{"id":25592,"date":"2018-05-14T06:25:08","date_gmt":"2018-05-14T04:25:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25592"},"modified":"2018-05-14T06:27:24","modified_gmt":"2018-05-14T04:27:24","slug":"la-strana-illusione-ottica-dello-stadio-san-siro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25592","title":{"rendered":"La strana illusione ottica dello stadio di San Siro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/Biol8vXllnh\/?tagged=sansiro\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25595\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25595\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Staircase-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Staircase-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Staircase-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Staircase.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mente e l&#8217;occhio umano: due parti della stessa macchina il cui funzionamento, la maggior parte delle volte, risulta essere misterioso. O quanto meno, sembra operare attraverso sentieri poco chiari, come in tutti quei casi in cui si pu\u00f2 osservare un qualcosa, per innumerevoli volte, senza notare alcunch\u00e9 possa definirsi fuori dall&#8217;ordinario. Finch\u00e9 un giorno all&#8217;improvviso, per la convergenza di una serie di fattori o il sussistere di un particolare stato d&#8217;animo, la verit\u00e0 appare lampante, scardinando ogni certezza che precedentemente avevamo dato per una labile ovviet\u00e0. Sta facendo il solito giro dei video virali e divertenti online questa breve animazione, dall&#8217;origine non sempre dichiarata, rappresentante una sorta di colonna color cemento, al cui interno sembra intenta a discendere una certa moltitudine di persone, tutte alla stessa identica velocit\u00e0. E a un primo sguardo dato di sfuggita, la scena appare fin troppo &#8220;evidente&#8221;: la strana struttura deve contenere una lunghissima scala mobile, o in alternativa, un qualche tipo di <em>tapis-roulant<\/em> rotativo, se non fosse che&#8230; Grazie alla prospettiva, \u00e8 possibile osservare i piedi delle persone che camminano ai livelli inferiori. Le quali, esattamente come i passanti di una comune strada cittadina, sono semplicemente intente a mettere un piede dopo l&#8217;altro, ovvero in altri termini, camminare. Il senso di suggestione, a questo punto, piuttosto che calare, aumenta: poich\u00e9 riguardando il resto della scena con la nuova conoscenza, \u00e8 inevitabile provare un certo senso di empatia portato innanzi dalla percezione a distanza dell&#8217;esercizio fisico, immaginando l&#8217;avanzata con lo sguardo puntato sulla persona davanti, mentre ci si adegua spontaneamente alla sua andatura. E il mondo che sembra fare lo stesso, ruotando spontaneamente al di sopra del parapetto: questa \u00e8 la forza ipnotica della spirale. Una delle forme pi\u00f9 significative in tutto l&#8217;Universo della natura.<br \/>\nPer\u00f2 signori e signori, ecco la verit\u00e0: non c&#8217;\u00e8 proprio niente di sovrannaturale o cosmopolita in tutto questo. Poich\u00e9 la scena si svolge, guarda caso, nella bella citt\u00e0 italiana di Milano. Dentro, o per meglio dire sotto, il secondo edificio pi\u00f9 famoso dell&#8217;intero suddetto contesto urbano, quella titanica astronave poggiata nel bel mezzo di un quartiere risalente al XVII secolo, che un tempo era soltanto un villaggio agricolo sulle rive del fiume Olona. Finch\u00e9 non arrivo l&#8217;integrazione amministrativa e di seguito a questa, l&#8217;opera innovatrice dei costruttori. Saltiamo quindi qualche generazione, ed arriviamo al 1925, quando l&#8217;imprenditore e allora presidente del Milan, Pietro Pirelli, decise che uno stadio dovesse essere costruito per la sua squadra, non troppo distante dall&#8217;ippodromo cittadino. Lo spazio fu quindi trovato, i permessi vennero concessi (all&#8217;epoca, era meno difficile che adesso) e con l&#8217;aiuto dell&#8217;architetto di fama Ulisse Stacchini (classe 1871) sorsero quattro tribune attorno a un appezzamento di terra, di cui una coperta, complessivamente capaci di ospitare fino a 35.000 spettatori. E fin l\u00ec, nessuna traccia di spirali. Il suo completamento richiese all&#8217;incirca un anno, al termine del quale si tenne uno storico derby amichevole che venne vinto dall&#8217;Inter, tra l&#8217;esultanza dei suoi tifosi in ogni angolo d&#8217;Italia. Nel 1935, quindi, il Comune acquist\u00f2 lo stadio, aggiungendo le curve ed incrementando la capienza delle tribune. Ma il vero e pi\u00f9 significativo mutamento della struttura non sarebbe giunto fino al 1955, quando il coinvolgimento dell&#8217;architetto Armando Ronca permise di aggiungere un secondo anello di spalti posizionato al di sopra di quelli precedentemente esistenti, potenziando inoltre l&#8217;impianto d&#8217;illuminazione. Lo stadio, ora e finalmente in grado di accogliere pi\u00f9 di 80.000 persone, assunse allora l&#8217;aspetto che lo caratterizza ancora. Una delle difficolt\u00e0 maggiori da superare nel nuovo progetto, tuttavia, era di tipo sostanzialmente nuovo: come far muovere svariate decine di migliaia di persone fino all&#8217;altezza di circa 50 metri (la sovrastruttura si trova a 68) senza che queste si urtino l&#8217;un l&#8217;altra, creino ingorghi pazzeschi o finiscano per sfogare in una sorta di carica selvaggia le frustrazioni di un&#8217;eventuale sconfitta sul terreno di gioco? La soluzione fu innovativa, bench\u00e9 in campo mondiale, non del tutto priva di precedenti: integrare le scale stesse nelle massicce colonne di sostegno costruite per sostenere la struttura, creando un lungo camminamento che sarebbe stato ascendente all&#8217;inizio dei fatidici 90 minuti, e discendente al termine degli eventuali tempi supplementari. Sarebbe stata la naturale tendenza degli esseri umani ad adeguare la propria andatura chi si ritrovano intorno, purch\u00e9 in un contesto in cui la meta sia comune e del tutto evidente, a occuparsi del resto&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25594\" aria-describedby=\"caption-attachment-25594\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_e3UCmxGFQs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25594\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25594 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Stadium-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Stadium-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Stadium-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Stadium.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25594\" class=\"wp-caption-text\">Il termine di paragone ufologico \u00e8 particolarmente ricorrente anche in campo internazionale, probabilmente per le proporzioni a sviluppo verticale di questo importante stadio. Resta indubbio, ad ogni modo, che si tratti di una struttura in grado di catturare l&#8217;attenzione di chicchessia.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi lo stadio di San Siro, definito a pi\u00f9 riprese come uno dei templi del calcio pi\u00f9 importanti su scala globale, costituisce una struttura di primaria importanza nel panorama europeo di questo sport. Ricco di strutture a coronamento della sua funzione principale, come un vero e proprio museo delle sue squadre di casa in una configurazione integrata decisamente rara all&#8217;interno di uno stadio, \u00e8 stato usato a pi\u00f9 riprese in qualit\u00e0 di scenario per importanti eventi internazionali, come visite del Papa, e concerti con artisti del calibro di Bob Marley e Michael Jackson, o in tempi pi\u00f9 recenti, gli One Direction e i Coldplay. A tal punto \u00e8 diventato importante come punto di riferimento cittadino, che nel 2001\u00a0Adriano Galliani, presidente uscente del Milan, aveva proposto d&#8217;installare un complesso macchinario in grado di sollevare il prato fino all&#8217;altezza del tetto sull&#8217;esempio dello stadio olandese di Arnhem, permettendo ipoteticamente all&#8217;erba di ricevere una quantit\u00e0 maggiore di benefica luce solare e liberando inoltre lo spazio sottostante, per manifestazioni, fiere o simili amenit\u00e0. \u00c8 impossibile non interrogarsi, quindi, che ruolo avrebbero avuto in tutto questo le quattro torri principali, a cui si aggiungono le sette dotate di scalinata situate presso i due lati corti della struttura rettangolare, nel compiere un simile miracolo ingegneristico finalizzato a un miglioramento dei guadagni di gestione. Un&#8217;ipotesi destinata tuttavia a risolversi con un nulla di fatto, forse per il sopraggiungere di altri canali di spesa caratterizzati da un maggior senso d&#8217;urgenza. O magari, perch\u00e9 giudicato un volo pindarico privo di soluzioni tecniche pronte di utilizzare. Ma l&#8217;ingegneria, si sa, raramente pu\u00f2 realizzarsi senza una lunga opera d&#8217;introspezione e catalogazione degli strumenti a nostra disposizione&#8230;<br \/>\nIn una procedura simile a quella che doveva aver portato, in quel lontano 1955, all&#8217;idea di applicare la teoria di Bernoulli alla movimentazione degli spettatori. Proprio cos\u00ec: quello stesso principio, ricorrente in aerodinamica e idraulica, teorizzato dall&#8217;omonimo matematico svizzero nel XVIII secolo, che afferma che col diminuire della pressione di un fluido all&#8217;interno di uno spazio definito, conseguentemente aumenta la sua velocit\u00e0. Il che \u00e8 soltanto un altro modo di dire, che se all&#8217;interno di una conca (lo stadio) sussiste una quantit\u00e0 di particelle inusitata (gli spettatori) sar\u00e0 opportuno che essi possano uscire in maniera sufficientemente rapida. Pena il formarsi d&#8217;intoppi irrisolvibili, potenzialmente rischiosi per la sicurezza o l&#8217;incolumit\u00e0 di tutte le persone coinvolte. In un&#8217;applicazione particolarmente utile delle scienze sociali, sono stati fatti numerosi studi mirati a determinare il miglior modo per evacuare un edificio nella maniera pi\u00f9 rapida. Arrivando alla conclusione che talvolta, la via pi\u00f9 affidabile sia proprio quella mirata a rallentare un simile processo, ad esempio con l&#8217;aggiunga di un lungo camminamento a spirale, possibilmente privo di scalini, per evitare il rischio di cadute accidentali.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25593\" aria-describedby=\"caption-attachment-25593\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/tT-fo9wXzhs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25593\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25593 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Climb-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Climb-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Climb-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Climb.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25593\" class=\"wp-caption-text\">Nel 2008 una delle torri principali \u00e8 stata scalata da Jenny Lavarda, campionessa italiana di free climbing, con l&#8217;obiettivo di &#8220;far conoscere questo sport a chi ama soprattutto il calcio&#8221;. Nel video \u00e8 possibile vedere come soltanto le 7 torri pi\u00f9 basse siano aperte agli elementi, probabilmente per una diversa interpretazione delle norme di sicurezza.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perci\u00f2 in finale di campionato, non \u00e8 poi cos\u00ec strano che la spirale discendente dei fan calcistici allo stadio di San Siro riesca a suscitare in noi un tale senso ipnotico di coinvolgimento. Questa tipologia di sinuoso movimento, che caratterizza entit\u00e0 colossali come la nostra stessa galassia e per quanto ne sappiamo, l&#8217;intero <em>cluster<\/em> che la ospita all&#8217;interno del consorzio cosmico, \u00e8 come una riduzione frattale dello stato stesso dell&#8217;esistenza umana. Al centro della quale, il rincorrersi dei calciatori al seguito della miracolosa Sfera, un pallone che simboleggia il concetto di ambizione futura, diventa una metafora che riflette fino all&#8217;ultima sfaccettatura della vita.<br \/>\nE non \u00e8 affatto un caso se proprio in Italia, la cui cultura seppe produrre una razionalizzazione scientifica della sezione aurea, tramite la sequenza numerica di Fibonacci (1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21&#8230;) tale immagine trovi la sua espressione in una gif animata in grado di percorrere i sentieri dell&#8217;informatica condivisione. La scalinata di San Siro diventa, in quest&#8217;ottica, importante quanto qualsiasi via d&#8217;accesso architettonica alla sacralit\u00e0 di una religione acquisita. Il che non pu\u00f2 che fornire solide basi, con travi a cassone in cemento precompresso, al culto secondario pi\u00f9 importante di questo paese. Quello che venera la palla, strumento di crescita spirituale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/imgur.com\/xdNCAbc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Video via Imgur<\/a>:<\/p>\n<div style=\"width: 460px;\" class=\"wp-video\"><video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-25592-1\" width=\"460\" height=\"676\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Descend.mp4?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Descend.mp4\">http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/San-Siro-Descend.mp4<\/a><\/video><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mente e l&#8217;occhio umano: due parti della stessa macchina il cui funzionamento, la maggior parte delle volte, risulta essere misterioso. 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