{"id":24933,"date":"2018-02-08T06:38:00","date_gmt":"2018-02-08T05:38:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24933"},"modified":"2018-02-08T06:42:43","modified_gmt":"2018-02-08T05:42:43","slug":"lo-spettro-atlantico-del-mega-tsunami","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24933","title":{"rendered":"Lo spettro atlantico del mega-tsunami"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/7c4bPuaA1wE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24934\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24934\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Atlantic-Megatsunami-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Atlantic-Megatsunami-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Atlantic-Megatsunami-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Atlantic-Megatsunami.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;alba del giorno X, lievi tremori sveglieranno tutti i cani delle isole Canarie, per quello che i locali potrebbero interpretare, inizialmente, come l&#8217;ennesimo sciame sismico privo di conseguenze. Ma una scossa pi\u00f9 forte delle altre, all&#8217;improvviso, lascerebbe intuire la verit\u00e0: la montagna di fuoco che si risveglia, ancora una volta, per scatenare tutta la sua furia repressa sulle teste di coloro che da un tempo lunghissimo, sono vissuti all&#8217;ombra della sua svettante presenza. Un poco alla volta, o forse nel giro di un istante, gli sconvolgimenti geologici che seguono puntualmente il fenomeno di un&#8217;eruzione, intaccherebbero in profondit\u00e0 la crosta e il mantello, con ondate oblique che andrebbero a manifestarsi, di nuovo, in un particolare punto della montagna del Cumbre Vieja, sull&#8217;isola verdeggiante e ospitale de La Palma. E sar\u00e0 allora che l&#8217;evidente crepa sul suo versante, lungamente studiata da geologi ed altri scienziati della Terra a partire dal 1999, raggiunger\u00e0 un punto critico di non ritorno. Un disastro come questo che avanza, lento e imperterrito, verso il suo espletamento risolutivo, pu\u00f2 essere facilmente previsto. Ma ci sono casi in cui neanche l&#8217;uomo, l&#8217;onnipotente, onnisapiente erede delle scimmie sagge della Preistoria, pu\u00f2 industriarsi per risolvere alcunch\u00e9. Cos\u00ec l&#8217;intero versante ovest del monte scivoler\u00e0 in mare. Potrebbe succedere tra mesi, anni, oppure generazioni. Ci\u00f2 di cui dovremmo preoccuparci maggiormente, tuttavia, non \u00e8 l&#8217;incertezza cronologica. Bens\u00ec la portata, letteralmente globale, delle possibili conseguenze.<br \/>\nTutti in Italia conoscono, se non ricordano in prima persona, il disastro terribile del Vajont. Quando il nuovo bacino idroelettrico dell&#8217;omonimo torrente alpino, costruito senza studi sufficientemente approfonditi della geologia locale, sub\u00ec le gravissime conseguenze di una frana, verificatasi il 22 marzo 1959, per una quantit\u00e0 complessiva di detriti ammontante a 3 milioni di metri cubi. I quali, precipitando all&#8217;interno del lago artificiale, trascinarono con se ossigeno sollevando una quantit\u00e0 persino superiore d&#8217;acqua, che tracimando al di fuori dell&#8217;invaso, trascin\u00f2 a valle la spaventosa ondata di fango e pietre che, a partire dalle ore 22:39, caus\u00f2 la totale distruzione di svariati villaggi del fondovalle veneto. Nonch\u00e9 la tragica morte di 1.910 persone. Quello che invece non viene spesso discusso, perch\u00e9 distante geograficamente e fortunatamente privo di conseguenze altrettanto gravi, fu il fenomeno estremamente simile che si era verificato soltanto l&#8217;anno prima nella baia di Lituya, non troppo lontano da Anchorage, capitale e principale citt\u00e0 dell&#8217;Alaska. Quando, per un sommovimento tellurico, le pareti scoscese del golfo si staccarono in maniera improvvisa assieme a una parte del ghiacciaio soprastante, precipitando rovinosamente in mare. 300 milioni di metri cubi stimati, di pietra, terra, neve e detriti, abbastanza per sollevare un&#8217;onda apocalittica dall&#8217;altezza di 30 metri, che risal\u00ec le pareti della baia in data 9 luglio del 1948. Cinque persone, che si trovavano a bordo di due barche di pescatori, persero immediatamente la vita, mentre un sesto equipaggio, composto da marito e moglie, che si trovava all&#8217;imboccatura della baia, riusc\u00ec a cavalcare con la propria barca la furia della natura sconvolta, per testimoniare l&#8217;incredibile evento a beneficio della posterit\u00e0. Oggi si ritiene che, se questo prototipo del concetto stesso di mega-tsunami si fosse generato in un tratto di mare pi\u00f9 aperto, per l&#8217;effetto domino delle masse d&#8217;acque coinvolte, avrebbe finito per generare la pi\u00f9 grande onda anomala della storia, devastando l&#8217;intera costa ovest degli Stati Uniti.<br \/>\nMa persino tutto questo non \u00e8 praticamente nulla, in confronto a quanto potrebbe verificarsi, secondo uno studio scientifico pubblicato da Simon Day, Steven Neal Ward <em>et al,\u00a0<\/em>relativo a quello che ci aspetta nel momento in cui il fianco ovest della seconda vetta\u00a0pi\u00f9 alta delle Canarie dovesse spaccarsi letteralmente in due, lasciando precipitare in mare la quantit\u00e0 stimata di un milione e mezzo di metri cubi di terra e pietra. I quali, accelerando in fase discendente, andrebbero a generare il pi\u00f9 grande flusso di detriti della storia registrata, come un sasso gettato al centro di un lago, grande quanto la met\u00e0 dell&#8217;intero pianeta Terra. A quel punto, a patto che il crollo si verifichi in maniera improvvisa e non graduale, ci\u00f2 che andrebbe a crearsi \u00e8 un&#8217;onda concettualmente non dissimile da quella del Vajont o della baia di Lituya, ma molto pi\u00f9 grande ed ampia. La quale si propagherebbe, in maniera minore, verso il Nord Africa, il Portogallo e la parte meridionale dell&#8217;Inghilterra. Ma sarebbe sopratutto una direzione, ad accogliere tutta la sua furia: l&#8217;estremo Occidente, verso le coste inconsapevoli dei remoti Stati Uniti.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24936\" aria-describedby=\"caption-attachment-24936\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6utAunBKXV4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24936\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24936 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/La-Palma-Landslide-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/La-Palma-Landslide-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/La-Palma-Landslide-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/La-Palma-Landslide.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24936\" class=\"wp-caption-text\">Il monte del Cumbre Vieja non rappresenta il monte pi\u00f9 alto delle Canarie, un primato che spetta al Teide di Tenerife, decimo maggior vulcano al mondo. Esso svetta, comunque, per 1.949 metri, e sono proprio le particolari condizioni geologiche del territorio, ancor prima che l&#8217;attivit\u00e0 magmatica, a renderlo molto pi\u00f9 pericoloso.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre casi citati, due pregressi ed una possibilit\u00e0 futura. Ciascuno appartenente alla categoria concettuale lungamente studiata, ma ancora non del tutto compresa, dei mega-tsunami. Qualcosa di ancor pi\u00f9 terribile, persino, della catastrofe di tipo naturale che sembrerebbe aver causato il numero maggiore di vittime nella storia umana. La ragione, ritengo, \u00e8 palese: laddove lo scuotersi di un comune fondale marino, in condizioni idonee, pu\u00f2 far sollevare dei cavalloni alti decine di metri, con devastazione evidente in prossimit\u00e0 delle coste abitate, non c&#8217;\u00e8 letteralmente limite, alla quantit\u00e0 di acqua che pu\u00f2 essere spostata da una vera e propria frana all&#8217;interno della suddetta fluida, pronta a reagire alle sollecitazioni con un&#8217;immediatezza che prescinde dalla sua immensit\u00e0. L&#8217;onda generata dal crollo del Cumbre Vieja, quindi, inizierebbe a propagarsi alla velocit\u00e0 di 720 Km\/h, paragonabile per intenderci a quella di un jet di linea, puntando dritta in direzione del Nordamerica con un&#8217;altezza iniziale di 600 terrificanti metri. Con il raggiungimento, dopo circa quattro ore di viaggio, della faglia continentale situata nella parte ovest dell&#8217;Antlantico, quindi, la sua velocit\u00e0 sarebbe portata a diminuire, con una separazione in svariate onde pi\u00f9 piccole, dell&#8217;altezza media di 20-30 metri. Queste ultime quindi, crescendo di nuovo in conseguenza del sollevamento dei fondali, si abbatterebbero dopo un altro paio di ore su citt\u00e0 come Boston, New York, Miami&#8230;<br \/>\nLa portata di un simile disastro \u00e8 difficile da prevedere sulla Grande Mela poich\u00e9 nella storia registrata, nessuna effettiva metropoli moderna \u00e8 stata mai investita dalla piena furia di uno tsunami. Per non parlare dei rarissimi mega-tsunami. Nella simulazione al computer mostrata in apertura, attentamente realizzata dal misterioso youtuber\u00a0Ingomar200 nel 2011, vengono mostrate le possibili conseguenze di un simile evento. L&#8217;onda anomala, con una stima relativamente conservativa di 20 metri, investirebbe la penisola di Long Island, penetrando nell&#8217;entroterra fino allo svincolo dell&#8217;autostrada statale n. 25. Quindi, rimbalzando a meridione verso la regione della Lower Bay, giungerebbe fino al cuore cittadino di Staten Island, spazzando via letteralmente il ponte di Verrazzano. Manhattan, possiamo presumere, si salverebbe a causa della sua posizione geograficamente protetta. Tra i pi\u00f9 alti grattacieli della zona, sarebbero i pi\u00f9 vecchi a riportare i danni maggiori, causa l&#8217;assenza di fondamenta profonde ancorate allo scisto metamorfico situato nelle profondit\u00e0 della zona. La loro massa letteralmente proiettata verso l&#8217;entroterra dalla furia del mare, diventerebbe un letterale proiettile vagante, destinato ad unirsi al terribile flusso dello tsunami. Milioni di persone terrorizzate, rimaste bloccate per la quasi totale rovina delle arterie di collegamento, non avrebbero a questo punto altra scelta che attendere i soccorsi, tra le macerie fumanti di quella che era stata, fino a poche ore prima, una delle citt\u00e0 pi\u00f9 magnifiche al mondo. E un destino simile, del resto, potrebbe toccare ad innumerevoli altri luoghi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24935\" aria-describedby=\"caption-attachment-24935\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XKhrG9XL9CQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24935\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24935 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/La-Palma-Canaries-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/La-Palma-Canaries-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/La-Palma-Canaries-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/La-Palma-Canaries.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24935\" class=\"wp-caption-text\">Paradossalmente, le stesse isole Canarie, a partire da La Palma che ospita il vulcano in questione, potrebbero riportare danni relativamente minori a seguito dello tsunami. Questo perch\u00e9 l&#8217;onda, prima di propagarsi, non avr\u00e0 modo di crescere sufficientemente in ampiezza. Ovviamente, tutt&#8217;altra storia sono il flusso magmatico e\/o l&#8217;eventuale colata piroclastica del vulcano&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin da tempo immemore, vivere in bilico \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 che ci riesce particolarmente bene. L&#8217;inquinamento, il buco dell&#8217;ozono, il mutamento climatico&#8230; Tutte questioni da noi causate e sulle quali, proprio per questo, ci illudiamo di mantenere un certo grado di controllo. &#8220;Posso smettere quando voglio&#8221; \u00e8 del resto una frase che trova continua applicazione nel micro come nel macroscopico, ad ogni livello della nostra esperienza individuale di esseri umani. Ma di tutto questo, alla natura interessa particolarmente poco. Pensate allo spazio insignificante che persino il nostro intero pianeta occupa nella vastit\u00e0 del Sistema Solare, per non parlare delle pi\u00f9 immediate regioni del cosmo silente. Cosa volete che sia, per un simile concerto smisurato dei fenomeni, produrre una nota o due all&#8217;indirizzo dei nostri beni pi\u00f9 preziosi, le abitazioni, o persino le vite delle persone? Considerate che \u00e8 soltanto dell&#8217;ottobre scorso, la notizia di alcune scosse misteriose nelle profondit\u00e0 della crosta terrestre, non troppo distante dalle isole della Canarie. Occasione in cui numerose testate di tutto il mondo, nel classico tsunami di disinformazione, hanno pubblicato dei titoli allarmanti sulla presunta imminenza del giorno X. Qualcosa che non pu\u00f2 essere previsto. E per proteggersi dal quale, gli abitanti di New York avranno soltanto quelle 6 fatidiche ore. Da allora e per sempre, rimaniamo in attesa. Chi vivr\u00e0&#8230;<br \/>\nPerci\u00f2 l&#8217;insegnamento che potrebbe trarre il senso comune, a distanza di tanti anni, dal disastro della diga del Vajont, dallo tsunami della baia di Lituya o da future possibili manifestazioni di sconvolgimenti ancor pi\u00f9 gravi, \u00e8 che l&#8217;energia apparentemente stabile sulla cima di una montagna, non importa quanto antica, pu\u00f2 sempre scatenare tutta la sua furia per un improvviso risvolto del fato. E non \u00e8 sempre detto, che vivere distanti dal rischio, ci isoli dalle sue pi\u00f9 drammatiche conseguenze. Il pianeta, del resto, \u00e8 uno. Con una sola atmosfera. Un singolo oceano. Soltanto una vulnerabile, sacrificabile (intera) inutile, magniloquente umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;alba del giorno X, lievi tremori sveglieranno tutti i cani delle isole Canarie, per quello che i locali potrebbero interpretare, inizialmente, come l&#8217;ennesimo sciame sismico privo di conseguenze. 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