{"id":26130,"date":"2018-07-25T06:35:45","date_gmt":"2018-07-25T04:35:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26130"},"modified":"2018-07-25T06:35:45","modified_gmt":"2018-07-25T04:35:45","slug":"la-pericolosa-sfera-gigante-delluniversita-del-maryland","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26130","title":{"rendered":"La pericolosa sfera gigante dell&#8217;Universit\u00e0 del Maryland"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/rAYW9n8i-C4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26133 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Sphere-Veritasium-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Sphere-Veritasium-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Sphere-Veritasium-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Sphere-Veritasium.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Daniel P. Lathrop \u00e8 l&#8217;uomo che, da un periodo di quasi 10 anni, compare di tanto in tanto sulle riviste e pubblicazioni scientifiche per parlare dello stesso identico esperimento. Non per confermare che l&#8217;operazione sia riuscita, oppure l&#8217;esatto contrario: in effetti, la sfera di sodio fuso del laboratorio delle dinamiche non-lineari resta sospesa in una sorta di limbo, per cui POTREBBE ipoteticamente generare le forze che tutti si aspettano da lei. Oppure in effetti, non giungere mai e poi mai a farlo. Eppure la stampa non perde interesse, ritornando periodicamente a descrivere l&#8217;oggetto, l&#8217;uomo e ci\u00f2 che ha intenzione di fare. Le ragioni sono molteplici, ma girano tutte attorno alla stesso argomento: il fatto che l&#8217;oggetto in questione sia una sfera del diametro di tre metri, ricolma del metallo liquido pi\u00f9 instabile noto all&#8217;uomo, lanciata periodicamente grazie a un motore elettrico da 350 cavalli ad un ritmo di 4 rotazioni al secondo. Dentro di essa, giacciono 13 tonnellate di sodio metallico fuso, l&#8217;elemento fisico con il numero atomico 11 a contatto del quale potrebbe bastare una singola goccia d&#8217;acqua, per generare un&#8217;esplosione catastrofica sufficiente a spazzare via l&#8217;intero hangar in cui viene custodito l&#8217;esperimento, assieme al suo inventore, i macchinari preposti e chiunque dovesse passare per caso di l\u00ec. Non a caso, l&#8217;impianto antincendio dell&#8217;edificio \u00e8 stato spento, venendo sostituito con uno speciale sistema ad-hoc capace di sganciare a comando un&#8217;intera bombola di nitrogeno liquido, sostanza sufficientemente fredda da bloccare la reazione chimica prima che possa degenerare. A patto, ovviamente, che qualcuno sia abbastanza svelto nel farvi ricorso, in caso d&#8217;improvvisa necessit\u00e0.<br \/>\n\u00c8 il tipico paradigma della scienza applicata, che talvolta si occupa di meccanismi di precisione, questioni microscopiche prive d&#8217;implicazioni problematiche. Ed altre, invece, diventa la disciplina col piede di porco e il potenziale esplosivo, gli sferraglianti ingranaggi di un ambito bramoso che non si ferma dinnanzi a nulla, semplicemente perch\u00e9 non pu\u00f2 farlo. Almeno, se vuole scoprire la verit\u00e0. La serie di quesiti a cui si propone di rispondere un simile esperimento d&#8217;altra parte, giunto alla fase critica attorno al 2011 dopo anni di prove e prototipi su scala decisamente pi\u00f9 ridotta, \u00e8 uno di quegli aspetti dell&#8217;esistenza che pur essendo collettivamente ignorati, finiranno prima o poi per influenzare ciascuno di noi: che cosa genera il campo magnetico terrestre? Cos&#8217;\u00e8 che causa le sue continue variazioni? E quando accadr\u00e0 di nuovo, ancora una volta, che i poli del pianeta vadano incontro a una completa inversione, modificando il funzionamento di tutte le bussole del globo? Potrebbe sembrare una questione faceta, finch\u00e9 non si considera come sia proprio la nostra magnetosfera, da tempo immemore, a proteggerci dalle possenti emissioni elettromagnetiche dell&#8217;astro solare, capaci potenzialmente di rendere inutilizzabile un buon 95% di tutta l&#8217;elettronica a disposizione della razza umana. Ora noi sappiamo, grazie all&#8217;inferenza e la legge del rasoio di Occam, che c&#8217;\u00e8 un solo luogo in cui tale campo di forza protettivo pu\u00f2 trovare le sue origini: quello strato sepolto che prende il nome di nucleo esterno, dalla temperatura comparativamente bassissima di &#8220;appena&#8221; 3.000 gradi in alcune regioni, contro i 5.700 del letterale centro della Terra e i 4.000 degli strati inferiori del mantello, ove la fusione \u00e8 impossibile, a causa dell&#8217;eccezionale pressione dovuta alla gravit\u00e0 del pianeta stesso. Mentre c&#8217;\u00e8 questa letterale zona grigia, composta in massima parte di metalli, per cui la forza centrifuga \u00e8 latrice di movimento, ragione per cui ferro e nickel, pi\u00f9 densi, vanno a disporsi ai confini della linea terminale, mentre altre sostanze pi\u00f9 morbide, come il sodio, procedono sicuri verso la superficie, andando a perdersi dentro le intercapedini delle infinite rocce soprastanti. Capite di cosa stiamo parlando? La fisica ci insegna che quando un rotore composto almeno in parte di metallo magnetico viene immerso in un campo pre-esistente, il suo movimento non pu\u00f2 fare a meno di amplificare una tale forza in maniera proporzionale. Il che su scala cosmica prende il nome di teoria della dinamo terrestre, secondo quanto delineato per la prima volta dall&#8217;astronomo inglese\u00a0William Gilbert, nel suo famoso libro\u00a0<em>De Magnete<\/em> (1600) il testo, incidentalmente, in cui viene usato per la prima volta il termine electricus, da cui il moderno concetto d&#8217;elettricit\u00e0. Ma c&#8217;\u00e8 una netta differenza tra il conoscere qualcosa in maniera teorica, e riuscire invece a dimostrarlo al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio, grazie all&#8217;analisi di un preciso modello di quell&#8217;universo a noi letteralmente sconosciuto, che giace sotto i piedi a profondit\u00e0 molte volte superiori a quelle raggiungibili da qualsiasi trivella, anche nell&#8217;immediato futuro&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26131\" aria-describedby=\"caption-attachment-26131\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/z0noG8rGZGo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26131 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Sphere-BBC-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Sphere-BBC-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Sphere-BBC-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Sphere-BBC.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26131\" class=\"wp-caption-text\">Molto del successo mediatico della sfera di sodio del Maryland \u00e8 dovuta allo stile entusiastico e conciso del suo inventore, capace di rendere straordinariamente affascinante l&#8217;argomento del suo studio ormai decennale, anche nella pi\u00f9 breve delle interviste.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo fin&#8217;ora parlato di una singola sfera, riferendoci unicamente all&#8217;aspetto superficiale della questione. Sar\u00e0 opportuno, dunque, spostare la nostra trattazione all&#8217;interno della stessa, dove prevedibilmente, si trova un&#8217;altra sfera pi\u00f9 piccola, dal rapporto di dimensioni equivalente, grosso modo, a quello del nucleo terrestre. Anch&#8217;essa dotata di un motore indipendente, allo scopo di garantire l&#8217;esistenza di quel particolare moto dei fluidi che viene definito come forza di Couette, condizionato dalle turbolenze tra due spazi concentrici che ruotano a ritmi uguali o diversi. \u00c8 importante notare che l&#8217;apparato, ad ogni modo, non si propone di simulare l&#8217;intero globo del nostro pianeta, bens\u00ec unicamente il suo nucleo esterno, lo spazio in cui\u00a0Dan Lathrop ritiene che prenda origine l&#8217;effetto magnetico della Terra. Ad analizzare lo stato dei fatti, un complesso sistema di sensori magnetici, posizionati all&#8217;interno del possente parallelepipedo in cui trova posto la sfera coi suoi motori.\u00a0Una serie di lampade d&#8217;illuminazione a LED e telecamere permettono inoltre di analizzare visivamente il moto dei fluidi, una procedura importante quando il fluido usato per l&#8217;esperimento di giornata \u00e8 semplice acqua colorata.\u00a0Alla sostituzione della quale col sodio si dovrebbe, idealmente, dimostrare quanto segue: con l&#8217;aumentare della forza centrifuga, il metallo si accumula verso gli strati esterni del nucleo, dove forma dei letterali &#8220;pacchetti&#8221; che partirebbero successivamente verso il mantello soprastante. Questi ultimi, in forza del percorso tutt&#8217;altro che lineare ma soprattutto per la rotazione tangente dell&#8217;intero corpo astrale di cui fanno parte, seguiranno dei tragitti spiraleggianti, che lentamente si riempiono di sodio ed altri metalli fusi. Ci\u00f2 che accade, a quel punto, \u00e8 che la trasformazione incrementale del flusso magnetico inviato dal sole diventa un letterale groviglio di linee, ciascuna delle quali \u00e8 capace d&#8217;influenzarsi a vicenda con le pi\u00f9 immediate vicine. Sarebbero queste ultime, dunque, a dare origine alla magnetosfera.<br \/>\nMa come molti dei processi benefici e protettivi di cui ci aveva fatto omaggio la natura, sembra che negli ultimi tempi tale proficua commistione di fattori stia andando incontro ad un progressivo indebolimento, localizzato primariamente nell&#8217;area nota come anomalia dell&#8217;Africa Meridionale. Un diverso &#8220;buco dell&#8217;ozono&#8221; questo, che pur avendo una quantit\u00e0 minore d&#8217;effetti sul futuro della civilt\u00e0 umana, potrebbe presagire a sconvolgimenti molto pi\u00f9 problematici, incluso quello gi\u00e0 citato dello scambio geomagnetico dei poli, un fenomeno che si ritiene avvenga con intervalli molto irregolari la cui media \u00e8 450.000 anni. Considerato dunque che l&#8217;ultimo sarebbe avvenuto, secondo il famoso studio\u00a0Brunhes\u2013Matuyama, circa 750.000 anni fa, le statistiche sembrano voler confermare la remota, eppure tutt&#8217;altro che impossibile teoria. Ci sono diverse teorie su ci\u00f2 che questo possa ipoteticamente comportare, inclusa quella pi\u00f9 preoccupante che il campo magnetico del pianeta, sostanzialmente, sparisca per un periodi di fino a 100 anni. Ovvero non abbastanza per erodere l&#8217;atmosfera del pianeta, come potrebbe essere successo su Marte, causando una letterale estinzione di massa, pur mettendo in difficolt\u00e0 l&#8217;intera biosfera per un periodo superiore alla durata di un&#8217;intera vita umana. Ma perch\u00e9 tale ipotesi possa venire confermata, o smentita in maniera non confutabile, occorre che la grossa sfera di sodio dell&#8217;Universit\u00e0 del Maryland riesca effettivamente a generare la propria dinamo &#8220;spontanea&#8221; un traguardo che, almeno a giudicare dalla mancanza di notizie recenti, si \u00e8 ancora ben lontani dal riuscire a raggiungere. Ci\u00f2 potenzialmente perch\u00e9 il numero di Reynolds, da cui consegue la forza magnetica all&#8217;interno di un fluido viscoso, risulta in questo contesto influenzato dalle dimensioni della sfera stessa, necessitando, probabilmente, di un esperimento ancor pi\u00f9 grande. E una quantit\u00e0 persino superiore di sodio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26132\" aria-describedby=\"caption-attachment-26132\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bm_iqzmR2cE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26132 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Sphere-Enclosure-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Sphere-Enclosure-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Sphere-Enclosure-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Giant-Sphere-Enclosure.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26132\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;apparato di Dan Lathrop costruito da una compagnia metallurgica dell&#8217;Ohio, visto dall&#8217;esterno sembra soltanto una scatola blindata al centro del vasto hangar che lui chiama laboratorio. Finch\u00e9 non inizia a vibrare per ci\u00f2 che si trova l\u00ec dentro.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contemporaneamente alla sfera universitaria di cui abbiamo fin qui parlato, svariati altri esperimenti in giro per il mondo si prefiggono di raggiungere lo stesso obiettivo. Degno di essere citato \u00e8 senz&#8217;altro quello che nasce tra la collaborazione della \u00c9cole Normale Sup\u00e9rieure di Parigi e la Commissione dell&#8217;Energia Atomica di Saclay, in Francia, per la creazione di una serie di dischi rotanti di ferro, concepiti per generare una dinamo all&#8217;interno di un grosso cilindro. Ma forse un progetto pi\u00f9 promettente nel riuscire a raggiungere simile traguardo in maniera sufficientemente credibile trova collocazione presso l&#8217;edificio DRESDYN dell&#8217;Helmholtz-Zentrum, complesso di ricerca a Dresda, il cui inizio \u00e8 previsto entro l&#8217;anno 2020. Fondato sull&#8217;impiego di un cilindro rotante a 45 gradi d&#8217;inclinazione del diametro di due metri, contenente 8 tonnellate di sodio fuso. Ci\u00f2 detto, come potete facilmente desumere, neppure questo raggiunger\u00e0 la massa notevole della sfera di\u00a0Lathrop, probabilmente destinata a mantenere il suo primato mondiale ancora per molto, moltissimo tempo.<br \/>\nE chiss\u00e0 quando, finalmente, l&#8217;obiettivo remoto verr\u00e0 raggiunto! Chiss\u00e0 soprattutto, se ci\u00f2 avverr\u00e0 prima che l&#8217;intero pianeta Terra, in corsa costante verso il domani, non si trasformi lui stesso, nella versione sovradimensionata della stessa cosa. Con noi come topi bianchi all&#8217;interno di una gabbietta, sostanzialmente incapaci di fare nulla, tranne osservare e subire le ultime conseguenze del Fato. Qualunque cosa debba accadere, ad ogni modo, una cosa \u00e8 certa: totalmente priva di cognizioni o condizionamenti senzienti, la pi\u00f9 grande sfera che abbiamo toccato con mano continuer\u00e0 a girare. Soltanto sar\u00e0 un po&#8217; pi\u00f9 difficile prenderne nota per il futuro, una volta privati dei nostri calcolatori elettronici, computer e simili amenit\u00e0. Speriamo soltanto che per allora, ci sar\u00e0 ancora qualcuno capace di prendere una penna in mano e scrivere sulla cellulosa, membrana pallida di un tempo che fu.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Daniel P. Lathrop \u00e8 l&#8217;uomo che, da un periodo di quasi 10 anni, compare di tanto in tanto sulle riviste e pubblicazioni scientifiche per parlare dello stesso identico esperimento. Non per confermare che l&#8217;operazione sia riuscita, oppure l&#8217;esatto contrario: in effetti, la sfera di sodio fuso del laboratorio delle dinamiche non-lineari resta sospesa in una &#8230; <a title=\"La pericolosa sfera gigante dell&#8217;Universit\u00e0 del Maryland\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26130\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La pericolosa sfera gigante dell&#8217;Universit\u00e0 del Maryland\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[231,3304,194,167,136,2828,3592,509,889,2143,78,3593,138,97,1091,1618,841],"class_list":["post-26130","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-esperimento","tag-geofisica","tag-geologia","tag-ingegneria","tag-invenzioni","tag-magnetismo","tag-magnetosfera","tag-metalli","tag-pericolo","tag-pianeta","tag-scienza","tag-sodio","tag-spazio","tag-tecnologia","tag-teorie","tag-terra","tag-universita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26130","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26130"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26130\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26134,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26130\/revisions\/26134"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}