{"id":24611,"date":"2017-12-24T06:31:46","date_gmt":"2017-12-24T05:31:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24611"},"modified":"2017-12-24T06:40:27","modified_gmt":"2017-12-24T05:40:27","slug":"gli-architetti-londra-si-sfidano-nella-citta-marzapane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24611","title":{"rendered":"Gli architetti di Londra si sfidano nella citt\u00e0 di marzapane"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/FBX1B_I_-S4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24614\"><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24614\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Gingerbread-City-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Gingerbread-City-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Gingerbread-City-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Gingerbread-City.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la tradizione dalle origini incerte della casetta realizzata in materiale commestibile pepparkakor (biscotto aromatizzato con\u00a0<em>Zingiber officinale<\/em>) il creativo \u00e8 libero di esprimere il suo spirito natalizio nella maniera che gli riesce pi\u00f9 spontanea. Non ci sono regole in merito all&#8217;aspetto, tipologia e ornamenti dell&#8217;edificio, che si presenter\u00e0 spesso con l&#8217;aspetto di una baita di montagna, ma pu\u00f2 anche rappresentare un palazzo, un granaio, un monumento&#8230; E secondo il gusto dell&#8217;estetica post-moderna, anche un&#8217;astronave di Guerre Stellari, la cabina spazio-temporale del Dr. Who, l&#8217;automobile di Ritorno al Futuro&#8230; Di pari passo, una simile evoluzione \u00e8 stata sperimentata dal concetto basilare del &#8220;museo&#8221;. Un tempo lo spazio espositivo destinato a particolari reperti storici ed opere d&#8217;arte contemporanee, piuttosto che l&#8217;attuale luogo d&#8217;incontro\/svago, spesso dotato di bar, lounge, libreria e sala per l&#8217;osservazione degli audio-visivi&#8230; Diamine in effetti, volendo seguire una particolare visione delle cose, non \u00e8 neppure necessario che ci siano delle mura e un tetto chiaramente definite. Vedi il caso del Museo dell&#8217;Architettura di Londra, una definizione che nei casi in un cui viene direzionata a un qualcosa di diverso dall&#8217;universalmente rilevante Victoria &amp; Albert del quartiere\u00a0Brompton di Londra, ricade spesso su un&#8217;entit\u00e0 senza fissa dimora che potrebbe effettivamente essere definita come una semplice associazione culturale, se non fosse per la sua capacit\u00e0 di polarizzare, anno dopo anno, tutta l&#8217;attenzione dei principali studi di settore nella capitale di appartenenza, con nomi come Foster and Partners, FDP,\u00a0Bell Phillips Architects, Capita etc. che partecipano annualmente ai loro eventi e conferenze, spesso capaci di attrarre grande attenzione mediatica su ciascuno dei temi trattati di volta in volta. Impresa particolarmente riuscita guarda caso proprio in corrispondenza del Natale scorso, quando per un&#8217;iniziativa di\u00a0Melissa Woolford, fondatrice e direttrice del &#8220;museo&#8221;, si \u00e8 scelto di far competere alcuni rappresentanti dei principali studi cittadini nella costruzione dell&#8217;iconico arredo commestibile particolarmente popolare nei paesi del Nord. Mentre oggi la sfida giunta ormai alla sua seconda edizione, e trasferita in un prestigioso locale in affitto nei pressi della stazione di South Kensington, sembra aver condotto a delle vette realizzative persino pi\u00f9 elevate.<br \/>\nIl tutto, ovviamente, secondo regole e con presupposti chiaramente definiti: trattandosi infatti di un progetto finalizzato a far conoscere al grande pubblico di tutte le et\u00e0 alcune regole base dell&#8217;urbanistica, gli organizzatori avevano prima di tutto stilato, con l&#8217;aiuto dei loro sponsor dello studio Tibbalds, un piano generale che prevedeva la suddivisione del terreno dell&#8217;expo in una serie di zone dai nomi spiccatamente gastronomici, tra cui la citt\u00e0 vecchia di Crumble Square (da un piatto inglese che pu\u00f2 essere sia dolce che salato) e il distretto finanziario di Central Baking (<em>to bake<\/em>=cuocere in forno) oltre a un quartiere ecologico ed un&#8217;altro dedicato all&#8217;approvvigionamento energetico, presumibilmente per l&#8217;alta quantit\u00e0 di luci utilizzati nei vari edifici in gara. Con il risultato che l&#8217;insieme finale, pur mancando necessariamente di un certo grado di coesione, si \u00e8 trasformato in una favolosa accozzaglia di virtuosismi archi-dolciari, utili a dimostrare, se non altro, le insospettate capacit\u00e0 d&#8217;innovazione culinaria che possono essere estrinsecate da chi normalmente lavora con i progetti e le opere in muratura. O forse, ipotesi altrettanto probabile, l&#8217;abbondanza di risorse di grandi entit\u00e0 operative come quelle fin qui citate, pi\u00f9 che in grado di assumere temporaneamente dei mastri pasticceri soltanto per farsi aiutare nel trionfare sulla pubblica piazza, con un riscontro mediatico misurabile ed un&#8217;ottima, per quanto settorializzata pubblicit\u00e0. &#8220;Lasciate che il bello sia vario&#8221; sembra cos\u00ec affermare nell&#8217;aere incorporeo, la voce inespressa del progetto in questa sua microscopica applicazione. Non \u00e8 forse vero, del resto, che la stessa macroscopica citt\u00e0 di Londra si configura ormai da diversi anni secondo un modulo espressivo del tutto similare? Con edifici splendidi se considerati come delle entit\u00e0 separate, notoriamente posizionati senza preoccuparsi eccessivamente di rispondere allo stesso modulo dell&#8217;estetica cittadina. O farsi parte dell&#8217;<em>unicum<\/em>\u00a0di un progetto di definizione degli spazi continuativo. E cos\u00ec pure, la piccola citt\u00e0 di marzapane&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24612\" aria-describedby=\"caption-attachment-24612\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/_mhNdKqxABc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24612\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24612 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Gingerbread-City-2-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Gingerbread-City-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Gingerbread-City-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Gingerbread-City-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24612\" class=\"wp-caption-text\">Questo intrigante piccolo museo naturale, recante presumibilmente le iniziali AST* dello studio denominato Assorted Skills + Talents* si \u00e8 classificato al quinto posto, a pari merito con l&#8217;opera di NBBJ.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne deriva una chiara dimostrazione, se vogliamo, da una breve analisi dei tre primi in classifica della valutazione recentemente portata a compimento, che non potrebbero essere pi\u00f9 diversi tra di loro. Apre la carrellata, cos\u00ec come compare <a href=\"https:\/\/www.thegingerbreadcity.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nel sito ufficiale<\/a>, il castello fiabesco della Emrys Architects, che forse a causa della forma naturalmente assunta dalle meringhe usate per i pinnacoli delle torre finisce per assomigliare vagamente alla cattedrale russa di San Basilio, evocando l&#8217;immagine inaspettata di una commestibile (nonch\u00e9 deliziosa) Piazza Rossa. Subito segu\u00ecto dall&#8217;Universit\u00e0 di Crumble London della Burwell Deakins, intrigante edificio vagamente neoclassico con tanto di cupola degna della scuola Rinascimentale italiana, il cui alto numero di finestre sovrapposte, suggestive di una scala non propriamente in linea con quella del castello, lasciano intuire un&#8217;abilit\u00e0 di assemblaggio del marzapane tutt&#8217;altro che trascurabile per chi dovrebbe teoricamente appartenere a una categoria professionale pienamente distinta. Possibile che ci sia, inaspettatamente, una sovrapposizione di <em>skills<\/em>? Per passare quindi al terzo classificato, qui abbiamo il &#8220;cinema magico&#8221; dello studio EPR, con tanto di pista di pattinaggio e mongolfiera di Babbo Natale, per fare un silenzioso giro con la fantasia al di sopra della citt\u00e0 addormentata. Particolarmente interessante, in questo caso, risulta essere la gigantesca vetrata centrale realmente trasparente, presumibilmente creata con dello zucchero caramellato. Mentre dei punti aggiuntivi, sarei pronto a scommetterci, sono stati attribuiti per l&#8217;originalit\u00e0. Non compare neppure nell&#8217;elenco dei primi quindici una delle mie opere preferite, l&#8217;avveniristica isola con una torre simile a una pietra dalle molte sfaccettature dello studio Zaha Hadid. Forse il suo stile ultramoderno, nonch\u00e9 vagamente astratto, non \u00e8 stato visto come adeguato a quello che doveva pur sempre configurarsi come un rassicurante evento natalizio.<br \/>\nLe radici (ah!) di questa usanza della casetta di marzapane, del resto, vengono fatte risalire da alcuni narratori addirittura alla figura apocrifa del quarto re magio, un ulteriore &#8220;uomo saggio&#8221; d&#8217;Oriente (dopo tutto, anche i &#8220;tre&#8221; moschettieri contavano un membro addizionale del team) che si sarebbe smarrito durante il viaggio, per finire a trascorrere i suoi ultimi giorni guarda caso in Siria. Dove, diventato grande amico di un rabbino, che era solito far costruire ai suoi discepoli delle piccole strutture abitative commestibili, simboliche della citt\u00e0 di Betlemme (il cui nome significa, per l&#8217;appunto, Casa del Pane) luogo in cui secondo la profezia della cometa stava per nascere il grande re degli ebrei. E fu allora che lui, aprendo lo scrigno che aveva portato dal suo misterioso paese per farne dono a Ges\u00f9, si accontent\u00f2 di lasciarne piuttosto il contenuto a questa guida spirituale, che negli anni seppe farne buon uso. Contenitore al cui interno, piuttosto che inutili oro, incenso e mirra, si trovavano i semi di una pianta: lo zenzero officinale. Fu cos\u00ec che il rabbino scopr\u00ec, a distanza di tempo, come quest&#8217;ultima potesse essere usata per migliorare l&#8217;aroma e il gusto del pane. Facendo si, tra l&#8217;altro, che si conservasse pi\u00f9 a lungo. Ma tutto ci\u00f2 era e resta pi\u00f9 che altro una leggenda. Mentre i primi dolci con forme particolari di marzapane storicamente attestati li possiamo trovare non prima del XVII secolo, quando nelle principali citt\u00e0 mitteleuropee il sistema delle gilde aveva riservato la preparazione di un tale alimento ai soli fornai specializzati, che finivano cos\u00ec spesso per ritrovarsi ai vertici della cultura gastronomica delle loro intere citt\u00e0 di appartenenza. Si trattava il pi\u00f9 delle volte di proposte stagionali, riservate al mondo dei bambini, con soggetti per loro affascinanti come cavalieri, giocolieri, pistole, spade&#8230; Ed a partire dall&#8217;opera di catalogazione antologica dei fratelli Grimm, alle soglie del 1800, un soggetto particolarmente rilevante: la casa commestibile della strega di Hansel e Gretel. La quale alla fine, slegata dalla sua cupa leggenda di provenienza, riusc\u00ec a rappresentare pi\u00f9 che altro un principio e un&#8217;idea.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24613\" aria-describedby=\"caption-attachment-24613\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/JOfioPLqeAA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24613\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24613 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Gingerbread-City-Norway-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Gingerbread-City-Norway-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Gingerbread-City-Norway-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Gingerbread-City-Norway.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24613\" class=\"wp-caption-text\">La pi\u00f9 grande citt\u00e0 di marzapane resta ad ogni modo quella di Bergen, in Norvegia. Evento a cadenza annuale dalla storia notevolmente pi\u00f9 antica, prevede la partecipazione di ampie fasce della popolazione locale, inclusi i bambini. Proprio per questo, pur essendo meno sofisticato della sua versione britannica, mostra un grado superiore di spontaneit\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risulta ad oggi progressivamente pi\u00f9 diffusa, secondo il pragmatismo dei tempi correnti, l&#8217;idea secondo cui il Natale dovrebbe essere un &#8220;periodo come gli altri&#8221;, in cui assolvere con enfasi al proprio dovere di cittadini consumatori. Acquistare, ridere, festeggiare, senza del resto allontanarsi mai eccessivamente dal proprio cellulare eternamente connesso, al fine di rispondere a esigenze urgenti del proprio profilo Facebook o gli scambi di SMS coi parenti lontani.<br \/>\nIn quest&#8217;ottica, l&#8217;addobbo degli ambienti pu\u00f2 diventare superfluo: a cosa dovrebbero servire alberi o presepi, quando il vero nesso resta il flusso virtuale delle informazioni, o quello pecuniario degli scambi commerciali? In termini meramente utilitarisitici, potremmo dire che creano il &#8220;mood&#8221;, alterando le aspettative ed inducendo, per tutt&#8217;altro che sottili vie psicologiche, il cliente a fare quello che deve. A partire da simili presupposti, per lo meno, la casetta di marzapane ha un vantaggio: se ci si stanca di vederla prima dell&#8217;arrivo della sacrosanta ricorrenza, si pu\u00f2 sempre decidere di mangiarla. Forse \u00e8 proprio per questo, che sta diventando progressivamente pi\u00f9 rara.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo la tradizione dalle origini incerte della casetta realizzata in materiale commestibile pepparkakor (biscotto aromatizzato con\u00a0Zingiber officinale) il creativo \u00e8 libero di esprimere il suo spirito natalizio nella maniera che gli riesce pi\u00f9 spontanea. Non ci sono regole in merito all&#8217;aspetto, tipologia e ornamenti dell&#8217;edificio, che si presenter\u00e0 spesso con l&#8217;aspetto di una baita di &#8230; <a title=\"Gli architetti di Londra si sfidano nella citt\u00e0 di marzapane\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24611\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Gli architetti di Londra si sfidano nella citt\u00e0 di marzapane\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[3146,201,1778,356,3147,242,379,311,132,1381,1049,3145,590,184,1024],"class_list":["post-24611","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-addobbi","tag-architettura","tag-competizioni","tag-divertimento","tag-esposizioni","tag-feste","tag-gare","tag-gastronomia","tag-inghilterra","tag-leggende","tag-londra","tag-marzapane","tag-mostre","tag-natale","tag-tradizioni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24611","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24611"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24611\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24618,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24611\/revisions\/24618"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}