{"id":25362,"date":"2018-04-10T06:29:38","date_gmt":"2018-04-10T04:29:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25362"},"modified":"2018-04-10T06:37:21","modified_gmt":"2018-04-10T04:37:21","slug":"incroci-genetici-la-vendetta-del-bruco-del-pomodoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25362","title":{"rendered":"Incroci genetici e la vendetta del bruco del pomodoro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bc4WjuixByM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25365\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25365\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Helicoverpa-Zea-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Helicoverpa-Zea-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Helicoverpa-Zea-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Helicoverpa-Zea.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 di questi giorni la notizia di un nuovo trend, assai problematico, relativo all&#8217;ibridazione in Brasile di una nuova specie di parassita delle coltivazioni agricole, una sorta di super-bruco che potrebbe diffondersi in tutto il mondo, resistere i pesticidi e costare all&#8217;industria rilevante oltre 5 miliardi di dollari aggiuntivi, oltre alla spesa di cui si fa carico annualmente per preservare la vendibilit\u00e0 del raccolto. Una situazione che emerge dal recente coronamento di uno studio durato ben 8 anni, condotto dall&#8217;Ente Scientifico e Industriale del Commonwealth (CSIRO) importante istituzione di stato australiana. Il cui scopo era effettuare una mappa completa del genoma dell&#8217;<em>Helicoverpa armigera,\u00a0<\/em>anche detto <em>cotton bollworm<\/em> o in Italia, Nottua del pomodoro, una falena il cui stato larvale \u00e8 lungo all&#8217;incirca 12-20 mm e risulta essere tra i pi\u00f9 voraci dell&#8217;intero ordine dei lepidotteri, partito dall&#8217;Africa per conquistare nel corso delle ultime generazioni umane l&#8217;Europa, il Sudamerica, L&#8217;Asia e persino il pi\u00f9 nuovo dei continenti, facendo concorrenza al notorio appetito dei koala. Ci\u00f2 in forza dell&#8217;impressionante proliferazione di questi insetti che pu\u00f2 verificarsi nel giro di un mese o due, a partire da una sola femmina trasportata erroneamente in aereo, pronta deporre oltre un migliaio di uova nel corso della sua breve, ma intensa vita adulta. Alla met\u00e0 degli anni &#8217;90, un&#8217;iniziativa simile ma meno approfondita ma simile aveva permesso la creazione del batterio <em>Bacillus thuringiensis<\/em> (Bt) un agente biologico innocuo per l&#8217;uomo ma che, una volta spruzzato sulle piante attaccate dall&#8217;insetto, le rendeva estremamente tossiche per il suo organismo. Se non che in tempi recenti, grazie alla rapidit\u00e0 evolutiva sottintesa dal suo nome scientifico (&#8220;in armi&#8221; non \u00e8 un attributo che gli scienziati concedano spesso) la stragrande maggioranza dei singoli individui di questa specie ha sviluppato una sorta d&#8217;immunit\u00e0 innata da questo pericolo, diventando resistenti a ogni tentativo di eliminarli con simili metodologie indirette. Ma la speranza di trovare una soluzione al problema, purtroppo, non soltanto si \u00e8 dimostrata vana, ma ha aperto la strada ad una nuova terrificante scoperta: nove degli esemplari raccolti per lo studio avevano dimostrato delle singolari anomalie nel loro DNA. Finch\u00e9 un confronto incrociato non permise di dimostrare che cosa gli scienziati stessero effettivamente vedendo: parti di codice provenienti direttamente dal genoma di un parente prossimo, l&#8217;<em>Helicoverpa zea<\/em> o <em>cotton earworm,\u00a0<\/em>bruco del cotone sudamericano. Come alcuni avevano temuto da tempo, le due specie si erano incrociate, dando origine ad una nuova tipologia di creatura.<br \/>\nOra, lo scenario che si sta profilando \u00e8 difficile da prevedere. Allo stato corrente dei fatti, i nuovi bruchi non dimostrerebbero capacit\u00e0 di moltiplicarsi in maniera particolarmente rapida, forse in funzione della minore fertilit\u00e0 degli ibridi in natura, per lo meno finch\u00e9 l&#8217;eredit\u00e0 genetica non si stabilizza a partire dalla terza generazione, ma \u00e8 altamente probabile che la situazione possa ben presto andare incontro ad un drastico mutamento. La nuova specie potrebbe quindi risultare del tutto immune a qualsiasi tipo di sostanza o agente biochimico usato fino ad oggi, acquisendo inoltre un mix delle speciali doti di sopravvivenza appartenenti a ciascuno dei due bruchi. L&#8217;<em>H. zea<\/em>, ad esempio, ha la caratteristica di entrare occasionalmente in diapausa durante lo stato di pupa (il bozzolo) ovvero bloccare il proprio sviluppo nel corso di un periodo di siccit\u00e0 o potenziale minaccia alla futura riproduzione, restando pronto e in agguato nel momento in cui la situazione dovesse modificarsi. Ed \u00e8 questa la ragione per cui sciami interi della sua falena, improvvisamente, ricompaiono dopo mesi di assenza, cogliendo del tutto impreparati gli agricoltori e arrecando cos\u00ec danni di ancor pi\u00f9 grave entit\u00e0. Mentre la sua cugina armigera, lungi dal formalizzarsi, ha la propensione a divorare i suoi stessi fratelli nel momento in cui il cibo dovesse scarseggiare, aumentando ancor prima nelle dimensioni e velocizzando ulteriormente i ritmi del proprio ciclo vitale. Ora immaginate che cosa potrebbe significare, a seguito dell&#8217;accidentale trasferta di ritorno del nuovo bruco verso il Vecchio Continente, una letterale ondata di lepidotteri invasori, in grado di scegliere l&#8217;approccio tra i due in base alle condizioni del clima e l&#8217;ambiente di nuova appartenenza! Ogni volta, ci sarebbe almeno il 50% di probabilit\u00e0 di scegliere la contromisura errata&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25364\" aria-describedby=\"caption-attachment-25364\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/SL_p5eyjzPQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25364\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25364 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Helicoverpa-Armigera-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Helicoverpa-Armigera-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Helicoverpa-Armigera-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Helicoverpa-Armigera.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25364\" class=\"wp-caption-text\">\u00c8 assolutamente fondamentale attaccare un&#8217;infestazione di Helicoverpa prima che i bruchi riescano a penetrare all&#8217;interno del frutto o baccello che hanno preso di mira. Altrimenti le larve, progressivamente sempre pi\u00f9 forti, potranno inoltre fare affidamento sulle barriere naturali della loro nuova abitazione vegetale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le specie di piante soggette all&#8217;attacco da parte della famiglia dei Nottuidi, tra le pi\u00f9 numerose nell&#8217;ordine dei Lepidotteri, sono straordinariamente numerose ed includono, oltre ai gi\u00e0 citati pomodori e le capsule dei semi del cotone, il mais, l&#8217;asparago, il melone, il cocomero, la lattuga, i fagioli, gli spinaci, la zucca, la patata dolce e la zucchina. La questione pi\u00f9 gravosa \u00e8 inoltre come una volta mangiucchiate e danneggiate le foglie, con conseguente sofferenza e potenziale morte a lungo termine della pianta, i bruchi si spostano direttamente all&#8217;interno dei suoi frutti, scavando intricate gallerie e depositando all&#8217;interno i propri escrementi di colore giallo. Le parti colpite dei vegetali quindi spesso marciscono, diventando un potenziale portale per altre infezioni e malattie. Nel caso in cui la frutta colpita si trovi agli stati iniziali di maturazione, normalmente, la pianta pu\u00f2 tentare di lasciarla cadere anticipatamente a terra con tutti i bruchi contenuti all&#8217;interno, ma se l&#8217;infestazione avviene in un momento pi\u00f9 avanzato, tutto quello che pu\u00f2 fare \u00e8 subire le drammatiche conseguenze di essere letteralmente divorata dall&#8217;interno. In ogni caso, il raccolto da parte dei suoi padroni umani \u00e8 destinato ad essere completamente rovinato.<br \/>\nSuccessivamente alla deposizione da parte della falena adulta, la schiusa avviene in sole 66-72 ore, dopo di che il bruco, trascorsi poco meno di tre minuti dal momento in cui \u00e8 venuto al mondo, inizia immediatamente fagocitare la foglia sotto la quale era stato deposto. Il tempo necessario per il raggiungimento dello stadio di pupa pu\u00f2 variare a seconda della quantit\u00e0 di cibo a disposizione, ma raramente supera i le tre-quattro settimane, durante le quali l&#8217;insetto attraversa 5 o 6 stadi di maturazione successivi. Durante questo periodo, arrecher\u00e0 gravi danni alla pianta, sopratutto nelle prime fasi della sua vita. \u00c8 sottinteso che il rischio di finire divorati da parte dei propri stessi simili sia un incentivo notevole a mangiare molto e rapidamente, cercando di accaparrarsi lo status di predatore all&#8217;apice della catena alimentare. In questo periodo, le larve sono straordinariamente aggressive, dimostrando la propensione ad attaccare e divorare altre specie d&#8217;insetti. Wikipedia cita in particolare lo studio di Predaceous Behavior by Helicoverpa zea (Boyd, B.M. &#8211; 2008) in cui viene narrata la terrificante maniera in cui i bruchi dell&#8217;<em>H. zea\u00a0<\/em>sono soliti divorare i loro concorrenti della specie\u00a0<em>Urbanus proteus <\/em>(farfalla dalle lunghe code americana).\u00a0Al verificarsi dell&#8217;incontro, il vorace\u00a0<em>cotton earworm\u00a0<\/em>afferra la larva pi\u00f9 piccola con le proprie possenti mandibole, iniziando a divorarla dal posteriore. Se questa tenta di ribellarsi, quindi, la ruota di 180 gradi ed affonda i denti nella sua capsula cranica, uccidendola istantaneamente. Quindi, con precisione chirurgica, ruota nuovamente il suo pasto nella posizione precedente, per continuare tranquillamente a fagocitarlo. Il che costituisce, senz&#8217;ombra di dubbio, una scorciatoia notevole verso l&#8217;ultimo stadio della sua strisciante esistenza.\u00a0Completato l&#8217;eccidio, satollo e cresciuto in maniera significativa nelle dimensioni, il bruco percorre i rami ed il tronco della pianta fino a terra, dove scava un piccolo buco e si rinchiude nel suo solido bozzolo, che durer\u00e0 tra i 12 e i 15 giorni. Sottoposto a una profonda mutazione cellulare e modificato nella sua stessa essenza, esso rinascer\u00e0 quindi in forma volante, pronto a migrare per letterali centinaia di chilometri, se necessario, verso nuove terre da colonizzare e sottomettere alla sua spietata bandiera.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25366\" aria-describedby=\"caption-attachment-25366\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=25366#main\" rel=\"attachment wp-att-25366\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25366 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Helicoverpa-Moth-500x353.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"353\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Helicoverpa-Moth-500x353.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Helicoverpa-Moth-768x542.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Helicoverpa-Moth.jpg 1961w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25366\" class=\"wp-caption-text\">Come falene, sia l&#8217;<em>H. armigera<\/em>\u00a0(qui raffigurata) che l&#8217;<em>H. zea<\/em>\u00a0(estremamente simile) possono sopravvivere allo stadio adulto fino a un periodo di tre settimane in condizioni ideali, il che gli permette non soltanto di riprodursi localmente, ma anche di diffondersi con le proprie forze al di l\u00e0 dei confini di un solo paese.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Apparir\u00e0 a questo punto evidente come lo studio della\u00a0CSIRO (integralmente e gratuitamente <a href=\"http:\/\/www.pnas.org\/content\/early\/2018\/03\/29\/1718831115\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">disponibile a questo indirizzo<\/a>) offra l&#8217;opportunit\u00e0 di gettare lo sguardo verso un&#8217;indomani tutt&#8217;altro che rassicurante. Poich\u00e9 l&#8217;unica fortuna che avevamo avuto, fino a questo momento, era stata l&#8217;ampia diffusione di una singola specie di Nottua in Europa, mentre l&#8217;adattamento preferibilmente tropicale dell&#8217;altra ne aveva limitato gli avvistamenti al di fuori dei climi preferibilmente di tipo di tropicale e sub-tropicale. Ma questa \u00e8 una situazione che, ahim\u00e9, potrebbe cambiare fin troppo presto. Il super-bruco ha ormai abbandonato il suo posto nel reame della pura e semplice fantasia, minacciando la nostra stessa esistenza e propensione a dipendere dagli alimenti di provenienza vegetale (perch\u00e9, va da se, qualora la nostra cultura ci permettesse di divorare il BRUCO&#8230;)<br \/>\nEcco a voi, dunque, la pi\u00f9 trascurate delle realt\u00e0: che la natura che ci circonda, considerata un prezioso tesoro da salvaguardare, fragile come un cristallo di vetro, \u00e8 in realt\u00e0 tutt&#8217;altro. E che il cucciolo di tigre o di panda, ormai privati di una pace territoriale tale da poter proliferare senza l&#8217;assistenza dell&#8217;uomo, non risulta esser in alcun modo rappresentativo dei vasti confini che definiscono l&#8217;intera questione. A partire da quel momento, spesso rimpianto, in cui l&#8217;ordine prescritto di tutte le cose \u00e8 stato sovvertito, a vantaggio di una singola, intelligente, inarrestabile civilizzazione. Ma siamo davvero sicuri, che l&#8217;asse di tutte le cose si sia spostato permanentemente a nostro favore? Proprio mentre l&#8217;ultimo spazio residuo viene ricoperto da asfalto, plastica e cemento, i microrganismi sviluppano resistenza agli antibiotici, e i bruchi si combinano in nuove specie abbastanza affamate da divorare il mondo. La ruota delle Ere, ancora una volta, sembra aver completato la sua rotazione. Ed appare molto difficile, a questo punto, che qualcuno possa riuscire a riportarla indietro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25363\" aria-describedby=\"caption-attachment-25363\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ri8nQt4K8nY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25363\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25363 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Armigera-Pest-Control-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Armigera-Pest-Control-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Armigera-Pest-Control-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Armigera-Pest-Control.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25363\" class=\"wp-caption-text\">Numerosi sono i video reperibili su Internet che insegnano agli agricoltori brasiliani a riconoscere ed eliminare le infestazioni di bruchi. Con la questione pendente dell&#8217;ibridazione, possiamo soltanto sperare che le campagne divulgative ottengano i risultati che si erano prefissate.<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 di questi giorni la notizia di un nuovo trend, assai problematico, relativo all&#8217;ibridazione in Brasile di una nuova specie di parassita delle coltivazioni agricole, una sorta di super-bruco che potrebbe diffondersi in tutto il mondo, resistere i pesticidi e costare all&#8217;industria rilevante oltre 5 miliardi di dollari aggiuntivi, oltre alla spesa di cui si &#8230; <a title=\"Incroci genetici e la vendetta del bruco del pomodoro\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25362\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Incroci genetici e la vendetta del bruco del pomodoro\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[232,228,125,818,840,864,3364,1003,766,1328,3363,706,112,1170,2595,889,190,3365,78,615],"class_list":["post-25362","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-agricoltura","tag-ambiente","tag-animali","tag-biologia","tag-brasile","tag-bruchi","tag-cotone","tag-falene","tag-futuro","tag-genetica","tag-ibridi","tag-infestazioni","tag-insetti","tag-lepidotteri","tag-metamorfosi","tag-pericolo","tag-piante","tag-pomodoro","tag-scienza","tag-vegetali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25362","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25362"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25362\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25370,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25362\/revisions\/25370"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25362"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25362"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25362"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}