{"id":24902,"date":"2018-02-03T06:18:50","date_gmt":"2018-02-03T05:18:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24902"},"modified":"2018-02-03T06:18:50","modified_gmt":"2018-02-03T05:18:50","slug":"linciampo-internazionale-del-topo-si-lava","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24902","title":{"rendered":"L&#8217;inciampo internazionale del &#8220;topo&#8221; che si lava"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TMoCRgHkxw8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24903\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24903\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Big-Table-Pacarana-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Big-Table-Pacarana-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Big-Table-Pacarana-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Big-Table-Pacarana.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era tutto iniziato in maniera piuttosto innocua: affiorato tra le onde agitate dei social network, l&#8217;ennesimo video pi\u00f9 o meno simpatico raffigurante un animale. Un grande &#8220;topo&#8221; o &#8220;ratto&#8221; che dir si voglia, per una volta ripreso in video in un luogo diverso dalle strade di Roma Capitale, lontano dai soliti cinghiali, gabbiani e ippopotami tiberini. Bens\u00ec in posizione eretta su due zampe, all&#8217;interno di un lavandino di metallo, completamente ricoperto di sapone, mentre si strofina energicamente lo stomaco, le ascelle e la schiena. &#8220;\u00c8 una scena molto divertente, perch\u00e9 il roditore sembra muovere le sue zampe anteriori esattamente come si trattasse di un umano&#8221; Hanno dunque convenuto le insigni menti del web, facendo i soliti commenti del caso, a partire dal profilo originario di nazionalit\u00e0, a quanto pare, peruviana. Pensate che persino il profilo Facebook del Ministero dell&#8217;Energia Cileno, facendosi disegnare la buffa creatura da un&#8217;agenzia pubblicitaria, l&#8217;ha usata per lanciare un messaggio di utilit\u00e0 sociale: &#8220;Non fate i topi, risparmiate l&#8217;acqua corrente. Il nostro mondo vi ringrazier\u00e0.&#8221; Come nel caso di innumerevoli simili spezzoni, tutti sembravano uscirne felici e contenti, incluso il protagonista peloso ed almeno per il momento, piacevolmente profumato.<br \/>\nNel giro della scorsa settimana, tuttavia,\u00a0 tra un articolo e l&#8217;altro, ha iniziato a serpeggiare un oscuro sospetto. Possibile che il dentone non fosse affatto consenziente? Partendo da questo presupposta, ad una delle testate di pi\u00f9 larga fama che hanno pensato di trattare il caso (o per meglio dire, hanno avuto una giornata particolarmente lenta nel flusso delle notizie da pubblicare) \u00e8 venuto in mente d&#8217;interrogare l&#8217;esimio Prof.\u00a0Tuomas Aivelo, ricercatore di biologia dei topi presso l&#8217;Universit\u00e0 di Helsinki in Finlandia. Il quale ci ha rivelato, senza un attimo di esitazione, la terribile verit\u00e0: &#8220;Il povero topolone non si sta lavando! \u00c8 stato ricoperto di un sapone per lui irritante, e tenta disperatamente di toglierselo con le sue piccole ed agili mani. A meno che l&#8217;animale sia caduto spontaneamente in una vaschetta di shampoo, l&#8217;ipotesi possibile \u00e8 una soltanto: si tratta di un palese\u00a0 gesto di crudelt\u00e0 a fine d&#8217;intrattenimento&#8221; La rabbia del grande pubblico \u00e8 stata quasi istantanea. Anche questo \u00e8 un possente e reiterato stereotipo del Web: una sorta di senso di colpa collettivo, a cui segue la carica degli abitanti del villaggio armati di torce e forcone (avete presente Frankestein Jr. di Mel Brooks?) verso gli ignoti che li hanno &#8220;ingannati&#8221; presentando come buffo un qualcosa che, in realt\u00e0, era tutt&#8217;altro che questo. In poche ore quindi, il sito del Ministero dell&#8217;Energia Cileno \u00e8 stato inondato di insulti, spesso orribilmente feroci, verso lo sfruttamento istituzionale di un povero animale indifeso. Molti dei partecipanti alla discussione, apparentemente, erano persino convinti che il video originale fosse in effetti stato prodotto dal governo, magari all&#8217;interno di qualche orribile laboratorio per il lavaggio-dei-topi. Piuttosto che subire passivamente l&#8217;assalto, tuttavia, al community manager governativo venne l&#8217;idea di pubblicare un secondo video, per chiarire un po&#8217; l&#8217;astrusa questione. Si tratta della scena che potete trovare in apertura a questo post: un &#8220;topo&#8221; del tutto simile a quello della scena incriminata, si trova sul tavolo di un bar con una borsetta a tracolla, mentre alcune persone lo accarezzano e discutono in lingua spagnola del suo aspetto strano ed in qualche modo grazioso. La prima cosa che colpisce sono le dimensioni: la creatura dall&#8217;aria assonnata e pacifica, un esemplare stavolta adulto, non \u00e8 in effetti per nulla comparabile al comune ratto domestico, vantando una massa decisamente considerevole, pari a quella di un cane di taglia medio-piccola (10-15 Kg). Ma ci\u00f2 che il Ministero dell&#8217;Energia incoraggiava sopratutto a notare, era la sua gestualit\u00e0: l&#8217;animale, anch&#8217;esso in posizione assolutamente bipede, muove infatti in maniera continua le sue piccole mani, strofinandosi\u00a0lo stomaco, le ascelle e la schiena. E non importa quanto si tenti d&#8217;osservare approfonditamente il video, in esso non compare la bench\u00e9 minima traccia o lacrima di sapone&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24904\" aria-describedby=\"caption-attachment-24904\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/ckg3DDsDWWA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24904\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24904 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/River-Washing-Pacarana-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/River-Washing-Pacarana-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/River-Washing-Pacarana-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/River-Washing-Pacarana.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24904\" class=\"wp-caption-text\">Un pacaran\u00e0 si lava in natura, presso le acque scorrevoli di un torrente. Notate i suoi movimenti. Notate, di nuovo, l&#8217;assenza completa di qualsivoglia sostanza possa risultare per lui irritante.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco a voi, a questo punto, il secondo colpo di scena. Non solo il &#8220;topo che fa la doccia&#8221; non sta effettivamente facendo la doccia, ma in effetti non si tratta neanche di un topo. Il fraintendimento, del tutto impossibile nel caso del video con l&#8217;esemplare adulto, \u00e8 stato probabilmente dovuto alla taglia minuta e la costituzione mingherlina del protagonista del video incriminato. Che ritraeva, in realt\u00e0, un giovane esemplare di quello che gli abitanti di\u00a0Per\u00f9, Colombia, Ecuador e Bolivia chiamano pacaran\u00e0 (le poche volte che gli riesce di distinguerlo dal pi\u00f9 diffuso roditore\u00a0<em>Cuniculus, <\/em>anche detto semplicemente\u00a0paca) ma che il naturalista Wilhelm Peters, con la solita propensione del suo ambiente al grecismo, pens\u00f2 di chiamare nel 1873\u00a0<em>\u00a0Dinomys branickii<\/em>, da\u00a0<em>deinos<\/em>&#8211; (terribile) e <em>mys\u00a0<\/em>(topo). Il termine specifico, per la cronaca, era invece una dedica alla casata nobile polacca dei conti di Branicki, grandi mecenati della scienza. Persino una simile personalit\u00e0 accademica, fautore della tardiva classificazione, aveva quindi pensato di associare il &#8220;falso paca&#8221; ai roditori che gi\u00e0 allora infestavano le fogne di Londra e Parigi, bench\u00e9 morfologicamente, le differenze fossero tutt&#8217;altro che insignificanti. Mentre oggi, con la conoscenza ben pi\u00f9 equamente distribuita che abbiamo dell&#8217;intero regno animale, possiamo facilmente associare questa creatura al pi\u00f9 celebre\u00a0capybara (<em>Hydrochoerus hydrochaeris<\/em>) il pi\u00f9 grande roditore vivente, che pacatamente vive in ammollo nelle paludi dell&#8217;intera area sudamericana, facendo occasionalmente da ricco pasto per i coccodrilli. Entrambe le creature, capybara e pacaran\u00e0, sono in effetti appartenenti all&#8217;ordine dei caviomorfi, roditori dagli arti corti, le dita affusolate, che si cibano prevalentemente di erbe e radici. La specie dei\u00a0<em>Dinomys branickii\u00a0<\/em>poi, ben prima d&#8217;iniziare la sua traumatica esperienza del sapone nei lavandini sudamericani, percorreva le pianure della pampa nella forma preistorica del\u00a0<em>Josephoartigasia monesi<\/em> o pacaran\u00e0 gigante, una creatura che definire terribile sarebbe stato riduttivo. Grossa come un bufalo, con una potenza del morso stimata a 1.400 Newton, sufficiente a schiacciare con facilit\u00e0 il cranio di una tigre dai denti a sciabola, che possiamo facilmente immaginare, se ne teneva alla larga. Ma anche a mettere in fuga i veri super-predatori dell&#8217;epoca, l&#8217;intera categoria dei mostruosi struzzi giganti chiamati collettivamente <em>terror birds<\/em>. La stessa scoperta di questo antenato \u00e8 piuttosto affascinante, con un teschio intero ritrovato da un contadino uruguaiano e giunto presso il Museo Nazionale della Natura, dove rimase nascosto in un cassetto per molti anni. Finch\u00e9 una coppia di studiosi affiliati all&#8217;istituzione, Blanco e\u00a0Rinderknecht, non pensarono di tirarlo fuori e sottoporlo a misurazioni, approdando alla strabiliante ed in qualche misura spaventosa scoperta.<br \/>\nL&#8217;odierno pacaran\u00e0, tuttavia, non ha proprio niente di cos\u00ec poco raccomandabile. Si tratta in effetti, proprio come nel caso del capybara, di una creatura crepuscolare e straordinariamente calma, pi\u00f9 che mai propensa ad essere accudita come animale domestico. Lo stato di conservazione della sua gen\u00eca, purtoppo, \u00e8 largamente sconosciuto, causa la difficolt\u00e0 nell&#8217;effettuare uno studio a tappeto nei vasti e selvaggi territori in cui risulta diffuso. Gi\u00e0 in passato, proprio per questo, \u00e8 stato pi\u00f9 volte incluso e poi rimosso da diversi indici delle specie a rischio, bench\u00e9 ad oggi, lo IUCN lo classifichi come &#8220;LEAST CONCERN&#8221; (preoccupazione minore). Quel poco che sappiamo delle abitudini e il comportamento della creatura, dunque, deriva per lo pi\u00f9 da osservazioni aneddotiche o informali, che riescono tuttavia a fornirci un quadro generico della sua esistenza. Il pacaran\u00e0 \u00e8 notturno, e vive principalmente in gruppi di 4-5 individui, di cui due sono adulti. Nella stagione degli accoppiamenti, usa le sue unghie affilate per scavare una tana alla base degli alberi, sui quali pu\u00f2 anche arrampicarsi in caso di necessit\u00e0. La gravidanza ha una durata che si aggira tra i 223 e i 283 giorni, a seguito della quale nascono dei piccoli dal peso di circa 900 grammi, gi\u00e0 particolarmente agili e scattanti poche ore dopo essere stati messi al mondo. Con il suo peso di fino a 15 Kg, il pacaran\u00e0 \u00e8 il terzo roditore pi\u00f9 grande al mondo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24905\" aria-describedby=\"caption-attachment-24905\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/C535gMNdiDk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24905\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24905 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Showering-Rat-Pacarana-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Showering-Rat-Pacarana-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Showering-Rat-Pacarana-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/02\/Showering-Rat-Pacarana.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24905\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;occhietto e l&#8217;orribile sofferenza, le orecchie girate all&#8217;indietro, le vibrisse flosce lungo i fianchi insaponati. Non \u00e8 forse questa, l&#8217;immagine della pi\u00f9 terribile sofferenza? Potrebbe confermarcelo qualsiasi esperto di pacaran\u00e0. Peccato che non esistano degli &#8220;esperti di pacaran\u00e0&#8221;.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto questo, veniamo al dunque: sto forse cercando di giustificare la persona che, crudelmente o meno, insaponava nel suo lavandino peruviano il povero roditore sudamericano? Affatto, perch\u00e9 mi mancano i dati. Che del resto mancavano, a voler essere onesti, anche agli svariati esperti citati per commentare il video nei siti Web di questi ultimi giorni. Semplicemente perch\u00e9 non abbiamo la cognizione, del tutto fondamentale, di che tipo di sapone fosse stato usato per girare il video (e del tutto incidentalmente, lavare l&#8217;animale). Il community manager del Ministero per l&#8217;Energia Cilena \u00e8 in effetti pronto a giurare che si trattasse di una &#8220;sostanza speciale&#8221; per creature di piccola taglia, ma poteva anche del resto essere uno shampoo delicato pensato per i bambini. Chi, tra i proprietari di cani e gatti, non ha mai provato ad usarlo per i suoi beniamini pelosi? Ed avete forse mai notato reazioni marcatamente negative da parte loro?<br \/>\nPer la questione dello strofinamento frenetico delle manine, beh, non so che dirvi. All&#8217;apparenza, il 75% dei pacaran\u00e0 che appaiono su YouTube fanno cos\u00ec di continuo, senza alcuna ragione apparente. Lasciatemi reiterare: non sembra che sia necessaria la presenza di un&#8217;irritazione, perch\u00e9 assumano quel comportamento, cos\u00ec all&#8217;apparenza bizzarro ed innaturale. E questo, direi, \u00e8 un fatto acclarato. Pi\u00f9 criticabile, direi, \u00e8 la stessa scena del video di scagionamento ambientato sul bancone del bar, in cui un pacifico animale notturno, circondato da persone che parlano a voce alta e lo accarezzano con insistenza, sembra affaticato e sonnolento, oltre che infastidito dall&#8217;inutile borsa a tracolla. Ma in merito a questo secondo spezzone, a quanto sembra, gli scienziati universitari non sono stati ancora chiamati a fornire il loro contributo. Per fortuna che abbiamo tutto il tempo del mondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era tutto iniziato in maniera piuttosto innocua: affiorato tra le onde agitate dei social network, l&#8217;ennesimo video pi\u00f9 o meno simpatico raffigurante un animale. 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