{"id":25449,"date":"2018-04-23T06:21:04","date_gmt":"2018-04-23T04:21:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25449"},"modified":"2018-04-23T06:21:22","modified_gmt":"2018-04-23T04:21:22","slug":"teschio-appassisce-nel-fiore-leonino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25449","title":{"rendered":"Il teschio che appassisce nel fiore leonino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/lxjvfGIIfig\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25452\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25452\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Snapdragon-Skull-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Snapdragon-Skull-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Snapdragon-Skull-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Snapdragon-Skull.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre i giorni passavano, la dama indifferente continuava a passeggiare nel suo giardino segreto. Camelie, rose, qualche tulipano. Ma il punto da lei preferito, il nesso principale del suo passatempo preferito, era l&#8217;angolo degli\u00a0<em>Antirrhinum<\/em>, o bocche di leone. Seduta sul muretto perimetrale, il vento a muoverle i capelli assieme ai piccoli arbusti antistanti, passava lunghi minuti a osservare quei flessuosi racemi, ciascuno dei quali coronato da una miriade di fiori colorati. C&#8217;erano le varianti naturali porpora, gialle, bianche. Ma anche ibridi pi\u00f9 rari, i cui petali simili a labbra semichiuse apparivano violetti, rosa e arancioni. I pensieri rivolti al passato, andava a stringerli delicatamente uno per uno tra il pollice e l&#8217;indice, mentre per come si muovevano, sembrava quasi di udire la loro voce. &#8220;Non lasciarci, non partire per assecondare tuo padre, andando in sposa al principe di Danimarca, abbiamo visto la sventura nel flusso del tempo.&#8221; Ma la decisione era gi\u00e0 presa e come voleva la tradizione, un bel giorno ella spar\u00ec. Nessuno, tra i servi o gli altri abitanti della vasta magione, conosceva il passaggio nascosto che conduceva nel piccolo cortile, cos\u00ec le piante abbandonate, una dopo l&#8217;altra, perirono nella pi\u00f9 completa solitudine. E il grigiore del mondo reale, da quel momento, govern\u00f2 gli spazi remoti. Finch\u00e9 qualcuno, circa sei mesi dopo, non venne a sapere, da un membro della famiglia reale prossimo alla dipartita, dello spazio un tempo occupato dai pensieri di quella dama. E con grande pazienza, tastando i muri e tirando a se dozzine di torce, non giunse a\u00a0 quella capace di spalancare l&#8217;antico passaggio dimenticato. Era scoppiata la guerra, ormai, e gi\u00e0 i colpi d&#8217;artiglieria risuonavano in lontananza, trasportati dal vento che risaliva le irte pendici montane. Alla ricerca di nuovi nascondigli per importanti documenti e provviste, il servo fece il suo timido ingresso nell&#8217;intercapedine sconosciuta, illuminata da un singolo raggio di sole a ogni ora diverso, capace di filtrare tra le merlature distanti. &#8220;Te l&#8217;avevamo detto, te l&#8217;avevamo detto&#8230;&#8221; Sent\u00ec dire nel vento. Dal punto in cui and\u00f2 a focalizzarsi il suo spazio, molte dozzine di piccoli teschi, orbite spalancate, menti sfuggenti e strani nasi cartilaginei. Le foglie ormai secche a circondarli come antichi sudari. Le anime dei morti parevano manifeste, pronte ad accogliere nuove generazioni di stolti.<br \/>\nFin dall&#8217;antichit\u00e0, queste piante diffuse in Europa e in Nord Africa (ne esiste anche una variante americana) furono indissolubilmente associate al mondo degli spiriti, credendo potessero scacciare il male. Il primo a parlarne: Teofrasto di Ereso (371-287 a.C.) botanico e filosofo, a cui risale la definizione di <em>anti,<\/em>\u00a0&#8220;simile a&#8221; unita rhin, &#8220;naso&#8221; voleva fare riferimento alla particolare forma della corona dei fiori, oggi inserita nell&#8217;insieme informale delle piante per cos\u00ec dire &#8220;personate&#8221;, ovvero capaci di stimolare l&#8217;impulso umano della riconoscenza-di-se, anche detta pareidolia. Esse ricompaiono nei testi soltanto molti anni dopo, ad opera di Dioscoride (40-90 d.C. ca.) medico greco alla corte dell&#8217;imperatore Nerone, che usava prescriverle come rimedio a diverse afflizioni della pelle, si dice con buoni, se non ottimi risultati. In epoca medievale, quindi, all&#8217;intero <em>genus<\/em> venne associato un particolare sentimento, quello del rifiuto, da parte delle donne in et\u00e0 di matrimonio, dei propri spasimanti. Nacque cos\u00ec l&#8217;usanza, diffusa in tutta l&#8217;Europa centro-meridionale, di indossare uno solo di questi fiori nei propri capelli, sperando che i giovani del villaggio comprendessero l&#8217;antifona. Il che, presumibilmente, non capitava quasi mai. A meno che si trattasse di gente particolarmente superstiziosa ed a conoscenza del segreto pi\u00f9 profondo dell&#8217;<em>Antirrhinum,\u00a0<\/em>ovvero la sua metamorfosi surrealista e decisamente tendente allo spazio pi\u00f9 macabro dell&#8217;esistenza. La maniera in cui ciascuna capsula contenente i piccoli semi neri, dopo l&#8217;appassire dei fiori, assumesse senza falla l&#8217;aspetto di un cranio mostruoso, chiaro presagio, nonch\u00e9 un cupo memento, della collettiva mortalit\u00e0. E furono in molti, di fronte a una simile scoperta, a restare del tutto senza parole&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25450\" aria-describedby=\"caption-attachment-25450\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5AuYtVbTBJU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25450\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25450 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Snapdragon-Bite-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Snapdragon-Bite-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Snapdragon-Bite-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Snapdragon-Bite.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25450\" class=\"wp-caption-text\">Non sempre la grazia sottintende a una creatura del tutto priva d&#8217;implicazioni maligne. &#8220;Fiore, fiore del mio reame. Qual&#8217;\u00e8 il sentiero per soddisfare le mie occulte brame?&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">E possiamo soltanto immaginare quanti filtri di streghe, pozioni magiche o t\u00e8 miracolosi, furono somministrati nel tempo, a partire da questo elemento che nelle\u00a0Plantaginaceae, sostanzialmente, corrisponde al ruolo del frutto di piante dalle connotazioni meno atipiche o particolari. In natura, il seccarsi dei fiori \u00e8 in realt\u00e0 un processo naturale di simili piante, le quali al raggiungimento dell&#8217;epoca della maturazione, fanno affidamento sull&#8217;impollinazione ad opera d&#8217;insetti o del vento, per poi espellere letteralmente i semi da tre fori (gli &#8220;occhi&#8221; e la &#8220;bocca&#8221; del teschio) nella fondata speranza che altre piccole creature li prendano per fagocitarli o trasportarli altrove, soprattutto formiche, in un processo che in botanica ha il nome di mirmecoria. Al che una volta trovato terreno fertile, la pianta neonata possa crescere verso l&#8217;alto, mentre parimenti scava nel sottosuolo mediante l&#8217;impiego del suo fittone, una singola radice centrale non troppo distante dal concetto della carota. Ma \u00e8 nella progressiva variazione del fusto, legnoso nella parte inferiore, carnoso e ricoperto di una sottile peluria, che trova espressione il suo aspetto tipicamente suffrutticoso. La bocca di leone quindi, all&#8217;altezza del ramo principale che pu\u00f2 misurare tra i 50 e gli 80 cm, vede un diramarsi delle sue escrescenze in quella moltitudine di fiori sovrapposti, ciascuno dei quali rappresenterebbe, nell&#8217;idea popolare, un singolo volto, in qualche modo superiore all&#8217;umano, attento a scrutare gli avvenimenti circostanti. In lingua inglese, per fare un altro esempio, il loro nome comune \u00e8 <em>snapdragon<\/em>, con un doppio riferimento al serrarsi delle fauci nel momento in cui si preme con le dita ai lati dell&#8217;infiorescenza, e la grande lucertola alata, creatura fantastica per eccellenza. Le foglie sono lanceolate ed opposte, nella parte inferiore, mentre lanceolate ed alterne in quella superiore. Nel recente remake animato del manga di Go Nagai degli anni &#8217;70 per il canale Netflix, Devilman: Crybaby, gli <em>Anthirrinum<\/em> vengono coltivati da una ragazza particolarmente sfortunata, per simboleggiare il suo distacco dalla vita comune e successivamente, la dolorosa perdita dell&#8217;innocenza.<br \/>\nIn Italia, la bocca di leone \u00e8 una pianta che cresce naturalmente, facendo affidamento sulla sua capacit\u00e0 di trarre nutrimento da quantit\u00e0 anche molto piccole di terra. Non \u00e8 ad esempio insolito trovarne di abbarbicate sui muri, ai margini delle strade o persino tra le fessure dei marciapiedi. Sul territorio nostrano, esistevano originariamente due specie, gialla (A. latifolium) e comune (A. majus) di gran lunga la pi\u00f9 diffusa, con colonie spontanee dal profondo meridione fino alle cime montane delle Alpi settentrionali. A queste si \u00e8 quindi aggiunta, in epoca recente, l&#8217;<em>Antirrhinum siculum<\/em>\u00a0dai fiori bianchi e gialli,<em>\u00a0<\/em>adattamento selvatico di una specie creata in origine artificialmente. Le piante trovano vasto impiego nella medicina popolare, per infiammazioni del cavo orale, scottature ed eritemi. Generalmente l&#8217;assunzione avviene tramite impacchi ed infusi. Un altro impiego \u00e8 quello relativo alla creazione di pigmenti, in forza dell&#8217;intensa tonalit\u00e0 di questi fiori. Il dente di leone, inoltre, \u00e8 una vista piuttosto comune nei giardini fioriti, per i suoi evidenti meriti decorativi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25451\" aria-describedby=\"caption-attachment-25451\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FuXXor4N6gk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25451\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25451 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Snapdragon-Nice-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Snapdragon-Nice-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Snapdragon-Nice-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Snapdragon-Nice.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25451\" class=\"wp-caption-text\">La tentazione d&#8217;inserire piante del genere Antirrhinum all&#8217;interno di un bouquet da dare alla propria amata potrebbe essere deleteria, visto l&#8217;antico significato del fiore. Inoltre, all&#8217;inevitabile appassire delle stesse, la cara fanciulla si ritroverebbe circondata dai teschi mostruosi provenuti da un&#8217;altra dimensione.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 interessante notare in quanti oggi possano affermare di conoscere le piante, senza in ultima analisi, aver mai analizzato i loro aspetti pi\u00f9 mistici e surreali. Quasi come se nel mondo della suprema razionalit\u00e0, queste creature che ci hanno precorso negli spazi adatti a sostenere la vita sul nostro pianeta, fossero nient&#8217;altro che una decorazione, da acquistare e dimenticare assieme alle suppellettili, in un susseguirsi di alcove terrose disseminate per balconi, appartamenti e giardini.<br \/>\nE se qualcuno avesse intenzione di prestare orecchio, soltanto per qualche secondo, alla voce distante dei teschi sospesi tra le pieghe del tempo, comprendendo alfine l&#8217;astrusa verit\u00e0? Che la forma pi\u00f9 nobile di qualsiasi creatura vegetale dovrebbe essere, nella migliore ipotesi, quella distante e slegata dalle imposizioni dell&#8217;uomo. Ed esse, le piante, non si fanno di certo alcun problema nel mostrarci la maniera in cui dovremmo apparire, una volta dipartiti alfine da questo mondo coperto di lacirme. Meglio tardi che mai, come si dice. Meglio morti che vivi! Purch\u00e9 si tratti di un aldil\u00e0 dolcemente macabro, infuso dell&#8217;aroma dolciastro di mille fiori dimenticati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre i giorni passavano, la dama indifferente continuava a passeggiare nel suo giardino segreto. Camelie, rose, qualche tulipano. Ma il punto da lei preferito, il nesso principale del suo passatempo preferito, era l&#8217;angolo degli\u00a0Antirrhinum, o bocche di leone. Seduta sul muretto perimetrale, il vento a muoverle i capelli assieme ai piccoli arbusti antistanti, passava lunghi &#8230; <a title=\"Il teschio che appassisce nel fiore leonino\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25449\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il teschio che appassisce nel fiore leonino\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,3397,818,1826,236,381,564,1372,109,190,3396,78,3395,89,3398,615],"class_list":["post-25449","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-angiosperme","tag-biologia","tag-botanica","tag-europa","tag-fiori","tag-folklore","tag-giardini","tag-natura","tag-piante","tag-plantaginaceae","tag-scienza","tag-simbologia","tag-strano","tag-teschi","tag-vegetali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25449","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25449"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25449\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25453,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25449\/revisions\/25453"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25449"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25449"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25449"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}