{"id":24567,"date":"2017-12-17T06:41:11","date_gmt":"2017-12-17T05:41:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24567"},"modified":"2017-12-17T06:41:11","modified_gmt":"2017-12-17T05:41:11","slug":"pilastro-fluttua-nel-tempio-dei-giganti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24567","title":{"rendered":"Il pilastro che fluttua nel tempio dei giganti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=g6f1m02ZIYU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24568\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24568\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Hanging-Pillar-Lepakshi-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Hanging-Pillar-Lepakshi-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Hanging-Pillar-Lepakshi-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Hanging-Pillar-Lepakshi.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono luoghi, dall&#8217;antica e importante vicenda storica, presso i quali la principale attrazione turistica finisce per essere un singolo gesto, eternamente ripetuto dai visitatori curiosi, secondo un rituale che di ben poco \u00e8 cambiato attraverso i secoli. Cos\u00ec come i fotografi della torre di Pisa, che cercano d&#8217;inquadrare i propri compagni di viaggi mentre ne falsano la prospettiva sulla pubblica piazza, nel territorio d&#8217;India dello stato dell&#8217;Andhra Pradesh, ben pochi varcherebbero queste sacre mura senza portare con se una tovaglia, un canovaccio, oppure qualcosa di oblungo da far penetrare al di SOTTO. Del blocco granitico da svariate tonnellate, che costituisce una delle molte colonne riccamente ornate del <em>sancta sanctorum\u00a0<\/em>del tempio dedicato all&#8217;Avatar di Shiva\u00a0Veerabhadra, presso la cittadina di Lepakshi, non troppo distante da Bangalore. Il quale, in maniera piuttosto insolita, non sembrerebbe poggiare sul pavimento. O almeno non completamente, come ci spiega con precisione l&#8217;autore di questo video\u00a0Dong Trieu, che sembra aver dedicato alla questione una lunga sequenza di pensieri, giungendo infine alla conclusione che nonostante l&#8217;esistenza di un &#8220;trucco&#8221; (la pietra poggia in corrispondenza di un angolo) esso costituisca cionondimeno una delle meraviglie architettoniche della sua intera nazione. Eventualit\u00e0 condivisa, a quanto sembrerebbe, dai precedenti funzionari del governo coloniale inglese, che tentarono di svelarne il funzionamento danneggiandolo e lasciandolo in posizione parzialmente inclinata: un altro punto di contatto, se vogliamo, con il campanile della cattedrale di Santa Maria. L&#8217;epoca di completamento per una mera coincidenza poi, non \u00e8 cos\u00ec distante, visto come le possenti mura di un simile luogo di culto furono messe assieme, con una tecnica delle pietre cesellate ed incastrate fra di loro non dissimile da quella dei edifici Maya di Machu Picchu, durante la dinastia co\u00e9va dei re\u00a0Vijayanagara (1336-1646) per volere dei due governatori e fratelli\u00a0Virupanna Nayaka e Viranna, affinch\u00e9 al suo interno abitasse in totale ascesi il saggio vedico\u00a0Agastya. Bench\u00e9 esistano leggende locali che fanno risalire, almeno alcuni degli elementi, ad un&#8217;epoca molto pi\u00f9 antica. E alla situazione che venne a crearsi per l&#8217;amore smodato nei confronti di due donne.<br \/>\nSita era la diretta discendente della dea della Terra\u00a0Bh\u016bmi, che scelse di vivere tra gli umani come figlia adottiva del re Janaka di Videha. Riuscendo ad affascinare, con la sua naturale bellezza e l&#8217;aura straordinaria, niente meno che il principe Rama, il settimo avatar del dio Vishnu. Se non che i due, scelto di vivere in esilio assieme al fratello di lui nel territorio di\u00a0Lakshmana, finirono per attrarre l&#8217;attenzione del potente Ravana, il sovrano demoniaco del regno di Lanka, che senza la bench\u00e9 minima esitazione, la port\u00f2 via con la forza. Questa vicenda, alla base della principale guerra del lungo poema epico Mah\u0101bh\u0101rata, fu alla base d&#8217;innumerevoli battaglie, gesta eroiche e sacrifici, tra cui il primo fu quello di Jatayu, l&#8217;uccello magico simile ad un&#8217;aquila che faceva parte del vasto seguito di Vishnu. Il quale, assistendo dall&#8217;alto all&#8217;efferato rapimento, si lanci\u00f2 subito all&#8217;inseguimento del re, se non che questi, proprio nel mezzo delle lande desolate, non rivel\u00f2 il suo vero e possente aspetto. Allora Ravana, nella sua guisa di vero appartenente alla schiatta dei demoni Rakshasa, si sollev\u00f2 in piedi sul suo carro, con dieci teste e centinaia di braccia, ciascuna delle quali impugnava un&#8217;arma terrificante, il ventre rigonfio per effetto del nettare dell&#8217;immortalit\u00e0. I due combatterono nei cieli del mondo, finch\u00e9 inevitabilmente, l&#8217;imprudente Jatayu si vide strappare le ali e precipit\u00f2 rovinosamente al suolo. Mentre il malvagio riprendeva la sua fuga, quindi, Rama giunse sulla scena, trovando l&#8217;amico volatile morente. Cos\u00ec dandogli l&#8217;estremo saluto pronunci\u00f2 le famose parole &#8220;Le, Pakshi&#8221; ovvero in lingua telugu: &#8220;Alzati, uccello&#8221;. Gli umani, che avevano sentito il suo grido di dolore, decisero quindi di scegliere questo nome per l&#8217;intera citt\u00e0, e il luogo di culto che sarebbero sorti sulla scena di un simile tragico evento. Ma il tempio di Lepakshi, che come dicevamo \u00e8 anche associato al nome di\u00a0Veerabhadra, ospita al suo interno una statua in pieno armamento bellico di uno spaventoso guerriero, che aveva amato, anch&#8217;egli, una leggiadra fanciulla e che se l&#8217;era vista sottrarre per un crudele scherzo del fato. Si trattava di una delle personificazioni terrene pi\u00f9 terribili del dio Shiva, che dopo un lungo periodo d&#8217;impegno spirituale da parte di lei, aveva scelto di lasciarsi conquistare da\u00a0Sati, la figlia del re che era figlio di Brahma, Daksha. Se non che quest&#8217;ultimo, circondato dai maggiori lussi terreni, provava disprezzo per la vita condotta dal genero, che abitava tra i poveri, portava la barba lunga e ricopriva la sua pelle di cenere come i guru itineranti, circondato dall&#8217;ordine dei suoi devoti Bhutagana. Cos\u00ec che un giorno, invitata sua figlia a palazzo con la scusa di uno yajna (sacrificio) a Brahma, prese a criticarla di fronte a tutta la corte, ricoprendola di insulti cos\u00ec terribili che la spinse a suicidarsi, gettandosi nel fuoco. Questo fu un terribile errore. Quando Shiva venne a conoscenza della notizia, subito si tagli\u00f2 un capello e lo divise in due. Da tali frammenti, quindi, scaturirono i due avatara Veerabhadra e\u00a0Bhadrakali, tra i pi\u00f9 pericolosi guerrieri che fossero mai vissuti. Questi si posero alla guida dell&#8217;armata dei Bhutagana, e presero d&#8217;assalto il palazzo di Daksha.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24570\" aria-describedby=\"caption-attachment-24570\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=yVC2nxYHlQc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24570\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24570 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Lepakshi-Temple-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Lepakshi-Temple-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Lepakshi-Temple-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Lepakshi-Temple.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24570\" class=\"wp-caption-text\">Le storie del Mah\u0101bh\u0101rata e degli altri canoni mitologici d&#8217;India trovano vivace espressione nel tempio di Lakshi, pieno di statue e magnifici affreschi della scuola dei re Vijayanagara. Talmente vivide sono queste rappresentazioni, da sembrare talvolta pronte a muoversi da un momento all&#8217;altro.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora non credo che sia necessario sottolineare quanto fosse terribile l&#8217;ira di Shiva, il dio che figura nella Trimurti col ruolo di Distruttore, in grado di porre termine a ciascun grande ciclo della ruota delle Ere. La battaglia fu orribilmente sanguinosa e pi\u00f9 simile in effetti a un massacro, con l&#8217;esito finale di Daksha che, poco prima di essere decapitato, si appella al grande principio generativo\u00a0Para Brahman, che lo perdona e porta via dal mondo dei viventi. Solo in questo modo era possibile far uscire di scena, a lungo termine, il figlio immortale di Brahma.<br \/>\nQuesta storia \u00e8 doppiamente rilevante per un&#8217;analisi del tempio di Lepakshi vista la presenza, a circa 200 metri dalla principale sala delle statue, di una massiccia scultura monolitica di Nandi, il toro leggendario che fu la cavalcatura di Shiva in battaglia. Un&#8217;affascinante scultura, ricavata incredibilmente da un singolo gigantesco macigno, che costituisce la pi\u00f9 imponente rappresentazione della creatura nell&#8217;intero territorio indiano. E la cui stessa realizzazione, nell&#8217;opinione della nostra guida in questo fantastico luogo,\u00a0Dong Trieu, potrebbe costituire la chiave di un&#8217;interpretazione importantissima del tempio di\u00a0Veerabhadra. Ogni rappresentazione di Nandi infatti, secondo la tradizione indiana, dovrebbe essere accompagnata dalla struttura vagamente fallica del\u00a0Linga, l&#8217;oggetto ovale che si richiama al culto di Shiva e che trasse probabilmente l&#8217;origine dai rituali delle pi\u00f9 antiche civilt\u00e0 della valle dell&#8217;Indo. Il quale, nel presente caso, potrebbe sembrare assente, finch\u00e9 non si elimina con la mente la presenza del muro perimetrale del tempio, immaginando una linea diretta fino all&#8217;elemento architettonico situato nel suo cortile centrale. Un gigantesco Linga tenuto in ombra da un&#8217;altra svettante scultura monolitica, nella forma un Naga (dio-serpente) a sette teste. L&#8217;autore del video, quindi, ci spiega come secondo la tradizione induista, lo scopo delle rappresentazioni di Nandi sarebbe disporre le dita ad arco sulle corna del toro, per osservare attraverso lo spazio creatisi la figura divina del Linga. Se non che, in questo caso e vista l&#8217;altezza della statua di almeno tre metri, come sarebbe mai stato possibile farlo? A meno di essere molto&#8230; Pi\u00f9 grandi. Tramite ci\u00f2, quindi, ci si ricollega ad una particolare visione tipicamente indiana della storia remota, secondo cui gli umani erano, un tempo, molto pi\u00f9 alti di come si presentano al giorno d&#8217;oggi. Nel cortile del tempio ad esempio \u00e8 presente una grande impronta scolpita (secondo il mito, da una precedente realmente presente al suolo) che si dice appartenere alla bella Sita, la quale per produrla avrebbe dovuto misurare oltre 7 metri di altezza. E tenete conto che lei veniva considerata, secondo i canoni di allora, una donna piuttosto minuta. Quindi, proseguono le leggende degli abitanti di Lepakshi, le successive generazioni si sarebbero progressivamente abbassate, fino all&#8217;attuale statura che raramente supera i due metri di distanza dal suolo.\u00a0Dong Trieu afferma quindi che le prove della storicit\u00e0 di un simile fatto erano ovunque grazie al ritrovamento di scheletri sovradimensionati un po&#8217; ovunque, fino a circa 50 anni fa, quando un gruppo di societ\u00e0 segrete (viene mostrato il triangolo degli Illuminati) non inizi\u00f2 a fare di tutto per insabbiare la verit\u00e0. Un&#8217;insolita teoria che, consultando i vasti cataloghi del Web, ha saputo catturare l&#8217;attenzione di pi\u00f9 di un appassionato del mondo dei complotti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24569\" aria-describedby=\"caption-attachment-24569\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TK7Ayt6Czzg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24569\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24569 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Lepakshi-Temple-of-giants-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Lepakshi-Temple-of-giants-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Lepakshi-Temple-of-giants-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Lepakshi-Temple-of-giants.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24569\" class=\"wp-caption-text\">Qualunque sia l&#8217;opinione sulle teorie del gigantismo originario, \u00e8 indubbio che le due sculture monolitiche del tempio di Lepakshi colpiscano con la fantasia con la loro maestosa imponenza. Di certo trasportarle fino a quei luoghi deve aver comportato uno sforzo logistico molto pi\u00f9 che significativo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una visita al tempio di\u00a0Veerabhadra viene considerato un passo importante nella vita di tutti i devoti al culto di Shiva, che qui potranno prendere atto delle sue leggendarie gesta compiute nella forma di essere umano e percepire per almeno qualche estatico momento, nelle parole del documentario di\u00a0India Ghoomo incluso poco pi\u00f9 sopra &#8220;La sensazione illusoria di aver raggiunto il Nirvana.&#8221;<br \/>\nCiononostante, la sua origine sembra essere legata a svariate sanguinose battaglie ed almeno un fatto orribilmente truculento. Quello del ministro reale Virupanna, che accusato dinnanzi ai re\u00a0Vijayanagara di aver sottratto indebitamente i fondi dell&#8217;erario per portarne a termine la costruzione, si cav\u00f2 senza esitazione gli occhi per dimostrare la sua innocenza, gettandoli con impeto su una parete del tempio, dove ancora campeggiano due vistose macchie marroni. Assolutamente magnifico. Ma l&#8217;attrazione principale per tutti i turisti continuer\u00e0 ancora per lungo tempo ad essere l&#8217;enorme pilastro &#8220;fluttuante&#8221;. Finch\u00e9 qualcuno di molto scaltro, livella alla mano, non arriver\u00e0 per spiegarci il suo misterioso\u00a0 ed insolito funzionamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono luoghi, dall&#8217;antica e importante vicenda storica, presso i quali la principale attrazione turistica finisce per essere un singolo gesto, eternamente ripetuto dai visitatori curiosi, secondo un rituale che di ben poco \u00e8 cambiato attraverso i secoli. 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