{"id":24605,"date":"2017-12-23T06:21:01","date_gmt":"2017-12-23T05:21:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24605"},"modified":"2017-12-23T06:22:13","modified_gmt":"2017-12-23T05:22:13","slug":"visionario-delloceano-si-pulisce-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24605","title":{"rendered":"Il visionario dell&#8217;oceano che si pulisce da solo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/du5d5PUrH0I\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24607\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24607\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Ocean-Cleanup-The-Conference-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Ocean-Cleanup-The-Conference-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Ocean-Cleanup-The-Conference-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Ocean-Cleanup-The-Conference.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 una naturale progressione che emerge, osservando in ordine alcune delle numerose conferenze tenute a partire dal 2012 da\u00a0Boyan Slat di The Ocean Cleanup, il giovane imprenditore olandese che \u00e8 riuscito a far concentrare sul suo progetto fondi per oltre 30 milioni di dollari, con la finalit\u00e0 ultima di ripulire il Grande Vortice di spazzatura nel Pacifico, assieme agli altri quattro che minacciano la vita marina di questo pianeta. \u00c8 la testimonianza del percorso di un ragazzo appena diciottenne, quando sal\u00ec per la prima volta sul palco dell&#8217;organizzazione TED, per annunciare al mondo la portata fenomenale della sua idea, visibilmente nervoso nonostante il valore del suo messaggio al servizio di un&#8217;idea. Poi gradualmente pi\u00f9 sicuro di se e della difficile dizione in lingua inglese, per ciascuna apparizione pubblica, fino all&#8217;ultima del maggio scorso ad Utrecht, in cui domina il palco ed il pubblico come un capo d&#8217;azienda ormai consumato. In un&#8217;occasione, non perfettamente connotata da una didascalia esplicativa (cos&#8217;era questo? Un evento per la stampa? Una pubblicit\u00e0 divulgativa?) in cui fa di tutto: cammina tra la gente mentre espone dalla passerella, attorno ad un monitor orizzontale con la forma tondeggiante della Terra che pare uscito da un film di James Bond. Estrae da un contenitore alcuni esempi di quella stessa plastica che costantemente minaccia, a causa del fenomeno della fotodegradazione in mare, di sminuzzarsi in particelle sempre pi\u00f9 piccole e impossibili da recuperare, finendo all&#8217;interno della catena alimentare con tutto il suo contenuto di sostanze tossiche in grado di uccidere gli animali. E per loro tramite, prima o poi, fare lo stesso a noi. Quindi al momento cardine dell&#8217;intera faccenda, portato in scena dal pubblico una sorta di acquario, descrive puntualmente il modellino contenuto al suo interno. Un sistema, proposto come assolutamente rivoluzionario, che potrebbe permetterci di portare a compimento una delle imprese pi\u00f9 importanti mai tentate nel campo dell&#8217;ecologia. Visto cos\u00ec in piccolo, ridotto alla dimensione di una trentina di centimetri, non fa una grandissima impressione: si tratta di una diga galleggiante a forma di parabola, con un&#8217;ancora da trascinamento disposta all&#8217;interno di una corrente artificiale, generata da un&#8217;elica al di sotto dell&#8217;inquadratura. Le implicazioni, tuttavia, diventano chiare nel momento in cui Slat getta nell&#8217;acqua alcuni frammenti di polistirolo: poich\u00e9 mentre lo stesso flusso, in maniera progressivamente pi\u00f9 enfatica, li spinge innanzi, non pu\u00f2 riuscire a farlo a un comparabile ritmo con il congegno galleggiante. Che quindi nel giro di pochi secondi, li blocca all&#8217;interno del suo semicerchio, conducendoli, per effetto unicamente dell&#8217;inerzia, alla posizione culmine dell&#8217;intera faccenda. Dove un&#8217;imbarcazione apposita potr\u00e0, nel caso del congegno realizzato su scala reale, raccoglierli nel giro di pochi minuti o ore. Comprendente il significato di tutto questo? Perch\u00e9 mai impiegare il sostegno di un costoso ed inquinante motore, quando ci si trova gi\u00e0 all&#8217;interno della pi\u00f9 grande lavatrice della Terra? Tutto ci\u00f2 di cui sar\u00e0 necessario preoccuparsi, sar\u00e0 far muovere la propria barriera pi\u00f9 lentamente di quello che si ha intenzione di raccogliere dal mare. Inoltre, poich\u00e9 quest&#8217;ultima non \u00e8 una rete, bens\u00ec un qualcosa di solido, non c&#8217;\u00e8 niente in cui i pesci possano restare impigliati, permettendogli facilmente di evitarla nuotando al di sotto del suo lento passaggio.<br \/>\nRitornando quindi con l&#8217;occhio della memoria a quella prima conferenza di cinque anni fa, possiamo vedere l&#8217;idea originaria di cosa, effettivamente, dovesse costituire in origine la letterale chiave di volta di questo arco disegnato sulla superficie marina: una piattaforma fissata sul fondale, con la forma idrodinamica di una manta ray, dotata di un aspiratore in grado di rimuovere dal flusso marina quanto precedentemente radunato. Di questo particolare aspetto del concept non si parla pi\u00f9 in tempi recenti, probabilmente perch\u00e9 ritenuto economicamente non praticabile o inutilmente complicato. Ma per il resto, il progetto \u00e8 andato avanti ad un ritmo decisamente sostenuto.\u00a0Nel 2014, prima ancora che la dialettica del suo ideatore riuscisse a guadagnarsi il supporto di facoltosi filantropi come Marc Benioff della Salesforce e Peter Thiel della Royal DSM, The Ocean Cleanup pot\u00e9 avvalersi dei circa 2 milioni di dollari raccolti online, grazie all&#8217;ormai immancabile campagna di crowd-funding costruita per chiedere al pubblico un piccolo, eppur significativo contributo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24608\" aria-describedby=\"caption-attachment-24608\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/jS2RZz3Gk_k\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24608\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24608 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Ocean-Pacific-Cleanup-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Ocean-Pacific-Cleanup-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Ocean-Pacific-Cleanup-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Ocean-Pacific-Cleanup.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24608\" class=\"wp-caption-text\">In questo rendering viene mostrata la possibile prima implementazione nel Pacifico del sistema di Ocean Cleanup, prevista per la met\u00e0 del 2018. La partenza dalla baia di San Francisco, sotto lo scenografico Golden Gate, \u00e8 considerata un passaggio assolutamente FONDAMENTALE.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli aspetti in grado di colpire la fantasia fu fin da subito la proiezione dei costi a lungo termine, che prevedeva un riciclo economicamente proficuo della plastica raccolta grazie alle dighe di Slat, potenzialmente arrivando, entro i prossimi anni, ad una capacit\u00e0 di autofinanziarsi fino al completamento dell&#8217;ardua, ma non lunghissima missione. Gi\u00e0, perch\u00e9 ci\u00f2 ci conduce ad un&#8217;altro aspetto particolarmente significativo: secondo quanto determinato dalla stessa fondazione, un&#8217;applicazione puntuale del loro metodo potrebbe condurci a ridurre il Grande Vortice di circa il 50% nel giro di appena cinque anni. Con un&#8217;immediato e misurabile effetto positivo sullo stato complessivo di pulizia degli oceani terrestri. O almeno, questa era l&#8217;idea di partenza quando, all&#8217;inizio del 2015, la Ocean Cleanup ha iniziato coi fondi raccolti la sua storica &#8220;Mega Expedition&#8221; una perlustrazione effettuata mediante l&#8217;impiego di 30 navi, che si sono occupate di misurare e prendere atto della portata del Grande Vortice, tramite lo strumento delle grandi reti a traino per la ricerca scientifica definite <em>manta trawls<\/em>. Progetto a cui fu fatta seguire, l&#8217;anno successivo, una misurazione aerea mediante l&#8217;impiego di un C-130 dotato di sistema LIDAR e telecamere ad infrarossi, per documentare l&#8217;estensione dei cosiddetti detriti fantasma, ovvero i componenti dell&#8217;ammasso che si trovano al di sotto della stessa superficie del mare. Nel frattempo, il dipartimento tecnico della fondazione non \u00e8 assolutamente rimasto con le mani in mano, producendo entro l&#8217;estate del 2016 un primo prototipo su scala reale dell&#8217;apparato ma con un&#8217;estensione di &#8220;appena&#8221; 100 metri, che \u00e8 stato quindi assemblato come programma pilota nel Mare del Nord, a poca distanza dalla costa olandese, per testare la tenuta dei materiali e soluzioni impiegati dalla diga fluttuante. Un&#8217;impresa che si \u00e8 scontrata con la dura realt\u00e0 nel giro purtroppo di soli due mesi, quando alcuni cardini di collegamento alle ancore hanno ceduto a causa dello stress strutturale eccessivo, costringendo gli ingegneri della fondazione a riprogettare da capo la natura del loro stesso funzionamento.<br \/>\nAl che gli inevitabili detrattori, naturalmente, non hanno tardato a far sentire la propria voce: c&#8217;\u00e8 chi afferma che lo stesso concetto di rimuovere la spazzatura di superficie non sia sufficiente a risalire al nocciolo del problema, che sarebbe quell&#8217;oltre 90% di particelle, ormai sminuzzate per effetto della fotodegradazione, che si sono gi\u00e0 adagiate sui fondali del mare. Per non parlare dell&#8217;obiezione di fondo del\u00a0californiano 5 Gyres Institute, di\u00a0Anna Cummins e Marcus Eriksen, un&#8217;altra fondazione con finalit\u00e0 simili che punta maggiormente su sistemi di raccolta convenzionale, affermando che questi potrebbero avere dei costi di avviamento ed un impatto ambientale decisamente meno significativi. Ma la realt\u00e0, come ampiamente compreso dal grande pubblico, \u00e8 che gi\u00e0 rimuovere la spazzatura di superficie potrebbe portare ad un significativo ridursi delle future microparticelle intrise di PCB (policlorobifenili) riducendo sensibilmente l&#8217;inquinamento dei nostri mari negli anni, oppure interi secoli a venire. Prima che si riesca ad approdare all&#8217;effettiva messa in opera, tuttavia, Sloan ha dovuto correggere il tiro. Ed oggi parla, con lo stesso innegabile entusiasmo, di una pluralit\u00e0 di sistemi Ocean Cleanup disposti in serie, piuttosto che una singola gigantesca diga in grado di ripulire da sola il vortice del Pacifico, per una mera questione di finanziamenti. Sar\u00e0 in effetti pi\u00f9 facile continuare a crescere, se la fondazione riuscir\u00e0 a pubblicare anno per anno i successi ottenuti con le sue prime dighe fluttuanti, aggiungendone gradualmente delle altre fino al completamento del meritorio obiettivo finale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24606\" aria-describedby=\"caption-attachment-24606\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/6IjaZ2g-21E\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24606\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24606 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Ocean-Cleanup-The-Beginning-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Ocean-Cleanup-The-Beginning-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Ocean-Cleanup-The-Beginning-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Ocean-Cleanup-The-Beginning.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24606\" class=\"wp-caption-text\">Il video emozionale &#8220;The Ocean Cleanup: the Beginning&#8221; sulle note di Run Boy Run di Woodkid la dice lunga su chi sia la figura cardine dell&#8217;intera operazione, ovvero colui che potremmo definire uno dei pochi veri eroi della Terra. Non \u00e8 certo un caso, se nella cinematografia di genere trova un posto di primo piano Iron Man, quello che resta, a tutti gli effetti, un imprenditore di successo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;intera questione che oggi, inevitabilmente, ci ritrova in preoccupata attesa. Perch\u00e9 se in effetti dovesse fallire anche l&#8217;idea di questo giovane creativo e coinvolgente oratore, non sono molte le opportunit\u00e0 che ci rimangono per ridurre la diffusione sempre maggiore di veleni all&#8217;interno della pi\u00f9 importante risorsa che corrobora e sostiene il nostro stesso futuro. L&#8217;osservazione dei grafici prodotti negli ultimi anni, in effetti, parla chiaro: nonostante l&#8217;applicazione su scala sempre pi\u00f9 ampia del riciclo, nonostante la coscienza collettiva faticosamente coltivata in alcuni paesi del mondo, e gli incentivi concessi alle industrie che lavorano in maniera pi\u00f9 responsabile, la plastica dispersa nell&#8217;ambiente continua vertiginosamente ad aumentare. E con un tempo di dissoluzione che non pu\u00f2 scendere al di sotto dei 75.000 anni, sar\u00e0 tragicamente evidente quello che stiamo davvero rischiando, oggi, tra il generale disinteresse e la convinzione che &#8220;sar\u00e0 un problema per chi viene dopo&#8221;. Io direi quindi: speriamo che il team di Sloan risolva i significativi problemi logistici, riuscendo a dimostrare, per lo meno, la fattibilit\u00e0 dell&#8217;idea. Se questa cosa funziona, altri si affretteranno a seguirlo. Ogni rivoluzione inizia con un singolo passo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 una naturale progressione che emerge, osservando in ordine alcune delle numerose conferenze tenute a partire dal 2012 da\u00a0Boyan Slat di The Ocean Cleanup, il giovane imprenditore olandese che \u00e8 riuscito a far concentrare sul suo progetto fondi per oltre 30 milioni di dollari, con la finalit\u00e0 ultima di ripulire il Grande Vortice di spazzatura &#8230; <a title=\"Il visionario dell&#8217;oceano che si pulisce da solo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24605\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il visionario dell&#8217;oceano che si pulisce da solo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[228,1909,1067,187,766,3142,3144,167,3143,136,249,1169,1201,286,1290,594,747,97],"class_list":["post-24605","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-ambiente","tag-conferenze","tag-dighe","tag-ecologia","tag-futuro","tag-galleggianti","tag-grande-vortice-di-spazzatura","tag-ingegneria","tag-inventori","tag-invenzioni","tag-mare","tag-oceani","tag-oceano-pacifico","tag-olanda","tag-piattaforme","tag-plastica","tag-spazzatura","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24605","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24605"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24605\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24610,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24605\/revisions\/24610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24605"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24605"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24605"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}