{"id":25372,"date":"2018-04-11T06:36:47","date_gmt":"2018-04-11T04:36:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25372"},"modified":"2018-04-11T07:18:21","modified_gmt":"2018-04-11T05:18:21","slug":"la-ferrovia-sinerpica-sulla-montagna-dei-draghi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25372","title":{"rendered":"La ferrovia che s&#8217;inerpica sulla montagna dei draghi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WTSBRl8rbgo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25375\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25375\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Pilatus-Railway-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Pilatus-Railway-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Pilatus-Railway-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Pilatus-Railway.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per essere la chiave di volta che sorregge l&#8217;incastro, ed amplifica la suddivisione, tra Italia, Francia, Austria e Germania, il paese strettamente continentale della Svizzera \u00e8 un luogo notoriamente piuttosto tranquillo. Politicamente neutrale per lo meno fino all&#8217;inizio dell&#8217;epoca contemporanea, economicamente solido in forza dei suoi istituti bancari, con una fiorente industria dedita, in maniera particolarmente celebre, all&#8217;arte utile dell&#8217;ingegneria meccanica applicata alla vita di tutti i giorni. Il che significa, in altri termini, la costruzione di orologi&#8230; Ma ci sono specifici casi in cui questa propensione al culto della precisione si trova riflessa nella stessa presenza d&#8217;infrastruttura che, sotto determinati punti di vista, sarebbero difficili da immaginare in qualsiasi altro luogo al mondo. Volete un esempio? Prendete atto, grazie al qui presente video del National Geographic, della presenza secolare della\u00a0Pilatusbahn. La strada ferrata che parte da\u00a0Alpnachstad sulle rive del lago dei Quattro Cantoni, per proseguire verso la vetta Esel del monte Pilatus, ad un&#8217;altitudine di 2.073 metri sul livello del mare. Il che comporta, in effetti, un&#8217;ascensione di 1600 metri in poco pi\u00f9 di mezz&#8217;ora, con una pendenza massima del 48%. Eppure l&#8217;osservatore attento ai dettagli potrebbe notare, non senza un comprensibile moto di sorpresa, l&#8217;evidente assenza di qualsivoglia cavo di traino, l&#8217;imprescindibile segno di quanto ci si sarebbe ragionevolmente aspettati: l&#8217;applicazione del sistema della funicolare, qui poco pratico a causa della particolare conformazione topografica, che impediva la costruzione di una linea di ritorno per fare da contrappeso. Evidenziando come l&#8217;unica possibilit\u00e0 sia che i piccoli treni elettrici si muovano sul suddetto tragitto mediante l&#8217;impiego della potenza sviluppata dai loro stessi motori. Il che, dal punto di vista prettamente fisico, sarebbe generalmente impossibile. Non soltanto per la quantit\u00e0 di potenza ed energia necessarie, ma anche per la semplice attrazione esercitata dalla forza di gravit\u00e0, del tutto superiore alla capacit\u00e0 di sviluppare attrito da parte di una serie di ruote a contatto con rotaie di tipo convenzionale. Ecco perch\u00e9 \u00e8 qui, prevedibilmente, che ha luogo la proverbiale magia, intesa come sovvertimento di quanto l&#8217;intera storia dei treni abbia previsto fino al 1885, l&#8217;anno in cui Eduard Locher, rinomato ingegnere civile di Glarona, decise di rischiare la sua reputazione e la carriera presentando al mondo un&#8217;idea che avrebbe portato l&#8217;opinione comune di allora, senza particolari remore o esitazioni, a dubitare della sua effettiva sanit\u00e0 mentale. Una linea con sette tunnel e binari dotati di ancoraggi d&#8217;acciaio, per raggiungere la singola localit\u00e0 svizzera pi\u00f9 amata dai turisti di allora, l&#8217;unico hotel su un picco montano, con vista su decine dei massicci pi\u00f9 prossimi e i confini distanti di quattro diversi paesi europei.<br \/>\nL&#8217;idea prevista in prima battuta, chiaramente l&#8217;unica possibile, fu quella d&#8217;impiegare una ferrovia di tipo a cremagliera, ovvero dotata di ruote dentate pi\u00f9 simili ad ingranaggi, concepite per sfruttare l&#8217;incastro con dei binari del tutto simili a scale a pioli, analogamente a quanto trovava l&#8217;impiego per determinati tratti della\u00a0Vitznau-Rigi-Bahn, la pi\u00f9 celebre strada ferrata della regione. La quale vedeva un&#8217;applicazione del mecanismo Riggenbach, brevettato nel 1863, successiva evoluzione di quanto tentato in precedenza, in grado di sfruttare un sistema d&#8217;incastro particolarmente sofisticato, bench\u00e9 costoso da implementare. I primi test, tuttavia, evidenziarono subito l&#8217;inadeguatezza di un simile approccio, visto come la pendenza assai superiore del Pilatus tendesse a far sollevare letteralmente la ruota dal binario durante la marcia, perdendo l&#8217;incastro e provocando condizioni potenzialmente conduttive al deragliamento. Locher lavor\u00f2 a lungo, quindi, su una maniera per sovvertire il problema, finch\u00e9 una sinergia particolarmente fortunata non condusse la storia ingegneristica d&#8217;Europa a convergere, famosamente, presso la citt\u00e0 di Parigi, per la singola Esposizione Universale pi\u00f9 importante di quel secolo e tutti quelli passati fino ad esso. Era il 1889 e gi\u00e0 la Tour Eiffel, recentemente ultimata all&#8217;estremit\u00e0 nord-occidentale del Champ de Mars, gettava la sua ombra sul VII arrondissement mentre il Salone delle Macchine, svettante edificio in vetro tenuto in piedi da una struttura reticolare in acciaio, ospitava il catalogo delle macchine pi\u00f9 &#8220;sensazionali ed innovative&#8221; o in altri termini, il sangue stesso della pervasiva epoca industriale.\u00a0Eduard Locher, in cerca di finanziatori, aveva ottenuto uno spazio espositivo, in cui cui capeggiavano i suoi disegni ed un modellino di treno mai visto prima. In\u00a0 esso, la cremagliera alla base del meccanismo delle ruote non era pi\u00f9 orientata in senso verticale, bens\u00ec orizzontale, con gli ingranaggi-ruota, a coppia di due, che abbracciavano letteralmente una rotaia centrale disposta in ripida diagonale &#8220;montana&#8221;. Un&#8217;idea destinata a colpire a tal punto, alcune delle persone rilevanti, da giustificare la costituzione di una compagnia privata, che avrebbe costruito e gestito al versione su scala effettiva dell&#8217;intrigante idea:\u00a0il Consiglio di Amministrazione della Pilatus Bahn AG.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25373\" aria-describedby=\"caption-attachment-25373\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/alkiBVZ3SQE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25373\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25373 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Pilatus-Cogwheel-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Pilatus-Cogwheel-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Pilatus-Cogwheel-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Pilatus-Cogwheel.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25373\" class=\"wp-caption-text\">Si tratta di un&#8217;ingranaggio estremamente semplice, fatta eccezione per il grado di sforzo meccanico che deve riuscire a sopportare. Ma \u00e8 proprio in questo singolo aspetto, che trova espressione la misura della sua genialit\u00e0&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costruzione, prevedibilmente, non fu affatto semplice. Il monte\u00a0 Pilatus in questione, che prendeva il nome da una leggenda sul fatto che l&#8217;anima dello stesso governatore della Giudea che condann\u00f2 Cristo risiederebbe in un lago presso la sommit\u00e0, era in effetti noto per la sua straordinaria inaccessibilit\u00e0. E nonostante la struttura turistica costruita sulla cima, raggiungibile unicamente mediante accidentati percorsi o una traballante funivia, manteneva ancora vive molte delle leggende elaborate a suo riguardo, tra cui quella secondo cui tra i recessi pi\u00f9 remoti della montagna, trovasse posto una caverna abitata da un&#8217;intera famiglia di draghi, in grado d&#8217;elargire guarigioni miracolose a chiunque riuscisse a guadagnarsi con mezzi sovrannaturali la loro fiducia. Ma al ruggito immaginario di simili creature, ben presto, si affianc\u00f2 il rombo regolare dei primi treni a vapore, che a partire dall&#8217;aprile del 1886 iniziarono a risalire dalla valle, con vasti vagoni al seguito carichi di pietre di granito, da usare come fondamenta per gli ancoraggi dell&#8217;innovativo binario\u00a0Locher. Poich\u00e9 in effetti, prima di esso non esisteva semplicemente un modo di trasportare in vetta il materiale, comportando un ordine di costruzione degli elementi della ferrovia generalmente rappresentativo dei luoghi di frontiera: prima le locomotive, quindi il tragitto e soltanto in seguito, una volta completato il resto, le cabine da impiegare a vantaggio dei passeggeri. La linea fu quindi completata, ed aperta, a partire dal 4 giugno del 1889, dopo un febbrile lavoro di quasi due anni.<br \/>\nEcco la notizia comparire, a quel punto, su tutti i principali quotidiani europei, dando una spinta importante al turismo della regione. Si stima che a partire da quel momento, l&#8217;hotel sulla cima del Pilatus sia passato da poche centinaia di coraggiosi ospiti a svariate decine di migliaia l&#8217;anno, fino ai numeri ancora superiori di queste ultime generazioni. I piccoli treni, nella loro prima versione, risultavano in grado di trasportare fino a 288 passeggeri per viaggio, con una capacit\u00e0 teorica di\u00a034.400 persone per ogni stagione di attivit\u00e0. Fu ben presto chiaro in effetti come, nonostante la capacit\u00e0 di trazione e resistenza ai venti di traverso degli ingranaggi impiegati, il freddo glaciale dei mesi invernali avrebbe nondimeno costretto alla chiusura annuale del tratto di ferrovia. Il tempo necessario per compiere l&#8217;intero tragitto di 4,6 Km, nel corso di questo primo periodo, si configurava su un&#8217;ora circa, a causa delle frequenti soste necessarie per provvedere al rifornimento della caldaia speciale di queste locomotive, concepita per non consentire fuoriuscite d&#8217;acqua nonostante la pendenza cos\u00ec tanto superiore alla normalit\u00e0. La situazione, tuttavia, sarebbe cambiata per il meglio nel 1936, quando la ferrovia fu temporaneamente chiusa per provvedere all&#8217;integrazione di una sovrastruttura di alimentazione elettrica a 1550 V DC ed al cambio di propulsore per tutti i treni. Occasione in cui i tempi di percorrenza vennero istantaneamente ridotti di circa la met\u00e0. A quel punto, la\u00a0Pilatus Bahn AG aveva ampiamente recuperato il capitale d&#8217;investimento, e stava gi\u00e0 progettando nuovi metodi d&#8217;incrementare ulteriormente le proprie gi\u00e0 valide prospettive di guadagno. \u00c8 significativo notare come, ancora oggi, i treni elettrici non siano stati sostituiti, ed anche se la rotaia mostra evidenti segni di usura, sia stato dimostrato come girarla semplicemente in senso verticale potrebbe concedere altri 100 anni d&#8217;impiego o anche di pi\u00f9.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25374\" aria-describedby=\"caption-attachment-25374\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/EV3FjegXcGY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25374\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25374 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Pilatus-Dragon-Ride-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Pilatus-Dragon-Ride-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Pilatus-Dragon-Ride-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Pilatus-Dragon-Ride.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25374\" class=\"wp-caption-text\">I tempi cambiano, ma non il desiderio di attrarre i turisti: in questo video accattivante, la nuova funivia Dragon Ride viene mostrata dal punto di vista di un&#8217;anziana coppia, che vola letteralmente fino alla destinazione del quasi leggendario hotel Pilatus.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ferrovia a cremagliera Pilatusbahn resta tutt&#8217;ora un caso unico al mondo, anche se pare che alcune miniere dell&#8217;epoca, successivamente dismesse, abbiano implementato su scala pi\u00f9 ridotta lo stesso approccio per alcune delle loro linee di trasporto sotterranee. Le ragioni sono molteplici, a partire dalla sicurezza sufficiente offerta, in tutti i casi di pendenza ragionevolmente attesa, dagli approcci precedenti sul modello di\u00a0Riggenbach o gli altri due ingegneri svizzeri, Abt e Strub, molto pi\u00f9 pratici sopratutto in presenza di scambi, che nel caso del sistema Locher prevedono un complesso apparato rotante. L&#8217;evidenza dei casi dimostra come inoltre, nella maggior parte dei casi, sia semplicemente molto pi\u00f9 pratico e meno costoso implementare delle funicolari, come recentemente avvenuto, ad esempio, con la molto pubblicizzata ed esteticamente accattivante linea ferrovia di Stoos, inaugurata nel 2017, del tutto simile a una serie di ruote auto-livellanti incatenate tra loro. Mentre per chi cerchi il brivido e la rapidit\u00e0, ancora adesso, il trasporto migliore resti la funivia; vedi l&#8217;esempio localmente rilevante della Dragon Ride, in grado di raggiungere la sommit\u00e0 del Pilatus, a partire da\u00a0Fr\u00e4km\u00fcntegg, nel giro di due soli minuti e mezzo. Con una capacit\u00e0 per lo pi\u00f9 incrementata, molto pi\u00f9 condensata nel tempo, di ammirare l&#8217;unicit\u00e0 del paesaggio montano circostante.<br \/>\nMa chiss\u00e0 che cosa direbbe, il signore dei draghi dell&#8217;intera montagna fin dall&#8217;epoca dei vangeli, nell&#8217;udire impiegato con finalit\u00e0 di marketing il suo impressionante nome, in grado di gettare nello sconforto intere generazioni di coraggiosi alpinisti. Forse ormai rassegnato, ed in qualche modo persino felice, di ricevere una quantit\u00e0 tanto alta di visitatori annuali. Da guarire come specificato nel folklore pregresso, affascinare grazie allo splendore di quel reame e qualche volta, perch\u00e9 no, spaventare con il suo possente ruggito ultramondano. Perch\u00e9 i draghi, si sa, amano soprattutto i treni. E non soltanto quelli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per essere la chiave di volta che sorregge l&#8217;incastro, ed amplifica la suddivisione, tra Italia, Francia, Austria e Germania, il paese strettamente continentale della Svizzera \u00e8 un luogo notoriamente piuttosto tranquillo. 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