{"id":25864,"date":"2018-06-20T06:25:25","date_gmt":"2018-06-20T04:25:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25864"},"modified":"2018-06-20T06:25:25","modified_gmt":"2018-06-20T04:25:25","slug":"lapocalisse-attesa-permafrost-canadese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25864","title":{"rendered":"L&#8217;apocalisse in attesa sotto il permafrost canadese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ie5V-K70JUk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25866\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25866\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Canada-Giant-Mine-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Canada-Giant-Mine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Canada-Giant-Mine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Canada-Giant-Mine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Se soltanto sapeste quanto le cose vanno male davvero&#8230;&#8221; \u00e8 la citazione attribuita occasionalmente al presidente americano vittima di assassino John Fitzgerald Kennedy, sebbene nessuno su Internet sembri sapere, esattamente, quando egli avrebbe pronunciato tali parole. Forse a seguito della crisi dei missili cubani del 1962, oppure parlando ai numerosi consiglieri che aveva nominato, negli anni successivi, per tentare di risolvere il nodo della guerra in Asia, a seguito del colpo di stato ai danni del presidente sudvietnamita\u00a0Ng\u00f4 \u0110\u00ecnh Di\u1ec7m. Ma esistono teorie del complotto, come \u00e8 sempre stato, relative al fatto che i potenti del pianeta posseggano conoscenze negate ai comuni mortali, cognizioni di orribili disastri impellenti che mai vengono rilevate, al fine di prevenire il panico o ancora peggio, la ribellione di un popolo infuriato. Finch\u00e9 molti decenni dopo, viene rivelato con assoluta <em>nonchalanche<\/em>, ci\u00f2 che stava, e tutt&#8217;ora sta per succedere, assieme ad un&#8217;ipertecnologica soluzione che all&#8217;epoca, nessuno avrebbe mai potuto concepire. Sto parlando di disastri ambientali come l&#8217;inquinamento, il riscaldamento terrestre, la progressiva contaminazione dei mari. Ma il mio discorso, quest&#8217;oggi, non \u00e8 orientato unicamente al comportamento storico statunitense. Bens\u00ec a quel paese che vi confina a nord, considerato in genere un faro di responsabilit\u00e0 civile e ragionevolezza, dove tutti chiedono scusa e nessuno, per una ragione o per l&#8217;altra, sembra mancare del dono fondamentale dell&#8217;empatia. Ma in Canada, nei Territori desolati del Northwest, esiste una cittadina di circa 20.000 abitanti che porta il nome di Yellowknife. La quale, come una particella in bilico sul filo dell&#8217;eponimo coltello, giace su vaste caverne impossibili da dimenticare, ciascuna capiente quanto un grattacielo newyorchese e ricolma dagli anni &#8217;60 di uno dei pi\u00f9 terribili veleni noti all&#8217;umanit\u00e0. Se questa fosse una storia intrinsecamente connessa alla corsa agli armamenti dell&#8217;epoca della guerra fredda, come si potrebbe intuitivamente pensare, ed allo sviluppo di nuove e pi\u00f9 terribili armi nucleari, allora staremmo parlando di particelle alfa, beta e gamma, residui radioattivi in grado di dare una morte rapida e misericordiosa, oppure lenta e terribile, a seconda della dose accidentalmente subita. Ma la Miniera Gigante (Giant Mine) contiene, se possibile, qualcosa di persino pi\u00f9 devastante. Avete mai sentito di parlare della polvere di triossido d&#8217;arsenico? Una sostanza sottile come il borotalco, che pu\u00f2 essere altrettanto facilmente dispersa nell&#8217;aria o dissolta nell&#8217;acqua, del tutto inodore, insapore, incolore. Della quale \u00e8 sufficiente assumere la dose equivalente ad un&#8217;aspirina per andare incontro ad un&#8217;immediato arresto sistemico dei propri organi vitali. Mentre dosi ancora minori possono provocare irritazione alla gola e ai polmoni, sfoghi e malattie della pelle ed a lungo termine, il cancro. Ora per comprendere l&#8217;effettivo rischio per la salute che tutto ci\u00f2 rappresenta, sar\u00e0 opportuno evidenziare tre fattori: primo, una quantit\u00e0 equivalente ad un&#8217;autobotte di dimensioni medie, sarebbe dal punto di vista della LD50 (dose letale per il 50% dei soggetti) sufficiente a sterminare l&#8217;intera popolazione mondiale. Secondo, sotto la citt\u00e0 di Yellownife alberga una stima di 237.000 tonnellate di questa sostanza. Terzo, a meno di complessi e tutt&#8217;ora non definiti interventi, tale situazione continuer\u00e0 a sussistere per altri 10.000 o 100.000 anni, dato che la tossicit\u00e0 dell&#8217;arsenico, a differenza della radioattivit\u00e0, non presenta alcun degrado progressivo per l&#8217;effetto della mezza vita di uranio, plutonio <em>et similia.<br \/>\n<\/em>Ma per tornare alla citazione di JFK, non \u00e8 particolarmente intuitivo comprendere come si possa essere giunti ad una situazione tanto critica, soltanto in funzione della semplice avidit\u00e0 dell&#8217;uomo. Tutto inizia, secondo una leggenda degli anni &#8217;30 dello scorso secolo mai effettivamente verificata, quando una giovane donna appartenente alla trib\u00f9 delle Prime Nazioni dei Dede (popolazioni indigene nordamericane) di nome Mary Osso-di-Pesce rivel\u00f2 a un sacerdote europeo la presenza di vene d&#8217;oro nelle terre ancestrali a occidente della baia di Yellowknife. In alcune versioni della storia, invece, ella aveva parlato con un mercante, in cambio della stufa che aveva sempre desiderato per scaldare la sua casa in inverno. Fatto sta che in quegli anni, la nascente industria mineraria delle terre selvagge canadese non tard\u00f2 a reagire alla notizia, costruendo la serie d&#8217;impianti che negli anni, integrandosi l&#8217;uno con l&#8217;altro, sarebbero diventati la Giant Mine. Ora abbiamo fin qui parlato di questo terrificante accumulo di veleni, posizionandolo a partire da un&#8217;intera generazione dopo questi eventi. Potreste quindi chiedervi che cosa fosse successo, prima di allora: la risposta \u00e8 che l&#8217;arsenico, un prodotto collaterale del processo di raffinazione dell&#8217;oro, veniva semplicemente liberato nell&#8217;atmosfera, lasciando che ricadesse tranquillamente sulla citt\u00e0 e il lago di Slave, uno dei principali bacini d&#8217;acqua dolce del Canada e quindi, del mondo intero&#8230;.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25865\" aria-describedby=\"caption-attachment-25865\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/xumy7t9W6v4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25865\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25865 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Arizona-Arsenic-Mine-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Arizona-Arsenic-Mine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Arizona-Arsenic-Mine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Arizona-Arsenic-Mine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25865\" class=\"wp-caption-text\">Strano e orribile a dirsi, ma il caso dell&#8217;arsenico di Giant Mine non \u00e8 l&#8217;unico al mondo. Anche la miniera d&#8217;oro della citt\u00e0 americana di Bagdad, in Arizona, sta sperimentando un problema simile, sebbene su scala notevolmente ridotta a causa del volume minore del minerale processato <em>in-situ<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le conseguenze di una simile sciagurata attivit\u00e0 non tardarono ad arrivare. Mentre col procedere degli anni la Miniera Gigante passava, progressivamente, sotto il controllo dell&#8217;una o dell&#8217;altra azienda (qui si succedettero nel corso delle generazioni la Falconbridge, la Royal Oak, la Miramar e la Con Mine) i metodi d&#8217;estrazione non mutavano attraverso gli anni, continuando uno sfruttamento del processo denominato <em>roasting<\/em>, che consisteva nell&#8217;individuare ed estrarre le piccole quantit\u00e0 d&#8217;oro presente nelle rocce di arsenopirite, cuocendole letteralmente a\u00a0 temperature straordinariamente elevate. Dagli alti camini della struttura, quindi, il veleno si diffondeva liberamente tutto attorno, mentre tra la popolazione di Yellowknife aumentavano &#8220;misteriosamente&#8221; i disturbi respiratori e le ulcere della pelle. Ma la tragica verit\u00e0 \u00e8 che dovette morire qualcuno perch\u00e9 il governo, finalmente presa coscienza del problema, costringesse i minatori a cambiare la loro metodologia. E quel qualcuno sarebbe stato un bambino, appartenente alla stessa etnia dei Dede di Mary Osso-di-Pesce, forse persino un suo discendente, che nel 1951 pens\u00f2 purtroppo di mangiare della neve per gioco, a circa due chilometri dalla terribile miniera. Forse l&#8217;aveva gi\u00e0 fatto, forse era addirittura una pratica diffusa tra i suoi coetanei. Fatto sta che quella volta, nella candida sostanza che aveva ingerito era presente una dose d&#8217;arsenico sufficiente a porre fine alla sua giovane vita. Entro il decennio successivo quindi, sotto le ferme pressioni dell&#8217;amministrazione locale, le societ\u00e0 di gestione della miniera installarono una serie di ciminiere e camini, interconnessi tra loro da un complesso sistema di tubi concepito per veicolare il polverone malefico di nuovo sotto terra, dove sarebbe rimasto intrappolato in una serie di apposite caverne artificiali. Immediatamente i casi di avvelenamento lieve cessarono, mentre la citt\u00e0 di Yellownife e il Canada intero, momentaneamente, tiravano un sospiro di sollievo.<br \/>\nPer quanto possa riservare illusorie serenit\u00e0 ed orribili ansie impellenti, tuttavia, soltanto una cosa pu\u00f2 essere detta della ruota del tempo: essa non cessa mai di girare. Cos\u00ec i proprietari della miniera d&#8217;oro, una volta esaurito il minerale facilmente estraibile con conseguente guadagno nell&#8217;immediato, acconsentirono nel 2004 a chiudere l&#8217;impianto, cessando finalmente quel processo che continuava a pompare la morte nebulizzata sotto il solido coperchio della montagna. Ma come fin troppo spesso avviene, riuscirono a farlo prima che il governo, nelle persone dei delegati liberamente eletti dal popolo canadese, promulgasse una legge che li legava a doppio filo ai danni causati, costringendoli in qualche modo a porvi un tardivo rimedio. Non che questo fosse, incidentalmente, possibile nel corso di una singola vita. Fatto sta che le societ\u00e0 si dissolsero, i ricchi pensionati migrarono all&#8217;estero, e gli enti ambientali del pi\u00f9 esteso paese nordamericano si ritrovarono a gestire uno dei pi\u00f9 vasti potenziali disastri nell&#8217;intera storia dell&#8217;umanit\u00e0. Per una spesa (stimata) di circa 900 milioni di dollari appena&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_25867\" aria-describedby=\"caption-attachment-25867\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/E4nZDSLdIiM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25867\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25867 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Canada-Thermo-Siphons-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Canada-Thermo-Siphons-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Canada-Thermo-Siphons-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Canada-Thermo-Siphons.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25867\" class=\"wp-caption-text\">Nel breve servizio dell&#8217;inglese itinerante Tom Scott, la questione della Giant Mine viene analizzata nei suoi fattori principali, mostrando anche l&#8217;aspetto di una delle caverne di smaltimento successivamente all&#8217;installazione di un prototipo dell&#8217;impianto refrigerante. Il suo commento, come spesso avviene, pone in evidenza l&#8217;importanza di una pubblica responsabilit\u00e0 ecologica e civile.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il problema principale, sia chiaro, non \u00e8 neppure di natura prettamente pecuniaria. Perch\u00e9 nessuno sa effettivamente, se il piano ufficiale adottato dal governo canadese funzioner\u00e0. Un progetto che prevede, per la Miniera Gigante, l&#8217;installazione di un gigantesco impianto di refrigerazione, in parte di tipo convenzionale attivo ed in parte analogo a quello usato negli stadi da hockey, funzionante grazie al principio dei sifoni termici. In altre parole, una volta portata sufficientemente vicina al congelamento la maggior parte della letale polvere d&#8217;arsenico, verranno installati una quantit\u00e0 sufficiente di tubi verticali pieni di diossido di carbonio, una sostanza che si trova allo stato gassoso pi\u00f9 leggero dell&#8217;aria sottoterra, mentre raffreddandosi per l&#8217;effetto della gelida atmosfera dei Territori, ridiventa liquida e cade gi\u00f9. Tutto questo in un ciclo continuo ed eternamente ripetuto, in grado di garantire un sensibile abbassamento della temperatura. Se, ed \u00e8 davvero un grosso &#8220;se&#8221; tutto dovesse realmente realizzarsi sulla base dei piani. E nella piena consapevolezza che qualora, nei prossimi 100, 1.000, o 1 milione di anni l&#8217;impianto dovesse subire un guasto, la polvere d&#8217;arsenico torner\u00e0 di nuovo libera di far danni. Esistono scenari ipotetici, pi\u00f9 volte analizzati e ribaditi, in cui un&#8217;eventuale straripamento del vicino ruscello di Baker potrebbe penetrare nella miniera, trasportando il veleno fino al lago di Slave e da l\u00ec al fiume Mackenzie, il pi\u00f9 lungo dell&#8217;intera nazione canadese. Caso in cui assai probabilmente, le vittime a lungo termine, incluse quelle affette dai tumori maligni, risulterebbero davvero ingenti. Detto ci\u00f2, tutto quello che \u00e8 possibile fare al momento \u00e8 continuare nell&#8217;operazione di recupero, sperando che il metodo si riveli efficiente. O che qualcuno trovi, per il bene di tutti, un&#8217;approccio tecnologico davvero risolutivo. Perch\u00e9 il tempo, come sua massima prerogativa, continua impietosamente a marciare verso l&#8217;ora terribile della condanna.<br \/>\nAvidit\u00e0, brama, desiderio di successo e ricchezze. Molte ingiustizie sono state commesse nel corso delle alterne vicende coloniali, per la mera acquisizione di un vasto beneficio personale. Ma ancor peggiore di esse, a pieno titolo, risultano essere quelli che definiamo coerentemente dei semplici &#8220;errori&#8221;. Poich\u00e9 potrebbero costituire la fine di tutti nessuno escluso, inclusi colui o di coloro che maggiormente hanno beneficiato della propria fondamentale iniquit\u00e0. Il che significa, in altri termini, che nessuno pu\u00f2 davvero conoscere il futuro dei luoghi remoti. Neppure chi li governa. Soltanto accettarlo e sopravvivere. Oppure, suo malgrado, perire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Se soltanto sapeste quanto le cose vanno male davvero&#8230;&#8221; \u00e8 la citazione attribuita occasionalmente al presidente americano vittima di assassino John Fitzgerald Kennedy, sebbene nessuno su Internet sembri sapere, esattamente, quando egli avrebbe pronunciato tali parole. Forse a seguito della crisi dei missili cubani del 1962, oppure parlando ai numerosi consiglieri che aveva nominato, negli &#8230; <a title=\"L&#8217;apocalisse in attesa sotto il permafrost canadese\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25864\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;apocalisse in attesa sotto il permafrost canadese\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,3517,219,1536,374,187,2153,194,562,772,2216,2243,876,889,3518,1366,842],"class_list":["post-25864","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-arsenico","tag-canada","tag-dal-mondo","tag-disastri","tag-ecologia","tag-estrazione","tag-geologia","tag-minerali","tag-miniere","tag-morte","tag-nordamerica","tag-oro","tag-pericolo","tag-refrigerazione","tag-sottosuolo","tag-veleni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25864","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25864"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25864\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25868,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25864\/revisions\/25868"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25864"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25864"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25864"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}