{"id":25167,"date":"2018-03-10T06:32:45","date_gmt":"2018-03-10T05:32:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25167"},"modified":"2018-03-10T09:08:53","modified_gmt":"2018-03-10T08:08:53","slug":"assassini-preistorici-ghiacci-del-polo-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25167","title":{"rendered":"Assassini preistorici sotto i ghiacci del Polo Sud"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/C6cX0wQP5NA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25168\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25168\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Beasts-of-the-Deepest-Dive-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Beasts-of-the-Deepest-Dive-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Beasts-of-the-Deepest-Dive-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Beasts-of-the-Deepest-Dive.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una normale stella marina ha cinque braccia. Questa, molto spesso, pu\u00f2 vantarne 50. Le altre appartenenti alla sua gen\u00eca, al massimo, strisciano sul fondale. Lei si arrampica nel punto pi\u00f9 alto, per sporgersi e tentare di afferrare al volo chi fosse tanto folle da nuotare nei dintorni. Le sue cugine sono letteralmente ricoperte, nella parte inferiore, di peduncoli ambulacrali, usati per un lento ma inesorabile movimento. A chiara differenza di un simile mostro, che possiede migliaia di minuscoli artigli spinosi e trappole triangolari chiamate <em>pedicellariae<\/em>, capaci di serrarsi come altrettante devastanti tagliole per orsi. Ah, dimenticavo: misura &#8220;appena&#8221; un metro. Pensate alla vostra reazione, se doveste incontrarla in un vicolo buio&#8230;<br \/>\nNel momento in cui qualcuno vi chiedesse &#8220;Qual&#8217;\u00e8 la creatura che domina la Terra&#8221; non credo che esitereste troppo a lungo nell&#8217;indicare voi stessi, ultimi depositari della discendenza iniziata coi primi ominidi, che ci ha condotto in epoche geologicamente recenti ai pi\u00f9 alti livelli tecnologici e sociali della specie <em>Homo s. sapiens.\u00a0<\/em>Oppure potreste chiedervi, deviando almeno in parte dal pensiero comune, quale dovrebbe realmente essere la metrica utile a definire la buona riuscita di un percorso evolutivo. La posizione nella catena alimentare? La forza e il coraggio? Piuttosto che, in maniera molto pi\u00f9 semplice e soggettiva, il peso complessivo degli esemplari viventi, intesa come biomassa totale di ci\u00f2 che brulica, si nutre ed opera nel campo imprescindibile della riproduzione&#8230; Proviamo, per un attimo, a prendere in considerazione un simile approccio. Secondo il quale ogni dubbio sparisce: il vincitore \u00e8 il krill dell&#8217;Antartico, <em>Euphausia superba<\/em>. Il cui numero magico si aggira sui 500 milioni di tonnellate, contro i nostri 100 appena. Questo ha una logica, se ci pensate: il predatore non \u00e8 mai pi\u00f9 prevalente della preda. Poich\u00e9 una singola tigre, un leone, dovranno mangiare nel corso della loro vita un centinaio di gazzelle. Ma se ce ne fossero esattamente cento, dopo una o due generazioni, che fine avrebbe fatto la gazzella? Cos\u00ec sono gli umili, a moltiplicarsi in maniera estrema. E ancor pi\u00f9 di loro, le piante, cibo di tutti ancor prima che il primo carnivoro facesse la sua comparsa su questa Terra. Ma un conto \u00e8 prenderne atto, tutt&#8217;altro vederlo coi propri occhi&#8230;<br \/>\nQuesta \u00e8 la spedizione del naturalista Jon Copley, realizzata con l&#8217;aiuto di Ocean X per il documentario della BBC\u00a0Our Blue Planet, nel quale una piccola parte ma importante parte della troupe, salendo a bordo del batiscafo facente parte della dotazione della loro nave oceanografica, supera agevolmente il record dell&#8217;immersione a profondit\u00e0 maggiore nell&#8217;area geografica comunemente definita come Antartide, dove notoriamente, soltanto gli esseri pi\u00f9 resistenti riescono a sopravvivere e prosperare. Cos\u00ec nessuno rester\u00e0 sorpreso quando, nei primi minuti del breve spezzone promozionale, le telecamere non riescono a riprendere null&#8217;altro che un&#8217;ambiente torbido e ombroso, nel quale gli unici movimenti sono quelli indotti dalle correnti oceaniche. Finch\u00e9, continuando a scendere fino ai 1.000 metri, non raggiungono la superficie ondulata di un misterioso fondale. Dove la luce del riflettore integrato, rimbalzando sulla sabbia millenaria, rivela finalmente l&#8217;incredibile verit\u00e0: il particolato in sospensione nel brodo, questa polvere che circonda il veicolo, non era altro che materiale biologico. Pezzi, scorie, rimanenze, di una pluralit\u00e0 d&#8217;esseri, che persino adesso, li circondano completamente. Minuscoli gamberi brulicanti&#8230; Gli occhi fissi, la coda segmentata. Nella quantit\u00e0 d&#8217;infiniti miliardi. Ecco, quindi, che cosa succede quando le condizioni climatiche estreme, o la semplice anomalia di un particolare habitat, non permettono lo sviluppo diffuso di specie voraci che possano sterminare i &#8220;piccoli&#8221;. Eppure, persino qui, anche adesso, lo scenario biologico non \u00e8 del tutto pacifico. Ma vi sono, piuttosto alcune specie in grado d&#8217;imporsi almeno in parte sugli sciami di crostacei, attraverso metodi molto particolari. Prima fra tutte, quella che Copley non esita a definire, con chiara citazione cinematografica, la sua Stella Assassina (Death Star). Dando seguito, ancora una volta, alla netta corrispondenza ideale tra gli abissi e lo spazio siderale, gi\u00e0 presente nella nomenclatura dei pi\u00f9 diffusi echinodermi (sapete di chi sto parlando) che in ambito scientifico vengono definiti, facendo ricorso alla lingua latina, Asteroidea. Le stelle marine che sono ovunque eppure rispondono tutte, in linea di massima, alla stesso schema ecologico: raschiare il fondale, agendo come spazzini di quanto nessun altro si prefigge di consumare. Ovunque, tranne che nei fondali distanti, circostanti dai ghiacci eterni della penisola Antartica. Perch\u00e9 questa, signori, \u00e8 la\u00a0<em>Labidiaster annulatus<\/em>, una creatura dall&#8217;intento killer e lo scheletro calcareo flessibile, capace di muoversi molto agilmente&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25172\" aria-describedby=\"caption-attachment-25172\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/RFqhocQqbgM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25172\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25172 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Antarctic-Krill-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Antarctic-Krill-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Antarctic-Krill-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Antarctic-Krill.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25172\" class=\"wp-caption-text\">Vi presento il krill antartico, vostro signore e dominatore. Inchinatevi di fronte alle sue antenne maestose. E il\u00a0 peso specifico di una tale biomassa. E soprattutto rendetegli omaggio mentre sgranocchiate, con espressione soddisfatta, la deliziosa carne di sua cugina, madama aragosta.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista ecologico, l&#8217;ambiente dei fondali antartici viene convenzionalmente definito come un sistema rimasto all&#8217;era del Paleozoico. Una forcella cronologica risalente a 541-451 milioni di anni fa, quando ancora pochissimi pesci nuotavano nei mari di questo pianeta. Un territorio che risultava occupato, ancor pi\u00f9 di adesso adesso, da creature completamente invertebrate. Questo \u00e8 molto importante, per studiare l&#8217;esistenza di un predatore come la\u00a0<em>Labidiaster annulatus,\u00a0<\/em>che non potrebbe mai prosperare, ad esempio, nel contesto di una barriera corallina. Dove un vorace pinnuto di certo non tarderebbe, scorgendo i tentacoli che oscillano in maniera invitante, a servirsene come sfizio dell&#8217;ora di pranzo, strappando e masticando tutto quello che dovesse avere la sfortuna di capitargli a tiro. No, questa stella marina risulta essere, piuttosto, il superpredatore di un ambiente in cui non ve ne sono molti altri. Il perfezionamento assoluto di una serie di tratti evolutivi creati per uccidere, dove tutto quello che serve per farlo \u00e8 allungare le mani. E stringere forte gli spietati\u00a0<em>pedicellariae.<br \/>\n<\/em>Di certo il pi\u00f9 affascinante, eppure non l&#8217;unico killer mopstrate. Tra gli altri appartenenti a questo gruppo ideale dei predatori degli abissi artici, compare nel video della BBC anche un&#8217;altra tipologia di animale rara e molto poco studiata, quella del cosiddetto\u00a0Pareledone 1, ovvero secondo le teorie pi\u00f9 accreditate, un esponente della specie del polipo di Turquet (<em>Pareledone turqueti<\/em>). Il quale, a queste latitudini e profondit\u00e0, ha la singolare caratteristica di assumere una colorazione completamente bianca, per la probabile inutilit\u00e0 di qualsivoglia camuffamento ottico o mimetismo, laddove nessun tipo di luce riesce a penetrare oltre la scorza spessa del ghiaccio soprastante. Questo cefalopode, scoperto per la prima volta da una spedizione di ricerca nel 2010, mostra alcuni tratti conformi a quelli dei suoi parenti convenzionali, come la propensione a deambulare con i quattro tentacoli posteriori, mentre i restanti vengono usati per tastare il terreno e muoversi con sicurezza verso ogni potenziale preda. Mentre molto particolare, risulta essere il suo veleno, costituito da una composizione chimica che gli permette di resistere al congelamento, alle basse temperature in cui si trova ad operare questo sagace divoratore di molluschi ed&#8230; Altre cose. \u00c8 stato in effetti dimostrato per analogia, dallo studio di esemplari in ambienti pi\u00f9 facilmente raggiungibili, che questa specie \u00e8 attrezzata per stordire ed uccidere prede considerevolmente pi\u00f9 grandi di un gambero appartenente allo stuolo infinito del krill. Bench\u00e9 ci\u00f2 di cui possa trattarsi, ad oggi, resti un mistero per lo pi\u00f9 inesplorato. Chiude la nostra ideale carrellata una non meglio definita specie antartica di\u00a0picnogonide<em>\u00a0<\/em>o ragno di mare, animale sul quale <a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=23429\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">invito a leggere il mio articolo di qualche tempo fa<\/a>. Un artropode chelicerato dalle lunghe zampe, che non necessit\u00e0 di un apparato circolatorio a causa del suo corpo relativamente piccolo e le zampe sottili. La cui principale arma d&#8217;offesa, in molti degli ambienti in cui si trova diffuso, \u00e8 la lunga proboscide usata per setacciare e ripulire il fondale, facendo di lui spazzino delle pi\u00f9 remote ed irraggiungibili circostanze. Un altro componente basilare di qualsiasi habitat, per quanto atipico, in cui esiste una quantit\u00e0 di cibo potenzialmente superiore al bisogno dei predatori. Finch\u00e9 l&#8217;ultimo dei giorni non sopraggiunga, portando morte e liberazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25169\" aria-describedby=\"caption-attachment-25169\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/lAupJzH31tc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25169\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25169 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Brinicle-of-Death-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Brinicle-of-Death-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Brinicle-of-Death-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Brinicle-of-Death.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25169\" class=\"wp-caption-text\"><em>Brinicle<\/em>, il dito che uccide. La precipitazione, dovuta alle basse temperature, di una certa quantit\u00e0 di acqua con una concentrazione salina sufficiente a ghiacciarsi. Creando l&#8217;equivalente di un fulmine, capace di portare morte e distruzione tra le moltitudini dei fondali polari.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un mondo nascosto, che ancora conosciamo in minima parte. Persino superiore, per interrogativi capaci di stimolare una mente curiosa, agli immediati dintorni del nostro quartiere cosmico, il braccio remoto, ed apparentemente disabitato, della nostra pi\u00f9 che mai silenziosa galassia. Perci\u00f2 prendendo atto di quello che vive, trascorrendo fameliche giornate, drammaticamente lontano dai pi\u00f9 deboli raggio dell&#8217;astro solare, non possiamo che interrogarci su quali, e quante impossibili creature, possano popolare i mari di pianeti straordinariamente distanti. Quante di loro possiedano uno scopo, dei desideri.<br \/>\nPersino una mente pensante e cosciente di se. Citt\u00e0. Astronavi. Soldati con esoscheletri potenziati. Raggi laser a milioni di gradi&#8230;. E miliardi di\u00a0<em>pedicellariae <\/em>artigliati<em>,\u00a0<\/em>pronti a serrarsi, un giorno, sulla feroce, quanto imperfetta, umana collettivit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una normale stella marina ha cinque braccia. Questa, molto spesso, pu\u00f2 vantarne 50. Le altre appartenenti alla sua gen\u00eca, al massimo, strisciano sul fondale. Lei si arrampica nel punto pi\u00f9 alto, per sporgersi e tentare di afferrare al volo chi fosse tanto folle da nuotare nei dintorni. Le sue cugine sono letteralmente ricoperte, nella parte &#8230; <a title=\"Assassini preistorici sotto i ghiacci del Polo Sud\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25167\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Assassini preistorici sotto i ghiacci del Polo Sud\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1479,228,2337,528,878,1241,1097,3200,443,249,109,400,1033,600,1476,682,32],"class_list":["post-25167","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-abissi","tag-ambiente","tag-antartide","tag-artropodi","tag-documentari","tag-echinodermi","tag-evoluzione","tag-habitat","tag-invertebrati","tag-mare","tag-natura","tag-oceano","tag-polpi","tag-predatori","tag-stelle-marine","tag-strane-creature","tag-tv"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25167","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25167"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25167\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25176,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25167\/revisions\/25176"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}