{"id":25232,"date":"2018-03-20T06:40:41","date_gmt":"2018-03-20T05:40:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25232"},"modified":"2018-03-20T06:40:41","modified_gmt":"2018-03-20T05:40:41","slug":"fucile-proibito-uccideva-100-anatre-un-colpo-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25232","title":{"rendered":"Il fucile proibito che uccideva 100 anatre in un colpo solo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pwEwF7VAaEA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25235\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25235\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Punt-Gun-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Punt-Gun-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Punt-Gun-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Punt-Gun.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la ferocia delle battaglie, e il costo in termini di vite pennute, non fu mai dichiarata una vera e propria guerra. Ma noi umani combattevamo con la ferocia di chi vede in gioco la sua stessa sopravvivenza: o noi o loro, la carne o la morte. Il pi\u00f9 delle volte, la morte. Grazie alle pi\u00f9 potenti, spietate armi che l&#8217;ingegno di un fabbricante poteva giungere a concepire. Era pressapoco il termine del secolo XIX, quando la leggendaria figura del cacciatore professionista\u00a0Ray Todd, assieme a tre altrettanto determinati colleghi, si avvi\u00f2 per la sua leggendaria battuta nei dintorni delle acque paludose di Chesapeake Bay. Sulla Costa Orientale degli Stati Uniti, dove gli uccelli acquatici si fermavano per riposare nel corso delle loro lunghe migrazioni, a bordo di barche prive di chiglie, per non incagliarsi, e pesantemente rinforzate in ogni aspetto della loro struttura. Di certo, c&#8217;era un ottimo motivo: spesso si sussurrava, nei luoghi di ritrovo e nei pub costruiti sul modello irlandese, di come pi\u00f9 di un incauto sparatore locale si fosse visto sfuggire il fucile di mano, mandando quest&#8217;ultimo a impattare contro la murata posteriore della piccola <em>punt\u00a0<\/em>(imbarcazione sospinta col palo) e affondandola immediatamente. Ci sono cose che possono rovinarti la giornata. Altre ancora, privarti del tuo stesso implemento economico di sopravvivenza. E di sicuro nessuno avrebbe mai pensato di mettersi a scherzare, di fronte all&#8217;orripilante potenza di una\u00a0<em>punt gun<\/em>.<br \/>\nPossiamo immaginarci questa scena nei dintorni cronologici del tramonto, quando i volatili si fanno pi\u00f9 coraggiosi, e puntando sulla sicurezza del numero si posano in massa alla ricerca di nutrimento: &#8220;Qualunque cosa succeda, non potranno ucciderci tutti, giusto?&#8221; Hmmm&#8230; Rispondevano gli osservatori galleggianti nelle profondit\u00e0 dei loro pensieri, da una distanza di sicurezza, nel soppesare il modo migliore di avvicinarsi. Dinnanzi a loro, uno degli stormi pi\u00f9 impressionanti che avevano mai visto, di un&#8217;estensione approssimativa di mezzo miglio. I quattro dell&#8217;Apocalisse si scambiarono uno sguardo carico di sottintesi. Tirato in barca il palo, un sistema di propulsione troppo rumoroso, si dotarono ciascuno di un paio di piccoli remi, usati con cautela per fare breccia nella superficie intonsa della palude. Un poco alla volta, ciascuno di loro prese posizione in campo aperto, da dove prendere di mira un&#8217;intero angolo della moltitudine starnazzante. Nessuno, tra gli animali presenti, educati dalle leggi ferree e misericordiose della natura, poteva realmente comprendere ci\u00f2 che stava per capitare. I cacciatori, a quel punto, rivolsero la loro attenzione al principale elemento delle piccole imbarcazioni: un tubo di ferro lungo tra i 2 e i 2,5 metri, dal diametro di fino a 5 cm. Al termine di ciascun tubo, c&#8217;era un meccanismo di sparo, bastante ad interpretare gli oggetti come altrettanti, giganteschi fucili. I quali erano stati gi\u00e0 caricati prima della partenza, per non fare rumore, con una quantit\u00e0 approssimativa di mezzo chilo di pallini, abbastanza grandi da crivellare un&#8217;intero branco dei bisonti di Buffalo Bill. Anche l&#8217;effetto in termini d&#8217;estinzione incipiente, tutto considerato, era ragionevolmente comparabile a quello.\u00a0Ray Todd tir\u00f2 i piccoli remi in barca, prima di alzare leggermente il braccio destro, voltandosi al rallentatore per assicurarsi che i suoi compagni avessero fatto lo stesso. Ciascuno di loro, evidentemente, era pronto a far fuoco al suo comando. Allora il cacciatore cal\u00f2 di nuovo la mano, portandola ad impattare sulla prua del natante. Sull&#8217;intera baia, improvvisamente, cal\u00f2 il silenzio. Le anatre percettive, cessando di muoversi disordinatamente, avevano alzato la testa e si guardavano intorno preoccupate. Era il momento: premette il grilletto, spar\u00f2.<br \/>\nCi sono state armi, nel corso della storia, che costrinsero i governanti a cambiare le regole stesse dei conflitti. Strumenti troppo spaventosi (la mitragliatrice Gatling) crudeli (il lanciafiamme) o semplicemente devastanti (la Bomba di tutte le bombe&#8230;) perch\u00e9 il loro utilizzo potesse continuare senza alcun tipo di condizionamento. La <em>punt gun<\/em> fu una di esse, trasferite nel campo relativamente coscienzioso della caccia di 150, 200 anni fa. Il celebre resoconto del cacciatore americano in effetti, la cui opera viene normalmente citata ogni qualvolta ci si ritrova a discutere l&#8217;argomento, trova la sua giustificazione e logica nelle cifre riportate a margine della novella: 419 anatre stecchite, al primo colpo sparato di concerto. Ed ancor pi\u00f9 col proseguire di una lunga notte, fino ad un totale stimato di 1.000, successivamente rivendute con buon profitto al mercato di Baltimora. La potenza e l&#8217;efficacia di questi veri e propri cannoni, impiegati assiduamente anche all&#8217;altro capo dell&#8217;oceano e in modo particolare in Gran Bretagna, fu tale da costringere i governi, gi\u00e0 a partire dal 1860, a promulgare una serie di leggi mirate a limitare il loro utilizzo. Ma l&#8217;effettivo divieto non sarebbe arrivato che molti, moltissimi anni dopo&#8230;.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25234\" aria-describedby=\"caption-attachment-25234\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_cO2D4rjQ1o\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25234\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25234 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Punt-Gun-River-Test-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Punt-Gun-River-Test-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Punt-Gun-River-Test-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Punt-Gun-River-Test.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25234\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;inviato di Boston Maritime collabora con un cacciatore inglese per dimostrare il funzionamento e l&#8217;efficacia della punt gun. Utilizzando nel presente caso, per sua e nostra fortuna, un fucile caricato completamente a salve.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un punto di vista tecnologico, queste armi non erano particolarmente sofisticate. Nient&#8217;altro che dei comuni fucili a canna liscia (quelli che gli anglofoni chiamano <em>shot guns<\/em>) sovradimensionati all&#8217;estremo, dimostrando l&#8217;assoluta scalabilit\u00e0 possibile, soprattutto in connessione alla semplicit\u00e0 di un simile progetto. Nessuno si sarebbe mai sognato, tuttavia, di mettere in discussione la loro micidiale efficacia. La media di volatili colpiti con un singolo colpo, ad ogni modo, raramente si avvicinava al formidabile risultato narrato dal cronista statunitense, limitandosi a qualche decina e un massimo di 50. Pi\u00f9 che abbastanza per riempire il barile d&#8217;ordinanza, considerato l&#8217;unit\u00e0 di misura ideale per la vendita della carne di anatra a scopi commerciali. Nacque cos\u00ec una fiorente industria, assolutamente non sostenibile, che consisteva nell&#8217;annientare letteralmente dalla faccia della Terra qualunque cosa avesse due ali, i piedi palmati ed un becco dal profilo stondato. All&#8217;inizio del &#8216;900, con il trasferirsi di ampie fasce di popolazione negli ambienti cittadini e l&#8217;aumento esponenziale del consumo di carne, un abile <em>punt gunner\u00a0<\/em>poteva non soltanto guadagnarsi da vivere, ma eguagliare il reddito di un ranch di medie dimensioni senza doversi sobbarcare un briciolo delle spese. Fatta eccezione per quelle necessarie all&#8217;acquisto di polvere e materiale di sparo.<br \/>\nNonostante l&#8217;utilit\u00e0 di queste armi, o forse proprio in funzione di ci\u00f2, nessun modello di fucile sovradimensionato fu mai prodotto in serie, portando piuttosto i singoli armieri a produrne di personalizzati, per questo o quel facoltoso cliente che intendesse irrompere nell&#8217;universo redditizio della caccia da appostamento nelle paludi. In funzione di un tale aspetto, le <em>punt guns<\/em> tendevano ad avere una qualit\u00e0 costruttiva elevata e venivano custodite come preziosi cimeli di famiglia anche a distanza di generazioni, bench\u00e9 come spesso capita, si siano verificate eccezioni. Tra i pi\u00f9 famosi rappresentanti di categoria, possiamo citare ad esempio il celebre\u00a0Herfurth\u2019s Cannon, costruito da August Herfurth in Wisconsin e tutt&#8217;ora esposto nel museo di Madison, poco dopo il termine della guerra civile. Con i suoi &#8220;soli&#8221; 160 cm di lunghezza da parte della canna Remington di manifattura ottagonale, l&#8217;arma era piuttosto compatta per la sua classe e sembrava quasi di poterla usare appoggiandola sulla spalla, come un fucile normale. Naturalmente, ci\u00f2 non avrebbe rappresentato esattamente un&#8217;ottima idea. N\u00e9 sarebbe mai venuto in mente a nessuno di farlo con Irish Tom, il cannone di 4,2 metri che rappresent\u00f2, storicamente, la <em>punt gun<\/em> pi\u00f9 lunga di tutti i tempi. C&#8217;\u00e8 una curiosa storia in relazione a questo fucile prodotto a Manchester in Inghilterra, che lo colloca verso la met\u00e0 degli anni &#8217;50 del 900 a bordo del rimorchio trainato dalla Rolls Royce di propriet\u00e0 del famoso attore\u00a0Robertson-Justice, presente a bordo assieme al suo amico e compagno di cacce Filippo, il Principe di Edinburgo. Sembra infatti, a quanto riportato <a href=\"http:\/\/www.mlagb.com\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/201302_irishtom.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">su un articolo della rivista Black Powder del 2013<\/a>, che i due fossero a tal punto infastiditi dal rumore prodotto dalla canna del gigantesco fucile che batteva sul portabagagli, da farla accorciare di ben tre pollici (7,5 cm circa). In seguito abbandonato, il fucile sarebbe stato quindi abbandonato dai suoi proprietari ed accorciato ancora, a quanto sembra per usare l&#8217;ottimo acciaio nella costruzione del timone di un&#8217;imbarcazione. La definizione prototipica del concetto cristiano di &#8220;trasformare le spade in aratri&#8221; bench\u00e9 in un ambito che, assai probabilmente, gli autori della Bibbia non potevano prevedere.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25233\" aria-describedby=\"caption-attachment-25233\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bTQQfKxkZpk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25233\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25233 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Punt-Gun-Clay-Shoot-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Punt-Gun-Clay-Shoot-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Punt-Gun-Clay-Shoot-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Punt-Gun-Clay-Shoot.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25233\" class=\"wp-caption-text\">Il trasporto delle punt gun tendeva a richiedere, il pi\u00f9 delle volte, almeno un paio di persone. Al momento dello sparo, era la barca stessa e la natura plastica dell&#8217;acqua sottostante ad assorbire il rinculo. Le conseguenze, altrimenti, sarebbero state deleterie.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Utilizzare in maniera ottimale una di queste armi non era semplicissimo. Poich\u00e9 esse venivano fissate in maniera inamovibile direttamente al natante, il cacciatore doveva mirare ruotando la sua stessa prua, e controllare l&#8217;alzo dello sparo portando il suo peso avanti o indietro nei confronti dello scafo. Una volta fatto fuoco, quindi, la ricarica poteva richiedere anche diversi minuti, soprattutto con i primi modelli dotati di sistema di sparo con pietra focaia. Ma il punto stesso di questo sistema di caccia, la stessa ragione della sua esistenza, era che a patto di svolgere la propria mansione con massima efficienza, un singolo sparo sarebbe stato sufficiente. Ci\u00f2 detto, quasi niente di quello che facevano gli utilizzatori di questa particolare tecnica poteva essere inserita in una logica di caccia sportiva. Lo scopo, per loro, era esclusivamente ricavare un profitto, spesso a discapito di uno sfruttamento logico della natura. Gli operatori si dotavano di speciali calzature con assi di legno legati sotto, al fine di recuperare manualmente il maggior numero di uccelli vittime della carneficina. Nessun cane, per quanto determinato, avrebbe potuto rispondere alle loro necessit\u00e0. Per ogni 100 anatre colpite, ve n&#8217;era una quantit\u00e0 anche doppia di ferite gravi, che spiccato il volo andavano a morire da qualche altra parte, impedendone il recupero e la successiva consumazione. Ma soprattutto, dopo i selvaggi anni in cui la caccia con la <em>punt gun<\/em> raggiunse la sua massima diffusione, i cacciatori americani ed inglesi iniziarono a notare qualcosa di estremamente preoccupante: stranamente, brughiere e paludi tendevano a diventare vieppi\u00f9 silenziose. E nessun frullar d&#8217;ali pareva sfuggire, oramai, al rombo tonante dei loro implementi d&#8217;uccisione.<br \/>\nIl pi\u00f9 significativo provvedimento normativo contro l&#8217;impiego indiscriminato dei terribili fucili venne emanato nel 1900 in America, con l&#8217;Atto di Tutela degli Uccelli Migratori, firmato dal presidente McKinley in persona. Con esso, formalmente, veniva proibito il trasporto oltre i confini degli stati delle prede uccise appartenenti a categorie protette di uccelli, pesci e mammiferi, limitando notevolmente i presupposti di profitto per i pi\u00f9 moderni e spregiudicati tra i super-cacciatori di allora. Storicamente, il Regno Unito scelse un approccio pi\u00f9 diretto con i suoi esponenti di categoria, limitando il diametro della canna ad un massimo di 4,5 cm circa. Ragione per cui, ad oggi, la gente tradizionalista di quelle terre ancora pratica la caccia occasionale con le\u00a0<em>punt gun <\/em>di famiglia, cimeli passati attraverso le epoche, capaci di terrorizzare i pennuti adesso, esattamente come lo facevano allora. Si stima che al mondo rimangano all&#8217;incirca 50 di questi fucili ancora utilizzati correntemente. I vecchi esemplari, se in buono stato, arrivano essere valutati svariate migliaia di dollari nel corso delle aste di settore.<br \/>\nLa leggenda, tuttavia, non \u00e8 ancora finita. Ed \u00e8 dall&#8217;epoca del 1897, in occasione del Giubileo di Diamante della regina Vittoria, che a ogni ricorrenza annuale della dinasta inglese viene sparato un saluto con 21 armi giganti presso il ridente villaggio di Cowbit. Chiss\u00e0 quanto ci metterebbero i profetici corvi della Torre di Londra a lasciare il regno al suo tragico destino, se soltanto potessero udire il rimbombo di un simile, tragico frastuono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante la ferocia delle battaglie, e il costo in termini di vite pennute, non fu mai dichiarata una vera e propria guerra. Ma noi umani combattevamo con la ferocia di chi vede in gioco la sua stessa sopravvivenza: o noi o loro, la carne o la morte. Il pi\u00f9 delle volte, la morte. 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