{"id":24804,"date":"2018-01-20T06:30:33","date_gmt":"2018-01-20T05:30:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24804"},"modified":"2018-01-20T06:30:33","modified_gmt":"2018-01-20T05:30:33","slug":"gli-aerei-dusseldorf-atterrano-la-tempesta-friederike","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24804","title":{"rendered":"Gli aerei di D\u00fcsseldorf che atterrano durante la tempesta Friederike"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/w4EQuM_t8Fo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24806\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24806\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Dusseldorf-Landing-Storm-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Dusseldorf-Landing-Storm-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Dusseldorf-Landing-Storm-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Dusseldorf-Landing-Storm.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le notizie dei telegiornali, i reportage cartacei, le testimonianze radiofoniche e il sentito dire sul Web, non possono sostituire l&#8217;esperienza diretta di una situazione critica, per il modo in cui essa pu\u00f2 riuscire a condizionarti, o rovinarti totalmente la giornata. E pu\u00f2 sembrare fin troppo spesso che le alterne vicende di nazioni relativamente distanti, in quanto situate all&#8217;altro lato di un continente, possano riguardarti ben poco. Finch\u00e9, alla velocit\u00e0 di un viaggio che ti porta oltre le nubi (per ragioni di famiglia, di lavoro etc&#8230;) non ti trovi nel velivolo che dovr\u00e0 posare le sue stesse ruote in mezzo a quello che potremmo anche definire, non del tutto metaforicamente, l&#8217;occhio stesso del ciclone. Nove morti all&#8217;attivo, case scoperchiate, autotreni rovesciati, interi boschi sradicati, coi tronchi gettati sulle strade come fossero stuzzicadenti. Scene di persone intente a camminare per la strada, quando una raffica improvvisa non soltanto le getta a terra, ma inizia a trascinarle via sul ruvido asfalto. Ci\u00f2 che questo inizio del 2018 ci ha portato, o per meglio dire ha portato ai nostri vicini francesi, tedeschi ed olandesi, \u00e8 una manifestazione del terrore stesso che si \u00e8 fatto vento, semplicemente il caso pi\u00f9 grave, in tal senso, verificatosi nel periodo degli ultimi 11 anni. E saranno in molti, al termine dell&#8217;episodio, a poter dire di aver vissuto tutto questo in maniera fin troppo diretta e coinvolgente. Ma forse nessuno quanto quel gruppo di malcapitati viaggiatori che, per uno scherzo del destino, avevano in programma di arrivare con l&#8217;aereo in una delle zone colpite proprio nella giornata del 18 gennaio, ovvero prima che entrassero in vigore i blocchi per precauzione di tutto il traffico volante in arrivo.<br \/>\nOra per chi non avesse mai avuto occasione di conoscerlo, l&#8217;Aeroporto Internazionale della citt\u00e0 di\u00a0D\u00fcsseldorf, base operativa della compagnia aerea Eurowings, \u00e8 una struttura spaziosa, moderna e conforme ai pi\u00f9 severi standard di sicurezza contemporanei. Le sue due piste, lunghe rispettivamente 3 e 2,7 Km, sono sufficientemente ampie da ospitare l&#8217;atterraggio dei pi\u00f9 grandi aerei passeggeri attualmente in servizio, caratteristica che gli permette, inoltre, di restare operativo al 100% con venti di traverso di fino a 30-35 nodi, ovvero il limite operativo massimo di aerei come il Boeing 737, il bimotore pi\u00f9 diffuso al mondo. Ma che succede quando le condizioni meteo s&#8217;inaspriscono improvvisamente, e le alte e basse pressioni causano degli spostamenti d&#8217;aria che iniziano a spostare l&#8217;aria a una velocit\u00e0 anche due volte superiore? Per prima cosa, si comunica la situazione ai piloti, affinch\u00e9 questi ultimi possano prendere una decisione informata in merito al fatto che sia il caso di proseguire, nonostante tutto, verso l&#8217;obiettivo designato, oppure cambiare l&#8217;ultima sezione della rotta, per portare i propri passeggeri al sicuro presso piste di atterraggio pi\u00f9 tranquille. Ma poich\u00e9 questa non \u00e8 sempre la scelta effettuata dai diretti interessati, a volte per direttive\u00a0 della linea aerea, altre per semplici considerazioni relative al carburante rimasto (\u00e8 sempre presente, ovviamente, un margine) potr\u00e0 capitare che pochi, o molti coraggiosi, si ritrovino a tentare nonostante tutto di arrivare a destinazione nel prefissato luogo ed orario. Ed \u00e8 allora, volenti o nolenti, che s&#8217;iniziano le danze.<br \/>\nIn questo video caricato sul canale Cargospotter, in realt\u00e0 parte di un&#8217;ampia collezione di scene simili che stanno comparendo da una parte all&#8217;altra di YouTube, alcuni appassionati di aviazione hanno compilato una compilation delle riprese dirette, effettuate con cellulari o videocamere, da coloro che hanno deciso di offrire una testimonianza di questo momento critico e, a dir poco, assolutamente estremo. \u00c8 semplicemente illuminante la maniera inversamente proporzionale alle dimensioni in cui i diversi aeromobili reagiscono alle forze in gioco, con un Bombardier Dash 8 (circa 70 passeggeri) che si avvicina al suolo alla maniera di un pianeta che sta per essere inghiottito da un buco nero. Mentre l&#8217;unico Airbus\u00a0A380 della sequenza, il singolo pi\u00f9 grande aereo passeggeri al mondo (fino a 853 persone a bordo) non sembrerebbe neppure risentire del vento, se non fosse per i rapidi movimenti osservabili del suo timone di coda. Fermo restando che siamo in una di quelle situazioni per cui, una volta che si fermano i motori, nessuno potrebbe fare a meno di trattenere un sincero respiro di sollievo&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24807\" aria-describedby=\"caption-attachment-24807\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/3IQVtO-kObs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24807\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24807 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Stormy-Landing-Yoke-Movements-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Stormy-Landing-Yoke-Movements-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Stormy-Landing-Yoke-Movements-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Stormy-Landing-Yoke-Movements.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24807\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;atterraggio degli aerei pi\u00f9 grandi durante una situazione con venti di traverso pu\u00f2 sembrare del tutto tranquilla vista da fuori. Ma la quantit\u00e0 ed intensit\u00e0 d&#8217;interventi sui comandi richiesti al pilota \u00e8 assolutamente impressionante.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In campo aeronautico, la definizione di <em>crosswind landing<\/em> include tutti quei casi in cui la direzione principale in cui soffia il vento \u00e8 perpendicolare alla linea centrale della pista d&#8217;atterraggio. Tutti gli aerei, ovviamente, sono condizionati dagli effetti delle perturbazioni dell&#8217;atmosfera terrestre, con un effetto variabile a seconda della velocit\u00e0 di spostamento indotta in un dato momento X. Condizione che si trova al suo minimo, e il momento maggiormente vulnerabile, proprio quando l&#8217;aeromobile si sta apprestando a ritornare dal posto in cui \u00e8 venuto, ovvero la solida (pi\u00f9 o meno) sicura terraferma. Il problema dei venti di traverso \u00e8 che non \u00e8 causano una semplice deviazione della rotta, bens\u00ec una letterale traslazione in senso latitudinale, spostando letteralmente l&#8217;aereo dalla sua direttiva d&#8217;arrivo ideale. Il che richiede, immancabilmente, un intervento rapido e sicuro sui comandi. La questione da tenere in considerazione, quando si sta pilotando un mezzo di trasporto in condizioni d&#8217;impiego non conformi a quelle ideali, \u00e8 che i suoi tempi di risposta possono risultare grandemente rallentati. Qualcuno ha citato, ad esempio, il paragone dell&#8217;auto da rally che deve affrontare una curva a gomito sul terreno fangoso. Caso in cui, il tocco leggero usato sui veicoli stradali non sortir\u00e0 il bench\u00e9 minimo effetto sulla traiettoria d&#8217;ingresso ed uscita. Richiedendo piuttosto numerosi, rapidi interventi sul volante, portato pi\u00f9 volte oltre 180 gradi di rotazione, prima da una parte, poi dall&#8217;altra. Immaginate quindi qualcosa di simile ma in tre dimensioni, con dietro una carlinga che pu\u00f2 pesare anche svariate decine di tonnellate e un intero piccolo villaggio di persone, potenzialmente del tutto terrorizzate (e come dargli torto). Inizierete quindi a comprendere perch\u00e9, esattamente, i piloti tendono a ricevere stipendi tanto alti. Non \u00e8 soltanto per gli orari, la disponibilit\u00e0 immediata ad ogni ora del giorno e della notte. E neppure, soltanto, il forte peso della responsabilit\u00e0. Ma forse, pi\u00f9 di ogni altra cosa, per la capacit\u00e0 di reagire agli imprevisti in condizioni di stress, riuscendo ad applicare alcune delle nozioni pi\u00f9 difficili risalenti al loro corso di addestramento, spesso rimaste per lo pi\u00f9 teoriche a distanza di parecchi anni.<br \/>\nCi sono, essenzialmente, tre tecniche per atterrare con il vento di traverso, chiamate in gergo <em>crab<\/em>, <em>de-crab<\/em> e <em>slip<\/em>. Nella prima, come facilmente desumibile dal nome (granchio, che cammina di traverso) s&#8217;imposta immediatamente una rotta diagonale rispetto a quella maggiormente intuitiva, facendo il possibile per mantenerla fino al momento in cui le ruote toccano terra. Si tratta di un approccio che costituisce un po&#8217; l&#8217;ultima risorsa, cos\u00ec che lo vediamo in uso suo malgrado, nel video di apertura, da parte del\u00a0Bombardier Dash 8 (<a href=\"https:\/\/youtu.be\/w4EQuM_t8Fo?t=32s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">0:32<\/a>) i cui passeggeri sul lato sinistro avranno avuto l&#8217;impressionante opportunit\u00e0 di vedere l&#8217;asfalto che si avvicinava diretto verso i loro occhi, presumibilmente spalancati dal terrore. La tecnica del <em>de-crab<\/em>, invece, messa in pratica\u00a0<a href=\"https:\/\/youtu.be\/w4EQuM_t8Fo?t=2m20s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">al minuto 2:20<\/a>\u00a0da un Boeing 737-300, prevede un avvicinamento similmente disallineato, con la differenza che nell&#8217;ultima sezione della manovra, l&#8217;imbardata viene corretta mediante l&#8217;uso della pedaliera, cos\u00ec che l&#8217;aereo possa toccare terra in modo del tutto convenzionale. Il sistema dello <em>slip, <\/em>invece, si basa su un principio diverso: molto prima di trovarsi in corrispondenza della pista, si raddrizza il muso, puntando dritti nel senso di marcia. Avendo cura, tuttavia, che la direzione in cui ci si sta muovendo non sia perfettamente allineata con il centro della pista, bens\u00ec traslata in senso latitudinale verso la direzione da cui soffia il vento. Sar\u00e0 quindi quest&#8217;ultimo, con la sua meteorologica insistenza, a correggere l&#8217;andamento dell&#8217;aereo, permettendogli di toccare terra in tutta sicurezza. Questa manovra, tendenzialmente pi\u00f9 difficile, viene generalmente consigliata con aerei dalla massa complessiva pi\u00f9 imponente (vedi <a href=\"https:\/\/youtu.be\/w4EQuM_t8Fo?t=7m41s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l&#8217;Airbus a 7:41<\/a>) e se eseguita correttamente, permetter\u00e0 ai passeggeri di giungere a terra senza aver, effettivamente, notato alcunch\u00e9 d&#8217;inusuale. Secondo il principio per cui un atterraggio sofferto, generalmente, viene applaudito. Ma uno perfettamente eseguito, non riceve nessun tipo di onore. Perch\u00e9 non ti accorgi assolutamente del suo grado di difficolt\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24805\" aria-describedby=\"caption-attachment-24805\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TCUHQ_-l6Qg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24805\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24805 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/B-52-Crosswinds-Landing-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/B-52-Crosswinds-Landing-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/B-52-Crosswinds-Landing-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/B-52-Crosswinds-Landing.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24805\" class=\"wp-caption-text\">Gli aeromobili ottimizzati per gli atterraggi di tipo <em>crab<\/em> devono esseri forniti della particolare caratteristica di un carrello capace di sterzare con tutte le ruote, un approccio costruttivo per cui \u00e8 famoso il velivolo militare B-52. Altrimenti, qualche danno agli pneumatici sar\u00e0 pressoch\u00e9 garantito.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volare \u00e8 una funzione irrinunciabile della vita moderna, che permette alle persone di svolgere mansioni complesse sul suolo di nazioni pienamente distinte. Consentendoci, inoltre, di sperimentare in prima persona contesti sociali nuovi rispetto al nostro luogo di nascita ed appartenenza. Proprio per questo ci sono persone, normalmente terrorizzate dalle altezze, che una volta preso posto in una di quelle cabine, semplicemente dimenticano la loro stessa esistenza fisica, immaginando di trovarsi gi\u00e0 a destinazione.<br \/>\nVi sono dei casi estremi, tuttavia, in cui questa forma di meditazione diventa difficile, per non dire totalmente inaccessibile ai pi\u00f9. A questo punto, non possiamo far altro che sperare che la tempesta Friederike esaurisca quanto prima la portata spropositata della sua furia. Certe terribili esperienze umane, sarebbe meglio sperimentarle unicamente all&#8217;interno dei simulatori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutte le notizie dei telegiornali, i reportage cartacei, le testimonianze radiofoniche e il sentito dire sul Web, non possono sostituire l&#8217;esperienza diretta di una situazione critica, per il modo in cui essa pu\u00f2 riuscire a condizionarti, o rovinarti totalmente la giornata. 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