{"id":25810,"date":"2018-06-12T06:26:59","date_gmt":"2018-06-12T04:26:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25810"},"modified":"2018-06-12T06:31:26","modified_gmt":"2018-06-12T04:31:26","slug":"la-serpe-robot-volante-dei-pompieri-giapponesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25810","title":{"rendered":"La serpe robot volante dei pompieri giapponesi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3Al6L7sgqhM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25813\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25813\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/DragonFireFighter-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/DragonFireFighter-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/DragonFireFighter-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/DragonFireFighter.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando in rassegna le mitologie dei diversi paesi, esistono molti tipi di drago. La creatura mitologica per eccellenza, talvolta una belva crudele affamata di carne umana, altre saggia e benevola in maniera mistica, in grado d&#8217;influenzare il corso della storia con la sua semplice presenza, anche nel caso in cui si tratti di una semplice metafora per qualcosa di pi\u00f9 tangibile ed immanente. Una caratteristica trasversale di simili creature, indipendente dalla nazionalit\u00e0 d&#8217;appartenenza, resta il loro alito incantato, sulla cui natura, tuttavia, Oriente ed Occidente non possono fare a meno di trovarsi in disaccordo. Basta in effetti considerare per un attimo la progenie del F\u00e1fnir\u00a0norreno, incluse la reinterpretazione tolkeniana e tutte quelle a seguire, per sentir parlare di fuoco e fiamme, lingue incandescenti, scintille vulcaniche in grado di radere al suolo intere citt\u00e0. Mentre per la tradizione asiatica e in particolare cinese, esemplificata dal signore dei quattro mari\u00a0S\u00ech\u01cei L\u00f3ngw\u00e1ng, il grande verme \u00e8 una creatura che vive sott&#8217;acqua lungo il corso dei fiumi e nelle profondit\u00e0 oceaniche, da dove emerge occasionalmente per scatenare su di noi la furia degli elementi: il vento, le nubi e la pioggia. Il che faceva di un lui una delle forze sovrannaturali alla base dei ritmi e dei processi dell&#8217;agricoltura, oltre ad un consigliere dei regnanti e talvolta, una punizione inviata per punire i malvagi e redimere i giusti. Potr\u00e0 dunque sembrarvi pi\u00f9 che mai sensato, l&#8217;appellativo scelto da Satoshi Tadokoro e i suoi colleghi del dipartimento tecnologico dell&#8217;Universit\u00e0 del Tohoku per la loro invenzione presentata il mese scorso alla Conferenza Internazionale di Robotica: il DragonFireFighter, nel cui aspetto stesso si riflette la forma longilinea e sinuosa di questo animale fantastico, protagonista di primo piano nelle storie folkloristiche e in molte leggende del loro stesso Giappone. Un parallelismo che si riflette chiaramente nel funzionamento dell&#8217;apparato, funzionante in effetti grazie alla forza stessa dell&#8217;acqua espulsa a forte pressione dalla comune manichetta di una squadra di vigili del fuoco, ovvero fatto muovere verso ipotetici spazi difficili da raggiungere per il principio di azione-reazione tramite l&#8217;impiego di una serie di ugelli direzionabili, posizionati a intervalli regolari lungo la sua intera estensione i quali dovrebbero ricordare, nelle parole stesse del creatore: &#8220;I figuranti della danza del drago di capodanno&#8221; un&#8217;importante nonch\u00e9 celebre esibizione praticata in tutto l&#8217;Estremo Oriente. Per una creazione che risulta essere, nella versione dimostrativa costruita fin&#8217;ora, di appena 3 metri, ma potrebbe facilmente raggiungere o superare i 20 nell&#8217;effettiva applicazione finale. Il che da luogo ad un video di presentazione potenzialmente interessante, che tuttavia occorre interpretare sulla base di quello che potrebbe diventare nel giro di qualche mese, piuttosto che il funzionamento corrente di quello che comunque resta nient&#8217;altro che un mero prototipo, di quello che non costituisce affatto il risultato desiderato.<br \/>\nEppure, potete realmente dire che vi lasci\u00a0del tutto indifferente? Spinto innanzi dall&#8217;operatore verso un piccolo fuocherello, il carrello presso cui \u00e8 stato agganciato il tubo dell&#8217;acqua si avvicina a un pannello metallico con un&#8217;apertura rettangolare. Ora, dovete presumere che un tale scenario sia rappresentativo, in effetti, di un incendio presso un impianto chimico o radioattivo, come una centrale nucleare, al quale i pompieri saranno disposti a fare il possibile per non avvicinarsi. Riecheggiano le critiche degli scettici del web: &#8220;Sarebbe bastato sparare l&#8217;acqua a parabola per ottenere lo stesso risultato&#8221; Ma un getto d&#8217;acqua, per quanto possa essere preciso e potente, non potr\u00e0 mai ricadere per la semplice gravit\u00e0 con la stessa forza di quella creata dall&#8217;effetto Bernoulli, ovvero l&#8217;aumento della velocit\u00e0 al diminuire della pressione, una volta fuoriuscito dall&#8217;angusto condotto flessibile che l&#8217;ha portato fino a destinazione. E c&#8217;\u00e8 una cosa che tale fluido, inoltre, non potr\u00e0 mai fare: girare gli angoli, giungendo alle stanze chiuse, veri punti caldi del disastro incipiente. Ecco dunque provata l&#8217;efficacia di un simile serpente\/drago meccanico: orientare direttamente la propria &#8220;testa&#8221; e il conseguente getto verso l&#8217;origine delle fiamme, alla stessa maniera in cui dovrebbe idealmente fare una persona armata di estintore, ottenendo degli effetti decisamente pi\u00f9 risolutivi nella sua mansione d&#8217;utilizzo primaria, lo spegnimento. Il che non pu\u00f2 prescindere, per ovvie ragioni, la grande quantit\u00e0 d&#8217;acqua che appare chiaramente &#8220;sprecata&#8221; nella dimostrazione, tramite l&#8217;espulsione continua degli ugelli a reazione, nello scenario simulato del singolo barile col fuoco dentro. Ci\u00f2 che avrebbero dovuto chiedersi i commentatori al video prima di offrire la loro opinione, resta: &#8220;Chi ha mai visto un incendio tanto localizzato?&#8221; Ovvero una volta fatto il suo ingresso nell&#8217;edificio prossimo all&#8217;incenerimento, gli stessi getti di manovra del\u00a0DragonFireFighter finiranno per colpire zone in qualche maniera combustibili, se non gi\u00e0 lambite dal lingue di fiamme. Il che risulter\u00e0 essere, inevitabilmente, tutt&#8217;altro che inutile. Anzi&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25812\" aria-describedby=\"caption-attachment-25812\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/IYtXV37MIs4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25812\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25812 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/DragonFireFighter-closeup-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/DragonFireFighter-closeup-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/DragonFireFighter-closeup-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/DragonFireFighter-closeup.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25812\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Per ogni litro consegnato verso l&#8217;obiettivo, almeno quattro sparati un po&#8217; dove capita&#8221; e questa dovrebbe essere una critica, per un&#8217;arnese concepito per l&#8217;impiego all&#8217;interno, e non certamente all&#8217;esterno degli edifici in fiamme?<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista del funzionamento meccanico, per quanto ci \u00e8 dato di comprendere dalle poche nozioni pubblicate online (<a href=\"https:\/\/www.semanticscholar.org\/paper\/Aerial-Hose-Type-Robot-by-Water-Jet-for-Fire-Ando-Ambe\/fc8c036ab110167da96a058592631a249f7a0288\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lo studio scientifico<\/a> abbinato al robot \u00e8 purtroppo disponibile soltanto a pagamento) il punto fondamentale della serpe antincendio \u00e8 il suo cervello, un sistema integrato capace di regolare l&#8217;intensit\u00e0 del flusso d&#8217;acqua in base alla quantit\u00e0 e il direzionamento degli ugelli, mantenendo un getto appropriato nei confronti del bersaglio selezionato di volta in volta. Il che presuppone, per ovvie ragioni, ingenti quantit\u00e0 d&#8217;acqua, rendendo un simile approccio idoneo all&#8217;impiego solamente nel caso in cui si disponga di una fonte virtualmente inesauribile, come un idrante cittadino. Qualora la riserva idrica del gruppo d&#8217;intervento dovesse essere invece il contenuto della sola autopompa, la soluzione ideale resterebbe senz&#8217;altro quella del getto manovrato in maniera tradizionale. L&#8217;estremit\u00e0 frontale della manichetta volante contiene inoltre una telecamera termica, che permetter\u00e0 agli utilizzatori di manovrarla adeguatamente all&#8217;interno degli edifici, individuando cos\u00ec con facilit\u00e0 le zone pi\u00f9 calde nel quale dirigersi di volta in volta. Dal punto di vista difensivo, il\u00a0DragonFireFighter \u00e8 fornito di un sistema di nebulizzazione, capace di proteggere la sua intera estensione dalle propaggini pi\u00f9 esuberanti del fuoco contro il quale \u00e8 stato inviato, a m\u00f2 di Pok\u00e9mon o altra bestia sovrannaturale dell&#8217;immaginario antico e contemporaneo. Un ingegnoso sistema di cavi e pulegge, interconnessi a a ciascun gruppo di ugelli e in grado di misurare la deformazione del tubo, permette alla serpe di restare stabile, trasformandola in una vera e propria arma di precisione fluttuante al pari di un drone guidato dal giroscopio, indipendentemente dai fattori ambientali e le possibili variazioni di pressione improvvise. Questione che dovrebbe diventare fondamentale nella versione definitiva notevolmente allungata, dove i moduli di manovra saranno un multiplo imprecisato dei soli due presenti nel prototipo funzionante.<br \/>\nIl Giappone ha una lunga storia con i robot, e in modo particolare la loro forma dalle applicazioni pi\u00f9 varie, quella ispirata alla deambulazione diretta del rettile per eccellenza, tentatore del giardino dell&#8217;Eden secondo la tradizione cristiana. Particolarmente famosa risulta essere a tal proposito la figura di\u00a0Shigeo Hirose, professore emerito presso la l&#8217;Istituto Tecnologico di Tokyo, i cui studi pluri-decennali nel campo della robotica hanno portato alla costituzione della Hibot, compagnia attualmente impegnata nella progettazione di una serpe robotica che dovrebbe occuparsi in futuro della decontaminazione di alcuni dei punti pi\u00f9 pericolosi della centrale di Fukushima. Personalit\u00e0 perennemente affascinata dal mondo naturale e in particolare dagli animali striscianti, le cui immagini a quanto racconta sono solite comparirgli nella mente &#8220;Alla stessa maniera delle sculture buddhiste di Unkei&#8221; cementando ulteriormente, dunque, quel ruolo quasi mistico di coloro che possono vivere una comunione interiore col drago, udendo e mettendo in pratica i consigli contenuti nei suoi sussurri. E chiss\u00e0 che lo stesso Satoshi Tadokoro col suo DragonFireFighter non abbia vissuto, al giorno d&#8217;oggi, un&#8217;esperienza simile ed altrettanto risolutiva. L&#8217;unico modo per scoprirlo, probabilmente, sar\u00e0 aspettare di vedere se le manichette volanti inizieranno a fare la loro comparsa tra i vortici fiammeggianti degli incendi giapponesi, ed in seguito potenzialmente del mondo intero.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25811\" aria-describedby=\"caption-attachment-25811\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4kFpG_xfymg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25811\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25811 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Anna-Konda-Robot-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Anna-Konda-Robot-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Anna-Konda-Robot-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/06\/Anna-Konda-Robot.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25811\" class=\"wp-caption-text\">Precedenti sperimentazioni in merito al concetto delle serpi robotiche antincendio furono compiute da P\u00e5l Liljeb\u00e4ck et al dell&#8217;Universit\u00e0 di Norvegia a Trondheim, con il suo prototipo denominato Anna Konda. In quel caso, tuttavia, la creatura artificiale non era in grado di volare, avendo pi\u00f9 che altro la finalit\u00e0 di accrescere le potenzialit\u00e0 di manovra del tubo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 sempre realmente facile, questo \u00e8 senz&#8217;altro noto, comprendere le piene implicazioni di una nuova tecnologia. Specie quando i materiali dimostrativi, come il video pubblicato online dalla squadra del Dr. Tadokoro, sono diretti in modo specifico a degli esperti del settore, pur presentando evidenti agganci alla fantasia popolare e prestandosi quindi reinterpretazioni disinformate. La realt\u00e0 \u00e8 che il drago robot, nella sua forma corrente, non risulterebbe utile se non in scenari estremamente specifici che tra l&#8217;altro, nessuno \u00e8 stato in grado di simulare in maniera adeguata. Ma i draghi, come i loro antenati preistorici, i dinosauri, hanno una caratteristica che li distingue dalla maggior parte delle forme di vita del Cielo e della Terra: nel corso della loro vita continuano a crescere, e crescere ancora. Il che li accomuna, ancora una volta e in maniera pi\u00f9 prettamente internazionale, ai pesci e le altre creature abissali.<br \/>\nAvete presente il giochino Snake? La storia tende a ripetersi. E quando c&#8217;erano i Nokia, la gente ancora dava il beneficio del dubbio alle nuove proposte tecnologiche con una base accademica di sostegno. Naturalmente, all&#8217;epoca ancora non esistevano i fiammeggianti commenti di YouTube&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passando in rassegna le mitologie dei diversi paesi, esistono molti tipi di drago. 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