\u00e0 avvenuto, di cui si parla estensivamente anche <a href=\"https:\/\/wyss.harvard.edu\/studying-aliens-of-the-deep\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nella <em>press release<\/em> dell&#8217;universit\u00e0<\/a> (purtroppo, l&#8217;articolo rilevante \u00e8 visionabile soltanto a pagamento). Un&#8217;immersione tra i 500 e i 700 metri dalla superficie a largo delle coste californiane, condotta grazie un ROV fornito dall&#8217;acquario di Monterey Bay, durante la quale sono stati catturati e rilasciati alcuni esemplari di seppia e medusa, senza causargli il bench\u00e9 minimo danno o segno evidente di stress. Non prima, ovviamente, che il poliedro fosse stato testato anche nella situazione pi\u00f9 controllata di una vasca artificiale, risultando pi\u00f9 che mai convincente nella sua modalit\u00e0 intrinseca di funzionamento.<br \/>\nIl RAD sampler non costituisce ad ogni modo una creazione del tutto isolata, bens\u00ec l&#8217;ultimo capitolo della lunga serie di apparati utilizzati dagli studiosi del mare attraverso gli anni, al fine di procurarsi esemplari in merito a cui annotare con calma le proprie osservazioni. Questione fondamentale di questo campo di studio, in effetti, \u00e8 proprio la quantit\u00e0 e natura variabile degli strumenti a disposizione, ciascuno dei quali presenta una vasta gamma di punti forti ed alcuni, specifici problemi. Le reti a maglie larghe ad esempio non riescono a trattenere i pesci pi\u00f9 piccoli, mentre quelle pi\u00f9 simili a zanzariere finiscono necessariamente per essere spostate in maniera pi\u00f9 lenta, permettendo ai pi\u00f9 grandi di scappare. Altri sistemi idonei per il fitoplankton, come le cosiddette reti bongo o a tamburo, tendono a spingere i pesci l&#8217;uno contro l&#8217;altro, in un&#8217;esperienza non propriamente piacevole per nessuna della parti coinvolte. Le reti fyke, nel frattempo, trappole capaci di operare in autonomia, tendono talvolta a intrappolare a lungo termine un mammifero marino dotato di polmoni, causando per lui un effettivo rischio di annegamento. La sfera Pok\u00e9 di Harvard si colloca, di contro, nel reame degli attrezzi dall&#8217;uso ancor pi\u00f9 specifico come i &#8220;grab&#8221;, ovvero delle letterali pinze per il sollevamento di terra, capaci di chiudersi lungo specifici tratti di fondale permettendo alla micro-fauna di essere condotta rapidamente verso la superficie. Stiamo parlando dopo tutto, di quasi esattamente la stessa cosa esclusa la zavorra solida, sostituita unicamente dall&#8217;acqua necessaria a garantire la sopravvivenza della piccola gemma vivente, rapita dagli abissi in quella che lo stesso creatore definisce &#8220;Qualcosa di simile ad un rapimento alieno&#8221;. Il che ci conduce, a stretto giro di lancette, verso il futuro di questo ed altri simili meccanismi, particolarmente auspicato dal suo giovane creatore&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_26151\" aria-describedby=\"caption-attachment-26151\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/vhBLqwrfQP4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26151 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Traditional-Water-Sampler-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Traditional-Water-Sampler-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Traditional-Water-Sampler-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Traditional-Water-Sampler.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26151\" class=\"wp-caption-text\">Questo complicato <em>sampler<\/em> costituito da una serie di bottiglie auto-sigillanti, mostrato dal canale scientifico di Euronews, costituiva fino a poco tempo fa il modo migliore per catturare plankton e microrganismi vari. Ma chi pu\u00f2 dire, entro qualche anno, quanti scienziati sceglieranno ancora di farvi ricorso?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Spazio&#8221; come diceva <em>qualcuno<\/em>: &#8220;L&#8217;ultima frontiera&#8221;. Un confine che siamo tutti, chi pi\u00f9 che meno, ansiosi di oltrepassare, particolarmente quando vengono diffuse notizie come quella degli ultimi giorni, secondo cui un lago di acqua sotterranea sarebbe stato scoperto circa un chilometro e mezzo sotto il Polo Sud di Marte. Una distanza, per inciso, facilmente raggiungibile da molte delle trivelle minerarie che usiamo qui sulla Terra, naturalmente a patto che qualcuno, prima di farlo, riesca un giorno ad arrivare sul pi\u00f9 famoso pianeta rosso del nostro Sistema Solare.<br \/>\nE come pensate, a quel punto, che i fortunati astronauti possano portare a termine l&#8217;eventuale &#8220;primo contatto&#8221; con forme di vita che potrebbero o meno esistere, facendo il primo passo verso la risoluzione di uno dei misteri pi\u00f9 antichi della nostra stessa esistenza? Il poliedro pieghevole harvardiano \u00e8 un sistema come tanti altri, ma \u00e8 anche un sistema, probabilmente, molto migliore di altri. Perch\u00e9 come sappiamo fin troppo bene dalla nostra letteratura fantastica d&#8217;evasione, \u00e8 sempre meglio comportarsi con gentilezza, ogni qual volta s&#8217;incontrano forme di vita ignote o bizzarre, almeno quanto i membri del consorzio di mostriciattoli di Satoshi Tajiri. Chi pu\u00f2 realmente dire, dopo tutto, in che forma possa presentarsi inizialmente un&#8217;intelligenza, o saggezza, persino maggiori di quelle di noi, remoti discendenti degli ominidi di questa Terra..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le pi\u00f9 svariate motivazioni possono spingere qualcuno ad intraprendere il sentiero della scienza, tra le carriere pi\u00f9 complesse, talvolta difficili e non sempre ricche d&#8217;immediate soddisfazioni. 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