{"id":24572,"date":"2017-12-18T06:39:42","date_gmt":"2017-12-18T05:39:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24572"},"modified":"2017-12-18T06:45:12","modified_gmt":"2017-12-18T05:45:12","slug":"hangar-sta-nascendo-successore-del-concorde","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24572","title":{"rendered":"In questi hangar sta nascendo il successore del Concorde"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/TOMDUhu622s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24575\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24575\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Wind-Tunnel-Xb-1-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Wind-Tunnel-Xb-1-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Wind-Tunnel-Xb-1-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Wind-Tunnel-Xb-1.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mach 2,2: 2300 Km\/h. Abbastanza per percorrere la distanza da New York a Londra nel giro di 3 ore e 15 minuti. Essenzialmente, attraversare l&#8217;Atlantico nel tempo di un (lungo) film. Diciamo Interstellar di\u00a0Christopher Nolan, o The Hateful Eight di Q. Tarantino. Ovvero investire una porzione del proprio tempo che, molto spesso, \u00e8 considerata giustificabile per portare a termine una storia di fantasia, ma che pu\u00f2 permetterci di sperimentare a pieno gli effetti di un&#8217;inversione drastica del nostro effettivo fuso orario. Sperimentando in prima persona gli effetti di una vera e tangibile avventura. Che presto ripartir\u00e0 da zero, proprio nell&#8217;hangar 14 del Centennial Airport, presso Denver nello stato del Colorado.<br \/>\nCosa c&#8217;\u00e8 alla base di un contratto da 10 milioni di dollari da parte dei giapponesi della JAL e altrettanto da Sir Richard Branson della Virgin Group, per l&#8217;investimento iniziale in un progetto che potrebbe anche riuscire a cambiare il mondo? Scotch, pannelli di compensato, polistirolo. Un team affiatato di giovani ingegneri, all&#8217;interno di un tunnel del vento, che testano le prestazioni del loro slanciato giocattolo aeronautico. \u00c8 sorprendente notare come ai massimi vertici della sperimentazione, sussista un atteggiamento simile all&#8217;intrattenimento che ricorda molto da vicino quello di un club di acrobati del radiocomando. Il che dimostra l&#8217;importanza, fin dalla tenera et\u00e0, di dedicare il proprio tempo allo svago. Come il cucciolo di tigre che lotta con suo fratello, per imparare a rincorrere l&#8217;antilope: costruire \u00e8 un atteggiamento innato dell&#8217;essere umano. Dare forma alle proprie idee. Si tratta poi di un caso per lo pi\u00f9 fortuito, eppure per nulla casuale, quando quei pensieri si rivelano talmente utili, in potenza, da trovare qualcuno che possa renderli una velocissima scheggia di realt\u00e0. Il punto particolare di questo aereo tutt&#8217;ora senza nome, ma che certamente includer\u00e0 in qualche forma l&#8217;appellativo della sua compagnia produttrice, la Boom Technologies di Denver, \u00e8 proprio questo suo provenire, per una volta, dal mondo pi\u00f9 largamente onirico delle nuove generazioni. Piuttosto che da polverosi e prestigiosi dipartimenti di spropositate multinazionali, come le solite Boeing, Airbus o Lockheed. Tutto \u00e8 iniziato, in effetti, verso del gennaio del 2016, quando le due figure chiave di Blake Scholl (CEO) e Joe Wilding (capo ingegnere) hanno presentato il loro velivolo al programma d&#8217;incubazione delle startup\u00a0Y-Combinator, nel cuore della California tecnologica a Mountain View. Immaginatene quindi voi, l&#8217;effetto: in una sala conferenze dove erano passate fino a quel momento una manciata di App, qualche sito web, un telefonino o due, ovvero tutti gli stereotipi di questa seconda decade degli anni 2000, all&#8217;improvviso si \u00e8 profilata la sagoma di qualcosa che potremmo definire, senza un minimo di esitazione, un sostanziale anacronismo. Qualcosa di molto futuribile oppure, vuole il caso, appartenente al mondo del secolo passato. Quando i genitori o nonni della presente generazione, piuttosto che occupare principalmente lo spazio digitale, usavano spostarsi attraverso lo strumento del viaggio fisico, un proposito portato a compimento grazie, il pi\u00f9 delle volte, ad una coppia di motori lanciati lass\u00f9, nell&#8217;empireo delle circostanze terrestri.\u00a0 Ovviamente, di aerei per il trasporto passeggeri ne abbiamo molti, anche oggi, alti, oblunghi, piccoli e grandi. Ma che possano fare questo, nessuno pi\u00f9, ormai. Provate a chiedere, soltanto qualche anno fa, a un direttore di linea aerea che opinione avesse del volo supersonico: una follia, dai costi impressionanti per l&#8217;operatore ed i passeggeri, costretto a decollare il pi\u00f9 delle volte con la met\u00e0 dei sedili vuoti, semplicemente perch\u00e9 non si erano trovate abbastanza persone in grado di permettersi l&#8217;esperienza. 10.000, 15.000 dollari per raggiungere un diverso continente. Roba da nulla se sei un sultano, un gerarca russo o il re di un vecchio potentato europeo. Ma persino un direttore d&#8217;azienda, nell&#8217;epoca del boom economico, si sarebbe trovato in difficolt\u00e0 a giustificare una simile spesa. Figuratevi nel clima economico attuale. E proprio questo era, fondamentalmente, il problema del Concorde. Oltre alla sua, non del tutto ingiustificata, fama per un grado di sicurezza inferiore a quello di un comune aereo di linea. Ma questo fu anche una parte del suo fascino, per alcuni&#8230;<br \/>\nIl punto \u00e8 che i tempi cambiano, e con essi lo fanno i presupposti. Quello che 48 anni fa costava 10, oggi si pu\u00f2 realizzare con 5 appena, o persino 2. Poich\u00e9 esistono strade alternative, capaci di ottenere lo stesso risultato in maniera molto pi\u00f9 semplice e diretta. Cruciale nel piano di fattibilit\u00e0 della Boom \u00e8 stato fin dal primo momento l&#8217;impiego di polimeri a base di carbonio per realizzare la carlinga, piuttosto che il tradizionale alluminio, attraverso un processo di lavorazione che risulta essere al tempo stesso molto meno costoso e pi\u00f9 resistente agli stress prodotti dal volo a due volte al velocit\u00e0 del suono. Mentre i motori, piuttosto che degli enormi sistemi a jet dotati di afterbuner, saranno tre grandi turboventole del modello a geometria variabile General Electric J85-21, appositamente potenziate per arrivare a produrre la spinta necessaria. Con il risultato, assolutamente cruciale, di diminuire in modo significativo i consumi, permettendo potenzialmente di offrire un posto al cliente finale a un prezzo in linea con la business class degli aerei convenzionali. Andata e ritorno, qualche migliaio di euro. Adesso si, che s&#8217;inizia a ragionare&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24573\" aria-describedby=\"caption-attachment-24573\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/MdE9wHkgfbA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24573\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24573 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Boom-Supersonic-Ad-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Boom-Supersonic-Ad-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Boom-Supersonic-Ad-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Boom-Supersonic-Ad.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24573\" class=\"wp-caption-text\">Qualunque osservazione si voglia fare sullo stile comunicativo di tipo emozionale messo in campo dall&#8217;azienda, una cosa \u00e8 certa: il loro slogan &#8220;The Future is Supersonic&#8221; ha un suono niente meno che accattivante, in grado di evocare un certo senso di ottimismo che migliora sensibilmente le aspettative di chi si avvicina per la prima volta all&#8217;idea.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma svariate altre sono le soluzioni tecniche oggi date per scontate, utili a rendere pi\u00f9 pratico il sogno che era appartenuto, verso la fine degli anni &#8217;60, alla storica <em>joint venture<\/em> delle compagnie anglo-francesi Bristol Aeroplane e Sud Aviation. Tanto per cominciare il miglioramento dei sistemi di telecamere di bordo, permettendo al pilota di scorgere la pista al di sotto del lungo muso a punta, necessario per il volo supersonico, senza il folle e costosissimo sistema articolato che il Concorde doveva impiegare durante i suoi atterraggi. E poi la stessa tecnologia informatica di simulazione, che permette nel giro di un solo pomeriggio di mettere alla prova innumerevoli ipotesi progettuali, senza dover continuamente testarne l&#8217;effetto con dei modellini all&#8217;interno di una struttura di proiezione del vento. Questo ha permesso alla Boom, nel corso dell&#8217;ultimo anno, di arrivare ad un design con ali a delta che \u00e8 ancora pi\u00f9 affusolato di quello del loro insigne predecessore, con la parte superiore della carlinga che discende lievemente verso la poppa, riducendo di conseguenza il generarsi di vortici e indesiderabili turbolenze. Mentre la superficie oblunga del fronte opposto all&#8217;aria, lungo tutto l&#8217;estendersi delle ali, genera un maggior grado di portanza alle alte velocit\u00e0, fin quasi alla punta stessa dell&#8217;aeromobile, grazie all&#8217;inclusione di un elemento progettuale noto come <em>chine<\/em>, che prolunga l&#8217;effetto del sollevamento da terra. Questa particolare configurazione, che fino a pochi anni fa sarebbe stata considerata decisamente estrema, ha inoltre un vantaggio molto significativo: riduce di almeno 30 volte il suono prodotto dal superamento della barriera del suono. Quell&#8217;epico momento, in corrispondenza della velocit\u00e0 Mach 1.0 ovvero\u00a01.191 Km\/h, in cui l&#8217;aereo genera un&#8217;onda d&#8217;urto chiaramente udibile da terra, i cui potenziali effetti hanno sempre fatto preoccupare i legislatori statunitensi. Tanto che ancora oggi, vige in quel paese un severo divieto al volo supersonico civile, nonostante la sua potenziale utilit\u00e0 nel ridurre le distanze di una delle nazioni pi\u00f9 vaste e influenti al mondo. Una limitazione ormai priva di senso, nelle parole dello stesso CEO\u00a0Blake Scholl, che sogna un futuro in cui sar\u00e0 possibile percorrere la tratta tra New York e San Francisco in poco pi\u00f9 di un paio d&#8217;ore. Ma \u00e8 proprio questa rapidit\u00e0 nell&#8217;adattarsi ai mutamenti tecnologici, questa natura informale che sorpassa la burocrazia, ad aver fatto la fortuna negli ultimi anni di compagnie startup come la Boom, mentre i governi arrancano tentando di mantenere la propria rigida postura all&#8217;interno di una serie di leggi e regolamenti. Come gli sarebbe altrimenti possibile, del resto, mantenere lo <em>standing<\/em> dei sostenitori dell&#8217;uno oppure l&#8217;altro partito? Lo stesso Scholl parla liberamente, nelle interviste, dei circa 300 milioni di dollari dei contribuenti forniti negli ultimi tempi alla NASA ad alcune compagnie private, per giungere ad un prototipo nuova generazione di aerei supersonici civili, mentre loro stanno precorrendo il traguardo con una cifra di appena un decimo senza alcuna assistenza da parte dell&#8217;erario.<br \/>\nCi sono tuttavia elementi che dovranno essere testati a misura reale, prima di allora. Tra cui le condotte che dovranno veicolare l&#8217;aria d&#8217;ingresso nelle tre turboventole, previo appropriato rallentamento dell stessa, consentendo all&#8217;aereo di funzionare in economia ed utilizzando nel contempo lo stesso serbatoio di carburante per dissipare il calore prodotto durante il volo. A tal fine, entro il 2018 \u00e8 prevista la costruzione di un prototipo funzionante di un terzo della dimensione finale, in cui i due piloti prenderanno posto uno di fronte all&#8217;altro, come negli aerei militari. Il velivolo, denominato XB-1 o &#8220;Baby Boom&#8221; dar\u00e0 modo di porre le basi per ulteriori e pi\u00f9 significativi finanziamenti, con l&#8217;obiettivo di giungere al prodotto finale entro un ottimistico 2023. L&#8217;aereo finale, ad ogni modo, vanter\u00e0 una cabina da appena 50-55 passeggeri, dimostrandosi un investimento meno impegnativo rispetto al ben pi\u00f9 grande Concorde (92-128).<\/p>\n<figure id=\"attachment_24574\" aria-describedby=\"caption-attachment-24574\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/c-HbJn3LAHc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24574\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24574 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Boom-Supersonic-Tc-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Boom-Supersonic-Tc-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Boom-Supersonic-Tc-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Boom-Supersonic-Tc.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24574\" class=\"wp-caption-text\">Sentire l&#8217;entusiasmo dei dipendenti della Boom mentre parlano del loro futuro \u00e8 un&#8217;esperienza per certi versi contagiosa, che dimostra pi\u00f9 di ogni altra quanto siamo andati avanti rispetto a quella remota epoca del 1969. Cos\u00ec che oggi, un prodotto come il Concorde non potrebbe che nascere da presupposti completamente diversi. Ed offrire un sentiero nuovo all&#8217;avanzamento tecnologico della modernit\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello scenario di un mondo che attualmente, grazie al rifiorire dell&#8217;economia ed un crescente senso d&#8217;urgenza dovuto ai venti di guerra internazionali, sembra fermamente intenzionato a fuoriuscire dalla stagnazione dell&#8217;ultimo decennio, la reintroduzione del volo supersonico potrebbe avere implicazioni importanti. La stessa Boom si pronuncia nella sua pubblicit\u00e0 aziendale, parlando di &#8220;Leader mondiali che potranno passare pi\u00f9 tempo nella stessa stanza&#8221; e &#8220;Molte occasioni d&#8217;incontro tra culture nate agli opposti angoli del mondo.&#8221; Certo \u00e8 che, dal punto di vista commerciale, stiamo parlando di un approccio alle cose che potrebbe portare a notevoli opportunit\u00e0 di guadagno. Laddove famosamente, il vecchio Concorde riusciva ad essere proficuo unicamente su quella specifica trasferta, di Londra-New York e ritorno, mentre questo suo successore potrebbe ottenere risultati pi\u00f9 che paragonabili con oltre 500 destinazioni diverse.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 perci\u00f2 molto da meravigliarsi se con uno sguardo gettato ai notiziari internazionali degli ultimi tempi, si finisce per scorrere una profusione di eclatanti finanziamenti ricevuti da alcune delle compagnie di volo pi\u00f9 celebri al mondo alla piccola startup di Denver, invasata dalla forza della sua idea. I tempi sono cambiati, e con essi, la fiducia che il mondo \u00e8 incline ad offrire ai giovani visionari e ai ribelli della controcultura. Ringraziamo per questo, incidentalmente, figure ormai celebri come Steve Jobs o Bill Gates. Ma che il digitale stia di nuovo sfociando nel mondo fisico, minacciando persino di riuscire a portarci su Marte, \u00e8 un merito che dobbiamo soprattutto attribuire al mondo della scienza applicata. Quella fantastica montagna russa, che \u00e8 il progredire inarrestabile dell&#8217;ingegneria umana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mach 2,2: 2300 Km\/h. Abbastanza per percorrere la distanza da New York a Londra nel giro di 3 ore e 15 minuti. Essenzialmente, attraversare l&#8217;Atlantico nel tempo di un (lungo) film. Diciamo Interstellar di\u00a0Christopher Nolan, o The Hateful Eight di Q. Tarantino. Ovvero investire una porzione del proprio tempo che, molto spesso, \u00e8 considerata giustificabile &#8230; <a title=\"In questi hangar sta nascendo il successore del Concorde\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24572\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su In questi hangar sta nascendo il successore del Concorde\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1133,1636,1367,1765,2076,2921,2280,766,167,137,1088,3125,147,3124,97,126,333,3123],"class_list":["post-24572","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-aerei-di-linea","tag-aerodinamica","tag-aeronautica","tag-colorado","tag-compagnie","tag-concorde","tag-denver","tag-futuro","tag-ingegneria","tag-motori","tag-prototipi","tag-startup","tag-stati-uniti","tag-supersonici","tag-tecnologia","tag-trasporti","tag-volo","tag-volo-civile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24572","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24572"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24572\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24578,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24572\/revisions\/24578"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24572"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24572"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24572"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}