{"id":24958,"date":"2018-02-11T06:31:12","date_gmt":"2018-02-11T05:31:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24958"},"modified":"2018-02-11T06:38:53","modified_gmt":"2018-02-11T05:38:53","slug":"lisola-delle-case-col-tetto-alghe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24958","title":{"rendered":"L&#8217;isola delle case col tetto di alghe"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24962#main\" rel=\"attachment wp-att-24962\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24962\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-Roof-500x333.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-Roof-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-Roof-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-Roof.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista dell&#8217;integrazione tra uomo e natura, non esiste un campo pi\u00f9 rilevante di quello abitativo. Sin da quando, molti millenni fa, i nostri antenati si accontentavano di vivere all&#8217;interno di buche scavate nel fianco delle montagne, la civilt\u00e0 si \u00e8 evoluta ed ha trovato espressione, in primo luogo, negli spazi creati dal posizionamento di un uscio. Al di l\u00e0 del quale tutto \u00e8 controllabile, ogni cosa risulta essere (ragionevolmente) chiara. Vi sono case che riflettono la visione dei loro costruttori, architetti dell&#8217;oggi capaci di disporre di risorse mezzi virtualmente illimitati&#8230; Per lo meno dal punto di vista del castoro che costruisce la diga coi denti, le unghie e la persistenza del roditore. Mentre altre trovano una forma fisica, principalmente, dalle ragioni delle mere e imprescindibili circostanze. Come avvenne, nel XVIII secolo, a\u00a0L\u00e6s\u00f8, isola nel mare di Danimarca il cui nome significa &#8220;terra di Hl\u00e9r&#8221;, il gigante norreno associato alla furia e le onde del mare. Vichinghi, tuttavia, non vivevano qui, dove l&#8217;economia scorreva soprattutto in funzione della messa in commercio di una risorsa, e soltanto quella: il prezioso sale, ricavato da un tratto\u00a0 di mare in cui gli ioni abbondano ancor pi\u00f9 del normale. Un&#8217;industria, questa, dalle opportunit\u00e0 di guadagno assolutamente significative, tuttavia non priva di un costo operativo importante: mantenere accessi, per molti mesi l&#8217;anno, i forni dell&#8217;isola, bruciando essenzialmente tutto il combustibile a disposizione.<br \/>\nOra le isole, come loro prerogativa, sono un prototipo dei sistemi ecologici aperti, cosicch\u00e9 fu possibile osservare, nel giro di appena un paio di generazioni, la progressiva scomparsa di ogni forma di arbusti dalle foreste di questo luogo un tempo ameno. Intere zone furono letteralmente disboscate, con la nascita di caratteristiche del territorio come le dune di\u00a0H\u00f8jsande, dove il terreno bruciato dal sale non permette neppure all&#8217;erba di crescere indisturbata. Al che segu\u00ec la domanda, niente meno che fondamentale per prevenire l&#8217;abbandono progressivo dei villaggi e un triste ritorno alla terraferma: come sarebbe stato possibile, da quel momento in poi, costruire e rimpiazzare le abitazioni in legno, con tetto di paglia, costruite per la prima volta dalla distante generazione dei loro avi? Furono a lungo analizzate le possibili alternative, quindi si decise di impiegare, finalmente, gli occhi: sulle spiagge di L\u00e6s\u00f8 si rinnovava in effetti, costantemente, un intricato groviglio di fibre vegetali, derivanti dalla famiglia di alghe delle\u00a0Zosteraceae, genere Zostera. Letterali tonnellate di materiale trasportato a riva, letteralmente intriso di acqua di mare, quasi del tutto pronto all&#8217;uso, come il legno che, ormai da tempo, veniva recuperato dai numerosi naufragi che finivano in questi luoghi per la ferocia del Mari del Nord. Cos\u00ec che mentre gli uomini se ne andavano in barca, allo scopo di pescare e alla ricerca di nuovi relitti, secondo una credenza locale fu alle donne dell&#8217;isola che venne in mente una soluzione per impermeabilizzare e isolare dal freddo le loro case, mediante l&#8217;impiego di quella che qui viene chiamata alga tang. Da cui <em>tangtage<\/em>, costruzione [del tetto] mediante l&#8217;impiego della suddetta Zostera, una tecnica artigianale che, pur non essendo ancora parte dei patrimoni tangibili dell&#8217;UNESCO, risulta certamente unica al mondo. Nonch\u00e9 unicamente funzionale allo scopo: osservate, per un attimo, di cosa stiamo parlando. Il tetto di alghe nasce, in modo non troppo diverso da quello di paglia, da svariate tonnellate di alghe, arrotolate ed intrecciate a una struttura di sostegno, al fine di tenere gli elementi lontano dai suoi abitanti. Esso nasce, in effetti, con una tecnica non troppo diversa dalla cardatura della lana, rimarcando ancora una volta la sua appartenenza al mondo femminile. Originariamente, la copertura di una di queste case veniva realizzata nel corso di un singolo giorno, attraverso la collaborazione di circa 150-200 mogli del villaggio senza nessun tipo di compenso, per il principio ormai perduto dell&#8217;aiutarsi a vicenda. Una volta disposti i rotoli di alghe, quindi, vi si apponeva uno strato di torba, destinato a legarsi chimicamente con le fibre vegetali, diventando un impenetrabile ed indistruttibile tutt&#8217;uno. Tanto che, successivamente all&#8217;adagiarsi dell&#8217;impasto sulle mura laterali dell&#8217;edificio, sar\u00e0 necessario ricavare dei buchi con la sega a mano tutto attorno alle finestre, pena la creazione di un antro oscuro degno di un vampiro di mare. Al termine dell&#8217;opera, la proprietaria offriva alle sue vicine di villaggio un banchetto, per ringraziarle della disponibilit\u00e0 e la sapienza che erano state in grado di dimostrare. Ben sapendo che prima o poi, avrebbe avuto l&#8217;occasione di restituire il favore&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24960\" aria-describedby=\"caption-attachment-24960\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/BxbIrrDkMsE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24960\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24960 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-House-Fabrication-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-House-Fabrication-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-House-Fabrication-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-House-Fabrication.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24960\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;arrotolamento delle alghe, oggi, pu\u00f2 essere effettuato a mano o tramite l&#8217;impiego di un dispositivo rotante, come un trapano, per velocizzare grandemente la procedura. Anche l&#8217;impiego di ruspe sollevatrici per portare gli ammassi risultanti all&#8217;incrocio dei pali semplifica molto il completamento della casa.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi sappiamo, da registrazioni e mappe tradizionali, che il concetto della casa d&#8217;alghe era talmente funzionale da aver visto, in passato, la sua applicazione per oltre 200 case differenti. Ci fu in effetti un&#8217;epoca, attorno all&#8217;anno 1786, in cui ogni singola struttura di\u00a0L\u00e6s\u00f8 faceva sfoggio orgogliosamente di un magnifico tetto d&#8217;alghe, con la sola eccezione delle due chiese, coperte con le tegole secondo la prassi clericale e convenzionale di un popolo ancora legato alle sue convenzioni continentali. Il numero di simili edifici and\u00f2 quindi progressivamente diminuendo, in forza di una crescente semplicit\u00e0 nel far trasportare fin qui materiali molto meno esigenti in termini di manodopera, tempo e denaro. Finch\u00e9 non ritroviamo, verso la met\u00e0 del XIX meno di 100 case d&#8217;alghe, un numero destinato progressivamente a calare ancora. Ma il vero colpo di grazia sarebbe arrivato negli anni &#8217;20 del 900, quando l&#8217;improvviso diffondersi di una malattia fungina, arrivata chiss\u00e0 da dove, stermin\u00f2 letteralmente le colonie locali di alga tang,rendendo impossibile il rimpiazzo e la riparazione dell&#8217;opera tanto faticosamente messa in piedi dagli avi. A ci\u00f2 aggiungete anche come, in forza dell&#8217;industria e l&#8217;economia moderna, la commercializzazione del sale di\u00a0L\u00e6s\u00f8 fosse andata in declino, con progressiva riduzione del taglio degli alberi e conseguente ricrescita delle antiche foreste. Il che sarebbe stato senz&#8217;altro positivo, se non fosse per un problema unico di questi luoghi: i tetti ricoperti di torba che, per la prima volta protetti dal vento carico di sale proveniente dal mare, diventavano terreno fertile per l&#8217;attecchire di muschi, piante e licheni, con progressivo insorgere di uno stato di marcescenza. Le case frutto del tangtate, dette\u00a0tanghuse, diventarono a partire da quel momento sempre meno ospitali, umide e fredde, mentre i loro abitanti si trasferivano in strutture percepite come migliori, dimenticando letteralmente l&#8217;antica arte dei loro predecessori.<br \/>\nFinch\u00e9&#8230; Ragionandoci, dopo tutto, la questione \u00e8 questa: il tetto di alghe presenta dei significativi vantaggi rispetto all&#8217;unica alternativa possibile, la paglia. Esso diventa straordinariamente rigido ed impermeabile una volta che gli si \u00e8 dato abbastanza tempo. Proprio per questo, pu\u00f2 facilmente resistere anche 200 o 300 anni in condizioni ideali, ed a patto che gli abitanti se ne prendano adeguatamente cura. Esso risulta avere, inoltre, un impatto ecologico prossimo allo zero, richiedendo per la sua implementazione una quantit\u00e0 di CO\u2082 del tutto trascurabile, per non dire insignificante. Oltre a costituire una preziosa eredit\u00e0 locale, proprio per questo, potrebbe anche rappresentare una valida speranza per il futuro. \u00c8 stata cos\u00ec avviata nel 2013, con fondi privati e il premio di un bando pubblico, l&#8217;iniziativa di conservazione della Seaweed Bank (banca delle alghe) sotto la guida di Marcelle Meier, progettista facente parte dello studio KF Arkitekter, con una valida, quanto originale idea. Sulle coste di L\u00e6s\u00f8 fu quindi edificato un grande capannone, dove far trasportare le alghe importate dalla Danimarca settentrionale un poco alla volta, trattandole in maniera adeguata ad incrementarne la durata nel tempo. Aspettando il momento in cui si sarebbe presentata, inevitabilmente, l&#8217;occasione di restaurare una delle poche case ancora esistenti, alla conta pi\u00f9 recente poco meno di una ventina. Un&#8217;iniziativa che non fu facile da avviare, soprattutto in forza della diffidenza del pubblico locale, ma che ha gi\u00e0 portato, grazie alla capacit\u00e0 tecnica dei suoi partecipanti provenuti da fuori, a rimettere in sesto una certa quantit\u00e0 di case. Un approccio diametralmente opposto, nel frattempo, \u00e8 provenuto dall&#8217;architetto\u00a0S\u00f8ren Nielsen, che acquistando un lotto di terra nei pressi della casa di Kaline, una delle pi\u00f9 famose\u00a0tanghuse, vi ha costruito una sua reinterpretazione moderna per le vacanze, molto pi\u00f9 pratica e rapida da edificare mediante l&#8217;impiego di tecnologia moderna.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24959\" aria-describedby=\"caption-attachment-24959\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/quyrglWd7vw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24959\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24959 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Modern-Seaweed-House-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Modern-Seaweed-House-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Modern-Seaweed-House-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Modern-Seaweed-House.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24959\" class=\"wp-caption-text\">Rotoli di alghe intrappolati, come salsicce, all&#8217;interno di una struttura reticolare, diversamente dall&#8217;antico metodo della cardatura. Nonostante le differenze strutturali, Nielsen si \u00e8 preoccupato che l&#8217;alga rimanesse a vista sulle facciate dell&#8217;abitazione, che lui definisce per questo la sua piccola &#8220;casa pelosa&#8221;.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambe le figure di architetti, oltre a una sensibile parte del pubblico pi\u00f9 informato, concordano nel definire le alghe come uno dei principali materiali disponibili per il nostro futuro. In un tempo in cui i vegetali di superficie diventano sempre pi\u00f9 preziosi, mentre le nostre emissioni sempre maggiori causano, di pari passo, una proliferazione di questi organismi uni- e pluricellulari. Che una volta eradicati e trasportati a terra dalla forza delle maree, non servono pi\u00f9 letteralmente ad alcuno scopo, fatta eccezione per quelli eventualmente elaborati dalla societ\u00e0 umana, purch\u00e9 si dimostri in grado di superare gli acquisiti preconcetti su cosa sia pratico e cosa, d&#8217;altra parte, sembri essere tutt&#8217;altro. Un tetto di alghe, perch\u00e9 no? Ancora oggi, fino a tre o quattro volte pi\u00f9 costoso dell&#8217;alternativa, eppure capace di durare molto pi\u00f9 a lungo, se adeguatamente trattato. Con la giusta prospettiva, sarebbe dunque difficile trascurare di definirlo come l&#8217;alternativa pi\u00f9 economica in assoluto.<br \/>\nA patto che resti qualcuno che conosce ancora le antiche tecniche, o per lo meno sia disposto ad applicarsi per impararle. Il che \u00e8 tutt&#8217;altro che scontato, quando si considera lo spettro sempre presente, e cos\u00ec dannatamente attraente, di una casa prefabbricata che pu\u00f2 essere edificata nel giro di poche ore.<\/p>\n<p><strong>Un altro paio di esempi,<\/strong> riportati <a href=\"http:\/\/www.amusingplanet.com\/2018\/02\/the-seaweed-houses-of-ls-island.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dall&#8217;articolo del portale Amusing Planet:<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24961#main\" rel=\"attachment wp-att-24961\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24961\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-Roof-2-500x333.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-Roof-2-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-Roof-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-Roof-2.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24963#main\" rel=\"attachment wp-att-24963\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24963\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-Roof-3-500x333.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-Roof-3-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-Roof-3-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Seaweed-Roof-3.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal punto di vista dell&#8217;integrazione tra uomo e natura, non esiste un campo pi\u00f9 rilevante di quello abitativo. Sin da quando, molti millenni fa, i nostri antenati si accontentavano di vivere all&#8217;interno di buche scavate nel fianco delle montagne, la civilt\u00e0 si \u00e8 evoluta ed ha trovato espressione, in primo luogo, negli spazi creati dal &#8230; <a title=\"L&#8217;isola delle case col tetto di alghe\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24958\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;isola delle case col tetto di alghe\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[902,1963,201,406,903,330,809,965,249,1712,768,1725,790,97,2070,615],"class_list":["post-24958","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-abitazioni","tag-alghe","tag-architettura","tag-artigianato","tag-case","tag-costruzioni","tag-danimarca","tag-isole","tag-mare","tag-sale","tag-societa","tag-strutture","tag-tecniche","tag-tecnologia","tag-tetti","tag-vegetali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24958","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24958"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24958\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24966,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24958\/revisions\/24966"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24958"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24958"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24958"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}