{"id":25127,"date":"2018-03-04T06:38:10","date_gmt":"2018-03-04T05:38:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25127"},"modified":"2018-03-04T06:49:09","modified_gmt":"2018-03-04T05:49:09","slug":"la-sfera-meccanica-del-profeta-zarathustra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25127","title":{"rendered":"La sfera meccanica del profeta Zarathustra"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/vWP-b4H6AR4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25130\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25130\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Malling-Hansens-Writing-Ball-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Malling-Hansens-Writing-Ball-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Malling-Hansens-Writing-Ball-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Malling-Hansens-Writing-Ball.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sottile linea che divide il genio dalla follia, quel tratto distintivo che caratterizza, ed allo stesso tempo rende vulnerabili, tutte le pi\u00f9 grandi menti nella storia dell&#8217;umanit\u00e0. Nel 1882 il filosofo\u00a0Friedrich Nietzsche scrisse presso la sua casa di Genova, dove si era trasferito a seguito della breve ma travolgente storia d&#8217;amore con\u00a0Lou von Salom\u00e9, una breve poesia: &#8220;La sfera della scrittura \u00e8 una cosa che mi assomiglia: fatta d&#8217;acciaio \/ ma facilmente rovinata nei viaggi\/ pazienza e tatto sono necessari in abbondanza \/ oltre a dita sottili per poterci usare.&#8221; Questo testo, preservato in originale presso gli archivi\u00a0Goethe und Schiller di Weimar, scritto sopra una semplice pagina di quaderno, ha qualcosa di molto particolare: \u00e8 la prima creazione dell&#8217;autore scritta a macchina, in lettere maiuscole di una chiarezza e precisione notevolmente superiori a quelle prodotte dalla principale strumentazione di scrittura dell&#8217;epoca, la limitata Remington &amp; Sons. Ed \u00e8 a dire il vero la stessa collocazione geografica di una simile vicenda, a renderla singolare: in quegli anni di cambiamento, l&#8217;idea stessa che un dispositivo artificiale potesse sostituire la scrittura con la penna era un&#8217;idea considerata altamente improbabile, che iniziava a muovere i primi passi unicamente negli Stati Uniti, dove l&#8217;emancipazione della donna come impiegata d&#8217;ufficio, nella mansione nascente di segretaria, aveva permesso di associare questo strumento &#8220;di facile utilizzo&#8221; a una professione tanto nuova e stravagante.<br \/>\nChe uno dei maggiori filosofi della sua epoca, gi\u00e0 largamente riconosciuto nel corso della sua vita (merito tutt&#8217;altro che scontato) potesse firmare un simile aforisma, lodando con una metafora lo stesso apparato tramite cui lo stava imprimendo su carta, fu fondamentalmente dovuto a due fattori: primo, il fatto che lui stesse soffrendo, in quel periodo, di forti e frequenti emicranie, che lo privavano per giorni interi della capacit\u00e0 di mettere a fuoco chiaramente i testi. Secondo una diceria, il grande uomo di cultura aveva letto e scritto talmente tanto da essere diventato quasi cieco. E secondariamente, il fatto che fosse venuto a conoscenza, attraverso le notizie dei giornali europei, di una straordinaria invenzione, messa a punto dall&#8217;ecclesiastico e preside di un istituto per sordomuti della Danimarca, il rinomato Rasmus Malling-Hansen della citt\u00e0 di Copenhagen. Un apparato che aveva vinto la medaglia d&#8217;oro all&#8217;Esibizione Nazionale del suo paese di Arte, Agricoltura e Tecnologia Industriale, prima di replicare il successo presso le fiere di Vienna del 1873 e di Parigi nel 1878, battendo con il suo primo posto la macchina da scrivere opera di\u00a0Sholes e Glidden, da cui sarebbe provenuta la succitata soluzione americana al problema. E da essa l&#8217;intera discendenza futura di tutte le nostre tastiere, sia meccaniche, che digitali e i <em>touchscreen<\/em>. Quello che non tutti ricordano, tuttavia, \u00e8 che la stessa disposizione dei tasti QWERTY, tutt&#8217;altro che alfabetica, fu il frutto indesiderato di una limitazione tecnica: il fatto che per le prime Remington, l&#8217;utilizzo da parte di un tipografo eccessivamente veloce era un biglietto sicuro per l&#8217;inceppamento, causa la lunghezza eccessiva delle delicate asticelle al termine delle quali si trovavano i caratteri per la scrittura. Cos\u00ec persino oggi, siamo rallentati nella nostra operativit\u00e0 tipografica da problematiche totalmente irrilevanti. Confrontiamo, dunque, un simile dispositivo con quanto era stato messo a punto dall&#8217;inventore danese: la sfera per la scrittura di\u00a0Malling-Hansen, come sarebbe diventata celebre negli anni a seguire, era un dispositivo molto pi\u00f9 compatto, semplice, meccanicamente preciso. Il suo inventore aveva una tale fiducia nel principio alla base del suo funzionamento, che aveva elaborato una tecnica di utilizzo a dieci dita, che permetteva di trasferire i pensieri su carta, a quanto si racconta, con la stessa velocit\u00e0 di un moderno utilizzatore di PC. Secondo le sue biografie, egli aveva avuto l&#8217;idea osservando i suoi studenti sordomuti che comunicavano tra loro a gesti, superando di molto la rapidit\u00e0 della voce. Per questo, la sua idea era non soltanto di fornire loro una &#8220;voce&#8221; per iscritto, ma anche di fornire a tutti gli altri la chiave per una metodologia espressiva irraggiungibile tramite l&#8217;apparato fonatorio convenzionale.<br \/>\nNegli anni immediatamente successivi, il filosofo del Nichilismo avrebbe quindi scritto una delle sue opere pi\u00f9 famose, <em>Also sprach Zarathustra<\/em> (Cos\u00ec parl\u00f2 Zarathustra) una disanima del ruolo di chi possiede informazioni importanti per il popolo, ma deve distruggere le strutture pre-esistenti verso la creazione del superuomo. Considerato il contenuto della sua breve poesia, possiamo intuire che la sua relazione con la nuova macchina da scrivere non fu sempre facile. E in effetti, la sua sfera meccanica,\u00a0Nietzsche fin\u00ec letteralmente per odiarla&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Nota:\u00a0<\/strong>la sfera mostrata in apertura \u00e8 il modello con alfabeto Braille, creato da\u00a0Malling-Hansen per assistere i non vedenti nella scrittura.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25128\" aria-describedby=\"caption-attachment-25128\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TCtEbqqqQTE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25128\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25128 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Malling-Hansens-Life-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Malling-Hansens-Life-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Malling-Hansens-Life-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Malling-Hansens-Life.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25128\" class=\"wp-caption-text\">Rasmus Malling-Hansen (1835\u20131890) visse solo 55 anni, durante i quali brevett\u00f2 un alto numero di invenzioni. Tra queste, il sistema di fotocopiatura a secco con carta cerata Xerografi e un&#8217;altra macchina da scrivere elettromagnetica, dotata di funzionalit\u00e0 stenografiche, di nome Takygraf.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul perch\u00e9 uno strumento tecnologico tanto lodato dai suoi utilizzatori co\u00e9vi, nonch\u00e9 considerato estremamente avanzato dai posteri, abbia causato tanti problemi al filosofo del Nichilismo sono state avanzate diverse teorie. Quella pi\u00f9 accreditata \u00e8 che la sua sfera per la scrittura, che gli fu spedita direttamente dall&#8217;inventore, fosse stata danneggiata durante il trasporto attraverso l&#8217;Europa, rovinando il complesso meccanismo basato su un elettromagnete, che permetteva alla carta di scorrere lateralmente e longitudinalmente durante l&#8217;utilizzo.\u00a0Nietzsche dovette rivolgersi in effetti, pi\u00f9 volte, ad un ignoto meccanico genovese, che a quanto ci \u00e8 dato sapere, non conoscendo a fondo l&#8217;avveniristico dispositivo, potrebbe aver letteralmente peggiorato le cose. Non \u00e8 in effetti del tutto impossibile che in quel momento estremamente delicato per l&#8217;adozione del nuovo standard di scrittura, il sentito dire derivante da chi aveva scambiato lettere con lo stimato uomo di cultura tedesco, abbia ritardato e contrastato una pi\u00f9 rapida propagazione della sfera di Malling-Hansen, contribuendo a farla mettere da parte poco prima che le nuove, inferiori proposte provenienti dagli Stati Uniti riuscissero ad accaparrarsi ogni possibile segmento di mercato. Ci sono momenti, nel corso della storia dell&#8217;ingegneria, in cui il caso influenza il corso intero di un&#8217;intera branca dello scibile applicato, talvolta accrescendo il guadagno collettivo per l&#8217;effetto di una determinata tecnologia. In questo caso, diametralmente opposto, potremmo invece affermare che un servizio postale inefficiente abbia condizionato la scelta di una soluzione piuttosto che un&#8217;altra, come all&#8217;epoca della videocassetta VHS o Betamax, danneggiando drasticamente una delle due possibili linee temporali.<br \/>\nGi\u00e0 mentre l&#8217;invenzione di\u00a0Sholes e Glidden, perfezionata attraverso l&#8217;investimento di molte migliaia di dollari da parte dell&#8217;azienda produttrice di armi da fuoco Remington, veniva adottata su larga scala da parte della banca Western Union nel 1870 come metodo per copiare rapidamente i telegrammi, la sfera danese entrava nel suo primo ciclo di produzione, faticando a prendere piede a causa di una drammatica mancanza di fondi. Nonostante la stima dei pari verso la figura del suo inventore, ritratto in pi\u00f9 occasioni a convegno con i nobili della sua citt\u00e0, nonch\u00e9 membro di un&#8217;importante loggia massonica, nessuno a Copenhagen sembr\u00f2 pronto a credere alla sua visione con la stessa prontezza degli americani, limitando significativamente la diffusione della sfera. Un apparato, tra l&#8217;altro, non semplicissimo da produrre: nella sua configurazione a forma di cupola, non del tutto dissimile da un puntaspilli, erano infatti collocati 54 tasti a molla, ciascuno dei quali montava un carattere deformato ad arte, affinch\u00e9 producesse un&#8217;impressione perfetta una volta estruso verso il centro del foglio sottostante, che veniva spostato da un sistema simile allo scappamento di un orologio, mosso da una primitiva, ma efficace, batteria a 10 o 12 celle. L&#8217;apparato era inoltre dotato di barra spaziatrice, la capacit\u00e0 d&#8217;integrare carta carbone per la copiatura, funzione di linee rientrate per l&#8217;inizio dei paragrafi e una campanella, che suonava per segnalare la fine della linea. L&#8217;intero meccanismo sferoidale poteva inoltre essere sollevato su un cardine, permettendo all&#8217;utilizzatore di gettare uno sguardo sul foglio per notare gli eventuali errori di battitura, qualcosa di letteralmente impossibile all&#8217;epoca, quando veniva considerato normale scrivere a macchina senza poter vedere in alcun modo il frutto in corso d&#8217;opera del proprio lavoro. Il dispositivo fu pi\u00f9 volte perfezionato dal suo inventore, tra gli anni 70 ed 80 del XIX secolo, eliminando ogni possibile imperfezione del meccanismo. Si ritiene che l&#8217;esemplare in possesso di\u00a0Nietzsche, andato perduto, fosse della tipologia pi\u00f9 avanzata, dotato di nastro sostituibile per la scrittura a colori. Nonostante questo, il filosofo non impar\u00f2 mai a cambiarlo, necessitando di rivolgersi ogni volta al suo ignoto consulente e meccanico genovese.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25129\" aria-describedby=\"caption-attachment-25129\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/OOCr_LzZVGo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25129\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25129 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Malling-Hansens-Society-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Malling-Hansens-Society-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Malling-Hansens-Society-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Malling-Hansens-Society.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25129\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;eredit\u00e0 di Malling-Hansen vive ancora, grazie all&#8217;opera continuativa della societ\u00e0 a lui dedicata, con sede a Copenhagen presso lo stesso istituto dove condusse la sua opera d&#8217;insegnante. I cui traguardi pi\u00f9 importanti includono una fedele ricostruzione funzionante della sfera utilizzata da Nietzsche, un accurato lavoro di ricerca sulla vita e le opere dell&#8217;inventore e <a href=\"http:\/\/www.malling-hansen.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un sito Internet ricco d&#8217;informazioni<\/a> rilevanti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La macchina da scrivere, insieme al telaio meccanico Jacquard del XVII secolo, rappresenta uno dei momenti in cui la tecnologia funzionale dell&#8217;industrializzazione apport\u00f2 dei cambiamenti estremamente significativi alle radici dello stesso concetto di modernit\u00e0. Non credo sia negabile come, in qualsiasi momento, la combinazione di uno strumento per realizzare in serie gli schemi tessili grazie all&#8217;impiego di schede perforate, con qualcosa che fosse capace di produrre parole su carta, avrebbe potuto anticipare di oltre 150 anni l&#8217;invenzione del primo computer.<br \/>\nTuttavia, il nostro destino sarebbe stato un&#8217;altro, come fu scritto dal momento in cui il profeta Zarathustra dell&#8217;epica di Nietzsche, in realt\u00e0 l&#8217;<em>ersatz<\/em>\u00a0di Zoroastro, tornava dalla sua montagna per parlare agli uomini del mercato, proclamando con furia: &#8220;Il vostro nemico dovete cercare, e la vostra guerra dovete condurre e per i vostri pensieri! [&#8230;] Dovete amare la pace come mezzo per nuove guerre.&#8221; Ecco, l&#8217;abbiamo trovato: il momento esatto in cui il filosofo rinuncia alla sua umanit\u00e0, scegliendo di andare oltre. Se soltanto i grandi pensatori potessero conoscere la serenit\u00e0! Allora, probabilmente, ci renderemmo conto che molte delle pi\u00f9 lodevoli creazioni non vengono dai trionfi, ma dall&#8217;insorgere di una difficolt\u00e0. Cos\u00ec impareremmo a trarre, anche noi, ispirazione dai discorsi dei sordomuti. Ed il progresso seguirebbe una strada diversa, rispetto alla continua ricerca di armi &#8220;migliori&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sottile linea che divide il genio dalla follia, quel tratto distintivo che caratterizza, ed allo stesso tempo rende vulnerabili, tutte le pi\u00f9 grandi menti nella storia dell&#8217;umanit\u00e0. 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