{"id":24967,"date":"2018-02-12T06:30:58","date_gmt":"2018-02-12T05:30:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24967"},"modified":"2018-02-12T06:39:20","modified_gmt":"2018-02-12T05:39:20","slug":"mistero-africano-dei-coccodrilli-arancioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24967","title":{"rendered":"Il mistero africano dei coccodrilli arancioni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/pNdnjB4xZ4g\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24970\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24970\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Orange-Crocodiles-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Orange-Crocodiles-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Orange-Crocodiles-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Orange-Crocodiles.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fluttuando sulle ali nere, il cavaliere della notte, fuoriesce dalle tenebre per porre fine all&#8217;intera umanit\u00e0. Minuscolo, invisibile, se non fosse per colui che lo trasporta. Il chirottero della frutta che si stacca dal soffitto per sfiorare, con le artigliate zampe, la testa della turista olandese. In quel breve momento, con uno scambio d&#8217;aria, avviene il passaggio di un microrganismo che fluttua sicuro verso il suo obiettivo. La trasmissione del virus ebola \u00e8 compiuta. Con l&#8217;entusiasmo dubbioso di chi ha visitato un luogo del tutto al di fuori dalla grazia di Dio, la donna quarantenne lascia la caverna ugandese abitata dal nugolo di mammiferi volanti. E senza sospettare nulla, torna nel suo paese d&#8217;origine. Trascorrono alcuni giorni. Finch\u00e9 una mattina, non si sveglia con la febbre ed un senso di nausea diffuso. Poche ore dopo, il suo corpo si ricopre di ecchimosi dovuti ad emorragie interne. Neppure il ricovero d&#8217;urgenza pu\u00f2 salvarla: lei era gi\u00e0 morta, quel giorno in Africa, sotto il segno del pipistrello. Cose orribili che abitano nel sottosuolo. Demoni pelosi dallo squitt\u00eco innocente. Vittime di un senso d&#8217;orrore diffuso da parte degli uomini, talvolta eccessivo, che tuttavia pu\u00f2 trovarsi giustificato in determinati luoghi e per alcune valide ragioni. La prima delle quali, \u00e8 la capacit\u00e0 di trasmettere malattie agli umani.<br \/>\nEppure, ci sono persone che non temono la morte. Gente fatta di una tempra ulteriore, che in nome di un&#8217;obiettivo che considerano importante, o per mera mancanza di prudenza, sfidano ripetutamente la sorte, intenzionati a dare un senso alla scienza odierna e futura. Individui come\u00a0Richard Oslisly, geo-archeologo dell&#8217;<i><span lang=\"fr\">Institut de Recherche pour le D\u00e9veloppement\u00a0<\/span><\/i><span lang=\"fr\">di Marsiglia, che nel 2008, mentre si trovava in visita nell&#8217;Africa Orientale, presso la regione costiera della laguna di Fernan Vaz in Gabon, sent\u00ec dai locali la storia di un sistema di caverne molto profondo, a un giorno di marcia nella foresta, occupata da un ecosistema particolarmente interessante. Trascorsa la notte assieme alle sue guide, egli marcia quindi fino all&#8217;imbocco dell&#8217;antro, dove s&#8217;inoltra senza un attimo di esitazione. I locali, presi da un terrore quasi mistico, restano fuori a guardare. Illuminando la scena con la luce della sua torcia, lo scienziato rileva quanto gli era stato gi\u00e0 detto: letterali decine di migliaia di pipistrelli, appartenenti a specie come\u00a0il<em>\u00a0<\/em><em>Rousettus aegyptiacus,<\/em>\u00a0l&#8217;<em>Hipposideros aff. ruber\/Gigas<\/em>&#8230; Ma proprio mentre stava per fare mente locale sull&#8217;interessante visione, qualcosa di strano attira la sua attenzione in un angolo della caverna. Un paio di occhi rossi, a quattro metri di distanza, che lo fissano con intensit\u00e0 surreale. Nel frastuono dell&#8217;antro, sente un suono impossibile da fraintendere: il soffio nervoso di un coccodrillo.<br \/>\n<\/span><span lang=\"fr\">Dopo una breve visita di conferma l&#8217;anno successivo con l&#8217;amico speleologo Marco Marti, quindi, egli prese la decisione d&#8217;organizzare un vero e proprio team di ricerca, al fine di andare a fondo nella questione. Grazie alla sua reputazione, nonch\u00e9 quella dell&#8217;IRD francese, lo scienziato mette assieme una squadra composta da esploratori, biologi e addirittura un chimico, al fine di giungere al nocciolo della questione. L&#8217;anno \u00e8 il 2010. Alla luce delle torce, un poco alla volta, il gruppo inizia il catalogo delle creature che abitano il sistema delle caverna frutto del carsismo, eppure curiosamente priva di stalattiti o stalagmiti. Vengono scovate dozzine di specie, tra cui una miriade d&#8217;invertebrati, grilli che ricoprono come un tappeto intere stanze di un simile ambiente. Ma soprattutto, si effettua una stima numerica dei coccodrilli, apparentemente intrappolati per via di alcune frane itercorse nelle tenebre eterne della caverna. Da quanto tempo, non si sa. Ne vengono avvistati e identificati all&#8217;incirca 20, su un numero ipotizzato di 50-100, bench\u00e9 fosse difficile evitare di contare lo stesso animale due volte nell&#8217;assoluto buio della caverna. Tutti appartenenti alla specie relativamente piccola degli <em>Osteolaemus tetraspis, <\/em>anche detta dei coccodrilli nani africani. Ne viene trasportato fuori un esemplare eccezionalmente grande, misurante 1,7 metri. Sotto la luce del sole, improvvisamente, appare chiara l&#8217;inaspettata verit\u00e0: il rettile, invece che grigio come vorrebbe la norma, \u00e8 di un marcato colore arancione intenso, che riflette la luce neanche si trattasse di un gil\u00e9 catarifrangente. Gli scienziati, di fronte a una simile vista, si affrettano a prelevare campioni di DNA, per effettuare una comparazione con gli altri coccodrilli nani della zona. Una volta acquisito un campione statistico di circa 200, l&#8217;analisi degli aplotipi (combinazioni di geni trasmessi da una generazione all&#8217;altra) non lascia pi\u00f9 alcun dubbio: la popolazione dei coccodrilli sotterranei sta mutando, dando luogo all&#8217;evidente nascita di una nuova specie.<\/span><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24968\" aria-describedby=\"caption-attachment-24968\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/AClHI75AeLM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24968\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24968 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Bat-Cave-of-Gabon-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Bat-Cave-of-Gabon-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Bat-Cave-of-Gabon-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Bat-Cave-of-Gabon.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24968\" class=\"wp-caption-text\">Nonostante la rilevanza scientifica della scoperta erpetologica, non bisogna farsi trarre in inganno. Le caverne di Abanda sono, pi\u00f9 di qualunque altra cosa, un habitat di propriet\u00e0 dei pipistrelli. Quella cacofonia di suoni, di bestie notturne disturbate dalla luce delle torce, non lascia dubbio alcuno&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che d&#8217;altra parte, era quello che gi\u00e0 sospettavano, principalmente per una singola ragione: i coccodrilli nani, normalmente, hanno bisogno della luce del sole per sopravvivere. Poich\u00e9 stiamo parlando di animali a sangue freddo, sostanzialmente incapaci di regolare la propria temperatura del corpo, sono in effetti pochissime le popolazioni di coccodrilli o alligatori che vivono nel sottosuolo nel mondo intero e per lo pi\u00f9, tendono a farlo soltanto per dei periodi relativamente brevi della loro esistenza. Nel caso di questi\u00a0<span lang=\"fr\"><em>Osteolaemus\u00a0<\/em>del Gabon, invece, fu chiaro fin da subito che ci si trovava dinnanzi a una popolazione completamente sotterranea, causa l&#8217;impossibilit\u00e0 per gli animali di risalire, per lo meno una volta raggiunta l&#8217;et\u00e0 adulta, fino alla superficie della foresta. Diversi punti significativi differivano in loro dall&#8217;olotipo di questa specie: piuttosto che nutrirsi di pesci e piccoli crostacei come i loro simili, del tutto assenti nel sistema sotterraneo di\u00a0Abanda, i rettili si nutrivano infatti d&#8217;insetti ed ovviamente, pipistrelli. Una dieta apparentemente pi\u00f9 che mai salutare, visto come il team di\u00a0Oslisly, in breve tempo, fosse riuscito a rilevare condizioni fisiche e dimensioni statisticamente migliori nei piccoli di coccodrilli di caverna rispetto a quelli di superficie. Ma la stranezza principale, che resta tutt&#8217;ora irrisolta, era piuttosto un altra: in natura, questi animali hanno normalmente bisogno di vegetazione per fare il nido e deporvi le proprie uova. Nonostante l&#8217;analisi approfondita, a nessuno dei membri della spedizione riusc\u00ec, n\u00e9 la prima n\u00e9 le successive volte, a trovare delle vie d&#8217;accesso verso la foresta da questo luogo del tutto segregato.\u00a0\u00a0Come era possibile, dunque, che la popolazione dei cavernicoli continuasse a riprodursi? Con l&#8217;unico ingresso disponibile di un pozzo verticale di quasi 7 metri, la spiegazione del loro ciclo vitale era destinata a restare un mistero.<br \/>\nMentre per quanto concerne la questione del colore giallo, un&#8217;ipotesi non tard\u00f2 ad arrivare. Fu da subito chiaro, in effetti, per i biologi facenti parte del gruppo, che la livrea atipica dei coccodrilli non era dovuta a un tratto genetico, bens\u00ec un semplice fattore costante della loro esistenza: quintali, letterali tonnellate di guano di pipistrello. Che mescolandosi con l&#8217;acqua, dava l&#8217;origine a una sostanza dal pH talmente basso, da agire come una sorta di acido naturale. A cui soltanto la fenomenale capacit\u00e0 di adattamento dei rettili, un anno dopo l&#8217;altro, aveva permesso di sviluppare un certo grado d&#8217;immunit\u00e0. Del tutto impossibile, tuttavia, restava mantenere la colorazione grigio-mimetico degli altri coccodrilli nani.<br \/>\nIntrigati dalla serie di sorprendenti scoperte, oltre alla possibilit\u00e0 di assistere alla letterale nascita di una nuova specie, i membri della spedizione si trovarono d&#8217;accordo nel ritornare anche l&#8217;anno successivo. E quello dopo ancora, per una serie di spedizioni che sarebbe terminata nel 2015, portando alla pubblicazione dell&#8217;articolo sulla rivista\u00a0<em>African Journal of Ecology<\/em> &#8220;Diet and body condition of cave-dwelling dwarf crocodiles in Gabon&#8221; (leggibile <a href=\"https:\/\/www.researchgate.net\/publication\/308725912_Diet_and_body_condition_of_cave-dwelling_dwarf_crocodiles_Osteolaemus_tetraspis_Cope_1861_in_Gabon\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">a questo indirizzo<\/a>) in cui questo sorprendente ecosistema segreto del Gabon viene sottoposto a disanima ed analisi approfondita. Offrendoci uno sguardo privilegiato su quanto la natura possa, occasionalmente, effettuare una deviazione da quella che potremmo considerare lo stato delle cose vigenti.\u00a0<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_24969\" aria-describedby=\"caption-attachment-24969\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/dzUiz67kRNU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24969\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24969 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Dwarf-Crocodiles-Training-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Dwarf-Crocodiles-Training-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Dwarf-Crocodiles-Training-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Dwarf-Crocodiles-Training.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24969\" class=\"wp-caption-text\">Un addestratore, probabilmente in uno zoo o parco naturale, richiama ripetutamente il coccodrillo nano, grazie ad un&#8217;esca sulla punta di un bastone. Pur essendo piuttosto irritante per l&#8217;animale (e gli spettatori) la prassi permette di osservare nei dettagli il comportamento aggressivo di un esemplare adulto.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In natura, la specie degli\u00a0<em>Osteolaemus tetraspis\u00a0<\/em>\u00e8 per lo pi\u00f9 notturna, timida e sempre attenta all&#8217;eventuale presenza di predatori. Caratterizzata, come lascia intuire il nome latino, da quattro placche protettive all&#8217;altezza della gola, proprio perch\u00e9 facilmente preda di carnivori pi\u00f9 grandi, in funzione delle sue dimensioni che raramente superano il metro e mezzo, coda inclusa. L&#8217;ipotesi maggiormente accreditata, di conseguenza, resta quella che i coccodrilli si fossero rifugiati da tempo immemore nel sottosuolo per sfuggire al pericolo di essere divorati. Finendo poi, loro malgrado, per restare intrappolati in eterno a causa dei sommovimenti di detriti del sistema carsico di Abanda. Perci\u00f2 non \u00e8 affatto impossibile che tra molti anni, o persino secoli, emerga da una simile casualit\u00e0 una specie del tutto mutata, pallida come la luna e perfettamente in grado di ghermire i pipistrelli in volo, con un agile balzo verso il soffitto della caverna.<br \/>\nE chiss\u00e0 che quel giorno, questa forzosa riduzione della popolazione alata possa bloccare sul nascere la diffusione di un altro virus ebola, ancor pi\u00f9 letale di quello che conosciamo. La natura non \u00e8 nulla, se non efficiente a comprendere le ragioni della contingenza. Creando infinite meraviglie. O infiniti orrori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fluttuando sulle ali nere, il cavaliere della notte, fuoriesce dalle tenebre per porre fine all&#8217;intera umanit\u00e0. Minuscolo, invisibile, se non fosse per colui che lo trasporta. Il chirottero della frutta che si stacca dal soffitto per sfiorare, con le artigliate zampe, la testa della turista olandese. In quel breve momento, con uno scambio d&#8217;aria, avviene &#8230; <a title=\"Il mistero africano dei coccodrilli arancioni\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24967\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il mistero africano dei coccodrilli arancioni\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[246,383,228,125,688,877,1097,3264,1328,1771,109,786,78,1366,89],"class_list":["post-24967","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-africa","tag-alligatori","tag-ambiente","tag-animali","tag-caverne","tag-coccodrilli","tag-evoluzione","tag-gabon","tag-genetica","tag-mutazioni","tag-natura","tag-pipistrelli","tag-scienza","tag-sottosuolo","tag-strano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24967","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24967"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24967\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24973,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24967\/revisions\/24973"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24967"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}