{"id":25509,"date":"2018-05-02T06:40:16","date_gmt":"2018-05-02T04:40:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25509"},"modified":"2018-05-02T06:40:16","modified_gmt":"2018-05-02T04:40:16","slug":"qualcuno-vuole-centrale-nucleare-fluttua-sul-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25509","title":{"rendered":"Qualcuno vuole una centrale nucleare che fluttua sul mare?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Jm9UNWiMvN4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25510\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25510\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/Akademik-Lomonosov-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/Akademik-Lomonosov-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/Akademik-Lomonosov-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/Akademik-Lomonosov.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 un qualcosa d&#8217;indubbiamente esagerato, o per lo meno pessimistico, nell&#8217;espressione usata dall&#8217;organizzazione di Greenpeace per definire l&#8217;ultima invenzione dei laboratori Rosatom, perla ex-sovietica del progresso atomico, &#8220;Chernobyl del Circolo Polare Artico&#8221;. Bench\u00e9 sia molto difficile negare che un&#8217;imbarcazione come l&#8217;Akademik Lomonosov dotata di chiglia piatta e lunga 144 metri, ancorata in prossimit\u00e0 della riva senza capacit\u00e0 propulsive di alcun tipo e un grosso carico di uranio arricchito come parte delle sue 21.500 tonnellate complessive, sia potenzialmente un disastro in attesa di accadere. Quale sarebbe in effetti il piano, in caso di tsunami? E se un ciclone, originatosi in prossimit\u00e0 dell&#8217;equatore, dovesse miracolosamente riuscire a spingersi fino ai confini dei pi\u00f9 remoti mari del Nord? Esistono i precedenti.<br \/>\nCi\u00f2 che sta si sta concretizzando in questi giorni online, immediatamente successivi alla partenza mediante rimorchiatori verso la citt\u00e0 di Murmansk lo scorso 28 aprile per fare finalmente il pieno ed accendere i reattori, \u00e8 tuttavia una vera campagna mediatica denigratoria basata su dati inesatti ed in particolari casi, vera e propria disinformazione. Il primo passo per fare chiarezza \u00e8 anticipare, innanzi tutto, che non stiamo parlando di un progetto completamente originale. La prima nave in grado di produrre un surplus di energia nucleare fu &#8220;accesa&#8221; dagli americani nel\u00a01968, con lo specifico obiettivo di fornire energia in abbondanza alla zona del Canale di Panama, vitale per garantire in quegli anni un&#8217;operativit\u00e0 senza interruzioni delle chiuse navigabili, risorsa strategica di primaria importanza. Il suo nome era\u00a0MH-1A (gi\u00e0&#8230; POCHISSIMA fantasia) e continu\u00f2 a funzionare senza incidenti fino al 1976, anno in cui venne decommissionata per l&#8217;installazione di generatori pi\u00f9 moderni nella regione, rimorchiata fino agli Stati Uniti e completamente ripulita dalle scorie radioattive risultanti dal suo lungo periodo di attivit\u00e0. C&#8217;\u00e8 poi l&#8217;altra piccola questione, accidentalmente tralasciata, del fatto che navi dotate di generatori atomici esistono gi\u00e0 da lungo tempo sotto svariate bandiere di marina, in particolare russe e statunitensi. Laddove il paese pi\u00f9 vasto del mondo, in particolare, potrebbe facilmente vantare gli oltre 50 anni d&#8217;impiego assiduo della sua flotta di rompighiaccio Arktika e Taymyr,\u00a0capaci di rendere navigabili i mari di Barents, Pechora, Kara e Laptev, facendo scalo soltanto occasionalmente per rifornire il carburante presente a bordo, di nuovo senza alcun apparente controindicazione per gli equipaggi e l&#8217;ambiente coinvolto nelle operazioni. Un discorso direttamente riconducibile alla nuova centrale, visto che i generatori di bordo sono niente meno che un paio di\u00a0KLT-40 del tipo ad acqua pressurizzata (PWR) impiegati sulle suddette navi, soltanto collegati, invece che a un propulsore ad elica, agli impianti necessari per trasferire l&#8217;energia a riva mediante dei lunghi cavi fino ad alcune delle installazioni minerarie o piccole citt\u00e0 pi\u00f9 irraggiungibili del mondo. Ma la\u00a0Akademik Lomonosov, cos\u00ec come le ulteriori 6 navi identiche la Russia prevede di costruire entro i prossimi 10 anni, pu\u00f2 fare molto pi\u00f9 di questo.<br \/>\nCome esemplificato dal nome stesso, preso in prestito direttamente dal personaggio del polimata Mikhail Lomonosov, vissuto nel XVIII secolo a San Pietroburgo, che si dimostr\u00f2 in grado di scoprire l&#8217;atmosfera di Venere, dimostrare la temperatura di Mercurio, contribuire alla teoria dei gas cinetici e predire l&#8217;esistenza dell&#8217;Antartide. Il tutto mentre creava mosaici di pietra e scriveva poesie in russo, tutt&#8217;ora tenuti in alta considerazione nei rispettivi rami della filologia artistica e letteraria. Una caratteristica primaria dell&#8217;energia elettrica nei contesti moderni \u00e8 la sua fondamentale versatilit\u00e0: oltre a mantenere in funzione macchinari industriali e infrastrutture civili, la nuova centrale potr\u00e0 riscaldare un&#8217;intera citt\u00e0 di 100.000 abitanti sfruttando un potenziale innato di\u00a070 Mw o 50 Gcal\/ora. Per non parlare della sua capacit\u00e0 una volta collegata ad un impianto di desalinizzazione, di fornire acqua potabile in maniera affidabile e continuativa. Si tratta di servizi primari in grado di aumentare la qualit\u00e0 della vita delle persone che vivono in zone di frontiera, e possibilmente, prolungare le loro vite. Il tutto in maniera assolutamente pulita e &#8220;sicura&#8221; (!) per l&#8217;ambiente. A meno, s&#8217;intende, che non si verifichi lo scenario ipotetico di Greenpeace&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25512\" aria-describedby=\"caption-attachment-25512\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/YpZohKz5GKE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25512\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25512 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/Lomonosov-project-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/Lomonosov-project-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/Lomonosov-project-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/Lomonosov-project.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25512\" class=\"wp-caption-text\">Pur non avendo alcun tipo di capacit\u00e0 propulsiva costituendo a tutti gli effetti una piattaforma, la Lomonosov \u00e8 dotata di una poppa e una prua. Questo per facilitare le operazioni di spostamento, garantendo inoltre una maggiore resistenza al moto ondoso una volta raggiunto il luogo d&#8217;impiego prefissato.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tanto si \u00e8 detto e fatto a livello mediatico (lo stesso Putin si \u00e8 pi\u00f9 volte espresso in merito alla &#8220;comunicazione mendace degli oligarchi&#8221;) che il progetto originario di rifornire la nave di uranio direttamente a San Pietroburgo presso i cantieri del Baltico, dove era stata ultimata a seguito di un lungo periodo di stasi, sono stati irrimediabilmente compromessi da una protesta pubblica, che ha portato la Rosatom a decidere per una soluzione di compromesso, rimandando questo passaggio fondamentale al raggiungimento del porto pi\u00f9 isolato, e meno popoloso, della citt\u00e0 di Murmansk, situato all&#8217;estremit\u00e0 settentrionale della Russia europea. Un evento che dovrebbe verificarsi, salvo ulteriori ritardi, entro la fine del mese prossimo. Perch\u00e9 sia chiaro che, di contrattempi, fin&#8217;ora ce ne sono stati parecchi: il progetto originale per la nuova flotta di centrali nucleari galleggianti russe, prima produzione in serie di simili strutture, \u00e8 iniziato nel 2000, con consegna prevista entro il 2015 di almeno 4 navi. Se non che nell&#8217;agosto del 2008, visti i pochi progressi compiuti, l&#8217;incarico \u00e8 stato trasferito dal costruttore deputato Sevmash, specializzato in sommergibili, direttamente ai cantieri di San Pietroburgo. Si stima quindi che ad oggi, la cifra spesa per la sola\u00a0Akademik Lomonosov ammonti a circa 6 miliardi di rubli (78 milioni di euro) mentre un sua nave gemella dovrebbe vedere l&#8217;inizio dei lavori entro il 2019 con stanziamenti di fondi assolutamente comparabili. Cifre pi\u00f9 o meno giustificabili, quando si considera la portata logistica di poter disporre d&#8217;ingenti quantit\u00e0 d&#8217;energia in luoghi estremamente isolati, smettendo di coprire gli ingenti costi di manutenzione per le vecchie centrali di epoca sovietica, le quali comportano occasionali interruzioni dei servizi ed un &#8220;potenziale in percentuale Chernobyl&#8221; decisamente pi\u00f9 preoccupanti. E questo senza neppure prendere in considerazione il valore strategico in caso d&#8217;ipotetici conflitti futuri, di una fonte d&#8217;energia che pu\u00f2 essere spostata all&#8217;occorrenza, come dimostrarono ampiamente americani e inglesi all&#8217;epoca della seconda guerra mondiale.<br \/>\nPer quanto concerne dunque l&#8217;immediato futuro, si prevede che la Lomonosov, una volta ultimato il rifornimento presso Murmansk continui il suo lungo viaggio a rimorchio fino alla citt\u00e0 di 100.000 abitanti Pevek, all&#8217;estremo settentrione del\u00a0circondario autonomo della \u010cukotka, uno degli insediamenti pi\u00f9 remoti di tutta l&#8217;Asia siberiana, costruito originariamente per garantire un porto valido all&#8217;esportazione dei minerali lungo la rotta del Mare del Nord. I cui campi di estrazione, un tempo, erano fatti funzionare grazie ai prigionieri dei gulag in condizioni tutt&#8217;altro che umane, finch\u00e9 l&#8217;avanzamento della infrastrutture e l&#8217;impiego di metodologie tecnologiche non ha, fortunatamente, superato una simile triste necessit\u00e0. Un passaggio che permetter\u00e0 lo spegnimento lungamente paventato della centrale atomica di Bilibino, ormai da tempo affiancata da quella a carbone di Chaunsk, capace di produrre 50.000 tonnellate di CO2 in eccesso, proprio in una delle zone pi\u00f9 critiche per quanto concerne il riscaldamento globale. Una volta che le pilotine avranno disposto l&#8217;enorme chiatta presso i moli, e completate le complesse operazioni di collegamento alla rete cittadina, essa diventer\u00e0 istantaneamente la centrale atomica pi\u00f9 a nord del mondo. Per un periodo previsto di 40 anni, possibilmente estendibile fino a 50, intervallato da cicli di funzionamento e manutenzione lunghi 12 estati, ciascuno dei quali da concludersi con una rapida trasferta fino a un porto attrezzato dalla Rosatom, dove rimuovere il materiale ormai spento e sostituirlo con carburante nuovo, pronto a bruciare negli instancabili reattori di bordo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25513\" aria-describedby=\"caption-attachment-25513\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7LYA5q9r4lY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25513\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25513 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/Floating-Nuclear-Plant-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/Floating-Nuclear-Plant-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/Floating-Nuclear-Plant-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/05\/Floating-Nuclear-Plant.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25513\" class=\"wp-caption-text\">\u00c8 chiaro che la rimozione della sala macchine abbia permesso d&#8217;integrare all&#8217;interno della Lomonosov delle turbine connesse all&#8217;impianto PWR di maggiori dimensioni possibili, garantendo il miglior grado di efficienza per la produzione futura d&#8217;energia. Cos\u00ec che i costi di manutenzione, di pari passo, sono aumentati.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che ci porta alla ragione fondamentale delle proteste effettuate da parte delle principali fazioni ambientaliste, rivolte al progetto della Rosatom e di chiunque abbia l&#8217;idea futura d&#8217;imitarla: una centrale nucleare galleggiante pu\u00f2 essere facilmente spostata da un territorio all&#8217;altro. Laddove ogni forma mirata ad arginare la diffusione dell&#8217;energia atomica, nel corso della storia recente, si \u00e8 configurata sulla base del cosiddetto processo NIMBY (Not in My Backyard) mirato ad escludere, uno dopo l&#8217;altro, i luoghi candidati a nuove aperture in funzione di un&#8217;ampio ventaglio di problematiche, dall&#8217;inadeguatezza territoriale, all&#8217;eccessivo grado di rischio, passando per la sempre valida presenza di specie animali o vegetali protette. Il che ha portato, negli anni, a un progressivo ridursi di questi potenziali impianti considerati, a torto o a ragione, un pericolo per il benessere del pianeta.<br \/>\nLaddove considerate, di contro, l&#8217;applicazione di tali proteste ai danni di un&#8217;ipotetica flotta futura di navi-centrali trainate in giro per gli oceani: ogni richiesta di chiusura diventer\u00e0, in effetti, il pretesto per un semplice spostamento. E non sar\u00e0 certamente difficile, per un paese vasto e ricco di alleati come la Russia, trovare un nuovo sito idoneo a continuare la produzione indisturbata d&#8217;energia &#8220;pericolosa&#8221;. C&#8217;\u00e8 d&#8217;altra parte un che di preistorico ed inquietante, nella visione di questa creatura immobile spostata in giro da voraci piccoli squali, pronti ad estrarre il prezioso nutrimento dalle sue carni metalliche e radioattive. Ma \u00e8 probabile che molto presto, con l&#8217;esaurimento dei carburanti fossili, nessuno potr\u00e0 pi\u00f9 ergersi a termine di paragone morale. Chi vivr\u00e0, consumer\u00e0, come si dice. E vedr\u00e0 se le energie sostenibili, in ultima analisi, si dimostreranno abbastanza per mantenere in funzione la nostra civilt\u00e0 in prossimit\u00e0 del baratro. O fossa oceanica, che dir si voglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 un qualcosa d&#8217;indubbiamente esagerato, o per lo meno pessimistico, nell&#8217;espressione usata dall&#8217;organizzazione di Greenpeace per definire l&#8217;ultima invenzione dei laboratori Rosatom, perla ex-sovietica del progresso atomico, &#8220;Chernobyl del Circolo Polare Artico&#8221;. Bench\u00e9 sia molto difficile negare che un&#8217;imbarcazione come l&#8217;Akademik Lomonosov dotata di chiglia piatta e lunga 144 metri, ancorata in prossimit\u00e0 della riva &#8230; <a title=\"Qualcuno vuole una centrale nucleare che fluttua sul mare?\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25509\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Qualcuno vuole una centrale nucleare che fluttua sul mare?\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1112,1536,704,766,167,249,3415,534,475,1185,400,822,3416,116,97],"class_list":["post-25509","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-circolo-polare-artico","tag-dal-mondo","tag-energia","tag-futuro","tag-ingegneria","tag-mare","tag-mari-del-nord","tag-navi","tag-notizie","tag-nucleare","tag-oceano","tag-progetti","tag-reattori","tag-russia","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25509"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25509\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25516,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25509\/revisions\/25516"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}