{"id":24852,"date":"2018-01-27T06:37:05","date_gmt":"2018-01-27T05:37:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24852"},"modified":"2018-01-27T06:45:08","modified_gmt":"2018-01-27T05:45:08","slug":"borgo-andaluso-costruito-un-cielo-pietra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24852","title":{"rendered":"Il borgo andaluso costruito sotto un cielo di pietra"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/K2uULsbnWmQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24855\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24855\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Setenil-de-las-Bodegas-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Setenil-de-las-Bodegas-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Setenil-de-las-Bodegas-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Setenil-de-las-Bodegas.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un fatto relativamente poco noto, tra gli studiosi superficiali della storia d&#8217;Europa, che Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona, la cui unione era destinata a creare la pi\u00f9 grande e salda nazione della loro epoca, avevano in realt\u00e0 lo stesso cognome ancor prima di sposarsi: di Trast\u00e0mara. Questo perch\u00e9 si trattava, in effetti, di cugini di secondo grado. Ragione per cui dovettero ottenere, prima del grande passo, un permesso speciale dal papa\u00a0Innocenzo VIII, al fine di non commettere incesto dinnanzi a Dio e la loro intera famiglia. Certo, persino le pi\u00f9 radicate ed antiche convenzioni sociali vengono meno, di fronte alle necessit\u00e0 politiche del sangue regale. Ma neppure la pi\u00f9 alta autorit\u00e0 religiosa in Terra potrebbe mai cambiare leggi imprescindibili della natura. Cos\u00ec si racconta in patria, che in un momento imprecisato tra il 1482 e il 1484, durante il feroce assedio che diede l&#8217;inizio alla guerra di Granada, in grado di porre fine al lungo periodo della Reconquista, scacciando definitivamente gli Arabi dalla terra di <em>al-Andalus<\/em>, la regina improvvisamente abort\u00ec. Si trattava del primo figlio maschio della coppia, destinato ad essere chiamato Sebastiano. Secondo alcune versioni del racconto, la madre si trovava proprio in quel momento, assieme al marito, alla testa dell&#8217;esercito di duemila cavalieri reclutati secondo la legge feudale dal territorio del marchese di C\u00e0diz, e posizionati a distanza di sicurezza dalle porte di un&#8217;imprendibile fortezza. Il nome di quel luogo: Setenil de las Bodegas, dal latino &#8220;Septem Nihil&#8221; il che voleva dire &#8220;per sette volte, Nulla&#8221; facendo riferimento alla quantit\u00e0 di assalti compiuti in passato, contro le truppe del sultano asserragliate tra quelle mura, senza riuscire a sconfiggerlo in alcun modo. Le ragioni erano molteplici, ma soprattutto di natura geografica e topografica. La citt\u00e0-fortezza in questione, in effetti, si trovava costruita sopra e tutto attorno ad una delle grandi rocce metamorfiche che affiorano tutt&#8217;ora nella parte meridionale della Spagna, un residuo indiretta dell&#8217;era preistorica in cui la placca continentale africana si trov\u00f2 a spingere contro quella europea. Tanto che persino un osservatore militare, comprensibilmente irritato dall&#8217;intera faccenda, non avrebbe potuto fare a meno di ammirare l&#8217;ingegno e la costanza con cui gli abitanti del pueblo avevano sfruttato la forma stessa del monolite, per proteggersi almeno in parte dagli elementi, senza tuttavia mancare di costruire delle facciate convenzionali, dando l&#8217;impressione che le loro case ed interi quartieri fossero stati parzialmente inglobati dalla montagna. Questo luogo, anche ammesso si fosse riusciti ad entrarvi, sarebbe stato un vero incubo da conquistare secondo le regole della guerra convenzionale, con le sue strade strette e tortuose, dove un affiatato manipolo avrebbe potuto fermare per giorni anche un&#8217;armata dieci volte pi\u00f9 grande di numero ed armata di tutto punto.<br \/>\nFatto sta che ad un tratto, le regole d&#8217;ingaggio subirono un drastico mutamento. Secondo la tipica narrazione nebulosa di taluni contesti medievali, la ragione di ci\u00f2 andrebbe ricercata nel nome dell&#8217;eremo religioso situato oggi fuori dalle porte cittadine, noto con l&#8217;appellativo di San Sebastiano. Esso costituirebbe, in effetti, l&#8217;omaggio postumo al figlio mai abortito della regina Isabella, fatto costruire immediatamente dopo l&#8217;ottavo, ed ultimo assedio della citt\u00e0. La perdita di un figlio \u00e8 notoriamente un esperienza che pu\u00f2 cambiare radicalmente l&#8217;umore di una persona. E quando tale individuo, secondo le regole di un tempo lontano, ha il controllo assoluto e indiscutibile sulle manovre di un esercito impegnato in una delicata campagna militare, cose eccezionali possono accadere. Cose terribili. O spaventose. Fu cos\u00ec che Ferdinando, lo stesso uomo che aveva sposato la futura &#8220;Protettrice della Chiesa&#8221; contro il volere delle rispettive famiglie, dando inizio a una sanguinosa ma necessaria guerra civile contro il fratello di lei, ritrov\u00f2 d&#8217;un tratto tutta la spietatezza di un tempo, ed ordin\u00f2 che la fortezza venisse rasa completamente al suolo. Ora non \u00e8 del tutto immediato, comprendere cosa ci\u00f2 comportasse nel XV secolo europeo, assai prima dell&#8217;invenzione del tritolo e della dinamite. Fatto sta che i regnanti spagnoli disponevano, gi\u00e0 a quel tempo, del non-plus ultra dell&#8217;artiglieria di produzione italiana, con cannoni e polvere da sparo in quantit\u00e0 sufficiente da aver fatto identificare questo assedio di Setenil, in taluni circoli, come una sorta di anticipazione del bombardamento futuro di Guernica, una delle pi\u00f9 terribili atrocit\u00e0 della <em>guerra civ\u00ecl<\/em>, immortalata nel celebre ed omonimo quadro di Picasso. Sotto questo, e innumerevoli altri punti di vista, la guerra di Granada fu il primo conflitto moderno della storia europea. La citt\u00e0 nella roccia, tuttavia, non pot\u00e9 fare a meno di sopravvivere. A suo modo&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24856\" aria-describedby=\"caption-attachment-24856\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/WJhekKGtLmA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24856\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24856 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Setenil-de-las-Bodegas-Drone-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Setenil-de-las-Bodegas-Drone-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Setenil-de-las-Bodegas-Drone-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Setenil-de-las-Bodegas-Drone.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24856\" class=\"wp-caption-text\">La candida colorazione delle mura dona al pueblo di Setenil un aspetto estivo e leggiadro, quasi si trattasse di una tipica cittadina costiera. Ma le coste di Malaga e Gibilterra, in realt\u00e0, sono ben lontane.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fortuna volle che Setenil, indipendentemente da chi la governava, restasse una risorsa strategica di primaria importanza nel territorio del Cadice, nell&#8217;estrema punta meridionale dell&#8217;attuale nazione spagnola. E che la parte pi\u00f9 significativa delle sue ricchezze, contrariamente a\u00a0 quanto si potesse pensare, non si trovasse affatto all&#8217;interno delle mura, bens\u00ec nei campi circostanti, dove i contadini locali coltivavano il grano ed allevavano armenti i cui prodotti erano celebri nell&#8217;intero territorio del sultanato Nasride sotto l&#8217;egida dell&#8217;emiro Boabdil. Per uno scherzo del destino, poi, sarebbe stato proprio qui che avrebbero trovato terreno fertile gli allevamenti del maiale per il chorizo, rinnovando forse una tradizione che aveva l&#8217;origine all&#8217;epoca degli antichi Romani. Cos\u00ec che, una volta che le forze unificate di Castiglia ed Aragona si furono raccolte ai suoi piedi, per continuare la marcia che avrebbe imposto l&#8217;unit\u00e0 politica e religiosa, a qualunque costo, sui territori <em>de jure\u00a0<\/em>facenti parte dell&#8217;eredit\u00e0 dei Re Cattolici, la pueblo sulla roccia fu dato modo di riprendersi, trovando a suo modo, una nuova epoca di serenit\u00e0 e fiducia. Con la stessa laboriosit\u00e0 che aveva caratterizzato questo popolo da tempi antichissimi (secondo alcuni, la regione sarebbe stata abitata dagli umani per un periodo di quasi 25.000 anni) Setenil de las Bodegas fu ricostruita, con un grande dispendio di risorse, materiali e manodopera, forse fornita da quella stessa autorit\u00e0 che, in un momento d&#8217;ira, l&#8217;aveva fatta radere al suolo. Fino all&#8217;acquisizione, svariate decadi dopo, dell&#8217;aspetto che possiede tutt&#8217;ora.<br \/>\nMagnifica e singolare, totalmente unica nel suo scenario d&#8217;appartenenza: questa \u00e8 Setenil. Un paese il quale, piuttosto che essere arroccato sulla montagna, o costruito al suo interno come nel caso di talune comunit\u00e0 trogloditiche tutt&#8217;altro che ignote in questo contesto geografico, ne diventa una parte fluida, entrando ed uscendo in alternanza dai suoi recessi pi\u00f9 preminenti o talvolta, scoscesi. L&#8217;acqua del Rio Guadalporc\u00fan, fiume dalla corrente vorticosa, scorre al di sotto dell&#8217;area abitata, offrendo un contrasto scrosciante all&#8217;inamovibile pesantezza della montagna. Gli edifici stessi del paese, dal canto loro, forniscono un altro dei nomi assegnati a questa comunit\u00e0: El Pueblo Bianco, facendo riferimento alla colorazione di tali mura, talvolta niente di pi\u00f9 che una facciata costruita dinnanzi a abitazioni scavate nella nuda pietra, in un ingegnoso connubio tra tecnologia e natura. Fornendo inoltre un vantaggio tutt&#8217;altro che indifferente nelle caldi estati del meridione, strade ombrose e un perfetto isolamento termico, come ben pochi altri luoghi possono vantare in tutta l&#8217;Andalusia. Tra gli edifici di maggiore importanza storica ed architettonica, vanno citati i due eremi religiosi, tra cui quello di San Sebastiano nonch\u00e9 un&#8217;importante chiesa, un ospedale ed un seminario risalenti all&#8217;epoca successiva del XVII secolo e il successivo. A partire dal 1800 quindi, come molti altri paesi del Cadice, Setenil si trova di nuovo a dover combattere, questa volta assai meno organizzata e letale, contro i guerriglieri locali al soldo del Primo Impero francese nel conflitto noto come guerra d&#8217;indipendenza spagnola. Ma ormai nessuno a questo punto, si sarebbe sognato d&#8217;immaginare una nuova sconfitta del popolo asserragliato sul pi\u00f9 antico e storicamente rilevante fra tutti i macigni d&#8217;Andalusia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24854\" aria-describedby=\"caption-attachment-24854\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/T_9CV-WHq_I\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24854\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24854 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Setenil-de-las-Bodegas-Fiesta-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Setenil-de-las-Bodegas-Fiesta-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Setenil-de-las-Bodegas-Fiesta-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Setenil-de-las-Bodegas-Fiesta.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24854\" class=\"wp-caption-text\">La festa di questo paese si tiene durante la Settimana Santa, con una processione organizzata dalla confraternita della Santa Vera Cruz (cappucci bianchi) e quella di Nuestro Padre Jes\u00fas (cappucci neri). I costumi religiosi di quest&#8217;area della Spagna sarebbero stati in seguito imitati dai membri dell&#8217;associazione razzista statunitense del Ku Klux Klan.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Persino da una grande tragedia pu\u00f2 nascere, talvolta, qualcosa di buono. E la guerra di Granda, pur con tutti i suoi risvolti pi\u00f9 cupi e terribili, avrebbe posto le basi per una nuova et\u00e0 dell&#8217;oro per il territorio appartenente all&#8217;odierna Spagna, con grandi processi scientifici e una totale unit\u00e0 politica grazie al sistema delle Fratellanze armate. La coppia dei Re Cattolici implement\u00f2 significative riforme ed un sistema di tassazione pi\u00f9 razionale, che permise, tra le altre cose, di finanziare il viaggio di Cristoforo Colombo in &#8220;India&#8221; con tutte le implicazioni storiche a cui questo, purtroppo, ci avrebbe portato. Isabella e Ferdinando, tuttavia, restarono sempre largamente intolleranti verso le religioni e culture disallineate a quella della chiesa romana, perseguitando con trattamenti iniqui, ancora una volta, il popolo degli ebrei.<br \/>\nIl loro motto passato alla storia sarebbe stato &#8220;<em>Tanto monta, monta tanto, Isabel como Fernando<\/em>&#8221; con un riferimento al fatto che sia lui che lei, contrariamente alle usanze dell&#8217;epoca, avrebbe avuto il pieno diritto d&#8217;impugnare lo stesso scettro del potere, prendendo delle decisioni che l&#8217;altro non si sarebbe poi mai sognato di mettere in discussione. Nel 1492, come da programma, le armate di Castiglia ed Aragona presero finalmente Granada, impossessandosi del magnifico complesso dell&#8217;Alhambra, il palazzo da cui avrebbero continuato a regnare. Il loro unico figlio maschio noto alle cronache ufficiali tuttavia,\u00a0Giovanni di Trast\u00e1mara, soffriva di salute cagionevole e nel 1497, durante una visita a Salamanca, si ammal\u00f2 di febbre e mor\u00ec. Anche la sua vedova, gi\u00e0 incinta all&#8217;epoca della sua dipartita, fin\u00ec per abortire. Il regno pass\u00f2 quindi a sua sorella Isabella, poi a Giovanna la pazza e suo figlio Carlo V.<br \/>\nA eterna rimembranza che non importa quanto sia potente la tua dinastia, le leggi della genetica non perdonano ed in ultima analisi, vanno rispettati ancor pi\u00f9 di quelle stilate dagli uomini, su pezzi di carta che non potranno mai prevalere. Neppure sulla stolida pervicacia di un grosso macigno, abbandonato da qualche gigante tra le verdi valli dell&#8217;Andalusia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un fatto relativamente poco noto, tra gli studiosi superficiali della storia d&#8217;Europa, che Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona, la cui unione era destinata a creare la pi\u00f9 grande e salda nazione della loro epoca, avevano in realt\u00e0 lo stesso cognome ancor prima di sposarsi: di Trast\u00e0mara. 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