{"id":24624,"date":"2017-12-26T06:24:03","date_gmt":"2017-12-26T05:24:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24624"},"modified":"2017-12-26T06:32:33","modified_gmt":"2017-12-26T05:32:33","slug":"cio-non-vi-mai-detto-sul-fucile-m1-garand","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24624","title":{"rendered":"Ci\u00f2 che non vi hanno mai detto sul fucile M1 Garand"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/XYSl_Ngt_gc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24626\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24626\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Garand-Thumb-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Garand-Thumb-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Garand-Thumb-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Garand-Thumb.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La leggendaria arma in grado di vincere la seconda guerra mondiale, che sta agli Stati Uniti d&#8217;America come Excalibur all&#8217;Inghilterra Medievale. Con una singola, insignificante differenza: di questi ne furono prodotti approssimativamente 5,4 milioni. Tutto merito della catena di montaggio, derivazione pratica delle moderne soluzioni industriali. Chi non conosce un simile arnese, alla fine? L&#8217;abbiamo visto pi\u00f9 volte al cinema, e non soltanto nei film bellici che andavano di moda 30, 40 anni fa. Le nuove generazioni lo hanno sperimentato, in effetti, grazie alla pletora di videgiochi immessi sul mercato sull&#8217;onda del successo stratosferico del primo Medal of Honor, uscito esattamente un anno dopo il successo ai botteghini di Salvate il Soldato Ryan di Spielberg. Ed \u00e8 difficile dimenticarla, anche soltanto in forza del suo funzionamento cos\u00ec evidentemente DIVERSO da tutto quello contro cui veniva utilizzata: ecco un fucile dal fuoco completamente semi-automatico, negli anni &#8217;40 dello scorso secolo, perfettamente solida, affidabile, pur essendo antecedente al concetto di caricatore. Per usare la quale, ci si aspettava che il soldato inserisse direttamente la <em>clip<\/em> dei proiettili facendo arretrare l&#8217;otturatore nella parte superiore, ragione per cui, una volta inseriti gli 8 proiettili calibro .30, non ci si aspettava di aggiungerne degli altri fino al caratteristico suono &#8220;DING&#8221; emesso dal meccanismo a gas rotativo al termine della raffica, durante l&#8217;espulsione automatica della graffetta che teneva assieme le munizioni. Un suono tanto riconoscibile,p che si diceva costituisse un pericolo per i soldati, poich\u00e9 informava il nemico che per i prossimi due o tre secondi non sarebbero stati in grado di rispondere al fuoco. Ma la realt\u00e0 \u00e8 che in guerra, raramente ci si trova a combattere uno contro uno. E i tedeschi o i giapponesi, durante i conflitti a fuoco, sapevano bene che il nemico aveva sempre almeno un compagno di squadra, il quale si era ben guardato da esaurire le sue risorse in contemporanea con chi gli avrebbe protetto a sua volta le spalle. E tutti e due, cos\u00ec facendo, avanzavano verso l&#8217;obiettivo. No, il problema dell&#8217;M1 Garand, definito dal generale Patton &#8220;Il pi\u00f9 grande implemento bellico mai costruito&#8221; era semmai un altro. Di natura certamente pi\u00f9 triviale, eppure cos\u00ec dannatamente, sgradevolmente doloroso&#8230;<br \/>\nHickok45 \u00e8 uno di quei produttori di contenuti su YouTube i quali, nonostante la delicatezza degli argomenti che tratta occasionalmente in nello scenario geopolitico vigente, non vedranno mai calare sulla loro opera il temuto martello della demonetizzazione. Semplicemente troppa fiducia ispira il suo pacato modo di fare, la voce tranquilla, i continui riferimenti al fatto che lui spara soltanto per &#8220;divertimento, sport e divulgazione storica&#8221;. Pi\u00f9 volte criticato per la maniera irregolare in cui gestisce l&#8217;otturatore girevole-scorrevole di certi fucili della seconda guerra mondiale, ha ad esempio risposto: &#8220;Altrimenti diventa faticoso. Quando sapr\u00f2 che sto per andare in battaglia con uno di questi, mi preoccuper\u00f2 di usarli nel modo che voi definite giusto.&#8221; Chi l&#8217;avrebbe mai detto? Creativit\u00e0 nell&#8217;uso delle armi da fuoco. E una naturale simpatia, che traspare da molti degli approcci esplicativi, come nel qui presente nuovo segmento creato attorno ad uno dei pezzi pi\u00f9 amati della sua collezione, l&#8217;M1 Garand di ordinanza prodotto ad ottobre del 1943 (&#8220;Forse vi ricorderete&#8230;&#8221; minimizza da sotto il gran paio di baffi &#8220;&#8230;di un qualche piccolo conflitto in quegli anni.&#8221;) Video che si preoccupa di mostrarci, forse per la prima volta, un problema con cui dovevano avere a che fare quotidianamente tutti i membri della fanteria degli Stati Uniti d&#8217;America: il cosiddetto pollice Garand. \u00c8 una questione che nasce, se vogliamo, dalla stessa poca fiducia che il progettista omonimo canadese, su precise istruzioni del comando centrale, aveva avuto nel soldato di linea medio, al quale era stato deciso di non assegnare un caricatore estraibile, che egli avrebbe potuto smarrire in battaglia. Cos\u00ec che ci si aspettava da lui, come gi\u00e0 accennato, che inserisse i proiettili direttamente con le dita, facendo affidamento sul blocco automatico dell&#8217;otturatore. Peccato che, soprattutto dopo un lungo utilizzo, tale meccanismo finisse per avere un&#8217;affidabilit\u00e0 dubbia. Cos\u00ec che, una volta spinte a fondo le <em>clips<\/em>, capitava che a volte la molla lo spingesse improvvisamente in avanti. Con una forza sufficiente a spezzare nettamente in due una matita!<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24627\" aria-describedby=\"caption-attachment-24627\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/CwLyViUAN6E\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24627\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24627 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/M1-Garand-Chapter-2-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/M1-Garand-Chapter-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/M1-Garand-Chapter-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/M1-Garand-Chapter-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24627\" class=\"wp-caption-text\">Nonostante la modestia e i continui riferimenti alla possibilit\u00e0 di mancare il colpo, la familiarit\u00e0 col suo amato M1 Garand risulta evidente. Le cose andarono alquanto diversamente, per lo meno all&#8217;inizio, la volta in cui si trov\u00f2 ad utilizzare il fucile sovietico Mosin-Nagant.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non c&#8217;\u00e8 amore senza sofferenza, e cos\u00ec servirebbe ben altro, a conti fatti, per scoraggiare un tiratore esperto come\u00a0Hickok45. Che subito dopo l&#8217;accidentale (!) schiacciamento del pollice prosegue mostrando la maniera in cui i militi statunitensi facevano, per evitare lo spiacevole contrattempo. In maniera niente affatto casuale, in effetti, il Garand era dotato di una leva esterna per l&#8217;azionamento manuale dell&#8217;otturatore, la quale, con una certa destrezza di mano, era bloccabile mediante l&#8217;utilizzo del dorso della stessa mano che inseriva i proiettili. \u00c8 altamente probabile che dopo il primo periodo di acclimatamento all&#8217;uso dell&#8217;arma, i sergenti di squadra avessero iniziato a insegnare ai propri sottoposti questa tecnica d&#8217;importanza primaria. Tanto che, attraverso il trascorrere degli anni, la problematica fin\u00ec per essere letteralmente dimenticata. E dire che di occasioni per ricordarla, in effetti, ce ne furono parecchie, a partire dalle molte nazioni alleate che anche 20 anni dopo il termine della seconda guerra mondiale, acquistarono una parte sensibile del surplus statunitense, convinti dalla rinomata affidabilit\u00e0 di queste arme tutt&#8217;altro che superate. Mentre nel loro paese d&#8217;origine, per uniformarsi al fuoco automatico dei fucili d&#8217;assalto europei, l&#8217;esercito era stato finalmente dotato dei fucili da battaglia M14, schierati per la prima volta su larga scala durante le guerre di Corea e Vietnam. Eppure, persino allora, non era impossibile trovare nella dotazione di squadra una certa quantit\u00e0 di M1 Garand per cos\u00ec dire di riserva, considerati semplicemente troppo utili per essere lasciati in patria.<br \/>\nL&#8217;M1 Garand, dopo tutto, non fu certamente il prodotto di un semplice processo d&#8217;adattamento, bens\u00ec l&#8217;invenzione adottata al culmine di un processo durato parecchi armi, di appalto, test, comparazione e miglioramento. John Garand, l&#8217;inventore il cui cognome viene normalmente pronunciato con l&#8217;accento sulla seconda sillaba (nessuno sa realmente il perch\u00e9) era un canadese naturalizzato statunitense, nato nel 1888 in una famiglia rurale del Connecticut, assieme ai suoi dodici fratelli. Impiegato fin da piccolo, come si usava fare all&#8217;epoca, in una fabbrica di prodotti tessili, trascorreva le sue giornate facendo pratica alla galleria di tiro, il che gli permise di coniugare, in seguito, una naturale propensione per tutto ci\u00f2 che era meccanico con la passione per le armi da fuoco. Nel 1917, verso la fine della prima guerra mondiale, trasferitosi a New York, partecip\u00f2 al concorso indetto dall&#8217;esercito per la progettazione di una mitragliatrice leggera, che vinse nonostante i concorrenti dalla fama gi\u00e0 largamente affermata. Ricevendo in premio una posizione presso il bureau del Dipartimento di Guerra, bench\u00e9 l&#8217;arma fosse arrivata troppo tardi per essere usata in battaglia. A partire dal 1919, quindi, ricevette l&#8217;incarico di progettare un fucile con recupero dell&#8217;energia a gas, per l&#8217;inserimento del proiettile successivo nella camera di sparo. L&#8217;importanza di questa evoluzione della tipica carabina da fanteria, nella storia dell&#8217;Esercito Americano, non pu\u00f2 essere sopravvalutata, poich\u00e9 ha radici nella dottrina stessa di questa particolare macchina bellica. Poich\u00e9 mentre le principali nazioni della terra a quell&#8217;epoca, prevedevano, grazie alla lezione della grande guerra, di dotare ogni squadra di unit\u00e0 di supporto fornite di mitragliatrici dal fuoco continuo, ci si aspettava invece che i soldati d&#8217;assalto americani fornissero la loro stessa copertura, sviluppando un volume di fuoco decisamente superiore. In quest&#8217;ottica, un fucile semi-automatico come l&#8217;M1 Garand diventava una semplice ed assoluta necessit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24625\" aria-describedby=\"caption-attachment-24625\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/vfPZSxxPf1o\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24625\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24625 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Duplex-Garand-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Duplex-Garand-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Duplex-Garand-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Duplex-Garand.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24625\" class=\"wp-caption-text\">Verso la met\u00e0 degli anni &#8217;50, grazie al progetto di esperimenti denominato con il nome in codice &#8220;Salvo&#8221; gli Stati Uniti testarono l&#8217;opportunit\u00e0 di dotare il Garand di cartucce con pi\u00f9 di un proiettile all&#8217;interno, sparando quindi pi\u00f9 volte per ogni pressione del grilletto. Un concetto che si sarebbe evoluto, negli anni, nella famosa raffica dei tre colpi del moderno M16.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso un arzigogolato percorso di prototipi, soluzioni giudicate eccessivamente complesse e complete riprogettazioni del pistone per il recupero dell&#8217;energia, l&#8217;M1 Garand non sarebbe arrivato nella sua forma definitiva prima del 1940, costituendo cos\u00ec il coronamento di oltre 20 anni di lavoro. Lascia quindi particolarmente sorpresi, sopratutto visto l&#8217;incredibile successo avuto sui campi di battaglia, sapere che al suo progettista non vennero mai concesse delle royalties in aggiunta al suo stipendio ordinario, dotandolo unicamente di un paio di medaglie all&#8217;indubbio valore militare. Successivamente alla guerra, venne sottoposta al Congresso una mozione per premiarlo, quanto meno, con una cifra <em>una tantum<\/em> di 100.000 dollari. Ma il provvedimento non venne mai sancito da un voto di maggioranza. Cos\u00ec il geniale ingegnere sarebbe passato a miglior vita nel 1974, avendo incassato la pensione di un normale impiegato governativo, senza mai acquisire neppure la fama popolare e profitti dal merchandising di\u00a0Michail Timofeevi\u010d Kala\u0161nikov, il progettista sovietico del successivo AK-47, un&#8217;altra arma ancora in uso negli odierni scenari di guerra internazionale.<br \/>\nEppure non potremmo forse dire, che la sua eredit\u00e0 vive ancora? Non tanto nell&#8217;impiego di un&#8217;arma che fu concepita, purtroppo, per arrecare danni agli esseri umani con l&#8217;uniforme sbagliata, quanto nelle domande che finiscono per porsi gli odierni giovani utilizzatori di fronte alle soluzioni scelte da coloro che vennero prima. Magari durante una partita online a Call of Duty, quando finiscono per notare, prima o poi, l&#8217;innegabile superiorit\u00e0 tattica dell&#8217;M1 Garand rispetto alle comparabili armi co\u00e9ve. Del resto \u00e8 impossibile schiacciarsi il pollice, mentre si usano tastiera e mouse. Al massimo si rischia il tunnel carpale. Disparati infortuni, per una distante generazione di veterani&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La leggendaria arma in grado di vincere la seconda guerra mondiale, che sta agli Stati Uniti d&#8217;America come Excalibur all&#8217;Inghilterra Medievale. Con una singola, insignificante differenza: di questi ne furono prodotti approssimativamente 5,4 milioni. Tutto merito della catena di montaggio, derivazione pratica delle moderne soluzioni industriali. Chi non conosce un simile arnese, alla fine? L&#8217;abbiamo &#8230; <a title=\"Ci\u00f2 che non vi hanno mai detto sul fucile M1 Garand\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24624\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Ci\u00f2 che non vi hanno mai detto sul fucile M1 Garand\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[300,3152,3151,668,630,3154,167,430,241,889,1695,3153,1015,3155,147,71,97,539],"class_list":["post-24624","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-armi","tag-caricatori","tag-dito","tag-fucili","tag-guerra","tag-infortuni","tag-ingegneria","tag-meccanica","tag-militari","tag-pericolo","tag-precisione","tag-proiettili","tag-seconda-guerra-mondiale","tag-semi-automatico","tag-stati-uniti","tag-storia","tag-tecnologia","tag-tirassegno"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24624","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24624"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24624\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24633,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24624\/revisions\/24633"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24624"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24624"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24624"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}