{"id":24647,"date":"2017-12-29T06:33:43","date_gmt":"2017-12-29T05:33:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24647"},"modified":"2017-12-29T07:44:11","modified_gmt":"2017-12-29T06:44:11","slug":"la-strana-assenza-dei-comignoli-sui-grattacieli-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24647","title":{"rendered":"La strana assenza dei comignoli sui grattacieli di New York"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/mAB1gesb8cQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24650\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24650\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/New-York-Steam-System-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/New-York-Steam-System-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/New-York-Steam-System-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/New-York-Steam-System.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 del tutto insolita la linea di pensiero che ci porta a definire l&#8217;innata &#8220;personalit\u00e0&#8221; di un luogo. Come per l&#8217;inclinazione a individuare volti nelle nubi, nelle pietre, nelle forme del paesaggio, ogni agglomerato abitativo superiore agli otto milioni milioni di persone, ovvero una metropoli o persino megalopoli, pu\u00f2 essere accostata ai suoi abitanti, come se costituisse la somma ultima delle loro aspirazioni, desideri, piccoli difetti quotidiani. Ma se questo \u00e8 vero dal punto figurativo, qual&#8217;\u00e8 allora l&#8217;effettiva &#8220;voce&#8221; di una simile entit\u00e0? Dipende dai punti di vista. Secondo alcuni, il chiasso della gente per le strade, che si sovrappone in un unico suono disarticolato. Secondo altri, il suono che continua nella notte dai vecchi termosifoni. \u00c8 questa un&#8217;esperienza che \u00e8 stata sperimentata da pi\u00f9 di un affittuario, trasferitosi per studio o per lavoro nella Grande Mela, soltanto per esserne svegliato nella notte, di un inverno cupo e sotto zero. Trovarsi cos\u00ec ad ascoltare il ritmo irregolare di una serie di colpi, come dispettose martellate, portate sul bersaglio da uno gnomo dispettoso che abita nei tubi del riscaldamento. Inframezzato dai suoi sibili fischianti, di una rabbia animalesca e primordiale, mentre tenta di attirare la nostra attenzione. Il che, in un certo senso, \u00e8 esattamente quello che sta succedendo. Se interpretiamo l&#8217;umanoide dal cappello a punta come una metafora del primo segno del progresso, e il suo martello una protesta verso chi l&#8217;ha ormai dimenticato. Anche il fumo che esce dei tombini, un&#8217;altra nota prerogativa locale, \u00e8 un frutto del suo costante lavor\u00eco.<br \/>\nUn fastidio non indifferente, che tuttavia parla di un preciso attimo nel corso della storia. Sussurando, tramite quest&#8217;arcana versione del codice Morse, di un singolo momento noto come Grande Tempesta di Neve del 1888, che nel giro della singola notte tra l&#8217;11 e il 12 marzo, paralizz\u00f2 e devast\u00f2 l&#8217;intera citt\u00e0 di New York, il Massachusetts, Rhode Island e il Connecticut come pochi altri fenomeni sarebbero riusciti a fare nel corso della loro storia. Qualificata come uno dei fenomeni atmosferici pi\u00f9 grave mai verificatosi negli interi Stati Uniti, con oltre 150 cm di coltre candida e venti fino 72 Km\/h, sufficienti a spazzare via, letteralmente, ogni cavo elettrico che fosse stato collocato al di sopra del livello stradale. 200 navi andarono distrutte e l&#8217;intero sistema dei telegrafi rest\u00f2 isolato, mentre gli stessi pompieri non riuscivano a montare una campagna di soccorsi dalle loro caserme, ormai irraggiungibili con mezzi a motore. Quando oltre una settimana dopo, quindi, il servizio ferroviario ricominci\u00f2 a funzionare, e le persone poterono uscire dalle loro case per azzardare una stima dei danni (l&#8217;equivalente odierno di 670 milioni di dollari) si diede inizio al laborioso processo di ricostruzione. Una strada dopo l&#8217;altra, i tecnici civili scavarono le tracce necessarie per passare ad un metodo di distribuzione dell&#8217;energia elettrica che non fosse pi\u00f9 soggetto ai capricci occasionali del vento. Ma mentre si trovavano l\u00ec, con lo schema della nuova rete chiaramente evidenziato dal passaggio dei loro strumenti di scavo, ricevettero una nuova direttiva dall&#8217;amministrazione centrale: disporre, gi\u00e0 che c&#8217;erano, dei tubi del vapore. Il tutto per una presa di coscienza ormai largamente assodata: gi\u00e0 sull&#8217;isola di Manhattan, stavano venendo gettate le fondamenta di un nuovo tipo di edifici. Luoghi come il World Building dell&#8217;omonimo giornale, dotati non di 5 o 6 piani, bens\u00ec 20, per un&#8217;altezza di 94 metri antenna esclusa. O la sede della Manhattan Life Insurance Company, che avrebbe potuto vantare un tetto all&#8217;altezza di ben 106. La gente iniziava a cogliere, in quei giorni, la direzione urbanistica che stava venendo intrapresa dalla classe al potere dei capitalisti, ed iniziava preoccupata ad interrogarsi sull&#8217;indomani: &#8220;Che cosa succeder\u00e0 sopra le nostre teste&#8230;&#8221; si chiedevano Joe &amp; Stacy, uomo e donna della strada: &#8220;&#8230;Quando di edifici simili ce ne saranno dozzine, magari abitati da molte migliaia di famiglie, ciascuna dotato della sua cucina e caldaia per il riscaldamento?&#8221; L&#8217;esempio della Londra industrializzata, in quegli anni, era fin troppo noto a livello internazionale, un luogo perennemente avvolto dalla foschia, i cui cittadini non vedevano il cielo limpido ormai da almeno un paio di generazioni.<br \/>\nMa questo particolare dramma della troppo rapida modernizzazione, qui, non avrebbe mai avuto modo di raggiungere il suo culmine pi\u00f9 drammatico e soffocante. Grazie a una risorsa particolarmente trasformativa: la pi\u00f9 grande infrastruttura al mondo di riscaldamento cittadino centralizzato, a partire da grandi impianti di cogenerazione dell&#8217;energia. Con un piccolo problema: i termosifoni a vapore, in assenza di manutenzione, tendono a intrappolare piccole quantit\u00e0 d&#8217;acqua che inizier\u00e0 a rimbalzare tra i tubi, producendo un bel po&#8217; di rumore&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24649\" aria-describedby=\"caption-attachment-24649\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6uryDBR1iKM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24649\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24649 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/New-York-Steam-Sensors-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/New-York-Steam-Sensors-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/New-York-Steam-Sensors-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/New-York-Steam-Sensors.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24649\" class=\"wp-caption-text\">Un tecnico della Con Edison, compagnia che ha ricevuto in gestione l&#8217;antico impianto, mostra orgogliosamente i nuovi sensori che stanno venendo in questi anni installati lungo tutta la rete, per ridurre le emanazioni di vapore indesiderate al livello della strada.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una questione che in effetti dovremmo porci, ogni volta che osserviamo una cartolina della citt\u00e0 pi\u00f9 grande e famosa dell&#8217;intero Nord America. New York, per sua stessa natura, \u00e8 probabilmente l&#8217;unica megalopoli in senso moderno ad aver iniziato a costruire i suoi pi\u00f9 alti palazzi prima dell&#8217;invenzione dell&#8217;aria condizionata funzionante grazie all&#8217;elettricit\u00e0, ad opera del rinomato ingegnere Willis Haviland Carrier nel 1902. Luoghi, questi, con letterali centinaia di termosifoni, e un numero soltanto lievemente inferiore di impianti di vario tipo che abbiano al necessit\u00e0 di una canna fumaria. Eppure, nessuna simile entit\u00e0 compare sopra i tetti degli edifici. Semplicemente perch\u00e9 tutto parte, e ritorna in seguito, sottoterra. La questione del vapore di New York \u00e8 una realt\u00e0 intrinseca della sua stessa esistenza, che tuttavia resta largamente ignota persino tra ampie fasce della popolazione che ci abita al giorno d&#8217;oggi. Chi ha mai detto, dopo tutto, che i tombini non emettono normalmente del fumo? &#8220;Dovr\u00e0 trattarsi semplicemente di un effetto della differenza di temperatura.&#8221; Afferma il figlio del nipote di quegli stessi John e Stacy, senza andare troppo a fondo nella sua indagine logica del problema. Mentre questo effettivamente succede, qui pi\u00f9 che in ogni altro luogo al mondo, in funzione dell&#8217;acqua che filtra naturalmente tra le pi\u00f9 microscopiche crepe del manto stradale, per trovarsi a contatto con dei condotti dalla temperatura media di 350 gradi. \u00c8 in effetti una realt\u00e0 largamente trascurata dall&#8217;opinione pubblica, bench\u00e9 scientificamente vera, che il vapore possa essere trasferito a distanza con un efficienza del tutto comparabile a quella dell&#8217;acqua corrente o dell&#8217;elettricit\u00e0. Permettendo, soprattutto nel caso di quest&#8217;ultima, di eliminare il dispendio di energia collaterale che va perduto, ogni qual volta si trasforma la tensione elettrica in calore o viceversa. Ma non finisce qui: questa forma gassosa espansa dell&#8217;acqua, che fluisce naturalmente lungo i tubi senza bisogno di pompe, pu\u00f2 essere usata anche per raffreddare gli ambienti. Il che \u00e8 la ragione, tra l&#8217;altro, per cui le accidentali e frequenti fumigazioni dei passanti newyorchesi continuano anche nel cuore dell&#8217;estate. Questo grazie al principio dei cosiddetti sistemi di raffreddamento a getto, che prevedono l&#8217;evaporazione parziale di un liquido, a una pressione tale da costringerlo a cambiare nuovamente il suo stato consumando energia termica. Con conseguenti, rinfrescanti effetti sulla temperatura dell&#8217;ambiente interno.<br \/>\nQuestione certamente chiara, per lo meno in linea di principio, a tutti coloro che hanno assistito negli anni alla disposizione temporanea di uno o pi\u00f9 di quei caratteristici comignoli, a strisce bianche e arancioni, usati dall&#8217;azienda di gestione newyorkese per deviare il vapore residuo, prima di effettuare interventi di manutenzione, al fine che la foschia risultante venga liberata al di sopra del livello del\u00a0 traffico e dei passanti. L&#8217;efficienza dell&#8217;intero sistema, quindi, \u00e8 stata migliorata notevolmente col trascorrere degli anni, fino ad includere il concetto di generazione parallela. Il che significa che il vapore immesso nelle vecchie condotte, ancora utilizzato in interi quartieri di Manhattan ed alcuni dei\u00a0 suoi edifici pi\u00f9 famosi, tra cui l&#8217;Empire State Building, \u00e8 in realt\u00e0 derivante da una serie di stabilimenti dotati di giganteschi bollitori, come prodotto collaterale della produzione di energia elettrica. Il tutto, per un&#8217;impianto dalla notevole utilit\u00e0 che non sembra proprio avere alcun lato negativo, giusto? Beh, diciamo che il pi\u00f9 delle volte \u00e8 proprio cos\u00ec. Salvo eclatanti eccezioni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24648\" aria-describedby=\"caption-attachment-24648\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/SImhkapRuIs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24648\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24648 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/New-York-Steam-Explosion-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/New-York-Steam-Explosion-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/New-York-Steam-Explosion-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/New-York-Steam-Explosion.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24648\" class=\"wp-caption-text\">18 giugno 2007: incrocio tra la 41\u00b0 e Lexington Avenue. Un boato scuote la struttura stessa dei grattacieli, mentre un pennacchio bianco oscura completamente il colore del cielo. Una citt\u00e0 gi\u00e0 terrorizzata, ripensa a quel giorno drammatico di appena 6 anni prima&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginate le implicazioni di un sistema pi\u00f9 vecchio di un secolo, costruito con la finalit\u00e0 di veicolare grandi quantit\u00e0 di energia da un lato all&#8217;altro di una rete ampia dozzine di chilometri. \u00c8 inevitabile che qualche grado d&#8217;inefficienza condizioni l&#8217;intera operazione. Il pi\u00f9 delle volte, quindi, le figure incaricate intervengono per tempo, sigillando le perdite per ridurre le emanazioni indesiderate di vapore. Ma pu\u00f2 bastare un singolo errore, a causare il disastro. Fu cos\u00ec che in un momento imprecisato del 2007, un incaricato della compagnia Con Edison si trov\u00f2 a dover sigillare un tubo con della resina epossidica, finendo per\u00f2 per usarne una quantit\u00e0 eccessiva. Cos\u00ec che la sostanza sigillante, simile al silicone, col\u00f2 all&#8217;interno dello stesso, finendo per ridurne lo spazio di scorrimento. Il vapore rimasto intrappolato, nel corso di svariate settimane, si raffredd\u00f2 eccessivamente tornando allo stato liquido. Preparando il campo al devastante fenomeno noto in idraulica come &#8220;colpo d&#8217;ariete&#8221; su una scala tuttavia, precedentemente mai sperimentata. L&#8217;acqua si concentr\u00f2 ed accumul\u00f2 in prossimit\u00e0 dell&#8217;intoppo, creando un pericoloso vuoto per l&#8217;espansione del vapore. Dunque, in una tranquilla giornata d&#8217;estate, il tubo esplose. Si tratt\u00f2 di un qualcosa di simile a un&#8217;eruzione vulcanica in pieno centro cittadino. Il vapore biancastro sal\u00ec fino all&#8217;altezza di 40 piani, mentre quantit\u00e0 impressionanti di polvere e detriti, per di pi\u00f9 composti in parte da sostanze cancerogene come l&#8217;amianto, ricadevano rovinosamente sui passanti. Ci\u00f2 detto, per una pura casualit\u00e0 del destino, e nonostante i 45 feriti, soltanto una persona fu tanto sfortunata da perdere la vita nell&#8217;evento. Causa del decesso: un attacco di cuore. Una tragedia, nel suo complesso, derivante da cause pi\u00f9 che mai remote&#8230; Ma non prive di possibilit\u00e0 di replica. Sappiamo in effetti che a partire dal 1987 si sono altre 12 esplosioni simili, bench\u00e9 meno estese, la pi\u00f9 grave delle quali cost\u00f2 nel 1989 la vita a due operai della Con Edison e un passante che transitava di l\u00ec. Davvero il vapore, come ogni altra forza della natura sfruttata dall&#8217;uomo, non \u00e8 un&#8217;entit\u00e0 con cui ci si possa permettere di scherzare.<br \/>\nPer scenari, in ultima analisi, che ricordano quelli della pi\u00f9 apprezzata storia alternativa. &#8220;Che cosa sarebbe successo se&#8230;&#8221;\u00a0 Frase pi\u00f9 amata dagli scrittori di fantascienza storica, appartenenti a correnti come quella dello Steampunk, del Dieselpunk e del Raypunk. Per non parlare di quelle alternative ancora correnti, come il Cyber e il Biopunk. Ciascuna di esse, nient&#8217;altro che un racconto portato alle pi\u00f9 estreme conseguenze, di quanto, effettivamente, si \u00e8 gi\u00e0 verificato. Non ha davvero senso chiedersi il destino a cui sarebbe andata incontro questa nostra societ\u00e0, se il vapore fosse diventato l&#8217;energia che determinava il passo stesso del procedere delle Ere. Semplicemente perch\u00e9, in certi luoghi, \u00e8 esattamente quello che ebbe modo di verificarsi. Forse persino pi\u00f9 interessante, sarebbe immaginare le implicazioni dell&#8217;esatto contrario&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 del tutto insolita la linea di pensiero che ci porta a definire l&#8217;innata &#8220;personalit\u00e0&#8221; di un luogo. 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