{"id":25303,"date":"2018-04-01T06:32:22","date_gmt":"2018-04-01T04:32:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25303"},"modified":"2018-04-01T06:37:55","modified_gmt":"2018-04-01T04:37:55","slug":"uno-sguardo-apolitico-alla-macchina-tappabuche-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25303","title":{"rendered":"Uno sguardo apolitico alla macchina tappabuche di Roma"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/IQFMmjvvkX0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25306\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25306\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Tappabuche-Machine-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Tappabuche-Machine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Tappabuche-Machine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Tappabuche-Machine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scena \u00e8 di quelle che tendono ad essere, nell&#8217;epoca del web social e delle discussioni libere online, decisamente polarizzanti: una tecnologia se non proprio innovativa, quanto meno inusuale, messa in opera da alcuni operai seguiti da fotografi della stampa, la gente incuriosita ed almeno un addetto alle comunicazioni, con tanto di giacca e cravatta, inviato dalla compagnia di gestione. Mentre i committenti amministrativi vantano pubblicamente le meraviglie, inoltrandosi in descrizioni tecniche che oggettivamente, non rientrano nelle loro effettive competenze. Il che va purtroppo ammesso, tende ad alzare i toni: perch\u00e9 \u00e8 inevitabile, nelle letterali migliaia di commenti al caso, che a quel punto tutti inizino a definirsi &#8220;esperti&#8221; elencando gli innumerevoli motivi per cui, a loro avviso, tutto questo non potr\u00e0 mai funzionare. Chi critica la flemma degli operatori, in realt\u00e0 necessariamente intenti, nelle scene pubblicate, a spiegare ogni passaggio della procedura. Chi si mette a confrontarla con altri approcci totalmente diversi, definendola per partito (letteralmente) preso, &#8220;inferiore&#8221;. Chi invece, in maniera altrettanto erronea, esalta l&#8217;affascinante soluzione come il gesto risolutivo di una sindaca particolarmente ispirata, destinato a risolvere il problema delle buche di Roma nei prossimi anni a venire. Uno dei commenti pi\u00f9 rappresentativi, ripetuto pi\u00f9 volte in diverse forme sui vari portali, risulta essere particolarmente emblematico: &#8220;Se funzionasse davvero, lo farebbero anche all&#8217;estero.&#8221; Quasi come se l&#8217;Italia, patria internazionale del design, non potesse inventare soluzioni nuove ai problemi di vecchia data. E che se pure avesse davvero percorso una simile strada, evidentemente si tratterebbe di una tecnica inefficace. Particolarmente infelice, risulta essere la vita di chi sottovaluta i propri connazionali! Ma specifichiamo, a questo punto, il nesso della questione: la tecnica di riparazione delle buche stradali definita in inglese <em>spray-injection\u00a0<\/em>non \u00e8 in realt\u00e0 un&#8217;esclusiva nostrana. Basta anzi una rapida ricerca online, per trovarsi di fronte agli innumerevoli racconti entusiastici di siti web inglesi e statunitensi, pronti a definire strumenti simili col termine di <em>pothole killer\u00a0<\/em>o <em>spray-patching machine,\u00a0<\/em>in tutti i casi in cui l&#8217;una o l&#8217;altra citt\u00e0 si sono trovate a dover effettuare vasti progetti di riparazione d&#8217;urgenza, laddove la manutenzione negli anni passati si era fatta mancare. Ecco un&#8217;altra situazione, ahim\u00e9, che tutto pu\u00f2 essere definita, tranne che un&#8217;esclusiva italiana.<br \/>\nIl manuale prodotto dalla Federal Highway Administration del Dipartimento dei Trasporti Statunitensi, nel capitolo dedicato alla riparazione delle buche, menziona e descrive approfonditamente il sistema mostrato anche a Roma. La procedura consiste essenzialmente in quattro punti: 1 &#8211; Rimuovere dalla depressione detriti e residui d&#8217;acqua; 2 &#8211; Applicare il conglomerato bituminoso (generalmente a miscela fredda) che permetter\u00e0 al nuovo asfalto di legare con quello pre-esistente; 3 &#8211; Versare gli inerti al di sopra del conglomerato; 4 &#8211; Coprire la buca con uno strato di sabbia. Il tutto tramite l&#8217;impiego, generalmente, di un veicolo speciale adibito a tale mansione, dotato di un doppio serbatoio di contenimento e un vero e proprio beccuccio, simile a una proboscide, che viene manovrato fin sopra la buca ed attivato da un singolo operatore. Una sequenza di passaggi pienamente seguita nel video della compagnia operatrice italiana, nata da una joint-venture della TotalErg, fornitrice di Carburanti, Lubrificanti e Bitumi, con la Combicons, azienda di Torino specializzata in questo particolare approccio alla riparazione stradale. Come narrato presso l&#8217;emblematico sito web &#8220;Tappabuche.it&#8221;, che riporta anche <a href=\"http:\/\/www.combicons.it\/?page_id=64\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una ricca rassegna stampa<\/a>\u00a0dei precedenti successi ottenuti sul territorio, principalmente in diversi comuni della Liguria. Il progetto capitolino costituirebbe dunque un importante passaggio ulteriore, in grado di sdoganare l&#8217;impiego di questo approccio ed aprire la strada a potenziali nuovi appalti nel resto d&#8217;Italia.<br \/>\nAd ogni modo e qualunque sia l&#8217;effettiva opinione dei singoli in merito alla tecnica della <em>spray-injection<\/em>, resta indubbio che la situazione nella capitale ha raggiunto uno stato critico, con determinati quartieri che ormai non soltanto hanno imparato a convivere con le buche, ma sono arrivate a dargli dei nomi e in un certo senso, persino affezionarsi a loro. Mentre gli abitanti fanno lo slalom coi loro preziosi semi-assi, o camminano nella notte sperando di non inciamparvi dentro o peggio, finire per farsi male. Prima di elaborare un&#8217;opinione informata, sar\u00e0 dunque meglio portare a coronamento questo tentativo di contestualizzazione.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25305\" aria-describedby=\"caption-attachment-25305\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/OoZjbulJNpA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25305\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25305 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Hot-Mix-Pothole-Repair-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Hot-Mix-Pothole-Repair-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Hot-Mix-Pothole-Repair-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Hot-Mix-Pothole-Repair.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25305\" class=\"wp-caption-text\">Un camion Volvo ripara una buca con bitume a caldo tramite l&#8217;impiego di un apparato prodotto dalla compagnia svedese Savalco. Il braccio sputafuoco, usato per garantire un legame migliore del materiale, assomiglia ad un&#8217;arma per combattere contro gli alieni xenomorfi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i repertori e gli articoli di settore pubblicati online, esistono essenzialmente tre tipi di mantenimento stradale a disposizione degli enti amministrativi: l&#8217;intervento di mantenimento, quello correttivo e d&#8217;emergenza. Nel primo caso, il principale approccio risulta essere l&#8217;applicazione dei materiali convenzionalmente definiti come <em>fog seals<\/em>, delle soluzioni a freddo di emulsioni bituminose molto diluite, in grado di ripristinare sensibilmente la flessibilit\u00e0 di un manto stradale ad alta percorrenza. Questa viene considerata la soluzione preferibile, in quanto \u00e8 stato scientificamente ed economicamente provato che a lungo termine, i costi sono sensibilmente inferiori alle alternative. Ciononostante, capita spesso che il rapido succedersi delle amministrazioni cittadine, unita alla percezione tipicamente umana del &#8220;sar\u00e0 un problema di qualcun altro&#8221; tende a far impiegare il budget in campi dal ritorno d&#8217;investimento maggiormente immediato. Per quanto concerne invece l&#8217;intervento all&#8217;estremo opposto dello spettro, quello d&#8217;emergenza, c&#8217;\u00e8 ben poco da dire: la citt\u00e0 dispiega un alto numero di mezzi ed uomini per recarsi presso la scena di una buca particolarmente pericolosa o problematica, che viene riparata nella maniera pi\u00f9 rapida possibile. In questo caso, generalmente, non ci si cura in modo particolare che il lavoro sia fatto per durare: ci\u00f2 che preme maggiormente, \u00e8 ripristinare la viabilit\u00e0. \u00c8 soltanto nel caso dell&#8217;approccio correttivo, come quello su larga scala del territorio romano, che agli operatori viene offerto un pi\u00f9 ampio ventaglio di possibilit\u00e0. Queste possono rientrare nelle categorie dei cosiddetti &#8220;<em>throw and go<\/em>&#8221;\u00a0(getta-e-vai) o &#8220;<em>throw and roll<\/em>&#8221; (getta-e-spiana) che risultavano tradizionalmente preferiti nel caso di progetti pi\u00f9 ampi. In alternativa, esiste l&#8217;approccio della riparazione semi-permanente, per cui piuttosto che riparare direttamente la buca, prima si taglia l&#8217;asfalto circostante, ricavando nel manto stradale uno spazio dalle pareti nette e regolari. Quindi si inserisce all&#8217;interno di quest&#8217;ultimo una quantit\u00e0 di materiale precisamente calibrato, affinch\u00e9 l&#8217;espansione termica garantisca il formarsi di uno strato perfettamente compatto ed uniforme, in grado di prevenire ulteriori infiltrazioni d&#8217;acqua e la possibile formazione di nuove spaccature. \u00c8 importante notare come il particolare metodo, bench\u00e9 preferibile sulla carta, risulti impiegabile soltanto in rari casi, per via delle tempistiche decisamente pi\u00f9 lunghe che vanno a ledere la circolazione del traffico, per non parlare della necessit\u00e0 di personale altamente specializzato ed in quantit\u00e0 significativa.<br \/>\nIn quest&#8217;ottica, lo <em>spray-injection\u00a0<\/em>risulta essere una sorta di &#8220;terza via&#8221; che presenta diversi vantaggi dell&#8217;approccio rapido, nonch\u00e9 alcuni mutuati da quelli maggiormente risolutivi. Uno dei punti pi\u00f9 pratici dell&#8217;intera questione \u00e8 che il camion che trasporta gli aggregati non dovr\u00e0 necessariamente essere una betoniera, sfruttando piuttosto la soluzione della cosiddetta miscela fredda, un&#8217;unione del bitume con sostanze simili al sapone, che risulta essere sempre all&#8217;uso e neppure finisce per andare sprecato, nel caso in cui il team di lavoro finisca per non impiegarlo tutto al termine della giornata. Particolarmente significativa risulta essere, a tal proposito, la spiegazione dell&#8217;addetto stampa della\u00a0Combicons, quando parla di come il loro camion si sia recato a seconda dei casi sulla scena di vere e proprie strade disastrate, svuotando il proprio carico in dozzine di buche nel corso di una sequenza di poche ore, mentre altre volte il suo giro l&#8217;abbia portato su un&#8217;estensione particolarmente vasta di territorio, usando la stessa quantit\u00e0 di sostanze soltanto nel giro di due o pi\u00f9 sessioni. Un altro vantaggio \u00e8 che questo tipo di materiali non necessitano di essere compattati, potendo piuttosto contare sul semplice passaggio delle auto al fine di ottenere lo stesso risultato; lo scopo del passaggio della scopa, tanto ingiustamente criticato su Facebook, \u00e8 infatti semplicemente quello di togliere il brecciolino residuo, per evitare che venga scagliato in giro al passaggio dei veicoli successivi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25304\" aria-describedby=\"caption-attachment-25304\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yuJ3NDq4AlA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25304\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25304 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Future-Pothole-Repair-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Future-Pothole-Repair-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Future-Pothole-Repair-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/04\/Future-Pothole-Repair.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25304\" class=\"wp-caption-text\">La meraviglia, il miracolo, il sogno: il misterioso YouTuber Dahir Insaat, gi\u00e0 autore d&#8217;innumerevoli concept avveniristici, mostra un ipotetico camion in grado di effettuare la riparazione semi-permanente in maniera automatica. Se mai un simile prodotto giunger\u00e0 nel mondo reale, state sicuri che le nostre strade vanteranno ben presto un aspetto del tutto diverso&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque alla fine, qual&#8217;\u00e8 il verdetto? Difficile dirlo. La macchina tappabuche, come ogni possibile alternativa del caso, \u00e8 soltanto uno strumento. Che pu\u00f2 ottenere risultati buoni o pessimi a seconda non soltanto della sua implementazione, ma anche di quello che ci si aspetta da lei. Alla fin della fiera, mediatica e digitale, una riparazione di questo tipo resta comunque la via d&#8217;accesso ad una situazione di tranquillit\u00e0 temporanea, nonostante l&#8217;affermazione (discutibile dal punto di vista tecnico) secondo cui essa potrebbe &#8220;Ricreare rapidamente i vari strati della strada, binder e tappeto d\u2019asfalto&#8221;.<br \/>\nCome disse qualcuno, ci\u00f2 che \u00e8 distrutto, non potr\u00e0 mai ritornare quello che era. Necessitando, piuttosto, di essere completamente riforgiato. Chiedete ad Aragorn, amico degli elfi, con la sua spada. E per tornare a noi, certo: ogni opera \u00e8 positiva, purch\u00e9 abbia l&#8217;intento valido di aiutare. Ci\u00f2 che occorre chiedersi, piuttosto, \u00e8 se un determinato approccio risulti essere un impiego idoneo del budget, se davvero, niente di pi\u00f9 poteva essere fatto. Ma questo tipo di considerazioni, ritengo, dovrebbero spettare a figure di tecnici esperti, anche appartenenti all&#8217;amministrazione cittadina. Preferibilmente, non i loro pi\u00f9 famosi supervisori, evitando in tal modo, per quanto possibile, il variegato delirio dei pubblicisti e commentatori del web.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scena \u00e8 di quelle che tendono ad essere, nell&#8217;epoca del web social e delle discussioni libere online, decisamente polarizzanti: una tecnologia se non proprio innovativa, quanto meno inusuale, messa in opera da alcuni operai seguiti da fotografi della stampa, la gente incuriosita ed almeno un addetto alle comunicazioni, con tanto di giacca e cravatta, &#8230; <a title=\"Uno sguardo apolitico alla macchina tappabuche di Roma\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25303\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Uno sguardo apolitico alla macchina tappabuche di Roma\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[3345,3346,256,167,424,1583,475,889,2864,739,3072,2742,2401,220,989,790,97,126],"class_list":["post-25303","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-asfalto","tag-bitume","tag-guida","tag-ingegneria","tag-italia","tag-macchine","tag-notizie","tag-pericolo","tag-problemi","tag-procedure","tag-riparazioni","tag-roma","tag-soluzioni","tag-strade","tag-strumenti","tag-tecniche","tag-tecnologia","tag-trasporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25303","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25303"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25303\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25309,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25303\/revisions\/25309"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}