{"id":24907,"date":"2018-02-04T06:30:02","date_gmt":"2018-02-04T05:30:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24907"},"modified":"2018-02-04T06:40:22","modified_gmt":"2018-02-04T05:40:22","slug":"uomo-scava-un-buco-trova-lelettricita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24907","title":{"rendered":"Uomo scava un buco e trova l&#8217;elettricit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=XiefORPamLU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24908\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24908\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Turbulent-Hydro-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Turbulent-Hydro-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Turbulent-Hydro-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Turbulent-Hydro.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre la ruspa depone l&#8217;ultimo mucchietto di terra a lato, gi\u00e0 arriva il camion che con massima cautela, inizia l&#8217;opera pi\u00f9 delicata: il versamento di un&#8217;attenta colata di cemento, all&#8217;interno degli stampi preformati precedentemente attrezzati a lato del fiume. Chi dovesse osservare il progetto da lontano, non avrebbe particolari dubbi: questo gruppo di serissime persone sta costruendo, per qualche motivo, una sorta di avveniristico scivolo d&#8217;acqua, con la forma di una chiocciola della verdura. Al termine del fondamentale passaggio, quindi, con aria solenne, un capo poco pi\u00f9 che trentenne si avvicina ai comandi di quella che sembrerebbe chiaramente costituire una chiusa a controllo remoto. Dopo un ultimo sguardo ai suoi colleghi, al cielo ed al profilo della Cordigliera distante, egli preme il tasto sopra il suo telecomando. Ed \u00e8 cos\u00ec che all&#8217;improvviso, in un singolo, drammatico secondo, cambia il significato del fiume.<br \/>\n\u00c8 una grande verit\u00e0 della corrente situazione tecnologica, che determinate forme di energia diventino progressivamente pi\u00f9 difficili da implementare, mentre altre, per un ventaglio molto vasto di ragioni, si trasformano progressivamente in una metaforica passeggiata di salute. Poich\u00e9 carbone, petrolio e in misura minore, anche l&#8217;uranio, man mano che vengono estratti e trovano il loro impiego, non vengono rigenerati automaticamente da alcun processo naturale a breve termine, mentre esistono determinate fonti alternative, prima tra tutti il Sole, che non cesseranno mai di continuare a funzionare, fino all&#8217;ultimo secondo della nostra stessa esistenza. Il fatto, tuttavia, \u00e8 questo: vi sono luoghi al mondo, tempestosi e nuvolosi come loro principale prerogativa, presso cui la luce dell&#8217;astro la cui forza gravitazionale ci governa giunge in effetti molto raramente, soprattutto con una forza tale da far funzionare i nostri personal computer e\/o forni a microonde. Ma anche altrove, per un soddisfacene impiego dei pannelli concepiti al fine di assorbire la sua potenza, l&#8217;affiancamento di un sistema per l&#8217;accumulo ed il riutilizzo in differita, in altri termini, un sistema di batterie. Costoso, ingombrante, inquinante al termine del suo ciclo di utilizzo. Altre tipologie di energia sostenibile hanno i loro problemi. L&#8217;eolico si ferma quando manca il vento. L&#8217;energia geotermica ha un costo d&#8217;ingresso particolarmente elevato. Il mareomotrice, basato sulle correnti delle vaste distese acquatiche che ci circondano, pu\u00f2 avere un impatto drastico sull&#8217;ecosistema, \u00e8 soggetto a forze d&#8217;erosione estreme e tende ad aumentare la sedimentazione costiera. E che dire, invece, della semplice energia gravitazionale dell&#8217;acqua? Poderosi flussi trasparenti, ogni giorno, scorrono a partire dai loro eremi montani, dove si sviluppano a partire dall&#8217;accumulo dell&#8217;acqua precipitativa o lo sgorgo da falde sotterranee dimenticate. Ogni giorno, per 24 ore al giorno, la loro forza scavalca gli ostacoli, segue le asperit\u00e0 del territorio e s&#8217;inoltre a innumerevoli chilometri di distanza, per giungere in maniera certa alla destinazione finale del mare. Sarebbe veramente assurdo, non tentare in qualche maniera d&#8217;approfittarne.<br \/>\nLa tipica centrale idroelettrica tuttavia, per continuare la nostra carrellata dei &#8220;lati negativi&#8221; potrebbe anche essere vista come la somma di tutti quelli fin qui citati: certamente, essa ferma e devia il corso dei fiumi. Immancabilmente, ne danneggia (per non dire distrugge) l&#8217;ecologia. Essa \u00e8 versatile e potente. Ma anche propensa, per sua implicita natura, all&#8217;imposizione di uno stato per cos\u00ec dire <em>borderline<\/em>, nel quale qualsiasi frana, terremoto o perch\u00e9 no, attacco terroristico, potrebbe non soltanto privare un&#8217;intera citt\u00e0 o paese della sua principale fonte di sostentamento energetico, ma anche letteralmente spazzarla via dalle mappe mentre si libera letteralmente dalle briglie che gli erano state forzosamente imposte. Chi ha mai detto, tuttavia, che debba sempre essere necessariamente cos\u00ec? I due imprenditori di Anversa Jasper Verreydt e Geert Slachmuylders, dimostrando una tipica prerogativa dei giovani, sono cos\u00ec improvvisamente apparsi sul radar delle compagnie incubatrici e gli altri finanziatori tipici dei progetti di una startup, per togliere dal quadro generale il processo formale di una metodologia, per cos\u00ec dire, del tutto acclarata. Ponendo pubblicamente la domanda, a loro stessi e conseguentemente anche a noi tutti, di che cosa succederebbe, se mettessimo direttamente la turbina e il generatore lungo il corso del fiume, ignorando del tutto il concetto di costruirvi attorno una diga, o un terrapieno di qualsivoglia tipo? Il risultato, presentato come realt\u00e0 di business nel 2014, \u00e8 Turbulent Hydro, una compagnia che sembrerebbe quasi uscita dal mondo del <em>crowd-sourcing<\/em> internettiano, volendola giudicare dal video promozionale degli autori che spiegano con entusiasmo la loro idea, parlando sullo stereotipico sottofondo di musica di pianoforte e quello che sembrerebbe, piuttosto incredibilmente, proprio il suono di un pacifico ukulele. Mentre la realt\u00e0 \u00e8 che loro si rivolgono ad enti statali, compagnie affermate e potenzialmente, per il loro tramite, soltanto dopo una lunga serie di passaggi, al sempre fondamentale cliente finale. Intendiamoci, non \u00e8 che un agricoltore o minatore, sperduto in qualche angolo remoto di questa Terra, non possa decidere di farsi costruire il generatore-vortice della Turbulent. Molto semplicemente, tuttavia, egli dovr\u00e0 affrontare la spesa sulle sue sole forze. Laddove questo approccio alla produzione idroelettrica, per sua implicita natura, si presta molto bene ai programmi di ampio respiro per l&#8217;industrializzazione delle regioni disagiate. \u00c8 cos\u00ec tremendamente flessibile, e ad impatto praticamente zero&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24909\" aria-describedby=\"caption-attachment-24909\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=MYGsOiAIybg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24909\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24909 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Turbulent-Origins-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Turbulent-Origins-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Turbulent-Origins-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Turbulent-Origins.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24909\" class=\"wp-caption-text\">Non \u00e8 affatto facile sopravvalutare l&#8217;importanza che ha avuto, per questa particolare applicazione dello scibile umano, la progressiva diffusione a un pubblico di appassionati della stampante tridimensionale. Rendendo oggi possibile, per la primissima volta, la costruzione a basso costo di un&#8217;infinita serie di modellini o prototipi sperimentali.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo quanto racconta nelle svariate interviste che gli sono state rivolte,\u00a0Geert, l&#8217;ingegnere del duo (il cofondatore\u00a0Jasper si occupa prevalentemente di promozione ed affari) avrebbe avuto l&#8217;idea mentre si apprestava a preparare la sua tesi di laurea, trovandosi momentaneamente sospeso nei suoi pensieri sopra il cavalcavia che collega alla strada provinciale Bad Ischl, un piccolo comune dell&#8217;Alta Austria arroccato tra le montagne cariche di neve. Fu allora che lui not\u00f2, come aveva gi\u00e0 fatto in passato, la maniera in cui l&#8217;acqua vorticava tutto attorno ai piloni del ponte, formando dei piccoli vortici che ogni volta, immancabilmente, si dissolvevano senza nessun tipo di conseguenza. Per un caso transitorio del destino, o la mano gentile di una ninfa di passaggio, gli capit\u00f2\u00a0per\u00f2 stavolta il pensiero, decisamente innovativo, di provare in qualche modo ad imbrigliare questo tipo di energia, per trarne un vantaggio che potesse assistere l&#8217;intera umanit\u00e0. Nelle prime battute di questa fase della sua vita, quindi, pens\u00f2 di rivolgersi all&#8217;ambiente accademico e universitario, dove gli sarebbe certamente riuscito di ottenere dei finanziamenti adeguati ad implementare per lo meno il prototipo dimostrativo, nella speranza che il resto sarebbe accaduto da se. Ripensando tuttavia all&#8217;esperienza dei suoi insegnanti e colleghi di studi, un poco ala volta, cambi\u00f2 radicalmente idea. La ragione \u00e8 da ricercarsi nell&#8217;imprescindibile lentezza di un simile ambiente, in cui ogni teoria deve essere dimostrata in almeno 15 modi diversi, prima che una burocrazia bizantina si preoccupi di emanare un &#8220;ok&#8221; a procedere. E poi, fattore non da poco, chi pu\u00f2 dire realmente di considerarsi superiore ad un occasione di guadagno? Giunto ad una simile realizzazione, reclut\u00f2 l&#8217;assistenza del suo amico Jasper, ed assieme a lui form\u00f2 la rivoluzionaria compagnia. Il resto, come si dice, \u00e8 storia. O per essere maggiormente precisi, una piccola leggenda dei nostri tempi dinamici e in continua trasformazione.<br \/>\nIl successo non \u00e8 in effetti tardato ad arrivare, con l&#8217;importante patrocinio da 1 milione di euro da parte della compagnia per l&#8217;innovazione energetica KIC InnoEnergy, subito seguito da un altro contributo della iMinds e per buona misura, una concessione da parte dello stato belga di ulteriori 50.000 euro di cui disporre nel migliore dei modi. La svolta, tuttavia, \u00e8 arrivata nel gennaio del 2015, quando la Turbulent ha ricevuto un prestigioso premio concesso in Messico alle compagnie emergenti ed in seguito a questo, \u00e8 stata notata da un acceleratore di startup di nazionalit\u00e0 cilena. Tramite il quale, di l\u00ec ha poco, i tecnici della compagnia sono stati portati presso una comunit\u00e0 rurale che ormai da anni, faticava a fare fronte al proprio fabbisogno di energia elettrica. Finalmente, per la prima volta su scala effettiva, una di queste turbine avrebbe trovato la collocazione lungo il corso di un vero fiume.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24910\" aria-describedby=\"caption-attachment-24910\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=UA-llCWO_8w\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24910\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24910 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Turbulent-Turbine-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Turbulent-Turbine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Turbulent-Turbine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Turbulent-Turbine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24910\" class=\"wp-caption-text\">Ogni parte del meccanismo della Turbulent pu\u00f2 essere completamente sommerso, dimostrandosi cos\u00ec in grado di resistere anche ad eventuali straripamenti ed inondazioni. Questo si \u00e8 gi\u00e0 dimostrato fondamentale in una delle installazioni sperimentali in Belgio, che si \u00e8 ritrovata improvvisamente colpita da una delle piogge pi\u00f9 ingenti a memoria d&#8217;uomo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da un punto di vista progettuale, le piccole centrali della Turbulent non sono altro che un&#8217;applicazione del principio <em>micro hydro<\/em>, ovvero un tipo di installazione idroelettrica in cui non c&#8217;\u00e8 diga o lago artificiale, bens\u00ec soltanto il flusso naturale dell&#8217;acqua, instradato al fine di far roteare le imprescindibili pale per la generazione del proficuo disequilibrio degli elettroni. Esse rappresentano, tuttavia, una notevole semplificazione persino di un simile approccio, secondo il quale vengono generalmente costituiti dei veri e propri canali, distinti dal corso principale, che dovranno condurne il flusso fino alla struttura del generatore, del tutto simile ad un mulino. Mentre quello che ci si sta qui proponendo di fare, \u00e8 implementare un semplice mulinello artificiale, ovvero una sorta di sifone discendente, all&#8217;interno del quale l&#8217;acqua possa, naturalmente, spostarsi nella maniera idonea ad imprimere un moto circolare alla suddetta turbina. Una struttura talmente semplice da ridurre i costi, e sopratutto che possa essere costruita da maestranze locali senza particolari esperienze pregresse, con conseguente riduzione dei costi e della logistica operativa. Speciali reti terranno fuori dal meccanismo i detriti ed anche, qualora se ne presentasse l&#8217;assurda esigenza, eventuali bagnanti particolarmente disattenti. I vantaggi, a partire da tutto questo, sono molti: assoluta decentralizzazione del prodotto energetico. Nessun rischio di straripamenti ed inondazioni. Rischio ridotto, addirittura, per i pesci del fiume, che potranno agevolmente fare l&#8217;esperienza del dolce &#8220;scivolo&#8221; nuotando senza danni tra le pale delle turbine. La quantit\u00e0 di elettricit\u00e0 prodotta, per ovvie ragioni, non potr\u00e0 essere pari a quella di una diga costruita con tutti i crismi. Assolutamente niente, tuttavia, potr\u00e0 impedire ai diretti interessati di costruire ulteriori unit\u00e0, fino a un numero potenziale di parecchie decine. Nel caso dell&#8217;impianto cileno mostrato nel primo video di questo articolo stiamo parlando, per essere chiari, di circa 15 MW di potenza in condizioni ideali, pi\u00f9 che sufficienti a ridurre del 75% la spesa energetica di una moderna fattoria. Una cifra che pu\u00f2 aumentare, o diminuire, a seconda della quota piezometrica vigente, ovvero la distanza calcolabile tra punto d&#8217;ingresso nel vortice e sua via d&#8217;uscita, in forza della quantit\u00e0 d&#8217;acqua che scorre nel vortice in una data stagione. Un altro aspetto interessante del sistema Turbulent \u00e8 la sua predisposizione ad essere costruito a lato di canali artificiali d&#8217;irrigazione, con un conseguente disturbo anche minore dell&#8217;ecosistema pre-esistente.<br \/>\nUna soluzione semplice, dunque, per il pi\u00f9 complesso e gravoso dei problemi. Non \u00e8 realmente possibile intuire se, un domani, simili approcci provenienti &#8220;dal basso&#8221; possano arginare la crisi delle fonti non rinnovabili d&#8217;energia che ci aspetta da qui ad un paio, massimo cinque generazioni. Di certo c&#8217;\u00e8 che se realmente intere citt\u00e0 o nazioni dovessero adottare un approccio sulla falsariga di quanto fin qui delineato, occorrer\u00e0 promulgare un qualche tipo di legge o regolamento. Altrimenti, i vecchi fumi della Terra potrebbero smettere letteralmente di scorrere. Ed allora si, che addirittura una piccola pioggia potrebbe trovarsi a generare una letterale marea di devastazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre la ruspa depone l&#8217;ultimo mucchietto di terra a lato, gi\u00e0 arriva il camion che con massima cautela, inizia l&#8217;opera pi\u00f9 delicata: il versamento di un&#8217;attenta colata di cemento, all&#8217;interno degli stampi preformati precedentemente attrezzati a lato del fiume. Chi dovesse osservare il progetto da lontano, non avrebbe particolari dubbi: questo gruppo di serissime persone &#8230; <a title=\"Uomo scava un buco e trova l&#8217;elettricit\u00e0\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24907\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Uomo scava un buco e trova l&#8217;elettricit\u00e0\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[202,1067,704,236,507,766,1760,1594,167,2300,136,3125,97,1167],"class_list":["post-24907","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-belgio","tag-dighe","tag-energia","tag-europa","tag-fiumi","tag-futuro","tag-idroelettrico","tag-infrastrutture","tag-ingegneria","tag-innovazione","tag-invenzioni","tag-startup","tag-tecnologia","tag-turbine"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24907"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24907\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24914,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24907\/revisions\/24914"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}