{"id":24861,"date":"2018-01-28T06:23:16","date_gmt":"2018-01-28T05:23:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24861"},"modified":"2018-01-28T06:32:15","modified_gmt":"2018-01-28T05:32:15","slug":"succede-gli-alberi-gridano-lasciami-stare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24861","title":{"rendered":"Che cosa succede quando gli alberi gridano: &#8220;Lasciami stare!&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=sgmyqd5QF34\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24863\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24863\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Crown-Shyness-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Crown-Shyness-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Crown-Shyness-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Crown-Shyness.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giganti silenti che condividono la stessa ombra, arrivando a toccarsi con le radici sotto la coperta del suolo terroso. I cui tronchi si guardano, attraverso ruvida corteccia, nutrendosi delle stesse sostanze, anelando alla stessa luce di un Sole distante. Quanti approcci esistono, alla vita comunitaria vegetale&#8230; Nient&#8217;altro che tre, in effetti: primo, le piante competono tra loro. \u00c8 il caso, questo, della tipica foresta pluviale, dove arbusti sempre pi\u00f9 alti tendono a crescere, e crescere sempre pi\u00f9, oscurando i propri vicini a discapito della loro sopravvivenza. Secondo, \u00e8 possibile che le piante si ignorino, continuando ciascuna la propria vita, finch\u00e9 non finiscono per capitare coi rami dell&#8217;una, contro quelli dell&#8217;altra. Ed \u00e8 allora che si verifica, in alcune particolari specie, la terza ipotesi: un esempio lampante di buon vicinato. Ce lo descrive con entusiasmo Yan, il gioviale individuo che parrebbe presentarsi come una guida turistica della Malesia, in questo video girato sotto il tetto di un&#8217;intera foresta di\u00a0<em>Dryobalanops aromatica<\/em> (la canfora di Sumatra) le cui singole chiome s&#8217;intersecano contro il cielo, lasciando evidenti spazi vuoti simili a dei canali, mentre l&#8217;aspetto complessivo dell&#8217;opera della Natura, in questo caso, assomiglia a un verdeggiante puzzle ancora ben lontano dall&#8217;essere completato. &#8220;Vedete&#8230; Qui da noi, abbiamo alcuni dei giardinieri pi\u00f9 alti del mondo. Loro potano, con delle forbici&#8230;&#8221; Scherza il nostro anfitrione a distanza, quindi aggiunge, con espressione pi\u00f9 seria sotto il suo gran paio di baffi: &#8220;No, si tratta in realt\u00e0 di qualcos&#8217;altro. Le foglie, sappiatelo, producono del gas etanolo. Quindi percependo quello dei propri vicini, fanno di tutto per evitarsi a vicenda. Riuscite ad immaginare il perch\u00e9?&#8221;<br \/>\nGi\u00e0, la ragione. A tal punto \u00e8 insolito l&#8217;aspetto visuale dell&#8217;intera vicenda, cos\u00ec sorprendente il suo effetto finale, che pu\u00f2 passare di mente la necessit\u00e0 d&#8217;interrogarsi sulla sua stessa capacit\u00e0 di verificarsi. Poich\u00e9 le piante si muovono, si, per l&#8217;effetto del vento. Ma al di fuori di questa specifica eccezione situazionale, a quanto ne sappiamo, semplicemente non operano sui ritmi e le metodologie del nostro stesso mondo animale. Al punto che, quando prendiamo in considerazione un esponente di questa categoria vivente, raramente lo consideriamo capace di prendere una o pi\u00f9 decisioni. Figuriamoci, tutelare la mutua sopravvivenza del branco, ovvero nel caso specifico, la foresta, accrescendo la quantit\u00e0 di luce che pu\u00f2 penetrare all&#8217;interno, e precludendo ai parassiti una facile autostrada da percorrere sopra il suolo verso la loro prossima vittima designata. Ma invece: cos\u00ec come veniva narrato nei racconti folkloristici, e nelle fiabe dei bambini, gli arbusti potrebbero avere una loro intrinseca forma di saggezza. Quella che nasce proprio dalla sostanziale ed antica incapacit\u00e0 di intraprendere il percorso pi\u00f9 difficile, rendendoli un perfetto laboratorio per gli esperimenti a lungo termine dell&#8217;evoluzione. Cos\u00ec che, un millennio dopo l&#8217;altro, essi diventano il prodotto di una quantit\u00e0 sempre crescente di &#8220;pratiche ideali&#8221; mirate a massimizzare l&#8217;estensione della loro permanenza su questo pianeta, con una diffusione conseguentemente maggiore dei propri semi. Dal che deriva, incidentalmente, questo fenomeno, chiamato dalla comunit\u00e0 accademica anglofona <em>crown shyness<\/em> ovvero, timidezza delle chiome. Vi sono diverse ipotesi sull&#8217;effettiva modalit\u00e0 del suo verificarsi, riscontrata sia tra cospecifiche che piante appartenenti a famiglie del tutto diverse, bench\u00e9 nessuna includa, in effetti, la spiegazione impiegata dalla guida del bosco Yan. Il primo ad annotarlo nei propri diari scientifici, e provare a suggerirne una causa fu Jacobs nel 1955, che studiando approfonditamente gli eucalipti della sua nat\u00eca Australia, not\u00f2 come in prossimit\u00e0 degli spazi vuoti sul tetto del bosco, le piante in questione presentassero un maggior numero di abrasioni e punti di rottura, con una sospetta assenza di piccoli rami e teneri virgulti. Da questa scoperta, quindi, elabor\u00f2 la sua pi\u00f9 importante teoria&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24862\" aria-describedby=\"caption-attachment-24862\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=oYryBoSu_r4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24862\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24862 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Crown-Shyness-2-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Crown-Shyness-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Crown-Shyness-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Crown-Shyness-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24862\" class=\"wp-caption-text\">Una fantasia di verde e l&#8217;argento sfavillante del cielo, che pur ci omaggia della sua luce, nonostante gli angusti passaggi attraverso cui necessit\u00e0 d&#8217;incunearsi. Nessun bruco, in quel modo, sar\u00e0 condiviso tra i legnosi fratelli.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un concetto che sarebbe stato ripreso, nel 1983, da Putz <em>et al<\/em>, nella sua analisi statistica sull&#8217;occorrenza della timidezza di chioma nelle macchie di\u00a0<em>Avicennia germinans<\/em> (mangrovia nera) nelle foreste semi-allagate del Costa Rica. Dove, secondo quanto gli riusc\u00ec di dimostrare, sussiste uno stato dei fatti nel quale gli alberi dotati di un fusto largo e saldo presentano un&#8217;ampiezza di spazi vuoti particolarmente ristretta, rispetto a quelli prodotti dai loro vicini pi\u00f9 flessibili che sanno piegarsi nel vento. Osservazione in funzione della quale, trovandosi d&#8217;accordo col suo insigne predecessore, il botanico scelse di attribuire la rigida suddivisione tra i rami dei diversi esemplari al naturale strofinamento causato dalle correnti aeree terrestri, che letteralmente causano l&#8217;auto-potatura dei giovani rami, ancor prima che questi possano intrecciarsi vicendevolmente come le corna di un cervo in amore. Questo nonostante uno studio di Francis S.P. Ng (1977) avesse in effetti dimostrato come anche in assenza di vento, la semplice presenza di una forte fonte di luce ultravioletta potesse indurre gli alberi di canfora ad evitarsi a vicenda. Elaborando quindi su questo concetto, lo scienziato malese scelse di attribuire talea specifica capacit\u00e0 vegetale ad un impiego per cos\u00ec dire intelligente delle cellule specializzate note come fitocromi. All&#8217;interno delle quali, per un&#8217;interazione tra i gruppi di atomi noti come cromofori e l&#8217;apoproteina prodotta dagli alberi fin qui citati, questi ultimi pongono le basi per percepire, in una maniera molto basica, la direzione da cui proviene la luce.<br \/>\nTra le specie in cui \u00e8 stata verificata, e largamente studiata, la timidezza della chioma spiccano negli Stati Uniti gli appartenenti alla specie\u00a0<em>Pinus contorta<\/em> (Pini di Lodgepole) spesso coltivati a scopo di foresteria. Tanto che lo spazio, occasionalmente assai ampio, lasciato tra i diversi appartenenti ad un gruppo di alberi piantati troppo vicino, pu\u00f2 ridurre la loro propensione alla crescita, causando una riduzione del prodotto ligneo usabile al termine di un ciclo di propagazione. Pi\u00f9 di un boscaiolo, tuttavia, ritrovandosi al di sotto di una simile trapunta mistica evidenziata dall&#8217;interconnessione tra spazi pieni e vuoti, ha finito per interrogarsi sull&#8217;intera faccenda, concludendo, in maniera variabilmente sofisticata, che la natura \u00e8 davvero una cosa meravigliosa. In Italia, nel frattempo, tra gli alberi in cui \u00e8 osservabile spicca il genere del faggio comune (<em>Fagus<\/em>) un arbusto noto per la sua propensione ad operare in gruppi di esemplari interconnessi tra loro, attraverso l&#8217;auto-innesto delle radici, e capaci proprio per questo di condividere le sostanze nutritive, operando nei fatti come se si trattasse di un singolo organismo. Scavando al di sotto di una tale foresta, diventa in effetti possibile trovare delle propaggini di alberi ormai morti da tempo, le quali incredibilmente ancora sopravvivono, perch\u00e9 nei fatti parte di un intero network sotterraneo simile alla rete stradale di una citt\u00e0. E quale miglior ausilio, ad un simile stile di vita per gli alberi, che evitare di farsi ombra a vicenda, crescendo come monadi nella radura degli imperscrutabili sentimenti vegetali&#8230; Ci\u00f2 che colpisce, ad ogni modo, resta la natura spesso asimmetrica di queste chiome, cos\u00ec distanti dall&#8217;anelito costante della natura verso il concetto del bello in senso assoluto, sostituito da un diverso tipo di splendore: quello che persegue un nobile, nonch\u00e9 utile scopo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24864\" aria-describedby=\"caption-attachment-24864\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=T__RkHyVqpQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24864\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24864 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Lodgepole-Pine-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Lodgepole-Pine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Lodgepole-Pine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Lodgepole-Pine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24864\" class=\"wp-caption-text\">I pini di Lodgepole sono una delle principali ragioni dell&#8217;esistenza di un campo di studi noto come ecologia degli incendi boschivi. Questo perch\u00e9 l&#8217;arbusto in questione produce delle pigne chiuse (serotinia) che liberano i propri semi solo in presenza di altissime temperature. Il che assicura che i figli possano crescere sulle ceneri dei propri genitori, facendone un prezioso concime per la loro crescita a venire.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solidariet\u00e0 ad ogni costo, abnegazione, qualche drammatico tradimento ad opera d&#8217;intrusi e parassiti. Colpi di scena in quantit\u00e0 spropositata. Chi ha detto che le piante conducono una vita noiosa, molto probabilmente non le conosceva. O ancora, \u00e8 caduto nella solita trappola, d&#8217;interpretare il mondo secondo i ritmi di noi effimeri esseri bipedi e (pi\u00f9 o meno) pensanti. Per la cognizione, facente parte delle culture di mezzo mondo, secondo cui l&#8217;uomo sia la misura di tutto, la forma da cui deriva l&#8217;intero frattale di cui si compone l&#8217;Universo.<br \/>\nQualunque cosa si possa dire di noi, di sicuro non ci \u00e8 mai mancata l&#8217;arroganza. E l&#8217;egoismo, convenientemente considerato una &#8220;propensione per lo pi\u00f9 naturale.&#8221; Voglio dire, guardate il leone che divora la gazzella! Osservate il falco, che ghermisce l&#8217;agnello! Ed ora effettuate una comparazione, seguendo lo sguardo baffuto della guida turistica Yan, con l&#8217;altruismo delle svettanti piante di Canfora malese. Vi lascio scegliere, a questo punto, quale sia il pi\u00f9 proficuo ispiratore di uno stile di vita che conduce al maggior successo futuro, per un migliore e pi\u00f9 duraturo avanzamento della collettivit\u00e0 civile. Sono pronto a scommetterci: non tutti si troveranno d&#8217;accordo. Ed \u00e8 questo \u00e8 un po&#8217; il nesso, o per cos\u00ec dire la radice, di alcuni dei pi\u00f9 grandi problemi della nostra invidiabile Societ\u00e0 Moderna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giganti silenti che condividono la stessa ombra, arrivando a toccarsi con le radici sotto la coperta del suolo terroso. I cui tronchi si guardano, attraverso ruvida corteccia, nutrendosi delle stesse sostanze, anelando alla stessa luce di un Sole distante. Quanti approcci esistono, alla vita comunitaria vegetale&#8230; Nient&#8217;altro che tre, in effetti: primo, le piante competono &#8230; <a title=\"Che cosa succede quando gli alberi gridano: &#8220;Lasciami stare!&#8221;\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24861\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Che cosa succede quando gli alberi gridano: &#8220;Lasciami stare!&#8221;\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[451,228,725,3234,1911,3235,2951,506,520,109,190,3236,78,1091,615],"class_list":["post-24861","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alberi","tag-ambiente","tag-bosco","tag-canfora","tag-comportamento","tag-faggio","tag-foglie","tag-foresta","tag-malesia","tag-natura","tag-piante","tag-pino","tag-scienza","tag-teorie","tag-vegetali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24861","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24861"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24861\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24869,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24861\/revisions\/24869"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24861"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24861"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24861"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}