{"id":24987,"date":"2018-02-14T06:34:22","date_gmt":"2018-02-14T05:34:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24987"},"modified":"2018-02-14T06:43:44","modified_gmt":"2018-02-14T05:43:44","slug":"lorca-un-parco-imparato-parlare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24987","title":{"rendered":"L&#8217;orca di un parco ha imparato a parlare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/4ctemnHFSsM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24990\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24990\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Wilkie-Talks-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Wilkie-Talks-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Wilkie-Talks-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Wilkie-Talks.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Wof, come va?&#8221; Sogniamo quello che desideriamo ed \u00e8 per questo un&#8217;occorrenza frequente, che nel regno di Morfeo ci capiti di conversare con Micio e Fido, gli animali che ci accompagnano attraverso il nostro viaggio quotidiano: &#8220;Bene miao, grazie.&#8221; Ma da questa parte dell&#8217;uscio di casa, nessuna sorpresa. Come avviene per il pappagallo, la creatura domestica dotata del pi\u00f9 avanzato apparato locutorio, gli argomenti di conversazione tra loro e noi finiscono per essere inerentemente limitati: il tempo, il cibo, cosa danno in Tv stasera. \u00c8 piuttosto raro, addirittura, che si riesca a conversare sul film o libro preferito. Questo forse perch\u00e9 cani, gatti ed uccelli sono cos\u00ec straordinariamente simili ai loro padroni, che nel contesto del mondo contemporaneo, difficilmente trovano del tempo ampliare il proprio vocabolario tra un impegno e l&#8217;altro. Correre, giocare a scarabeo, scrivere un romanzo&#8230; Sapete chi, nel regno animale, ha la massa cerebrale e voglia necessari ad ottenere un margine di miglioramento? L&#8217;orca assassina, seconda bestia col cervello pi\u00f9 pesante al mondo (dopo il capodoglio, vittima occasionale, tra parentesi, del suddetto assassinio) questione ampiamente dimostrata dall&#8217;epoca del primo parco acquatico con spettacoli nella piscina, attraverso l&#8217;addestramento selettivo da parte di esperti umani. \u00c8 una prassi molto triste. Che pu\u00f2 produrre, tuttavia, nozioni estremamente utili all&#8217;avanzamento della scienza. Perch\u00e9 gi\u00e0, una volta che un&#8217;orca, o qualsiasi altro mammifero marino, viene fatto crescere in cattivit\u00e0, ci sono minime speranze che essa possa far ritorno a una vita allo stato brado. Non esiste un lieto epilogo, come nel mondo del cinema e dei racconti per bambini! Dunque sarebbe semplicemente una follia autolesionista, non approfittare di un triste stato dei fatti vigente. Proprio per demolire in seconda\u00a0 battuta, con la mera esposizione dei fatti, le fondamenta di suddetta situazione impropria. Sperando di riuscire a liberare, nella mente ancor prima che nel corpo, il pi\u00f9 grosso e sofisticato degli animali con colorazione bianco e nera.<br \/>\nToglici una doppia elle, mettici una kappa. Quello che ottieni \u00e8 Wikie, l&#8217;esemplare adulta di 14 anni che negli ultimi mesi del 2017, presso il parco a tema\u00a0Marineland di Antibes sulla riviera francese, si \u00e8 guadagnato tutta l&#8217;attenzione dello psicologo comparativo\u00a0Jos\u00e9 Zamorano-Abramson, assieme alla sua equipe facente parte della leggendaria British Society, tra le pi\u00f9 antiche, e prestigiose istituzioni scientifiche del contesto internazionale. Attenzione finalizzata allo studio dell&#8217;imitazione da parte delle orche di suoni completamente nuovi, prodotti da altre orche o esseri umani. In altri termini, gli scienziati per lo pi\u00f9 provenienti dall&#8217;Universidad Cat\u00f2lica de Chile, si erano prefissati d&#8217;insegnare a Wikie quello che molte generazioni dei suoi antenati marini si erano sognati di riuscire a fare: conversare con gli strani abitanti della superficie, ovvero nel suo caso, i bipedi facenti parte della grande famiglia\u00a0che gli era stata suo malgrado imposta. \u00c8 una strana mescolanza di fattori, questa, per cui proprio il singolo studio pi\u00f9 importante per un&#8217;emancipazione futura dell&#8217;<em>Orcinus orca<\/em>, assolutamente necessaria nell&#8217;opinione degli esperti, finisca cos\u00ec per essere una giustificazione all&#8217;esistenza stessa dei discussi delfinari, luoghi dove alcune delle creature pi\u00f9 intelligenti del pianeta vengono fatte esibire per il pubblico ludibrio, senza evidenti apporti meritori al loro naturale stile di vita. Eppure, eccoci qui. Intendiamoci: si tratta di un esperimento preliminare. WIkie non sa recitare una terzina di Dante, n\u00e9 la scena culmine dell&#8217;Amleto. Tutto quello che gli \u00e8 stato insegnato a fare, come presentato attraverso i materiali audio a supporto dello studio pubblicato il 31 gennaio, \u00e8 pronunciare una serie di parole monosillabiche in inglese, tra cui hello, one-two-three e bye. E in almeno due dei tre casi citati, si potrebbe anche affermare che quello che riescono a riprodurre sia per lo pi\u00f9 l&#8217;intonazione, senza articolare effettivamente il suono richiesto. Questo perch\u00e9, molto prevedibilmente, un&#8217;orca possiede ben poche caratteristiche anatomiche in comune con gli umani, soprattutto nel campo per lei inutile della propagazione del suono fuori dall&#8217;acqua. Laddove la comunicazione tra cospecifici, in natura, avviene normalmente tramite l&#8217;impiego di quell&#8217;insieme di fischi al di sotto e sopra della soglia udibile, che la scienza definisce in modo generico &#8220;whale-speak&#8221;. Tutto quello che Wikie poteva fare a questo punto, per accontentare gli studiosi, era emettere le sonorit\u00e0 richieste attraverso l&#8217;impiego di un organo imprevisto: lo sfiatatoio. Ovvero desiderando fare dei paragoni, la sua espressione ha trovato modo di palesarsi attraverso l&#8217;equivalente del naso. Tutto considerato, viste le premesse, direi che ci \u00e8 riuscita fin troppo bene! E il fatto stesso che lo studio non sia stato un fallimento su tutta la linea, chiarisce e dimostra quello che agli esperti era gi\u00e0 noto: si, le orche posseggono un tipo di intelligenza che potremmo definire, convenzionalmente, umana. Ed hanno la capacit\u00e0 e l&#8217;intenzione di sfruttare a fondo l&#8217;attivit\u00e0 del gioco&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24989\" aria-describedby=\"caption-attachment-24989\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Jp6efBPtrAM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24989\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24989 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Luna-the-Motorboat-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Luna-the-Motorboat-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Luna-the-Motorboat-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Luna-the-Motorboat.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24989\" class=\"wp-caption-text\">La famosa orca Luna dello stretto di Puget si avvicina a una barca per attirare l&#8217;attenzione dei suoi amici umani. Senza particolari difficolt\u00e0 n\u00e9 alcun tipo di esitazione, quindi, inizia a riprodurre il suono del motore.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lungi dal trattarsi di una parte dello spettacolo, bench\u00e9 non sia impossibile che trovi applicazione in esso nei mesi futuri, lo studio fondato sui metodi della Royal Society ha seguito una prassi oggettiva e difficile da confutare. Sappiamo gi\u00e0 da tempo che le orche, infatti, possono imparare delle lingue o dialetti molto diversi tra loro, che caratterizzano gli scambi comunicativi tra i membri di uno stesso branco. Ci\u00f2 che\u00a0Jos\u00e9 Z. Abramson hanno iniziato col fare, dunque, \u00e8 stato osservare da vicino Wikie mentre veniva messa per la prima volta a stretto contatto con l&#8217;orca Moana, che aveva imparato di sua iniziativa a produrre alcuni suoni in grado di attirare l&#8217;attenzione degli umani, tra cui una sorta di lunga e articolata pernacchia. Fu cos\u00ec possibile osservare come l&#8217;esemplare oggetto di studio, nel giro di appena un paio di tentativi, riuscisse ad imitare la flatulenza umana anche meglio della sua pinnuta insegnante, evidenziando come fosse il momento di passare a sonorit\u00e0 pi\u00f9 complesse. \u00c8 venuto quindi il turno delle imitazioni dei suoni, con la corretta riproduzione del &#8220;suono di una porta che scricchiola&#8221; (pernacchia?) il &#8220;barrito di un&#8217;elefante&#8221; (pernacchia lunga) e l&#8217;irrinunciabile &#8220;ululato di un lupo&#8221; (pernacchia&#8230; Acuta). Ma il vero momento culmine dell&#8217;esperimento \u00e8 giunto soltanto successivamente, quando la figura irriverente dell&#8217;orca Moana \u00e8 stata sostituita con un&#8217;addestratore umano, che \u00e8 passato a proporre la sfida ben pi\u00f9 difficile d&#8217;imitare locuzioni appartenenti alla nostra specie. I suoni registrati, quindi, sono stati sottoposti alla doppia analisi di un algoritmo di analisi temporale (il\u00a0DTW o Dynamic Time Warping) e il giudizio di una commissione di sei giudici umani, ai quali non era stato detto quale fosse il suono originale e quale quello imitato. In almeno tre casi, a quel punto, \u00e8 stato dimostrato come le imitazioni dell&#8217;orca fossero oggettivamente di un&#8217;ottima qualit\u00e0, comparabile inerentemente a quella dei pappagalli.<br \/>\nIl che ci offre l&#8217;opportunit\u00e0 di ipotizzare il perch\u00e9, esattamente, un&#8217;orca possa decidere di imitare il linguaggio umano. Si da assolutamente scontato, in primo luogo, che l&#8217;animale non possa effettivamente comprendere il contenuto delle parole emesse dal suo sfiatatoio, per lo meno a quanto ci \u00e8 dato di capire. Semplicemente troppo diversa, \u00e8 la nostra vita e la loro, l&#8217;esperienza pregressa delle innumerevoli generazioni impresse nel suo DNA. \u00c8 tuttavia ragionevole pensare che, nell&#8217;intento dietro all&#8217;impegno, sussista un desiderio di comprensione reciproca, il tentativo di condividere qualcosa d&#8217;importante con chi vive fuori dall&#8217;acqua, eppure tenta di relazionarsi tanto insistentemente con lei. C&#8217;\u00e8 almeno un caso celebre, in cui qualcosa di simile avvenne senza il contesto forzato di uno studio scientifico, nelle selvagge acque dello stretto di Puget dello stato di Washington, costa americana del Nord-Ovest. Dove famosamente, attorno ai primi anni del 2000, avvenne l&#8217;evento estremamente raro di un cucciolo di orca che restava separato dalla madre, riuscendo tuttavia a sopravvivere grazie alla sua capacit\u00e0 di adattamento e le ottime condizioni ecologiche dello scenario di appartenenza. In breve tempo l&#8217;animale, ribattezzato Luna e del tutto privo di un branco, inizi\u00f2 quindi ad interfacciarsi con gli umani, seguendo le imbarcazioni ed eseguendo piccoli salti in cambio di ricompense, l&#8217;unico concetto di scambio equivalente che sembrasse funzionare ogni volta. In breve, il suo famoso contegno amichevole attir\u00f2 grandi quantit\u00e0 di turisti e venne documentato dai media, con diversi documentari e anche un film, prima che la storia andasse incontro a un finale tutt&#8217;altro che lieto. Nonostante il tentativo da parte delle istituzioni di far spostare l&#8217;orca dalla zona pi\u00f9 trafficata, vanificata anche in parte dalla convinzione di una trib\u00f9 nativa canadese che l&#8217;animale fosse la reincarnazione di un loro capo defunto, Luna fin\u00ec per essere risucchiata ed uccisa dall&#8217;elica di un rimorchiatore, del quale aveva purtroppo largamente sottovalutato la potenza. La sua esperienza di vita, ed il triste epilogo, rappresenta tutt&#8217;oggi una storia cautelativa di quanto sia rischioso un contatto troppo stretto tra uomo e natura, anche al di fuori degli ambienti pi\u00f9 conformi allo stereotipo negativo dello sfruttamento nei delfinari.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24988\" aria-describedby=\"caption-attachment-24988\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FLLTuZVSXxc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24988\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24988 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Luna-the-Friendly-Orca-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Luna-the-Friendly-Orca-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Luna-the-Friendly-Orca-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Luna-the-Friendly-Orca.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24988\" class=\"wp-caption-text\">Non molti penserebbero che far giocare un bambino umano con un&#8217;orca sia in linea di principio un&#8217;ottima idea. Eppure, come avviene per gli altri animali pi\u00f9 intelligenti, si pu\u00f2 affermare di conoscere a fondo la personalit\u00e0 di uno specifico esemplare. Arrivando, addirittura, a fidarsi di lui o lei.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che l&#8217;esperimento di Wikie potrebbe insegnarci, volendo trarne il maggior giovamento, \u00e8 che tutte le creature possono riservare delle sorprese in termini d&#8217;intelligenza e capacit\u00e0 locutorie, se soltanto si sceglie di dedicargli del tempo e comprendere i loro punti forti innati. C&#8217;era del resto anche stato il caso, andato avanti per un periodo di oltre 30 anni, del Beluga (<em>Delphinapterus leucas<\/em>) della\u00a0National Marine Mammal Foundation di San Diego di nome NOC, che aveva imparato ad imitare il linguaggio umano in maniera cos\u00ec perfetta, che i suoi guardiani venivano occasionalmente indotti a lasciare la vasca perch\u00e9 credevano di essere stati richiamati in superficie da un collega.<br \/>\nGi\u00e0: a quanto ci \u00e8 dato di sapere, gli uccelli imparano il linguaggio umano come dimostrazione di abilit\u00e0 e per acquisire un maggior grado d&#8217;empatia. Per quanto concerne i mammiferi marini, invece, essi sembrano farlo quando vogliono qualcosa da noi. Quanto tempo ci vorr\u00e0, ancora, perch\u00e9 un esemplare particolarmente scaltro finisca per associare i particolari suoni a una specifica idea?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Wof, come va?&#8221; Sogniamo quello che desideriamo ed \u00e8 per questo un&#8217;occorrenza frequente, che nel regno di Morfeo ci capiti di conversare con Micio e Fido, gli animali che ci accompagnano attraverso il nostro viaggio quotidiano: &#8220;Bene miao, grazie.&#8221; Ma da questa parte dell&#8217;uscio di casa, nessuna sorpresa. Come avviene per il pappagallo, la creatura &#8230; <a title=\"L&#8217;orca di un parco ha imparato a parlare\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24987\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;orca di un parco ha imparato a parlare\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[125,1227,1911,2355,3267,479,289,224,2446,3265,3266,1002,78,2196],"class_list":["post-24987","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-animali","tag-cile","tag-comportamento","tag-comunicazione","tag-delfinario","tag-esperimenti","tag-francia","tag-lingue","tag-mammiferi-marini","tag-orche","tag-parchi-acquatici","tag-personaggi","tag-scienza","tag-studio"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24987","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24987"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24987\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24994,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24987\/revisions\/24994"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24987"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24987"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24987"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}