{"id":25110,"date":"2018-03-02T06:28:11","date_gmt":"2018-03-02T05:28:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25110"},"modified":"2018-03-02T06:28:11","modified_gmt":"2018-03-02T05:28:11","slug":"leccezionale-curiosita-dei-cuccioli-licaone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25110","title":{"rendered":"L&#8217;eccezionale curiosit\u00e0 dei cuccioli di licaone"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/bfJUciAxxyo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25114\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25114\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Lycaon-Robot-1-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Lycaon-Robot-1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Lycaon-Robot-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Lycaon-Robot-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la scorsa primavera, la BBC diede inizio alla sua serie <em>Spy in the Wild<\/em>,\u00a0basata sulla collocazione di alcuni pupazzi meccanici animatronic con videocamera in prossimit\u00e0 di gruppi di animali selvatici, scelse necessariamente di farlo coinvolgendo alcune delle specie dalle interazioni sociali pi\u00f9 complesse e maggiormente simili alle nostre. Ci\u00f2 per una ragione estremamente funzionale allo show: riprendere la loro reazione interessata, o vagamente confusa, di fronte ad un oggetto costruito per assomigliare il pi\u00f9 possibile a loro ma che inviava segnali &#8220;sbagliati&#8221; come i movimenti scattosi, un odore, o assenza dello stesso, e\/o la mancanza di adeguate vocalizzazioni. A questo punto intendiamoci, l&#8217;intero progetto non aveva in realt\u00e0 particolari metodi scientifici, n\u00e9 divulgativi. Si potrebbe anzi affermare che i potenti obiettivi di cui dispone oggi l&#8217;industria videografica dei documentari, anche da centinaia di metri di distanza, potessero restituire un&#8217;immagine altrettanto chiara e definita delle creature al centro di ciascun episodio. Se non di pi\u00f9. Rappresentando piuttosto un modo per mostrare il loro comportamento in circostanze inedite, suscitando, nuovamente, l&#8217;interesse delle persone. Cos\u00ec tra scimmie, suricati, pinguini e castori, fu scelto di dedicare l&#8217;ultima puntata ad una delle creature pi\u00f9 a rischio dell&#8217;intero continente africano, il cane selvatico di quelle terre, anche detto\u00a0<em>Lycaon pictus<\/em>, o licaone. Occasione che diede l&#8217;opportunit\u00e0 di mostrare un lato inedito della sua condizione, ovvero la maniera in cui i piccoli del branco, durante le ore dedicate alla caccia, vengono lasciati occasionalmente soli in prossimit\u00e0 della tana. \u00c8 un tratto altamente distintivo di questo animale, nel quale l&#8217;unica coppia a cui viene permesso di produrre una discendenza \u00e8 quella dominante di ciascun gruppo di animali, con una quantit\u00e0 media di figli e figlie notevolmente superiore a quella del cane: 10-16, essenzialmente, abbastanza per costituire un nuovo branco subito dopo la nascita. Cosa che, in un certo senso e per lo pi\u00f9 temporaneamente, avviene.<br \/>\nL&#8217;et\u00e0 giovanile \u00e8 notoriamente un momento importante per gli animali carnivori, rappresentando la stagione della vita in cui gli viene concesso di giocare, facendo pratica per le loro successive cacce e l&#8217;implementazione della difficile regola della sopravvivenza. Difficile non ricordare le lotte inscenate dai tigrotti e leoncini, talvolta tra fratelli, qualche altra coinvolgendo gli stessi genitori, che con estrema pazienza si lasciano sottomettere dalla prole, sapendo istintivamente l&#8217;importanza che avr\u00e0 nel loro futuro lo sviluppo di un&#8217;indole adeguatamente aggressiva. Il che implica, per il licaone, un&#8217;importante tratto di distinzione. Questo perch\u00e9 il canide in questione, che vive e soprattutto, caccia in branco, dovr\u00e0 piuttosto curarsi di acquisire, gi\u00e0 in tenera et\u00e0, la capacit\u00e0 di capire il suo prossimo e cooperare con lui. Ecco perch\u00e9 tra tutte le scene del succitato documentario, forse una delle pi\u00f9 memorabili resta questa usata nel promo di YouTube, in cui il pupazzo meccanico era stato riassemblato a guisa di un piccolo appartenente a questa specie. E ci\u00f2 non soltanto perch\u00e9 l&#8217;esemplare adulto sarebbe stato pi\u00f9 difficile e costoso da riprodurre (anche se questo pu\u00f2 certamente essere stato un fattore) quanto per la ragione che dovrebbe animare, idealmente, ogni vero cultore della natura: mostrarla al suo meglio, evidenziare i tratti che maggiormente ci affascinano e colpiscono al nostra fantasia di umani.<br \/>\n\u00c8 a questo punto, pi\u00f9 o meno, che la sequenza ha inizio, con un primo piano del leggermente inquietante\u00a0<em>mecha-lycaon<\/em>\u00a0(vedi il concetto dell&#8217;<em>uncanny valley<\/em>,<em>\u00a0<\/em>la somiglianza eccessiva, ma non perfetta, di ci\u00f2 che imita la realt\u00e0).<em>\u00a0<\/em>Il pupazzo, relativamente convincente da lontano, ha il suo punto forte nella passabile ricostruzione del manto maculato di questi canidi un tempo soprannominati &#8220;lupi dipinti&#8221;, ed \u00e8 dotato di servomotori in grado di dargli un certo grado di vivacit\u00e0. Ci\u00f2 nonostante, difficilmente potrebbe superare uno scrutinio ravvicinato da parte di un bambino. Figuriamoci dunque, quello di un cucciolo della specie in questione, che a differenza di noi, possiede tutta una serie di segnali fisici e biologici per comunicare con i suoi simili precedentemente sconosciuti. Eppure nonostante questo, appare fin da subito chiaro che i piccoli di licaone non sono soltanto incuriositi, bens\u00ec addirittura socievoli nei confronti dell&#8217;intruso, mostrandosi pi\u00f9 che mai intenzionati ad attirare la sua attenzione. C&#8217;\u00e8 una netta differenza, con la reazione che potremmo aspettarci da parte di un animale territoriale verso qualcosa che non pu\u00f2 realmente arrivare a comprendere, ovvero diffidenza, cautela, persino aggressivit\u00e0. Sentimenti sostituiti da una pacifica apertura che tra l&#8217;altro parrebbe estendersi, nella scena successiva, anche al comportamento dei cani adulti finalmente di ritorno dalle loro scorribande nella sconfinata savana dell&#8217;Africa subsahariana&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25111\" aria-describedby=\"caption-attachment-25111\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-OZj6TN4s_Y\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25111\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25111 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Lycaon-Pups-Hunt-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Lycaon-Pups-Hunt-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Lycaon-Pups-Hunt-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Lycaon-Pups-Hunt.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25111\" class=\"wp-caption-text\">Una caratteristica particolare dei branchi di licaoni, che li distingue da quelli dei lupi nostrani, \u00e8 l&#8217;ordine in cui i membri ricevono l&#8217;accesso al cibo: non lasciando passare prima i pi\u00f9 forti, bens\u00ec l&#8217;esatto contrario, ovvero i cuccioli del gruppo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur senza aver visionato l&#8217;intero episodio, la collocazione geografica di questi licaoni risulta essere per sommi capi desumibile dal loro aspetto. Esistono, in effetti, cinque sottospecie ufficiose di questo animale, distinte in base alla colorazione del loro mantello. Il cinofilo moderno sarebbe effettivamente pi\u00f9 che mai pronto a definirle delle razze, bench\u00e9 lo scienziato naturale, piuttosto, abbia preferito identificarle con la convenzionale sequenza di nomi latini. Di regola, \u00e8 perci\u00f2 possibile affermare che i licaoni della parte settentrionale dell&#8217;Africa presentino una quantit\u00e0 e variet\u00e0 di macchie sensibilmente maggiore, con tonalit\u00e0 tendenti al rosso, giallo ed occasionalmente persino bianco. Mentre nelle regioni del Capo e del Mozambico, i cani si presentano con colori pi\u00f9 scuri e in generale uniformi, e l&#8217;unica chiazza variopinta nella regione appena dietro le orecchie. Simili creature prendono il nome esteso di <em>Lycaon pictus pictus<\/em>, costituendo nei fatti l&#8217;olotipo (prototipo preso in esame) della loro intera specie, oltre che un soggetto pi\u00f9 facilmente reperibile per documentari ed &#8220;esperimenti sociali&#8221; di questo tipo.<br \/>\nNonostante la differente livrea, e la dentizione a quanto pare lievemente meno possente, quanto mostrato nel documentario della BBC troverebbe un&#8217;applicazione simile anche tra i licaoni dell&#8217;Africa orientale (<em>L. p. lupinus<\/em>) occidentale (<em>L. p. manguensis<\/em>) e del Chad (<em>L. p. sharicus<\/em>) altrettanto proni a formare gruppi d&#8217;interazione e cooperazione pienamente finalizzati alla sopravvivenza. Si racconta di come, prima che la popolazione complessiva di questo animale tendesse a ridursi drasticamente per via del suo principale nemico, l&#8217;uomo, branchi di fino a 100 esemplari percorressero le distese erbose del continente, senza che faide tra i diversi aspiranti al comando potessero causare degli scismi nel gruppo. Questo principalmente in quanto il licaone, rispetto al lupo, presenta un altro tratto distintivo: il fatto che al raggiungimento dell&#8217;indipendenza, non siano i maschi a cambiare il branco al fine di cercare l&#8217;occasione di accoppiarsi, bens\u00ec le femmine, naturalmente meno aggressive e propense al raggiungimento di una regione di preminenza. Anche se ci\u00f2 che l&#8217;istinto vuole, una volta raggiunto il nuovo gruppo sociale, \u00e8 che le nuove arrivate scaccino quelle gi\u00e0 presenti nella congrega, con una finalit\u00e0 in effetti niente meno che primaria: evitare l&#8217;accoppiamento tra consanguinei. L&#8217;importanza data a questo fattore nel comportamento del licaone, senza pari nel suo segmento dell&#8217;albero della vita, \u00e8 allo stesso tempo il suo punto di forza e la sua debolezza. Proprio perch\u00e9, tutelando al massimo la variet\u00e0 del proprio codice genetico, esso finisce per richiedere un maggior numero di branchi indipendenti tra cui scambiare le proprie femmine in et\u00e0 riproduttiva, diventando estremamente vulnerabile alla riduzione del territorio. Il fatto che esse, tra l&#8217;altro, vadano in calore soltanto una volta l&#8217;anno, generalmente tra aprile e luglio, non \u00e8 certamente d&#8217;aiuto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25113\" aria-describedby=\"caption-attachment-25113\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/HiUU5EfU3wQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25113\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25113 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Lycaon-Vs-Warthog-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Lycaon-Vs-Warthog-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Lycaon-Vs-Warthog-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/03\/Lycaon-Vs-Warthog.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25113\" class=\"wp-caption-text\">Ci\u00f2 che rende i canidi cos\u00ec affascinanti per noi, anche quelli ben lontani dall&#8217;essere addomesticati, \u00e8 proprio la loro naturale propensione ad insistere, nella certezza che qualunque problema pu\u00f2 essere risolto. A patto di riuscire a coinvolgere una quantit\u00e0 sufficiente di individui.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;applicazione in et\u00e0 adulta dell&#8217;intrinseca cooperazione dei licaoni \u00e8 invece proprio ci\u00f2 che li rendono da lunghi secoli una stimata fonte d&#8217;ispirazione, artistica e culturale, per le popolazioni dell&#8217;area egizia, del Tigray etiope e i boscimani del meridione. Avendo sviluppato, attraverso l&#8217;istinto, una tecnica che gli permette di catturare la gazzella di Thompson (Eudorcas thomsoni) con un successo di oltre l&#8217;80%, laddove persino il pi\u00f9 temuto e rinomato carnivoro d&#8217;Africa, il leone, riesce a farlo per poco pi\u00f9 del 15-20% dei tentativi. Vedere i licaoni che fanno ci\u00f2 che gli riesce meglio \u00e8 come osservare una partita a scacchi, in cui ogni pezzo ha il suo ruolo, portato a compimento con inesorabile efficienza. Nei casi in cui il branco si ritrovi ad affrontare un avversario pi\u00f9 propenso al combattimento, come un facocero, la prassi vuole che sia il maschio pi\u00f9 forte ad affrontarlo di fronte, bloccandogli le zanne mentre i suoi complici lo aggrediscono ai lati. Una volta abbattuta la vittima, quindi, il branco vi si avventa sopra di concerto, facendo in modo di consumarla in un tempo massimo di 10-15 minuti. Questo perch\u00e9 in natura, il principale pericolo per i licaoni \u00e8 l&#8217;arrivo sulla scena di una creatura pi\u00f9 grande, come un leone o una iena, capace di soffiargli via la preda grazie al semplice impiego della violenza. Un&#8217;altra implicazione, se vogliamo, della tragica legge della savana. E non \u00e8 neanche raro, in simili casi, che il branco di cani debba nuovamente cooperare in manifestazioni di straordinaria aggressivit\u00e0, per tentare di tenere a bada il nemico e riuscire, quanto meno, a salvare la pelle dei propri simili e la vulnerabile prole.<br \/>\nPerci\u00f2, la prossima volta che vi capita di avere sottomano un animatronic, non credo ci sia ragione di esitare. Nel collocarlo presso una specie animale socievole, piuttosto che quella pi\u00f9 strana e diversa da noi. Perch\u00e9, altrimenti, sfruttare l&#8217;assistenza di un piccolo e (relativamente) convincente robot? Tutto quello che vi riuscirebbe d&#8217;ottenere tra insetti e meduse, \u00e8 una manciata d&#8217;inquadrature ravvicinate tutt&#8217;altro che nuove. Il giusto strumento per ogni circostanza: anche in questo si dimostra la capacit\u00e0 di discernimento, alle radici stesse della curiosit\u00e0 umana. Un sentimento, prima ancora che intellettuale, fondato sulle ragioni stesse della nostra appartenenza al regno animale. Nonch\u00e9 la ricerca della sopravvivenza ulteriore&#8230; Sia nostra, che altrui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando la scorsa primavera, la BBC diede inizio alla sua serie Spy in the Wild,\u00a0basata sulla collocazione di alcuni pupazzi meccanici animatronic con videocamera in prossimit\u00e0 di gruppi di animali selvatici, scelse necessariamente di farlo coinvolgendo alcune delle specie dalle interazioni sociali pi\u00f9 complesse e maggiormente simili alle nostre. Ci\u00f2 per una ragione estremamente funzionale &#8230; <a title=\"L&#8217;eccezionale curiosit\u00e0 dei cuccioli di licaone\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25110\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;eccezionale curiosit\u00e0 dei cuccioli di licaone\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,228,125,818,3212,669,222,1980,1000,1911,1281,787,878,187,231,369,109,600,80,78,97,32],"class_list":["post-25110","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-ambiente","tag-animali","tag-biologia","tag-branchi","tag-caccia","tag-cani","tag-canidi","tag-carnivori","tag-comportamento","tag-conservazione","tag-cuccioli","tag-documentari","tag-ecologia","tag-esperimento","tag-mammiferi","tag-natura","tag-predatori","tag-robot","tag-scienza","tag-tecnologia","tag-tv"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25110","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25110"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25110\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25115,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25110\/revisions\/25115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25110"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25110"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25110"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}