{"id":25994,"date":"2018-07-07T06:40:51","date_gmt":"2018-07-07T04:40:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25994"},"modified":"2018-07-07T06:47:59","modified_gmt":"2018-07-07T04:47:59","slug":"larte-russa-combattere-cadendo-giu-dalle-scale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25994","title":{"rendered":"L&#8217;arte russa di combattere cadendo gi\u00f9 dalle scale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8ovNJgrxmmI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25997\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25997\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Stairwell-Combat-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Stairwell-Combat-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Stairwell-Combat-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Stairwell-Combat.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco una scena che sembra prelevata direttamente da un film cult d&#8217;azione: Arkadiy Alexeevich\u00a0Kadochnikov che scivola, fucile d&#8217;assalto alla mano, gi\u00f9 da un pianerottolo, presumibilmente sotto assedio dai nemici della madrepatria. Senza distogliere lo sguardo dai possibili punti di contatto, mette un piede oltre il primo degli scalini sul suo sentiero, quindi compie un altro passo ed a quel punto, pare eclissarsi nell&#8217;aria. Come un ninja giapponese, egli ha misurato l&#8217;interrelazione tra il suo peso corporeo e la gravit\u00e0 terrestre, computando la maniera pi\u00f9 efficiente al fine di raggiungere la meta: pancia sotto, rotazione, schiena trasformata in una slitta, gambe piegate ad angolo retto e braccia protese verso l&#8217;alto. Testa in avanti senza un briciolo di paura, virando a due centimetri dall&#8217;elemento verticale della balaustra. Nessuno pu\u00f2 colpirlo. Nessuno pu\u00f2 fermarlo. Come attuale capo della scuola ci combattimento appartenuta al padre, possiede l&#8217;assoluta sicurezza di un suo Systema.<br \/>\nAnche nell&#8217;ottica del pi\u00f9 assoluto pacifismo, nella ragionevolezza e pacatezza della mentalit\u00e0 contemporanea, \u00e8 impossibile negare che la guerra ideale possegga un certo grado di eleganza. Soldati di professione addestrati a gestire situazioni di conflitto, che si affrontano a viso aperto l&#8217;uno di fronte all&#8217;altro, le uniformi scintillanti, le armi che fendono l&#8217;aria, emettendo sibili dal suono sincopato. Ma quanto spesso, davvero, le cose si svolgono in tale maniera? Quanto spesso ci s&#8217;incontra nell&#8217;equivalenza sostanziale di un&#8217;arena, in cui tutto appare chiaro e controllato, senza l&#8217;opportunit\u00e0 di agire fuori dagli schemi, per accaparrarsi un qualche tipo di vantaggio? Esistono essenzialmente, a questo mondo, due tipologie di arti marziali: quelle create come uno sport, per l&#8217;accrescimento filosofico del proprio modo d&#8217;interfacciarsi con gli altri: Judo, Karate, Taekwondo. Ed altre concepite, in modo mutualmente esclusivo, per gettare il proprio avversario nella polvere, possibilmente nella sicurezza che non possa rialzarsi troppo presto. Sto parlando, come forse gi\u00e0 saprete, di tecniche come il Krav Maga, il\u00a0Muay Boran o il Sambo nella versione praticata dagli Spetsnaz, le pericolose forze speciali russe.\u00a0 Ma anche degli innumerevoli accorgimenti senza nome, nati dalla semplice necessit\u00e0 dei casi, e tramandati all&#8217;interno delle unit\u00e0 di combattimento di ogni nazionalit\u00e0 e bandiera. Come immobilizzare, come sfuggire alla cattura, come sfruttare l&#8217;efficacia di una baionetta, il modo per gestire l&#8217;infinita pletora degli imprevisti di una situazione di battaglia. Eppure, c&#8217;\u00e8 un imprescindibile limite a quanti approcci possa prepararsi sfruttare, persino il pi\u00f9 abile guerriero, mentre si trova in bilico in una situazione di vita o di morte.\u00a0 &#8220;Fornite a un&#8217;uomo una tecnica, lui potr\u00e0 difendersi da un&#8217;altra tecnica. Ma dategli un concetto, e potr\u00e0 sconfiggerne 10.000.&#8221; Non \u00e8 realmente chiaro se questa citazione appartenga a\u00a0Kadochnikov padre,\u00a0Aleksey Alekseyevich, il canuto protagonista d&#8217;innumerevoli video risalenti all&#8217;epoca della guerra fredda, in cui gli agenti sovietici venivano mostrati la meglio delle loro condizioni fisiche, mentre si sfidavano l&#8217;un l&#8217;altro nel sorpassare i propri limiti, mulinando in aria ogni sorta di arma informale o frutto d&#8217;improvvisazione situazionale. Eppure \u00e8 indubbio che si tratti di un&#8217;espressione largamente descrittiva nei confronti di ci\u00f2 che il &#8220;nonno&#8221;, come viene tutt&#8217;ora chiamato dai suoi seguaci, ha saputo elaborare e proporre nel corso della sua carriera d&#8217;istruttore militare. Iniziata soltanto negli anni &#8217;80, dopo una giovent\u00f9 trascorsa facendo il meccanico aeronautico, e gli anni investiti frequentando il Politecnico di Krasnodar, per apprendere i concetti che avrebbe, in seguito, applicato nel Systema. Gi\u00e0 perch\u00e9 l&#8217;arte marziale di costui, lungi dall&#8217;essere un&#8217;accozzaglia di approcci istintivi, \u00e8 fondata su precise ed inflessibili regole, che il praticante \u00e8 chiamato ad applicare in base alle esigenze di ogni specifico momento.<br \/>\nOvvero per quanto ci \u00e8 dato di comprendere, primariamente grazie a <a href=\"http:\/\/alliancemartialarts.com\/kadochnikov.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una vecchia intervista del suo allievo americano\u00a0Matthew Powell<\/a>, essa si basa principalmente sul concetto fisico delle macchine semplici: leve, verricelli, paranchi, pulegge, argani. Nient&#8217;altro che punti nei quali, determinate condizioni vigenti permettono alle forze in gioco di trasformarsi e incrementare la loro portata, molto spesso con un immediato guadagno da parte di chi sa comprendere il funzionamento. Ed a quanto pare il fondatore ormai veterano, simili concetti li conosceva in maniera estremamente approfondita. Se \u00e8 vero che il suo nome, oggi, risuona della stima d&#8217;innumerevoli anni di gloria&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25996\" aria-describedby=\"caption-attachment-25996\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/cGRPXgEH3vc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25996\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25996 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Shovel-vs-Rifle-Sistema-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Shovel-vs-Rifle-Sistema-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Shovel-vs-Rifle-Sistema-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Shovel-vs-Rifle-Sistema.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25996\" class=\"wp-caption-text\">La pala da trincea \u00e8 una delle armi maggiormente studiate dai praticanti del Systema, data la sua efficienza assolutamente letale a distanza ravvicinata. Di gran lunga superiore, come qui dimostrato, alla baionetta montata sulla canna di un fucile d&#8217;assalto.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 un&#8217;affermazione talvolta ripetuta di Mikhail Timofeyevich Kalashnikov, costruttore del singolo fucile probabilmente pi\u00f9 famoso al mondo: &#8220;Io ho inventai un pezzo di ferro, ma fu\u00a0Kadochnikov a dargli la vita.&#8221; L&#8217;assonanza dei due cognomi, del resto, dona a questa affermazione un certo grado di soddisfacente simmetria. Uno dei cardini del Systema, come avviene in Estremo Oriente, \u00e8 la convinzione che la mente possa dominare sulla forza fisica nel campo di battaglia. Ragione per cui \u00e8 ferma convinzione dell&#8217;allievo di questa disciplina, in lui impressa tramite innumerevoli dimostrazioni pratiche, che in battaglia sia necessario impiegare solamente il 25%, al massimo 50% della propria prestanza fisica. Mentre il resto dello sforzo, idealmente, dovr\u00e0 essere compiuto dal nostro avversario. In questo, l&#8217;approccio ricorda quello del Karate o del Judo, tranne che nell&#8217;uso della terminologia: ogni punto di contatto tra i corpi viene infatti definito una &#8220;macchina&#8221;, che pu\u00f2 essere manovrata in un senso oppure in quello diametralmente opposto. Interrompere un confronto diretto di forze, persino per colpire direttamente l&#8217;avversario, diventa quindi automaticamente un errore tattico, laddove sar\u00e0 nuovamente necessario costituire una macchina sostitutiva, lungo il proseguire di un&#8217;ipotetica battaglia. Ci\u00f2 che differenzia il praticante del Systema dunque, dai depositari di altre tecniche di autodifesa o combattimento, \u00e8 la capacit\u00e0 e il desiderio di trovarsi costantemente in condizione di reagire agli assalti, piuttosto che cercare per forza di portare lo scambio su un territorio maggiormente familiare; come farlo, viene largamente lasciato al suo giudizio. Ma questa \u00e8 soltanto una possibile interpretazione, dei precisi calcoli numerici e diagrammi che riempiono i manuali pi\u00f9 volte ristampati, al fine di divulgare le cognizioni di questo capostipite dei tempi moderni.<br \/>\nEd \u00e8 largamente conforme all&#8217;idea che abbiamo dell&#8217;ingegnosit\u00e0 e creativit\u00e0 russa, sopratutto in quest&#8217;era di riprese semi-amatoriali dall&#8217;ampia diffusione online, la maniera in cui si \u00e8 chiamati nelle scuole di questa disciplina ad elaborare dei nuovi approcci per l&#8217;applicazione delle macchine semplici a situazioni non convenzionali, come la difesa del pianerottolo di una cadente\u00a0<em>kommunalka<\/em>\u00a0di epoca sovietica,durante uno dei molti conflitti degli anni trascorsi in Afghanistan o Cecenia. O lo sfruttamento ideale di un canale di scolo, trincea improvvisata, da cui fare fuoco senza trasformarsi in un facile bersaglio, spostandosi da un lato all&#8217;altro con rotolate trasversali dall&#8217;evidente efficacia situazionale. Si dice che simili approcci alla battaglia, convenzionalmente, possano nascere soltanto nel momento del pi\u00f9 assoluto bisogno. E forse anche nel caso della storia familiare del fondatore, potrebbe essere andata proprio cos\u00ec: si narra infatti che il padre di\u00a0Aleksey Alekseyevich, nonno dell&#8217;attuale caposcuola\u00a0Arkadiy, sia stato un soldato particolarmente eroico nel corso del Grande Conflitto Patriottico, ovvero la difesa del territorio russo nei confronti degli invasori nazisti per una delle campagne pi\u00f9 disastrose nel corso della guerra moderna. Periodo nel corso del quale, costui si sarebbe ritrovato da solo contro una pattuglia di cinque soldati tedeschi, da lui sconfitti senza nessun aiuto combattendo a distanza ravvicinata. Un&#8217;impresa sufficiente a concedergli la pi\u00f9 alta onorificenza nazionale della Croce di San Giorgio. Ma anche l&#8217;attimo di crisi in cui, probabilmente, assunsero una forma embrionale molti dei meccanismi destinati ad entrare nel catalogo del Systema. Dopo tutto, non \u00e8 forse una costante di ogni dinastia guerriera, quella di trasmettere nozioni per la sopravvivenza di padre in figlio nella speranza che possano tornare utili durante i conflitti futuri? Nella comprensibile speranza che dopo tutto, non possano mai servire a fare granch\u00e9. Ma i recipienti metallici della storia, come \u00e8 noto, traboccano d&#8217;imprevisti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25995\" aria-describedby=\"caption-attachment-25995\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/--ZE2oxIQ88\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25995\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25995 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Ground-Sistema-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Ground-Sistema-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Ground-Sistema-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/07\/Ground-Sistema.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25995\" class=\"wp-caption-text\">Gambe, braccia, spalle, schiena. Ogni parte del corpo, nella visione promulgata da Kadochnikov. \u00e8 potenzialmente un&#8217;arma ma anche uno strumento capace di veicolare l&#8217;interconnessione tra i rapporti di peso, garantendo uno spostamento nella posizione ideale per difendersi o fare fuoco contro il nemico.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Letteralmente sconosciuto in ambito sportivo,\u00a0 in qualit\u00e0 di approccio al combattimento &#8220;troppo letale per un simile impiego&#8221;, oggi il Systema appare raramente nella cultura di massa. Il suo impiego pi\u00f9 famoso \u00e8 nella recente serie Tv di spionaggio <em>The Americans<\/em>, in cui\u00a0in cui Keri Russel e Matthew Rhys interpretano una coppia di agenti sovietici sotto copertura negli Stati Uniti degli anni &#8217;80, perennemente impegnati nello sviare, talvolta con manifestazioni fulminee di forza, gli agenti del controspionaggio e dell&#8217;FBI. Anche nella serie inglese della BBC McMafia, sul crimine organizzato russo, l&#8217;attore\u00a0James Norton mette in campo approcci di combattimento presi in prestito direttamente dalle nozioni create da\u00a0Kadochnikov ed altri istruttori tanto famosi nel loro paese d&#8217;appartenenza, come Vladimir Vasiliev e<i>\u00a0<\/i>Mikhail Ryabko.<br \/>\nL&#8217;origine remota di una simile arte marziale, nel frattempo, resta per lo pi\u00f9 misteriosa. Poich\u00e9 persino la vicenda del padre di\u00a0Kadochnikov, un possibile praticante ben prima dell&#8217;invenzione formale di quest&#8217;arte, potrebbe essere ricondotta alle storie e le imprese dei\u00a0<em>bogatyr<\/em>, eroi erranti della Russia medievale. Concettualmente non cos\u00ec dissimili dai guerrieri leggendari alla base di molte tradizioni estremo-orientali, spesso legati a discipline filosofiche e religiose di varia natura. Forse dovremmo immaginare una comunit\u00e0 monastica, da qualche parte tra le montagne in Siberia, che come il tempio di Shaolin faceva esercitare i propri discepoli a cadere senza mai farsi male, e indurire le proprie costole contro lo spigolo di ogni possibile scalino verso il livello della strada? Chi pu\u00f2 dirlo. Di sicuro, l&#8217;aggiunta dei fucili d&#8217;assalto cambia notevolmente la portata di una simile visione. E allontana speranze di redenzione, verso una potenziale pacificazione futura dei loro territori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco una scena che sembra prelevata direttamente da un film cult d&#8217;azione: Arkadiy Alexeevich\u00a0Kadochnikov che scivola, fucile d&#8217;assalto alla mano, gi\u00f9 da un pianerottolo, presumibilmente sotto assedio dai nemici della madrepatria. Senza distogliere lo sguardo dai possibili punti di contatto, mette un piede oltre il primo degli scalini sul suo sentiero, quindi compie un altro &#8230; <a title=\"L&#8217;arte russa di combattere cadendo gi\u00f9 dalle scale\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25994\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;arte russa di combattere cadendo gi\u00f9 dalle scale\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[265,253,144,2907,668,630,3550,241,1002,116,1129,2369,483,790,2645],"class_list":["post-25994","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acrobazie","tag-arti-marziali","tag-combattimento","tag-forze-speciali","tag-fucili","tag-guerra","tag-metodi","tag-militari","tag-personaggi","tag-russia","tag-scale","tag-scuole","tag-soldati","tag-tecniche","tag-unione-sovietica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25994","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25994"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25994\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26001,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25994\/revisions\/26001"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}