{"id":24585,"date":"2017-12-20T06:20:48","date_gmt":"2017-12-20T05:20:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24585"},"modified":"2017-12-20T06:25:47","modified_gmt":"2017-12-20T05:25:47","slug":"non-si-puo-vivere-solo-polistirolo-vermi-esclusi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24585","title":{"rendered":"Non si pu\u00f2 vivere di solo polistirolo (vermi esclusi)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TS9PWzkUG2s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24588\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24588\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Polystirene-Superworms-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Polystirene-Superworms-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Polystirene-Superworms-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Polystirene-Superworms.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;uomo onnisciente dall&#8217;alto del suo ramo, tra i recessi pi\u00f9 elevati della quercia della sapienza, che divide il mondo in due ali perfettamente distinte. Da una parte le cose della Natura, dall&#8217;altro l&#8217;opera delle sue stesse mani, tutto quello che deriva da un&#8217;opera finalizzata ad uno scopo di convenienza. Ma non \u00e8 forse, egli stesso, parte del grande flusso che percorre l&#8217;universo? Dove dovremmo porre la parat\u00eca divisoria, tra quanto \u00e8 stato assemblato in una fabbrica del mondo contemporaneo, e il bastoncino usato dai primati per estrarre le deliziosi termiti dal loro nido? Uno strumento resta pur sempre quello: uno strumento. E in quest&#8217;ottica non \u00e8 poi cos\u00ec scontato che il prodotto dell&#8217;ingegneria chimica che deriva dalla polimerizzazione espansa dello stirene, usata generalmente come isolante o materiale antiurto per le spedizioni, sia radicalmente diverso dal legno fossilizzato (ovvero la sua derivazione del petrolio) da cui alla lontana deriva. Se ne volete la prova, considerate questo: persino il polistirolo pu\u00f2 essere digerito. E con ci\u00f2 non intendo, meramente fagocitato e lasciato passare attraverso un organismo, per poi emergere sotto diverse spoglie all&#8217;altro capo della sequenza degli organi concatenati. Ma da questi ultimi, effettivamente scorporato, nella sua materia costituente, affinch\u00e9 diventi qualcosa di totalmente diverso: concime. E datemi retta quando vi dico che il pi\u00f9 delle volte, una volta sepolto, il bicchiere di polistirolo che si usa ai fast-food non aiuta in modo sensibile a far crescere i pomodori. Ottime opportunit\u00e0 di riciclo? Non solo. Considerate che i polimeri sono tra le sostanze pi\u00f9 difficili a biodegradarsi, con un tempo di permanenza ipotetica nell&#8217;ambiente che supera spesso i milioni di anni. Qui siamo di fronte ad uno dei pi\u00f9 innovativi, e diretti, approcci al riciclo nell&#8217;epoca della storia contemporanea. Il che non significa, per inciso, che dovremmo metterci a mangiare simili sostanze come fossero l&#8217;involucro esterno di un cono gelato. Intanto perch\u00e9 avrebbero un pessimo sapore. E poi, questione non da poco, poich\u00e9 derivano dalla lavorazione di un liquido notoriamente tossico per l&#8217;organismo umano. Ma come si usa dire anche nei proverbi italiani: &#8220;La spazzatura di qualcuno, il tesoro di qualcun&#8217;altro.&#8221; Ed \u00e8 cos\u00ec che l&#8217;autore del Grande Disegno, ovvero il filo del Fato che guida l&#8217;evoluzione, deve aver pensato quando ha progettato le larve del tenebrionide, coleottero polifago con circa 15.000 specie diffuse nel mondo, famoso in modo particolare per la sua tendenza a infestare la farina. Ma come fu scoperto nel 2015 attraverso un celebre studio dell&#8217;Universit\u00e0 di Stanford di\u00a0Yu Yang et al. (<em>Biodegradation and Mineralization of Polystyrene by Plastic-Eating Mealworms<\/em>) altrettanto capace di trarre nutrimento dalla candida sostanza che un tempo proteggeva i nostri dispositivi elettronici fino all&#8217;acquisto, prima che fossero inventate le scatole di cartone ad incastro che vanno per la maggiore di questi tempi. Ma cosa pi\u00f9 sorprendente ancora: senza\u00a0 risentirne affatto, tanto che le larve nutrite esclusivamente di un simile scarto del mondo moderno, non hanno incontrato alcuna difficolt\u00e0 a raggiungere lo stato di ninfa, per poi trasformarsi in scarabeo e sfarfallare via, in cerca di una compagna assieme alla quale portare a termine l&#8217;atto riproduttivo. Polistirolo per me, polistirolo per i miei figli. Polistirolo per i figli dei miei figli?<br \/>\nDifficile da credere, poco ma sicuro. Talmente assurdo che lo YouTuber scientifico\u00a0<em>The Thought Emporium<\/em>, facendo il favore a un amico di tenergli la lucertola barbuta durante un viaggio all&#8217;estero nel periodo del Natale scorso, non pot\u00e9 fare a meno di mettere alla prova l&#8217;idea. O meglio di farlo per il tramite di un approccio, se vogliamo, persino pi\u00f9 avanzato di quello dell&#8217;accademia costituita. Questo perch\u00e9 i professori e i loro assistenti di Stanford, alla compilazione dello studio, avevano impiegato principalmente un particolare tipo di larve, appartenenti all&#8217;insetto\u00a0<em>Tenebrio molitor<\/em>, comunemente noto come <em>mealworm<\/em>. Ma come ben sa qualsiasi erpetofilo, o comunque possessore d&#8217;animali domestici insettivori (ad esempio la carpa koi giapponese) esistono al mondo esseri brulicanti parecchio pi\u00f9 impressionanti e massicci all&#8217;interno della stessa famiglia biologica. Tanto da meritarsi l&#8217;appellativo indubbiamente significativo, in questo ambiente di appassionati senza riserve, di supervermi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24587\" aria-describedby=\"caption-attachment-24587\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/tOXwrTQ28So\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24587\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24587 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Darkling-Beetle-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Darkling-Beetle-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Darkling-Beetle-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Darkling-Beetle.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24587\" class=\"wp-caption-text\">Lo scarabeo adulto della specie <em>Zoophobas morio<\/em> \u00e8 completamente diverso da quello del pi\u00f9 comune <em>mealworm<\/em>. Notare che in questa ripresa, i maschi sono stati contrassegnati con un colore diverso dalle femmine a scopo di riconoscimento. Questo insetto, come la maggior parte dei tenebrionidi, \u00e8 in realt\u00e0 completamente nero.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ragionamento messo in campo da questo ingegnoso ragazzo, sulla carta, non fa una piega: se un verme della lunghezza di un centimetro e mezzo mangia e trasforma una certa quantit\u00e0 di polistirolo, che cosa far\u00e0 un suo cugino misurante tra le quattro e cinque volte dalla testa alle piccole pseudo-zampe, situate in corrispondenza della parte posteriore del corpo? Lo\u00a0<em>Zophobas morio<\/em>, talvolta chiamato anche &#8220;re verme&#8221; \u00e8 in effetti una creatura dalle molte risorse, in grado di adattarsi a contesti di alimentazione straordinariamente vari. Che proprio per questo, \u00e8 stata sempre particolarmente amata da chi ha necessit\u00e0 di fornire ai propri beniamini squamosi delle ingenti quantit\u00e0 di biomassa artropode. Questi vermi possono essere tenuti in un apposito contenitore, con considerevole riduzione delle spedizioni richieste al negozio di animali. E c&#8217;\u00e8 un&#8217;ulteriore misura di convenienza: se tenuti a stretto contatto con i loro simili, essi non passano mai allo stadio successivo del ciclo vitale, permettendo uno stoccaggio su tempi persino pi\u00f9 lunghi di quanto si potrebbe tendere a pensare. Cos\u00ec quando l&#8217;amico di Mr.\u00a0<em>Thought Emporium\u00a0<\/em>ha sentito della sua propensione a verificare l&#8217;esperimento di Stanford, non ha esitato a fornirgli una quantit\u00e0 sufficiente di supervermi a realizzare un progetto dotato del migliore presupposto scientifico: l&#8217;analisi statistica su un gruppo distribuito. Ci\u00f2 detto, iniziare subito con la totalit\u00e0 delle piccole creature sarebbe stato decisamente anticlimatico. Cos\u00ec lui ha preso un barattolo, ci ha messo un pezzo di polistirolo e da principio, soltanto 5 vermi. L&#8217;effetto fu subito evidente: nel giro di appena un giorno, sull&#8217;ammasso di stirene espanso hanno iniziato a comparire dei buchi, non dissimili da quelli visibili sulle foglie delle piante infestate dai bruchi. Mentre sul fondo del contenitore, prevedibilmente, iniziava a comparire la deiezione insettile convenzionalmente definita come <em>frass<\/em>, in realt\u00e0 molto utile nel campo dell&#8217;agricoltura. Di un colore, tuttavia, chiaramente bianco, come se il polistirolo non fosse stato effettivamente digerito dai vermi. Se non che il nostro eroe inizi\u00f2 ben presto a rendersi conto di due cose: primo, che la massa complessiva di quanto defecato dai vermi era notevolmente inferiore al polistirolo di partenza, nonch\u00e9 compattato in delle particelle simili a una polvere finissima. Il che voleva dire, secondo la legge della conservazione dell&#8217;energia, che almeno una parte della materia di partenza doveva essere stata scorporata ed era rimata a vantaggio del piccolo organismo strisciante. E secondo, che i padroni di casa, portata a termine l&#8217;espulsione, iniziavano a subito a mangiare di nuovo l&#8217;ammasso di deprecabili particelle, quasi come se esse contenessero ancora delle sostanze utili a trarne del nutrimento. Ed \u00e8 a questo punto, secondo quanto documentato chiaramente dalla videocamera, che accadeva la magia: perch\u00e9 dopo la seconda o terza ingestione, immancabilmente, il polistirolo cambiava colore, tingendosi di un marrone che, nell&#8217;opinione di\u00a0<em>Thought Emporium,\u00a0<\/em>potrebbe essere un chiaro segno dell&#8217;avvenuto mutamento del polimero di partenza in qualcosa di radicalmente diverso. Il processo \u00e8 quindi continuato per diversi giorni, accelerando all&#8217;aggiunta di ulteriori 20 esemplari, arrivando a far scomparire la maggior parte del pezzo di polistirolo prima del ritorno dell&#8217;amico e proprietario dei vermi dalle vacanze.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24586\" aria-describedby=\"caption-attachment-24586\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/wGSpmyqZjJ0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24586\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24586 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Apple-Mealworms-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Apple-Mealworms-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Apple-Mealworms-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Apple-Mealworms.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24586\" class=\"wp-caption-text\">I comuni mealworm alla presa con una mela. Un aspetto particolarmente significativo dell&#8217;esperimento di Stanford, \u00e8 stato che i vermi posti di fronte ad una scelta, tra cibo convenzionale e polistirolo, il pi\u00f9 delle volte si dirigevano verso quest&#8217;ultimo. Ovvero esso costituiva, incredibilmente, il loro cibo preferito!<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le implicazioni, in effetti, potrebbero essere monumentali. Immaginate, afferma l&#8217;autore, quantit\u00e0 equivalenti ad intere piscine di questi insetti che vengono scaricati in un impianto apposito, consumando a velocit\u00e0 record l&#8217;intero prodotto americano di polistirolo&#8230; Per poi essere dati in pasto, poco prima di trasformarsi in scarabei, a schiere di galline, che a loro volta potrebbero crescere per fare da ostacolo al diffondersi della fame del mondo (o eliminare l&#8217;intermediario, e nutrirci direttamente dei vermi&#8230;) Un proposito certamente valido a risolvere problemi plurimi in un colpo solo, che tuttavia richiederebbe ulteriori gradi di analisi prima di essere implementato. Siamo sicuri, ad esempio, che gli organismi tirati su esclusivamente a polistirolo non contengano dei princ\u00ecpi tossici in grado di diffondersi a chi dovesse nutrirsene, secondo il processo di accumulo noto come biomagnificazione? Di certo lo stirene non ha alcun effetto nocivo sui vermi. Ma noi non eravamo vermi, l&#8217;ultima volta che ho controllato.<br \/>\nE poi, va analizzata l&#8217;effettiva efficienza di un simile approccio allo smaltimento: il polistirolo effettivamente, in un contesto industriale, non \u00e8 poi cos\u00ec difficile da liquefare con l&#8217;acetone. O incenerire col fuoco, trasformandolo essenzialmente in anidride carbonica. Con il risultato imprescindibile, tuttavia, d&#8217;inquinare un altro po&#8217; l&#8217;ambiente. Ci\u00f2 che determina l&#8217;intera fattibilit\u00e0 dell&#8217;idea, dunque, \u00e8 l&#8217;ipotesi che i supervermi riescano effettivamente a trasformare detto polimero in un qualcosa che non presenti pi\u00f9 propositi negativi per il mondo che ci circonda. Evidenti o meno evidenti. Prossimi o remoti. Perch\u00e9 non importa quanto scegliamo di non guardare davanti. Prima o poi, l&#8217;avvicinarsi dell&#8217;esaurimenti finale ricoprir\u00e0 del tutto la nostra porta d&#8217;accesso privilegiata verso il sentiero dell&#8217;indomani. E sar\u00e0 allora che ci ricorderemo dei coleotteri che ogni cosa mangiano, con un sorriso delle mandibole che non conoscono la stanchezza. Mentre noi dolcemente affoghiamo, in un oceano di candido e indeperibile polistirolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo onnisciente dall&#8217;alto del suo ramo, tra i recessi pi\u00f9 elevati della quercia della sapienza, che divide il mondo in due ali perfettamente distinte. Da una parte le cose della Natura, dall&#8217;altro l&#8217;opera delle sue stesse mani, tutto quello che deriva da un&#8217;opera finalizzata ad uno scopo di convenienza. 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