{"id":24697,"date":"2018-01-05T06:27:54","date_gmt":"2018-01-05T05:27:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24697"},"modified":"2018-01-05T06:35:02","modified_gmt":"2018-01-05T05:35:02","slug":"lartista-dei-graffiti-sospesi-gli-alberi-della-foresta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24697","title":{"rendered":"L&#8217;artista dei graffiti sospesi tra gli alberi della foresta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/MoeiJWEb41w\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24698\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24698\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Cellograf-Dino-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Cellograf-Dino-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Cellograf-Dino-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Cellograf-Dino.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le questioni portate finalmente all&#8217;attenzione del pubblico all&#8217;inizio di questo 2018, figura in maniera preponderante quello della plastica usa e getta dei sacchetti del supermercato. In questa sua nuova versione biodegradabile, dal costo di un paio di centesimi necessariamente a carico del consumatore. Utile, inutile, sensata, iniqua perch\u00e9 non utile (soprattutto quest&#8217;ultima cosa, per lo meno nell&#8217;opinione di chi produce il maggior numero di diatribe online) ma una cosa \u00e8 certa: in un paese in cui esistesse un adeguata cultura ed infrastrutture finalizzate al riciclo, non ci sarebbe alcuna necessit\u00e0 di limitare l&#8217;impiego del problematico materiale. Il cui impatto ambientale, in assenza di un&#8217;adeguata catena di smaltimento, pu\u00f2 essere niente meno che devastante. Certo: quello che l&#8217;uomo fa, attraverso l&#8217;elaborazione polimerica dei benzeni, non pu\u00f2 essere dissolto da semplici processi biologici o di erosione. La stessa natura invincibile del materiale \u00e8 a noi estremamente chiara, quando prendiamo in considerazione l&#8217;alta quantit\u00e0 di processi, potenzialmente distruttivi, attraverso cui vengono fatti transitare molti dei nostri prodotti di uso quotidiano. E uno di questi \u00e8 certamente la produzione del cellophane: la pellicola trasparente ed impermeabile dai molti usi, inventata originariamente dal chimico svizzero Jacques E. Brandenberger nel 1908, per salvare la sua tovaglia da potenziali macchie di vino rosso. Facendo passare una certa quantit\u00e0 di viscosa, essenzialmente il tessuto artificiale prodotto dalla cellulosa, mescolata con alcaloidi e solfuro di carbonio, all&#8217;interno di una sottile fessura in un bagno d&#8217;acido, trasformandola nel sottile film trasparente che noi tutti ben conosciamo ed usiamo normalmente per preservare dall&#8217;ossigeno il cibo. Interessante! Che sostanze considerate normalmente dei veleni, attraverso un trattamento ed una procedura adeguata, possano trasformarsi in involucri del tutto degni della nostra fiducia. Questa imprescindibile tendenza alla mutazione, del resto, \u00e8 comune a molte tecniche e procedure frutto dell&#8217;epoca contemporanea. Comprese quelle propriamente appartenenti al settore dell&#8217;arte.<br \/>\nEvgeny Ches \u00e8 l&#8217;artista russo che sta in una certa misura sdoganando, in queste ultime settimane, un&#8217;interessante approccio al disegno con la bomboletta spray che ebbe origine nel 2009, grazie a un&#8217;invenzione dei due celebri graffitari francesi Kanos e Astro, operativi principalmente nella zona delle <em>banlieue\u00a0<\/em>parigine: verniciare non pi\u00f9 direttamente sulle pareti di propriet\u00e0 pubblica o privata, arrecando oggettivamente un significativo disturbo alle convenzioni funzionali del contesto urbano. Bens\u00ec farlo sopra una superficie che potremmo definire, per analogia con il nostro discorso iniziale, riciclabile, ovvero conforme al concetto modernamente pratico dell&#8217;usa e getta. E quando vi dir\u00f2 il nome di questa categoria d&#8217;arte, immediatamente ne comprenderete il nesso: cellograff, ovvero, apporre la propria grafica sulla cellulosa. Fare della plastica, una virt\u00f9. Ci sono alcuni significativi vantaggi ed almeno un enorme svantaggio, nell&#8217;intera faccenda applicata alle esigenze tipiche dell&#8217;artista urbano. Il cellophane \u00e8: pratico, leggero, utile a non infrangere seriamente la legge, poich\u00e9 pu\u00f2 essere facilmente rimosso al termine della creazione artistica, preservando al 100% la superficie sottostante. Il cellophane non \u00e8, invece, in alcun modo preservabile o duraturo. Il che trasforma subito l&#8217;opera del creativo in qualcosa di effimero e transitorio, una vera e propria <em>performance art<\/em>, creata principalmente per essere fotografata, o con la finalit\u00e0 di mostrare al pubblico il processo stesso della sua creazione. La sua qualit\u00e0 addizionale inizialmente pi\u00f9 trascurata, eppure cos\u00ec importante, fu tuttavia un&#8217;altra: l&#8217;essere del tutto trasparente. Ben presto i due parigini scoprirono infatti che il modo pi\u00f9 pratico per preparare la loro &#8220;tela&#8221; era quello di avvolgere la titolare pellicola facendo la spola tra due oggetti cilindrici, generalmente dei segnali stradali o una coppia di lampioni. Facendo cos\u00ec in modo che il fondale, osservabile attraverso gli spazi vuoti del disegno, tag o opera figurativa, diventasse una parte fondamentale della composizione. Una soluzione a partire dalla quale, il nostro Evgeny non ha potuto fare a meno di chiedersi, e se invece degli arredi artificiali facenti parti del contesto urbano, decidessi di utilizzare degli arbusti cresciuti naturalmente nel bel mezzo della natura?<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24699\" aria-describedby=\"caption-attachment-24699\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/5WeowjgDhPY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24699\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24699 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Cellograf-Retrospective-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Cellograf-Retrospective-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Cellograf-Retrospective-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Cellograf-Retrospective.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24699\" class=\"wp-caption-text\">Una delle installazioni artistiche pi\u00f9 famose di Kanos e Astro resta quella realizzata nel 2015 nella sala di Roublot a Fontenay-sous-Bois, consistente di un grande cubo di cellophane e svariate strisce sospese dal soffitto, ricoperte dalle intriganti composizioni della street art.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensate, per un attimo, a quanto una scelta come quella dell&#8217;artista russo sia effettivamente rivoluzionaria: ecco un&#8217;arte nata in un contesto primariamente abusivo, il cui significato primario \u00e8 in un certo senso l&#8217;opera di ribellione che sottintende (alcuni si chiedono se gi\u00e0 il cellograff possa effettivamente definirsi un &#8220;graffito&#8221;) trasformata in una ricerca di armonia con ci\u00f2 che veniva prima, l&#8217;impersonale ed assoluto ambiente che risulta dalla crescita sregolata delle piante. Voglio dire, citt\u00e0 e foresta hanno persino dei punti in comune. Entrambe sono dense, trafficate, piene di vita. Il sole vi penetra talvolta a fatica. Ma i contenuti? Qui occorre effettuare un distinguo. O semplicemente rilevare quello, cos\u00ec abilmente, definito dall&#8217;opera stessa di Evgeny\u00a0Ches, che piuttosto che comunicare un messaggio attraverso i suoi cellograff, ha scelto di dare spazio ai sentimenti. Nello specifico quelli sollevati da una serie di ritratti, tecnicamente proporzionati e quasi del tutto privi di difetti, di quello che\u00a0 ti aspetteresti per l&#8217;appunto di trovare via dal cemento e l&#8217;asfalto dei centri abitati: animali. Creature come l&#8217;orso polare, lo scimpanz\u00e9 con bomboletta in mano o uno scoiattolo gigante, intento nell&#8217;attivit\u00e0 per lui fondamentale di rosicchiare un qualcosa di pi\u00f9 o meno commestibile, raccolto tra le infinite sterpaglie del sottobosco. Menzione a parte merita poi il dinosauro, presumibilmente un&#8217;interpretazione fantasiosa di un\u00a0dromeosauride appartenente alla famiglia dei velociraptor, che sembra proprio sbucare da dietro un pino per bloccare la strada a un malcapitato escursionista. (Merito, senz&#8217;altro, dell&#8217;effetto tridimensionale creato dall&#8217;innata trasparenza del cellophane) Si tratta di soggetti che sembrerebbero, almeno basandosi sul <a href=\"http:\/\/evgenyches.com\/collection\/all\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">catalogo del sito dell&#8217;artista<\/a>, un significativo cambio di rotta rispetto ai soggetti normali della sua arte, pi\u00f9 instradati su un tipo particolarmente accessibile di Pop Art, che parla di Batman, Topolino e Super Mario.<br \/>\nOsservando queste creazioni boschive, ad ogni modo, \u00e8 possibile apprezzare la sapienza tecnica e l&#8217;intelligenza delle soluzioni operative impiegate nel particolare segmento artistico del cellograf, che non \u00e8 una mera applicazione differente delle tecniche del graffitaro. Bens\u00ec un&#8217;adattare, i propri movimenti con la bomboletta, ad una superficie tutt&#8217;altro che stabile, che oscilla continuamente nel vento, e pu\u00f2 spesso presentarsi come concava o convessa. Proprio per questo, \u00e8 importante che il soggetto selezionato sia immediatamente chiaro per l&#8217;osservatore, anche nel caso in cui egli si trovi a valutarlo in presenza di un certo grado di deformazione. Un altro aspetto da considerare \u00e8 la qualit\u00e0 del cellophane, che non dovr\u00e0 essere del tipo normalmente usato per conservare i cibi, troppo delicato ed incapace di trattenere la vernice, bens\u00ec proveniente da un contesto pi\u00f9 prettamente industriale e quindi sensibilmente pi\u00f9 costoso. Si parla, grosso modo, di 15-20 euro per un rotolo da 30 metri.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24700#main\" rel=\"attachment wp-att-24700\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24700\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Bear-500x500.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Bear-500x500.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Bear-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Bear-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Bear.jpg 880w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sarebbe stranamente adeguato, a questo punto, concludere definendo la pratica del cellograf come un approccio ecologicamente responsabile che aiuta a migliorare le condizioni dell&#8217;ambiente. Mentre in effetti, da questo punto di vista \u00e8 difficile rilevare alcunch\u00e9 di particolarmente positivo: nell&#8217;intera faccenda non sono coinvolti materiali di recupero, n\u00e9 il messaggio appare particolarmente conduttivo ai preziosi valori dell&#8217;ecologia. Questo perch\u00e9 ci\u00f2 che viene salvato da questo nuovo approccio ai graffiti \u00e8 semmai un altro tipo di ambiente, ovvero quello completamente artificiale delle grandi citt\u00e0. Da questo punto di vista, la pellicola inventata da\u00a0Brandenberger \u00e8 niente meno che risolutiva: niente pi\u00f9 fughe al chiaro di luna dal poliziotto di quartiere, nessuno sgradevole risveglio al mattino, soltanto per scoprire che la propria parete o serranda \u00e8 stata rivendicata da qualche giovane poco incline al rispetto dell&#8217;autorevole convenzione. Certo, pu\u00f2 sembrare strano affermare che un muro nudo sia migliore di quello decorato gratuitamente di un qualche aspirante Michelangelo o Rembrandt dei tempi moderni. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che di uno realmente meritevole, ve ne sono dozzine ancora intenti a fare esperimenti con la propria geometrica &#8220;firma&#8221; tutt&#8217;altro che esteticamente appagante all&#8217;occhio dei non iniziati.<br \/>\nE per quanto concerne la questione ambientalista, niente paura: lo stesso Evgeny ha assicurato, a svariate testate del Web, di assicurarsi di rimuovere tutti i materiali impiegati successivamente al completamento e la documentazione di ciascuna opera. Forse con la comprensibile, ma non del tutto evitabile, eccezione degli spruzzi accidentali di vernice. Certo bisognerebbe poi chiedersi, se il cellophane colorato sia ancora adatto a procedure di riciclo. Qualche piccolo sacrificio, del resto, dovr\u00e0 pur essere concesso ai creativi delle nuove forme d&#8217;arte. Anche questo \u00e8 progresso, culturale piuttosto che materiale, figurativo, e proprio per questo degno di un diverso tipo di considerazione.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24701#main\" rel=\"attachment wp-att-24701\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24701\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Squirrel-500x500.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Squirrel-500x500.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Squirrel-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Squirrel-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Squirrel.jpg 880w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24703#main\" rel=\"attachment wp-att-24703\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24703\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Chimp-500x500.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Chimp-500x500.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Chimp-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Chimp-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2018\/01\/Evgeny-Ches-Chimp.jpg 880w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le questioni portate finalmente all&#8217;attenzione del pubblico all&#8217;inizio di questo 2018, figura in maniera preponderante quello della plastica usa e getta dei sacchetti del supermercato. 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