{"id":26091,"date":"2018-07-20T06:19:56","date_gmt":"2018-07-20T04:19:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26091"},"modified":"2018-07-20T06:25:58","modified_gmt":"2018-07-20T04:25:58","slug":"suono-un-sasso-cade-nel-cuore-della-montagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26091","title":{"rendered":"Il suono di un sasso che cade nel cuore della montagna"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2czbp9V9F4A\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-26092 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Austrian-Hole-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Austrian-Hole-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Austrian-Hole-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Austrian-Hole.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi una volta ultimati i lavori per la costruzione del buco, tutto quello che rimaneva da fare era metterlo alla prova. Un po&#8217; come fece Peregrino Tuc nelle miniere di Moria, quando lo stregone Gandalf, imprecando contro la sua stoltezza nel far precipitare una pietra, si ritrov\u00f2 d&#8217;un tratto a dover gestire un&#8217;onda di 10.000 orchetti e persino la frusta di fiamme di un angelo passato alle schiere del male. Ma non c&#8217;\u00e8 un Balrog, nelle profondit\u00e0 della Carinzia e all&#8217;interno dei terreni del Kraftwerksgruppe Fragant. Soltanto qualche dozzina di vecchi coboldi malefici e gobbuti, tranquillamente in attesa di divorare un minatore austriaco o turista dall&#8217;itinerario particolarmente imprudente. Non che alcunch\u00e9 di questo, d&#8217;altra parte, presenti una particolare rilevanza nel caso di questo Agente del fato, che tra le incitazioni generali e come in un solenne rito collettivo, prende una roccia e la scaglia nel buco verso destinazioni ignote. A noi che guardiamo, di certo, ma non a coloro che si trovano l\u00ec. Che un simile spazio l&#8217;hanno accudito, curato e visto crescere, fino all&#8217;attuale stato di circa tre metri di diametro, 457 di profondit\u00e0. \u00c8 impossibile non pensare, dunque, al capo cantiere che blocco note alla mano, contando attentamente i secondi, scrive i valori possibili dell&#8217;energia generata: 9,573 secondi caduta, per una velocit\u00e0 terminale attraverso l&#8217;aria (densit\u00e0 1.225 Kg per metro cubico) di almeno 60 metri al secondo, presumendo una pietra dalla forma oblunga costituita da materiale granitico o simile. Per un totale, in fin dei conti, di circa 4300 Joules, ovvero 1,194 watt\/ora. &#8220;Perfetto!&#8221; Ecco un possibile piano: la prima centrale elettrica a massi cadenti: &#8220;Baster\u00e0 mettere qui uno scivolo e far venire continuamente dei camion carichi di pietra!&#8221; potrebbe esclamare qualcuno. Se non ci fosse un qualcosa di molto, MOLTO pi\u00f9 pratico da utilizzare. E quella cosa, noialtri esseri umani, lo beviamo praticamente ogni giorno. Fatta eccezione per chi preferisce birra, vino, cola o sangue di fanciulla vergine transilvana.<br \/>\nIl lago Feldsee, che molti chiamano Brennsee per non confonderlo con l&#8217;omonimo bacino idrico tedesco della Foresta Nera, non ha origini, n\u00e9 un aspetto particolarmente naturale. Esso \u00e8 in larga parte una creazione dell&#8217;uomo finalizzata ad uno scopo ben preciso: generare energia elettrica sfruttando la forza di gravit\u00e0 e l&#8217;acqua. I pi\u00f9 attenti tra gli osservatori, tuttavia, scrutando verso il suo indirizzo non potranno fare a meno di notare l&#8217;assenza di tutti gli elementi cardine di un simile tipo d&#8217;installazione: non c&#8217;\u00e8 diga, niente cascata, neppure l&#8217;ombra di un deposito delle turbine. Eppure, pi\u00f9 a valle, \u00e8 presente comunque una vasta piscina di raccolta dei fluidi, dalla forma grosso modo rettangolare ed il nome altamente programmatico di\u00a0Wurtenspeicher. Saremmo di fronte quindi, ad un vero mistero. Se non fosse per il video qua sopra riportato! Che si svolge, per l&#8217;appunto, sul fondo del lago! Prima che esso tornasse nuovamente sommerso come il regno del dio Nettuno. \u00c8 una storia di <em>cofferdam<\/em>, ed altri apparati temporanei per deviare forzosamente l&#8217;apporto degli affluenti montani, al fine per l&#8217;appunto di scavare uno (stretto) buco. Mentre i propri colleghi, pi\u00f9 a valle, curano la costruzione di una galleria orizzontale. Affinch\u00e9 le aperture s&#8217;incontrino, creando un utile spazio vuoto. Ecco, dunque il segnale: sar\u00e0 soltanto allora che, collegandola nel cantiere sovrastante alla trivella proveniente dall&#8217;alto, fu portata in scena una particolare macchina di trivellazione, conforme al concetto metallurgico di un alesatore (in terminologia internazionale: <em>reaming drill<\/em>). Che poi sarebbe una larga testa, in grado di macinare la pietra e farla cadere sul fondo, mentre risale con forza inarrestabile attraverso il pertugio che la porter\u00e0, senza falla, a riveder le stelle.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_26094\" aria-describedby=\"caption-attachment-26094\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ec3N0ltc_0Y\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26094 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/The-drill-at-Feldsee-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/The-drill-at-Feldsee-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/The-drill-at-Feldsee-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/The-drill-at-Feldsee.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26094\" class=\"wp-caption-text\">Una visione strana ed inquietante, quella della trivella alesatrice che risale attraverso la roccia austriaca del Feldsee. Forse perch\u00e9 la qualit\u00e0 video della registrazione, cos\u00ec poco definita, assomiglia vagamente a quella di una patata?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sassi che cadono, dunque, e grosse macchine che tornano su. Tutto questo non vi ricorda&#8230;Qualcosa? Il tormento di quel tale di nome Sisifo, che per aver osato ingannare Zeus ed intrappolare Tanato (la Morte) venne punito da Ares, dio della guerra, trovandosi a dover spingere un masso in cima ad un monte ogni giorno. Per poi vederlo rotolare di nuovo sul fondo verso l&#8217;ora del vespro, senza alcuna speranza di risoluzione finale. Eppure sarebbe possibile affermare, in un certo senso, che un tale tormento avesse anche dei lati positivi: non \u00e8 forse vero che noi tutti, nel corso delle vite, compiamo dei compiti noiosi e ripetitivi? Andare in palestra. Tenere di conto. Guidare l&#8217;automobile. Lavarsi i denti. Tutto pu\u00f2 essere una ragione di accrescimento spirituale e sviluppo della forza di volont\u00e0, se soltanto si affronta con la giusta inclinazione individuale. Il che, nel caso della centrale idroelettrica del lago Brennsee, equivale a dire che il ritorno delle acque facenti vece del sasso magico causa un flusso proficuo d&#8217;elettricit\u00e0. Oh, si, l&#8217;energia tangibile, fruibile, cibo per i nostri televisori, condizionatori, calcolatori, forni a microonde; qualcosa di cui l&#8217;uomo, al giorno d&#8217;oggi, non pu\u00f2 pi\u00f9 fare a meno. Il che in futuro, pu\u00f2 anche costituire un problema. Vi spiego subito perch\u00e9: \u00e8 un fatto noto che le risorse energetiche del pianeta si stanno esaurendo. Niente pi\u00f9 petrolio, carbone o gas naturale, nel giro di un numero imprecisato di generazioni che saranno comunque pi\u00f9 di 5, e meno di 50. Ad ogni modo <em>prima o poi<\/em>, dovremo affidarci unicamente alle cosiddette fonti rinnovabili, alcune delle quali vengono definite in gergo come &#8220;intermittenti&#8221;. Mi sto riferendo, se non fosse ovvio, principalmente all&#8217;eolico e il solare, un tipo di centrali certamente efficaci, per lo meno quando c&#8217;\u00e8 il vento, oppure il sole. E per il resto del tempo? Nisba. A meno che&#8230;<br \/>\nQuesta particolare centrale elettrica della Carinzia, in effetti, funziona grosso modo come una forma di batteria gigante. Ma non basata su terre rare, ioni di litio o altre chimiche amenit\u00e0. Bens\u00ec su qualcosa di persino pi\u00f9 affidabile: il semplice peso dell&#8217;acqua. \u00c8 un&#8217;invenzione che risale agli anni &#8217;30 dello scorso secolo, quando Italia e Svizzera, in particolare, furono all&#8217;avanguardia in un nuovo eccitante campo dell&#8217;ingegneria. Quello delle turbine idroelettriche reversibili, ovvero capaci di trasformarsi, a seguito della semplice pressione di una leva, in pompe dall&#8217;alto grado di efficienza. Talmente alto che, si stima, l&#8217;energia perduta nel far tornare l&#8217;acqua nel bacino di provenienza costava, grosso modo, soltanto l&#8217;1 o il 2% in pi\u00f9 dell&#8217;energia generata nell&#8217;altro senso. Un simile approccio all&#8217;idroelettrico non \u00e8 mutualmente esclusivo. Impianti simili furono ad esempio aggiunti alla vecchia centrale di Carlo Esterle (1918) sulla riva destra dell&#8217;Adda, per permettere l&#8217;immagazzinamento a medio termine dell&#8217;energia. Ed \u00e8 a questo che serve il buco, anche nel caso del progetto curato dalla\u00a0Fragant, possiamo soltanto presumere con ampi finanziamenti governativi ed investitori provenienti dalle pi\u00f9 alte sfere del privato. Il\u00a0Kraftwerksgruppe della Carinzia rappresenta infatti un gruppo di 6 centrali idroelettriche, pi\u00f9 l&#8217;impianto di accumulazione di\u00a0Brennsee, capace di rispondere a un fabbisogno di 474 Megawatt complessivi, molti ma non abbastanza. Mai abbastanza. Ed \u00e8 qui la geniale idea che ha portato ad un simile foro nel fianco della montagna: far risalire la stessa acqua, durante la notte (quando i costi dell&#8217;elettricit\u00e0 sono minori) e poi inviarla di nuovo verso il recipiente sottostante del\u00a0Wurtenspeicher, traendone nuovamente l&#8217;apporto diurno ad un costo zero. Certo, escludendo i molti milioni di euro spesi all&#8217;inizio per costruire l&#8217;impianto. Ma il vero risparmio, nei fatti, non solamente in bolletta, ma nella costruzione di infrastrutture ancor pi\u00f9 costose: sto parlando di ulteriori centrali idroelettriche (e non) che sarebbero state aggiunte soltanto per rispondere alle esigenze di picco (ora di pranzo, ora di cena, estati particolarmente calde&#8230;) restando spente per la maggior parte del tempo. Mentre cos\u00ec, basta fare ricorso alla riserva conservata da una batteria alta letteralmente quanto un palazzo di 80-90 piani.<\/p>\n<figure id=\"attachment_26093\" aria-describedby=\"caption-attachment-26093\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/lsSUPpwtqhQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-26093 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Pumped-Storage-Hydro-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Pumped-Storage-Hydro-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Pumped-Storage-Hydro-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Pumped-Storage-Hydro.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-26093\" class=\"wp-caption-text\">Le centrali idroelettriche di accumulazione sono un&#8217;importante risorsa nell&#8217;impiego efficiente delle energie rinnovabili, trovando collocazione in numerosi paesi del mondo. I paesi che le usano in quantit\u00e0 maggiore sono la Cina (32 GW complessivi) e il Giappone (28,3 GW). L&#8217;Italia figura al quinto posto con un distante 7,1.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un tipo d&#8217;installazioni, ad ogni modo, che suscita non poche perplessit\u00e0 in certi ambienti. Dopo tutto, nell&#8217;ottica industriale moderna, cosa dovrebbe risolvere un impianto che accumula, piuttosto che produrre? Perch\u00e9 spendere per mettere da parte un surplus energetico, quando \u00e8 possibile con la stessa cifra aggiungere una centrale a carbone o petrolio convenzionale? La risposta ad un simile quesito non pu\u00f2 che seguire due sentieri paralleli. Da una parte quello che mira a far comprendere come l&#8217;intero pianeta Terra sia un grande sistema, di cui anche noi facciamo parte, e nel quale la gravit\u00e0 che influenza tutte le cose \u00e8 alla base di ogni mutamento dinamico e trasformazione. Quindi perch\u00e9 non sfruttarle anche noi, per il nostro implicito vantaggio&#8230;<br \/>\nMentre la seconda risposta \u00e8 molto pi\u00f9 breve: molto presto, non avremo pi\u00f9 scelta. E nel momento in cui cesser\u00e0 il vento, di notte, le acque inizieranno a cadere lungo i pertugi aperti attraverso le cordigliere della nostra imprescindibile sussistenza. I pesci, a quel punto, non potranno che tacere dinnanzi a bisogno infinitamente pi\u00f9 grande. E i Balrog della guerra finale, che i vichinghi chiamavano Ragnarok, inizieranno lentamente a socchiudere gli occhi, dopo un millennio trascorso nell&#8217;oscurit\u00e0 e nel silenzio dimenticati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quindi una volta ultimati i lavori per la costruzione del buco, tutto quello che rimaneva da fare era metterlo alla prova. Un po&#8217; come fece Peregrino Tuc nelle miniere di Moria, quando lo stregone Gandalf, imprecando contro la sua stoltezza nel far precipitare una pietra, si ritrov\u00f2 d&#8217;un tratto a dover gestire un&#8217;onda di 10.000 &#8230; <a title=\"Il suono di un sasso che cade nel cuore della montagna\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=26091\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il suono di un sasso che cade nel cuore della montagna\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[3584,410,328,1871,3582,3583,519,704,231,766,1760,167,795,858,3246,97],"class_list":["post-26091","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-accumulatori","tag-acqua","tag-austria","tag-buchi","tag-carinzia","tag-centrali-elettriche","tag-elettricita","tag-energia","tag-esperimento","tag-futuro","tag-idroelettrico","tag-ingegneria","tag-laghi","tag-risorse","tag-sassi","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26091","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=26091"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26091\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26096,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/26091\/revisions\/26096"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=26091"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=26091"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=26091"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}