{"id":25003,"date":"2018-02-16T06:32:49","date_gmt":"2018-02-16T05:32:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25003"},"modified":"2018-02-16T06:42:20","modified_gmt":"2018-02-16T05:42:20","slug":"antica-tecnica-giapponese-far-sgommare-le-city-car","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25003","title":{"rendered":"Antica tecnica giapponese per far sgommare le city car"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/yswpG4GuDXI\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25004\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-25004\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Kei-PVC-Drifting-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Kei-PVC-Drifting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Kei-PVC-Drifting-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Kei-PVC-Drifting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iizasa Yamashiro-no-Kami spinse in avanti il piede destro, mentre posizionava la spada impugnata con entrambe le mani in maniera precisa sopra la testa, prendendo nota con la visione periferica della posizione di almeno 14 steli di bamb\u00f9. Ma senza distogliere le sue pupille, dilatate per l&#8217;attenzione, dalla sagoma disciplinata del suo avversario, il giovane Wakasa no-Morichika, colui che sarebbe diventato, molto presto, l&#8217;erede della sua scuola. I due si scrutarono ancora per un tempo che parve infinito, in realt\u00e0 consistente in appena 46 secondi e mezzo, quando lo studente, ruotando di 15 gradi a sinistra, balz\u00f2 in avanti per manifestare la sua personale visione della Via del guerriero. Con un possente colpo vibrato di taglio all&#8217;altezza del petto, mir\u00f2 a disabilitare il maestro Yamashiro prima ancora che potesse sfruttare la sua rinomata tecnica del cinghiale di montagna (<em>yama kujira<\/em> &#8211; \u5c71\u9be8) consistente di una serie di finte e contromosse che nessun avversario, per quanto versato nell&#8217;arte del <em>bujutsu<\/em> armato, era mai riuscito a contrastare. E questo sia fuori che dentro i campi di battaglia che continuavano a palesarsi sul sentiero del clan Chiba, nonostante l&#8217;egemonia shogunale del clan dei Minamoto. Ma il veterano di cento battaglie sotto l&#8217;antico stendardo era gi\u00e0 pronto, mentre recitava nella sua mente i versi del celebre Fujiwara: &#8220;Un altro anno \u00e8 passato \/ nessuna primavera riscalda il mio cuore \/ non \u00e8 niente per me \/ ormai sono abituato \/ a fissare l&#8217;alba&#8221; cos\u00ec esattamente mentre pronunciava la parola &#8220;alba&#8221; pass\u00f2 alla sesta posizione del suo repertorio, impugnando l&#8217;arma in diagonale verso il basso. Quindi, in un solo fluido movimento in cui veniva parzialmente coperto dalla vegetazione, slittando letteralmente di lato e portando a compimento una mezza rotazione, and\u00f2 a segno sul fianco sinistro del suo avversario. Dal punto di vista sia teorico che materiale, la vittoria fu confermata istantaneamente, mentre l&#8217;avversario cadeva in ginocchio, momentaneamente paralizzato.<br \/>\nOra, credete forse che un samurai, nel corso di un incontro di addestramento, affrontasse il suo avversario con una vera e propria <em>katana<\/em>, bastante a tagliarlo istantaneamente a met\u00e0? Ci\u00f2 avrebbe comportato allo stretto giro dei termini, non pochi problemi. Cos\u00ec che nella pratica delle arti marziali, fin dall&#8217;epoca della loro prima pratica effettiva, era stato inventato uno strumento fondamentale, quello del <em>bokken\u00a0<\/em>(\u6728\u5263 &#8211; lama di legno) ovvero un bastone lievemente ricurvo, di noce o quercia, che tendeva a ferire, ma non uccidere l&#8217;avversario. Il quale successivamente si sarebbe trovato sostituito dall&#8217;ancor pi\u00f9 efficiente e ragionevole <em>shinai<\/em> (\u7af9\u5200 &#8211; bamb\u00f9 flessibile) costituito da un fascio di stecche del suddetto materiale, letteralmente incapace di arrecare lesioni gravi. Con il declino formale di un ideale, quindi, e l&#8217;insorgere di nuove tecniche belliche, il vero significato della mentalit\u00e0 samurai and\u00f2 incontro a significativi slittamenti. Nell&#8217;epoca dei Tokugawa, oltre 100 anni dopo il momento immaginato in apertura, le antiche famiglie diventarono poco pi\u00f9 che dei segni di riconoscimento, mentre il combattimento dei guerrieri itineranti, condotto per esprimere la superiorit\u00e0 di un dojo rispetto ad un altro, diventava l&#8217;unico sfogo di una classe oramai in declino. Finch\u00e9 ai giorni nostri, finiti il tempo delle spade, inizi\u00f2 a diffondersi un concetto diverso per far prevalere la propria visione in combattimento. Sotto il segno degli pneumatici, mentre il rombo dei motori definisce il nuovo significato del termine <em>Bushido\u00a0<\/em>ovvero il sentiero, o la strada (asfaltata) del samurai.<br \/>\nK-Soul \u00e8 il nome del clan automobilistico preso in esame al termine del mese scorso da Noriyaro, grande appassionato di motori <em>gaijin<\/em> (di etnia e provenienza occidentale) che ormai da anni rappresenta la principale autorit\u00e0 di Internet nel campo pi\u00f9 eclettico della cultura motoristica giapponese. Largamente fondata, come ormai tutti sanno grazie alla serie di film Fast &amp; Furious, su un approccio per cos\u00ec dire onorevole alle curve, che prevede il posizionamento trasversale dell&#8217;automobile, mentre le ruote posteriori slittano liberamente grazie all&#8217;applicazione di una quantit\u00e0 generosa di potenza. Come fatto da questo\u00a0gruppo di giovani, e non tanto giovani piloti, che grazie all&#8217;elaborazione momentanea di un&#8217;idea, seguita da un lungo periodo di perfezionamento, si propongono di offrire al loro mondo la versione su quattro ruote dell&#8217;originale <em>bokken<\/em>: praticare il <em>drifting <\/em>(o\u00a0\u30c9\u30ea\u30d5\u30c8 &#8211;\u00a0<em>do-ri-fu-to<\/em>)\u00a0senza rischiare costantemente l&#8217;osso del collo, semplicemente perch\u00e9 le velocit\u00e0 raggiunte sono molto minori. Chiunque dovesse in effetti fare il suo ingresso nel circuito di Fuji mentre la squadra \u00e8 in sessione, noter\u00e0 in primo luogo qualcosa d&#8217;inaspettato: un insolito, impossibile e relativo silenzio. Finch\u00e9 raggiunti gli spalti, non finir\u00e0 per trovarsi di fronte alla pi\u00f9 surreale delle scene: un&#8217;ordinata sfilata di Daihatsu, Toyota e Mazda a trazione anteriore, con meno di 64 cavalli di potenza, che piroettano attorno al tracciato con un&#8217;orientamento trasversale simile a quello della tecnica del cinghiale del maestro Yamashira-no-Kami&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_25005\" aria-describedby=\"caption-attachment-25005\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/DCqlJUhQhp4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25005\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25005 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Plastic-Tray-Drifting-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Plastic-Tray-Drifting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Plastic-Tray-Drifting-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Plastic-Tray-Drifting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25005\" class=\"wp-caption-text\">Un&#8217;analisi approfondita dei principali video di <em>drifting<\/em> reperibili online ha dimostrato come la colonna sonora pi\u00f9 strettamente associata con tale prassi resta tutt&#8217;ora quella della musica Eurobeat prelevata dal cartone animato giapponese Initial D, creando quindi un ideale filo conduttore tra la disco italiana anni &#8217;80 e il paese di Pikachu e i samurai.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli Stati Uniti, dove i giovani scapestrati hanno elaborato un approccio simile in maniera pi\u00f9 rudimentale ed autonoma, si usa chiamarla &#8220;Sgommata del vassoio di McDonalds&#8221; poich\u00e9 essa consiste, letteralmente, nel sottrarre una coppia degli iconici rettangoli di plastica marrone appartenenti alla pi\u00f9 celebre catena di Fast Food al mondo, posizionandolo di fronte alle ruote posteriori di una comune auto stradale, non sportiva e quindi con la classica trazione FWD (motore davanti, due ruote motrici). Per poi guidare in avanti dei 30-40 cm necessari e fermarvisi sopra, disabilitando essenzialmente ogni presupposto di tenuta da parte delle gomme posteriori. Il che permette a quel punto, senza la bench\u00e9 minima fatica, di premere a fondo l&#8217;acceleratore girando bruscamente il volante da una parte, per iniziare a disegnare ciambelle sul manto stradale di un parcheggio particolarmente ampio e si spera, privo di occupanti. Ora una simile idea, alquanto prevedibilmente, presenta non pochi problemi: in primo luogo per l&#8217;illegalit\u00e0 del furto, ma anche e sopratutto perch\u00e9, surriscaldati a causa dell&#8217;attrito, il materiale dei vassoi tende a fondersi proprio dove il peso dell&#8217;auto \u00e8 maggiore, portando una piccola parte dello pneumatico a contatto diretto dell&#8217;asfalto. Cos\u00ec che l&#8217;auto, continuando a sgommare, eroder\u00e0 completamente quella particolare sezione di ruota, rendendola asimmetrica e garantendo, per tutto il tempo successivo in cui dovessimo continuare ad usarla, un suono ripetuto riportabile con l&#8217;onomatopea: &#8220;<em>wah-wah-wah<\/em> [&#8230;]&#8221; Immaginate quindi di andare a fare la spesa (<em>wah-wah-wah<\/em>) poi al lavoro\u00a0(<em>wah-wah-wah<\/em>) e a cena fuori con gli amici\u00a0(<em>wah-wah-wah<\/em>) mentre meditate sul grave errore commesso e la poesia nostalgica di Fujiwara no Teika.<br \/>\nProprio per questo, i ragazzi del team K-Soul hanno elaborato un sistema decisamente pi\u00f9 affidabile e funzionale: procurarsi dei grossi tubi in plastica PVC certificati per le condutture dell&#8217;acqua, con una sezione pi\u00f9 o meno corrispondente al diametro delle ruote delle loro piccole automobili, per cos\u00ec dire, di allenamento. Quindi, una volta tagliati manualmente in sezione i tubi, inserirli a forza su degli pneumatici invernali, per loro natura pi\u00f9 malleabili, e al tempo stesso resistenti, di quelli stradali comuni. Una volta portata di nuovo pressione la ruota, dunque, ci\u00f2 che si ottiene \u00e8 un letterale cerchio esterno in materiale privo di tenuta molto pi\u00f9 resistente, e quindi affidabile, del convenzionale vassoio di McDonalds. Eppure, anche cos\u00ec il divertimento durerebbe davvero poco, se non fosse stato aggiunto anche un particolare sistema di raffreddamento, posizionato sul lato del passeggero e controllato con un interruttore del cruscotto (molto spesso \u00e8 quello dei fari) in grado d&#8217;irrorare la sezione di tubo evitando che si fonda dopo appena uno o due giri del tracciato. Una volta presa coscienza dell&#8217;intero meccanismo, il nostro Noriyaro non si fa pregare troppo a lungo prima di salire a bordo dell&#8217;automobilina di uno dei leader indiscussi dell&#8217;innovativa disciplina, sperimentando in prima persona l&#8217;emozione di un giro del Fuji Speedway in grado di regalare non poche emozioni. Va da se che infatti gli autisti, tutti esperti praticanti del mondo del <em>drifting<\/em>, sfruttando a pieno la semplificazione della velocit\u00e0 ridotta eseguono delle figure da manuale, guidando in formazione estremamente ravvicinata e correndo quelli che sarebbero, convenzionalmente, dei notevoli rischi d&#8217;incidente. Se non che le ruote anteriori delle loro city car, perfettamente in grado di far presa sull&#8217;asfalto, risultano perfettamente in grado di frenare con il bench\u00e9 minimo preavviso, prevenendo con piena efficacia l&#8217;insorgere di qualsivoglia contatto indesiderato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_25006\" aria-describedby=\"caption-attachment-25006\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/2mk4IWmciuE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-25006\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-25006 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Skid-Plate-Racing-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Skid-Plate-Racing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Skid-Plate-Racing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Skid-Plate-Racing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-25006\" class=\"wp-caption-text\">All&#8217;estremo opposto dello spettro rispetto al <em>PVC drifting<\/em> c&#8217;\u00e8 la gara con <em>skid-plate<\/em>, una disciplina inventata presso il circuito statunitense di Irwindale, consistente nel sostituire le ruote posteriori con due piastre di metallo che compromettono quasi del tutto la guida dell&#8217;autoveicolo in fase di sgommata. Cos\u00ec che la competizione, il pi\u00f9 delle volte, finisce per diventare una sorta di <em>demolition\u00a0derby<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 estremamente significato, in ultima analisi, che questo modo gentile di praticare l&#8217;arte del <em>drifting<\/em> provenga proprio dal paese che ha inventato un simile approccio alle curve, come metodologia per determinare la superiorit\u00e0 di una scuola di guida o di un team, sotto i colorati stendardi che identificano gli stessi feudi (oggi, prefetture) di allora.<br \/>\nUn luogo in cui la coscienziosit\u00e0 stradale, alla base dello stesso concetto istituzionale delle <em>kei car,<\/em>\u00a0con facilitazioni all&#8217;omologazione e tasse ridotte in funzione dell&#8217;impatto ridotto, parla di un&#8217;attenzione al pianeta che forse noi ancora non conosciamo. E sebbene non sia possibile, ancora, fare del <em>drifting<\/em> nella foresta di bamb\u00f9 senza spaventare i cervi, si tratta forse di una mera questione di tempo. Dopo tutto, nulla ci impedisce di applicare il principio del tubo in PVC alle auto elettriche, destinate a diventare una vista sempre pi\u00f9 comune su queste strade di un mondo in crisi, sempre pi\u00f9 prossimo a rendersi conto del suo stato ambientale. Per non parlare delle risorse fossili prossime all&#8217;esaurimento. Perci\u00f2: gareggiare con le utilitarie non \u00e8 impossibile. Basta usare il giusto grado d&#8217;inventiva e conformarsi all&#8217;ideale creativo del grande McGyver, simbolo di un&#8217;estetica che oramai associamo, nostalgicamente, alle decadi trascorse che non potremo dimenticare mai. Anche questo, fa parte dell&#8217;ideale di un vero samurai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Iizasa Yamashiro-no-Kami spinse in avanti il piede destro, mentre posizionava la spada impugnata con entrambe le mani in maniera precisa sopra la testa, prendendo nota con la visione periferica della posizione di almeno 14 steli di bamb\u00f9. Ma senza distogliere le sue pupille, dilatate per l&#8217;attenzione, dalla sagoma disciplinata del suo avversario, il giovane Wakasa &#8230; <a title=\"Antica tecnica giapponese per far sgommare le city car\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=25003\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Antica tecnica giapponese per far sgommare le city car\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[361,1854,3271,379,46,256,136,3272,137,1016,594,3270,522,89,97],"class_list":["post-25003","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-auto","tag-drifting","tag-fuji-speedway","tag-gare","tag-giappone","tag-guida","tag-invenzioni","tag-kei-car","tag-motori","tag-piste","tag-plastica","tag-sgommate","tag-strada","tag-strano","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25003","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=25003"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25003\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":25009,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/25003\/revisions\/25009"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=25003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=25003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=25003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}