{"id":25495,"date":"2018-04-30T06:37:05","date_gmt":"2018-04-30T04:37:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25495"},"modified":"2018-04-30T06:39:17","modified_gmt":"2018-04-30T04:39:17","slug":"la-ragione-delle-frecce-cemento-nei-deserti-americani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25495","title":{"rendered":"La ragione delle frecce di cemento nei deserti americani"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/nyEFkoW3aks\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25497\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25497\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Desert-Concrete-Arrows-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Desert-Concrete-Arrows-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Desert-Concrete-Arrows-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Desert-Concrete-Arrows.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbandonate nella polvere, come geoglifi di una civilt\u00e0 ormai perduta. Totalmente spoglie, ricoperte di crepe, mentre la sporadica vegetazione minaccia di sopraffarle, cancellandole infine dall&#8217;esistenza. Eppure ancora solide, diritte e chiare, come il giorno in cui l&#8217;operaio senza nome, per l&#8217;ordine di un&#8217;autorit\u00e0 ignota, aveva disposto l&#8217;attenta colata nel suolo stesso della tangibile esistenza. La tentazione, come avviene per quanto concerne gli ubiqui e &#8220;inspiegabili&#8221; cerchi nel grano, sarebbe di associarle all&#8217;opera di qualche civilt\u00e0 aliena, passata temporaneamente di l\u00ec. Ma ce ne sono, semplicemente, troppe perch\u00e9 basti evocare l&#8217;opera di costoro. Diventa importante, a questo punto, orientarsi alla ricerca di un perch\u00e9.<br \/>\nSi potrebbe affermare che la solidit\u00e0 funzionale e burocratica dei primi Stati Uniti abbia potuto beneficiare in egual misura di due cose: l&#8217;estensione delle infrastrutture di collegamento, sia pubbliche che private, come la ferrovia, e la rapidit\u00e0 di spostamento delle mochila, caratteristiche borse marroni da sella, ricolme di corrispondenza indirizzata da un lato all&#8217;altro del pi\u00f9 verticale dei continenti. Oggetti associati, in maniera indissolubile, a una particolare razza di cavalli non pi\u00f9 alti di un metro e mezzo e ai loro instancabili cavalieri,\u00a0proprio per questo soprannominati &#8220;Pony Express&#8221;. Le cui imprese, ampiamente celebrate nel vasto e ininterrotto romanzo americano, furono alla base di molte vittorie, sia sociali che in campo bellico, particolarmente durante la guerra di secessione tra le forze dei Confederati e quelle dell&#8217;Unione. Gi\u00e0, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 altro mestiere, a parte quello delle armi, che tragga un beneficio maggiore nella comunicazione rapida ed efficiente. Il che ha sempre costituito, nel corso della storia umana prima dell&#8217;epoca contemporanea, un potente incentivo ad approntare un servizio postale dall&#8217;elevato grado di affidabilit\u00e0 e persino l&#8217;invenzione del telegrafo, inerentemente facile da intercettare, non pot\u00e9 mai sovrascrivere realmente l&#8217;utilit\u00e0 nello spostamento fisico delle buste con gli ordini e i dispacci. Gli inizi del XX secolo, quindi, furono un&#8217;epoca di grandi cambiamenti. Il 17 dicembre del 1903, Orville e Wilbur Wright prendono il volo a Kitty Hawk, con il loro Flyer destinato a lasciare un segno indelebile nel sentiero stesso del Progresso. Esattamente 11 anni dopo, come molti avevano previsto, scoppia la grande guerra. E il popolo della nazione, per la prima volta impegnato in uno sforzo bellico nei territori d&#8217;Oltreoceano, non pu\u00f2 fare a meno di chiedersi se esista una maniera pi\u00f9 rapida per movimentare i materiali necessari all&#8217;industria, o far giungere i propri messaggi ai familiari distanti. Fu cos\u00ec che il 15 maggio 1918, con decreto del presidente\u00a0Thomas Woodrow Wilson in persona, venne inaugurato il primo servizio per il trasferimento aereo di messaggi lungo l&#8217;asse\u00a0Washington\u2013Philadelphia\u2013New York. Ci vollero ulteriori due anni perch\u00e9 la rete si ampliasse fino alla costa Ovest, riuscendo ad includere anche la fiorente metropoli di San Francisco. Ma il servizio presentava non pochi problemi rispetto alle alternative. Per una questione semplicemente matematica: a quell&#8217;epoca, spiccare il volo con pratici biplani significava non soltanto rischiare costantemente la propria vita, ma anche sapere bene che ogni qual volta il tempo peggiorasse anche in maniera minima, o calasse puntualmente la notte, occorreva trovare prontamente un luogo dove sostare. Il che aveva portato, anche in condizioni ideali, all&#8217;allungarsi dei tempi di consegna potenziali, con un totale di ben 72 ore, necessarie in media affinch\u00e9 l&#8217;equivalente delle prototipiche borse mochila potesse compiere l&#8217;intero tragitto da un lato all&#8217;altro della nazione, laddove il sistema moderno mediante l&#8217;impiego di treni, con Pony Express attraverso i sentieri pi\u00f9 accidentati, ne impiegava appena 108. Non certo una differenza sufficiente a giustificare il rischio, la spesa e lo sforzo necessario ad approntare in via logistica il complicato meccanismo della posta aerea. Tanto che si diceva che il nuovo capo dello stato, il presidente Warren G. Harding, stesse minacciando di tagliare i finanziamenti e far chiudere definitivamente il servizio.<br \/>\nDa ormai quasi una decade, tuttavia, era stato fondato un organo deputato allo studio di quello che il volo a motore avrebbe potuto fare per le istituzioni, definito National Advisory Committee for Aeronautics (NACA, ma forse voi lo conoscete meglio per ci\u00f2 che sarebbe diventato in seguito: la NASA) gestalt di fervide menti le quali, all&#8217;inizio del 1923, si fecero rappresentare presso il Congresso con un&#8217;idea. &#8220;E se costruissimo una serie di torri illuminate, con ausili di navigazione annessi, in grado di guidare i piloti lungo le vie postali pi\u00f9 trafficate? E se queste conducessero, senza falla, ad una serie di piste di atterraggio, sempre a disposizione anche di notte, ogni volta in cui fosse necessario atterrare per fare rifornimento?&#8221; E l&#8217;idea piacque. Al punto da ricevere, nel giro di poco tempo, il via libera dei lavori. Fu quasi un riproporsi dell&#8217;antico sforzo collettivo degli uomini di frontiera, per estendere la strada ferrata fino alle regioni pi\u00f9 estreme del West&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25496\" aria-describedby=\"caption-attachment-25496\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/P7QSYp0bqio\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25496\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25496 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Desert-Concrete-Airway-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Desert-Concrete-Airway-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Desert-Concrete-Airway-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Desert-Concrete-Airway.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25496\" class=\"wp-caption-text\">Quasi nessuna delle torri metalliche di segnalazione \u00e8 rimasta integra, dopo appena un secolo di storia. Ad assicurarne il riciclo, ci pensarono l&#8217;invenzione della navigazione via radio e le necessit\u00e0 di metallo per condurre ben due guerre mondiali. Ma la durata del cemento \u00e8 molto pi\u00f9 estesa nel tempo, di cos\u00ec&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Sistema di Collegamento Transcontinentale, come venne ufficialmente definito, era una soluzione complessa a un problema semplice, eppure allo stato dei fatti di allora, l&#8217;unica che potesse effettivamente servire allo scopo. Il primo segmento venne costruito tra Chicago e Cheyenne, nel Wyoming, nella zona centrale del continente, in maniera che i piloti decollati da entrambe le coste potessero raggiungerlo entro il primo calar del sole, continuando quindi a volare senza fermarsi per una notte intera. Si tratt\u00f2 di un lavoro veloce, ma efficiente, portato avanti nel corso del freddo inverno grazie alla collaborazione degli stessi giovani piloti, che inspiegabilmente continuavano ad iscriversi in gran quantit\u00e0, per fare lo stesso mestiere che un tempo era stato dei loro insigni predecessori a cavallo. Pensate che i giorni di sopravvivenza media di uno di loro, una volta impugnata la cloche, non superavano i 300! Il nuovo metodo per semplificare la loro missione funzionava, ad ogni modo, come segue: ad intervalli regolari, pi\u00f9 ampi in pianura e pi\u00f9 frequenti invece nelle zone in cui il terreno era accidentato, vennero costruiti dei chiari segnali di cemento lunghi fino 21 metri, facilmente visibili dalle quote a cui volavano gli aerei di allora. Questi avevano la forma di frecce orientate verso l&#8217;obiettivo seguente, ciascuna delle quali dotata al centro di uno spazio quadrato, in grado di fungere da base per una torre in struttura reticolare metallica di 15 metri. In cima a quest&#8217;ultima, quindi, c&#8217;era una luce rotante e lampeggiante da cinque milioni di candele (soprannominata il faro Ford) molto spesso alimentata con un generatore a diesel, la cui colorazione permetteva di comprendere se ci si trovasse soltanto presso una stazione di passaggio (rosso) oppure una dotata di pista d&#8217;atterraggio (verde) presso cui sostare qualora se ne presentasse la necessit\u00e0. Le torri avevano un ordine identificabile in sequenza fondamentale per non smarrirsi, grazie al succedersi di una serie di lettere codificate con la luce in alfabeto Morse, scelte in funzione della loro rapidit\u00e0 di segnalazione:\u00a0WUVHRKDBGM. Sequenza\u00a0 complicata per ricordare la quale, i piloti imparavano a memoria la frase: &#8220;When Undertaking Very Hard Routes Keep Directions By Good Methods&#8221; (&#8220;Quando si affrontano percorsi molto difficili, mantenere la rotta con buone metodologie&#8221;).<br \/>\nEntro il 1927, la quantit\u00e0 spropositata di frecce con relative torri necessarie a collegare New York a\u00a0San Francisco in un viaggio di oltre 4.200 Km venne portata finalmente a termine. Cos\u00ec che il tempo necessario a portare a termine l&#8217;intero tragitto, quasi istantaneamente, si ridusse a un periodo medio di 48 ore. Il presidente si dichiar\u00f2 soddisfatto, mentre neppure l&#8217;insorgere della grande depressione, nonostante tutto, riusciva a rallentare il trasferimento intra-nazionale della posta statunitense. Molto presto, si inizi\u00f2 a parlare di strade aeree analoghe costruite attraverso l&#8217;Europa e la Cina, per non parlare dell&#8217;ancor pi\u00f9 ambizioso &#8220;sentiero atlantico&#8221; che sarebbe idealmente stato costituito da una serie di enormi chiatte ancorate in zone sicure dell&#8217;oceano, visibili in tutte le condizioni meteorologiche ed in grado di permettere l&#8217;atterraggio degli aerei incaricati di compiere la traversata. I primi esperimenti con i radiofari direzionali LFR, compiuti verso la met\u00e0 degli anni &#8217;30, basati anch&#8217;essi sul codice Morse, assicurarono tuttavia la ricerca di settori d&#8217;investimento dalla pi\u00f9 chiara ed immediata utilit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25498\" aria-describedby=\"caption-attachment-25498\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/LylRHrhO4Js\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25498\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25498 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/US-Airmail-Transcontinental-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/US-Airmail-Transcontinental-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/US-Airmail-Transcontinental-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/US-Airmail-Transcontinental.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25498\" class=\"wp-caption-text\">Il coraggio dei primi piloti che portavano a destinazione la posta aerea \u00e8 facilmente paragonabile a quella dei corrieri federali, capaci di sfidare banditi, bestie feroci e popolazioni ostili durante l&#8217;epoca del selvaggio West. \u00c8 tuttavia difficile negare che parte della loro chiamata individuale provenisse dall&#8217;emozione d&#8217;impugnare la cloche, librandosi come aquile nell&#8217;azzurro cielo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La frittata, a quel punto, era fatta. Quale utilit\u00e0 avrebbero mai potuto mantenere delle gigantesche frecce di cemento nel mezzo del nulla, quando i piloti potevano usare una semplice radio AM per capire esattamente dove si trovavano mediante l&#8217;impiego di semplici radiofari, in qualsiasi momento del loro lungo volo&#8230; Il perfezionamento del concetto mediante l&#8217;invenzione del VHF omnidirezionale (VOR) soltanto nel 1937, per non parlare del GPS mediante l&#8217;impiego di satelliti successivamente al 1973, assicurarono l&#8217;immediato abbandono e il rapido oblio, persino nei ricordi dello stesso popolo americano, di questi assurdi ed utili monumenti di un&#8217;epoca che tende a sembrarci cos\u00ec estremamente lontana, pur superando di poco l&#8217;et\u00e0 dei nostri stessi nonni.<br \/>\nAffascinanti curiosit\u00e0 per gli escursionisti, scoperte accidentali dei diplomati che compiono il loro primo viaggio in macchina, talvolta vere e proprie piccole attrazioni a lato delle strade statali, qualificate da targhe edificate a margine per l&#8217;iniziativa di un qualche funzionario locale, le antiche frecce continuano a svolgere la loro mansione oggettiva: puntare, eternamente, verso un&#8217;invisibile frontiera. Qualcuno, negli ultimi anni, <a href=\"https:\/\/www.airspacemag.com\/history-of-flight\/soundings-arrow-quest-180957833\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">si \u00e8 messo laboriosamente a catalogarle<\/a>. Ma \u00e8 inevitabile pensare che almeno in parte, il senso di avventura e continua scoperta di quegli anni ci abbia lasciato. Per andare ad aspettarci, pazientemente, tra i pi\u00f9 vicini pianeti del nostro Sistema Solare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbandonate nella polvere, come geoglifi di una civilt\u00e0 ormai perduta. Totalmente spoglie, ricoperte di crepe, mentre la sporadica vegetazione minaccia di sopraffarle, cancellandole infine dall&#8217;esistenza. Eppure ancora solide, diritte e chiare, come il giorno in cui l&#8217;operaio senza nome, per l&#8217;ordine di un&#8217;autorit\u00e0 ignota, aveva disposto l&#8217;attenta colata nel suolo stesso della tangibile esistenza. La &#8230; <a title=\"La ragione delle frecce di cemento nei deserti americani\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25495\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La ragione delle frecce di cemento nei deserti americani\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,183,1465,3411,670,2938,167,573,570,3410,2825,2401,147,71,220,89,1725,97,126,333],"class_list":["post-25495","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-aviazione","tag-cemento","tag-forme","tag-frecce","tag-illuminazione","tag-ingegneria","tag-misteri","tag-navigazione","tag-posta","tag-servizi","tag-soluzioni","tag-stati-uniti","tag-storia","tag-strade","tag-strano","tag-strutture","tag-tecnologia","tag-trasporti","tag-volo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25495","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25495"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25495\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25501,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25495\/revisions\/25501"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25495"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25495"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25495"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}