{"id":24474,"date":"2017-12-04T06:33:10","date_gmt":"2017-12-04T05:33:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24474"},"modified":"2017-12-04T06:39:02","modified_gmt":"2017-12-04T05:39:02","slug":"laracnide-saputo-terrorizzare-lesercito-americano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24474","title":{"rendered":"L&#8217;aracnide che ha saputo terrorizzare l&#8217;esercito americano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/qA1aXln2rvg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24476\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24476\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Camel-Spider-Feeding-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Camel-Spider-Feeding-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Camel-Spider-Feeding-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Camel-Spider-Feeding.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di Facebook, prima di Twitter e degli ubiqui smartphone, prima della Playstation 4 e persino del Wii U, la gente inorridiva in maniera decisamente pi\u00f9 immediata. Poteva bastare una semplice e-mail. A patto che superasse i filtri antispam e il recipiente, in barba all&#8217;intrinseco senso di prudenza, fosse cos\u00ec ingenuo da aprire l&#8217;allegato. Si trattava di una <em>shock image\u00a0<\/em>di primissima categoria: due soldati americani in uniforme, in uno scenario desertico, che osservano molto da vicino&#8230; Una creatura. Sollevata dal primo, mediante la canna del suo fucile, a una certa distanza da terra, bench\u00e9 le zampe da ragno fossero sufficientemente lunghe da riuscire toccargli quasi le caviglie. Il testo d&#8217;accompagnamento poteva variare, ma generalmente descriveva le caratteristiche de &#8220;l&#8217;essere pi\u00f9 pericoloso dell&#8217;Iraq&#8221; in maniera terribilmente vivida e spaventosa. &#8220;Il <em>camel spider<\/em>&#8221; esordiva il mittente &#8220;Non lascia scampo. Questa creatura che pu\u00f2 avere la dimensione di un piatto da portata, corre alla velocit\u00e0 di 40 Km\/h e salta come un campione di basket, per aggrapparsi al pelo dei cammelli e deporre le sue uova nei loro stomaci. Il suo veleno paralizzante impedisce alle vittime di reagire, mentre le divora letteralmente un pezzetto alla volta. Se dovesse capitarvi di d&#8217;incontrarne uno, iniziate a correre pi\u00f9 veloce che potete. Perch\u00e9 lui, senz&#8217;ombra di dubbio, cercher\u00e0 di afferrarvi&#8230;&#8221; Seguiva l&#8217;inevitabile richiesta di soldi, magari per &#8220;Inviare l&#8217;insetticida ai nostri coraggiosi ragazzi al fronte.&#8221; Ben presto la voce inizi\u00f2 a girare e una sorta di timore reverenziale prese a diffondersi lungo le vie traverse del primissimo <em>social web<\/em>. Era l&#8217;estate del 2008 dunque, quando un soldato inglese di ritorno dal Medio Oriente nella sua citt\u00e0 di Londra, si ritrov\u00f2 uno di questi esseri nascosto in valigia a sua insaputa. Cos\u00ec che sul tardi, nella giornata del glorioso rientro, l&#8217;animale salt\u00f2 fuori ed and\u00f2 a nascondersi sotto al letto del figlio di nome Ricky. Il quale, mentre apriva la cassettiera, se lo ritrov\u00f2 camminare su una mano, gridando per il terrore. La madre accorse, assieme al barboncino di famiglia, che inizi\u00f2 ad abbaiare disperatamente per difendere il suo padrone. I genitori chiamavano Ricky, il bambino correva, il ragno cammello era letteralmente sparito. L&#8217;intera famiglia, terrorizzata, abbandon\u00f2 letteralmente la casa con l&#8217;intenzione di fare ritorno soltanto quando fosse stato possibile ritrovare l&#8217;aracnide, cosa che per inciso, non avvenne mai pi\u00f9. Qualche giorno dopo, all&#8217;apparenza inspiegabilmente, il cane mor\u00ec. In quel preciso momento, il mondo inizi\u00f2 a chiedersi se non ci fosse del vero anche nell&#8217;e-mail che voleva regalarti una macchina in qualit\u00e0 di visitatore n. 100.000, o quella sulle &#8220;donne singles nella tua area&#8221; che aspettano solo te.<br \/>\nOra io non conosco la prognosi del malcapitato cagnolino, ma una cosa posso certamente assicurarvi: ad ucciderlo non fu l&#8217;aracnide clandestino. Poich\u00e9 il ragno cammello (che non \u00e8 un ragno, n\u00e9 un cammello) detto talvolta scorpione del vento (bench\u00e9 non sia neppure uno scorpione) semplicemente non possiede un veleno. Non avendo mai visto ragione di evolversi, nel corso della sua lunga storia, per possedere un simile ausilio alla cattura delle prede o l&#8217;autodifesa. Puntando piuttosto sulla sua superiorit\u00e0 fisica, la sveltezza e la rapidit\u00e0 negli spostamenti. Ma forse sar\u00e0 meglio, a questo punto, applicare un distinguo. Poich\u00e9 i <em>Solifugae<\/em>, secondo la tassonomia scientifica, non sono una singola specie e neppure una famiglia, bens\u00ec un intero ordine al di sotto della classe degli aracnidi, al pari degli\u00a0<em>Araneae<\/em>, gli\u00a0<em>Scorpiones\u00a0<\/em>o gli\u00a0<em>Amblypygi. <\/em>Pur essendo completamente diverso, per morfologia ed abitudini, da ciascuno degli altri citati. Ne esistono oltre 1.000 variet\u00e0 distinte, diffuse nei deserti di tutto il pianeta, per i quali presentano una serie di efficaci adattamenti. Prima fra tutti quella che gli da il nome, o vero l&#8217;istinto a fuggire dal Sole, spostandosi nelle ore pi\u00f9 calde soltanto se gli riesce a trovare l&#8217;ombra di una creatura pi\u00f9 grande, ad esempio un cammello, che possa fargli scudo dal pericolo di surriscaldarsi. Ed \u00e8 questa la ragione, incidentalmente, per cui pi\u00f9 di un soldato di stanza in Afghanistan ritorn\u00f2 con la storia di &#8220;essere stato inseguito nel deserto da un ragno&#8221; giungendo comprensibilmente a temere per la sua vita. Simili creature sono in effetti piuttosto aggressive, pur non avendo neppure una forza sufficiente a perforare la pelle umana. E se messe alle strette sollevano minacciosamente i pedipalpi, spalancando le enormi zanne chelicerate non dissimili da chele di granchio e garantendo una dimostrazione guerriera d&#8217;indubbia efficacia. In quel momento, pur essendo tanto pi\u00f9 piccolo, l&#8217;esserino \u00e8 certo di poterti uccidere e potendo, lo far\u00e0. Ma qui finisce, assai probabilmente, la parte giustificata della sua cattiva reputazione.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24477\" aria-describedby=\"caption-attachment-24477\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Br5Y1_OBTC8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24477\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24477 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Camel-Spider-Running-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Camel-Spider-Running-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Camel-Spider-Running-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Camel-Spider-Running.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24477\" class=\"wp-caption-text\">Un addetto alla base aerea tenta di catturare un solifugo con un bicchiere, per allontanarlo dalla caserma dei soldati. Sfortunatamente la creatura, rapida e sfuggente (la vera velocit\u00e0 massima \u00e8 di 15 Km\/h) ha un&#8217;idea completamente diversa della sua giornata. Nel frattempo i commilitoni, piuttosto che aiutare, sghignazzano sguaiatamente&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista morfologico i ragni cammello sono si, piuttosto grandi, ma decisamente lontani dal proverbiale piatto di portata. Stiamo parlando, per intenderci, di 12-15 cm incluse le zampe, bench\u00e9 misurarli in questa maniera possa trarre in inganno. Questo perch\u00e9 tra le diverse specie, il rapporto di dimensioni tra corpo ed arti non \u00e8 sempre lo stesso, portando convenzionalmente a indicare di preferenza soltanto l&#8217;estensione del primo. Le ragioni della foto mostruosa citata in apertura, in cui il &#8220;ragno&#8221; sembra un <em>facehugger<\/em> della serie di fantascienza Alien, sono in realt\u00e0 molteplici: intanto perch\u00e9 si trattava non di uno, bens\u00ec due aracnidi, attaccati tra loro forse nel mezzo del loro rituale di accoppiamento. E poi c&#8217;era la questione della prospettiva, con l&#8217;animale in primo piano e i militari sullo sfondo, tutt&#8217;altro che disposti a mettersi l&#8217;oscena creatura in mano, per meglio offrirci un ausilio alla precisa comprensione di quello che stiamo vedendo. Una caratteristica rilevante di questi esseri \u00e8 che sembrano possedere 10 zampe, causa i due arti anteriori sopra menzionati (i pedipalpi) i quali in realt\u00e0 hanno una funzione pi\u00f9 simile a quella delle antenne degli insetti, venendo impiegati per tastare il terreno e percepire le sostanze chimiche nell&#8217;aria. Ciononostante, soltanto occasionalmente, il solifugo li usa anche come punti di appoggio, o ausili a rigirarsi tra le fauci la piccola preda che gli \u00e8 riuscito di catturare. Che pu\u00f2 essere di molti tipi diversi.<br \/>\nIl ragno cammello, in effetti, mangia di tutto, a partire dai coleotteri o altri camminatori artropodi del deserto, per spostarsi fino a topi impreparati o piccoli uccelli, che pu\u00f2 ghermire grazie all&#8217;impiego degli articoli, delle vere e proprie pinze poste alla fine dei due cheliceri frontali, spesso sovradimensionati rispetto alle dimensioni complessive dell&#8217;animale. Non vengono disdegnate inoltre neppure le carcasse, ragione che potrebbe aver dato origine alla leggenda secondo cui infesterebbe il pelo dei cammelli, sottraendogli al forza vitale come una sorta di zecca gigante. Probabilmente un beduino o altro viaggiatore del deserto, semplicemente, vide un giorno un gruppo di solifughi che erano stati cos\u00ec fortunati da imbattersi negli estremi resti di una di queste quadrupedi navi del deserto. Una volta procuratasi ci\u00f2 che dovr\u00e0 costituire il suo pasto, quindi, questo aracnide inizia letteralmente a farlo a pezzi mediante l&#8217;impiego dei cheliceri, che pu\u00f2 muovere in tutte le direzioni ed anche farli avanzare ed indietreggiare, in un movimento che ricorda da vicino quello di una sega a mano. Lentamente, cos\u00ec facendo, la preda viene ridotta in poltiglia, sulla quale il ragno cammello rigurgita i suoi fluidi digerenti, prima di risucchiare il tutto all&#8217;interno del suo rudimentale apparato digerente. Questa semplicit\u00e0 anatomica si riflette anche nel suo apparato respiratorio, privo dei polmoni a libro sviluppati da ragni, e che approvvigiona l&#8217;organismo soltanto mediante una serie di trachee, connesse ad alcuni fori per far penetrare l&#8217;aria nella parte inferiore del carapace. Un&#8217;altra differenza \u00e8 l&#8217;assenza del pedicello, l&#8217;articolazione che connette l&#8217;opisthosoma (addome) al prosoma (testa) e che permette ai loro cugini tessitori di tela di muoversi con maggiore agilit\u00e0. Laddove lui, rapido corridore del pianeggiante deserto, non ha mai scelto di sviluppare un simile adattamento. Soltanto il piccolo paio d&#8217;occhi risulta relativamente sofisticato, risultando in grado di distinguere facilmente le forme anche a distanze elevate. Come una coppia di perline nere, gli organi sensoriali in questione sono principali responsabili della curiosa espressione mostrata dal solifugo, che non sfigurerebbe in un cartone animato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24475\" aria-describedby=\"caption-attachment-24475\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/8ZgpvnL9ZU8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24475\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24475 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Camel-Spider-Facts-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Camel-Spider-Facts-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Camel-Spider-Facts-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Camel-Spider-Facts.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24475\" class=\"wp-caption-text\">Nell&#8217;ambiente degli aracnofili, persone con un gusto negli animali domestici che potremmo definire eclettico, i solifughi sono una scelta atipica, ma non troppo difficile da mantenere in salute. Purtroppo, una di queste creature vive piuttosto poco, al massimo 3-4 anni, costituendo un compagno di giornate soltanto per un periodo relativamente breve.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riproduzione \u00e8 univoltina (una volta a stagione) e piuttosto violenta nel suo svolgimento, come del resto spesso capita nell&#8217;universo aracnoideo, dove l&#8217;amore assomiglia spesso a un agguato. E difficilmente si potrebbe negare, come dice il proverbio, che vinca colui che fugge. Purch\u00e9 gli riesca di correre abbastanza veloce. Il maschio, una volta trovata la sua compagna grazie all&#8217;impiego dei feromoni, emette la secrezione nota come spermatoforo, quindi afferra la femmina e l&#8217;inserisce nel suo apparato genitale. Operazione per compiere la quale, inevitabilmente, deve bloccarla con gli articoli dei suoi cheliceri, ovvero la stessa arma con cui ghermisce ed uccide la preda. Ragione per cui, nella maggior parte delle specie, il maschio presenta una quantit\u00e0 minore, o una totale assenza di aculei sull&#8217;articolo superiore, al fine di evitare conseguenze tutt&#8217;altro che desiderabili per la sua femminea controparte. Una volta completato l&#8217;accoppiamento, quindi, lui fugge immediatamente via lontano, per evitare uno scontro all&#8217;ultimo sangue con l&#8217;oggetto della sua violenza, viste le sue dimensioni generalmente minori. La natura, del resto, deve assicurarsi che se la portatrice delle future uova avesse davvero bisogno di nutrimento, possa fare a pezzi colui che ha gi\u00e0 compiuto la sua funzione biologica. E non viceversa. Trascorso il periodo di gestazione, lei scaver\u00e0 una piccola buca e vi deporr\u00e0 tra le 50 e le 200 uova, a cui far\u00e0 la guardia fino al momento della schiusa. I piccoli di solifugo dovranno effettuare la muta 9 o 10 volte, prima che il loro esoscheletro riesca a contenere la massa complessiva al raggiungimento dell&#8217;et\u00e0 adulta. E cos\u00ec via, si ricomincia da capo.<br \/>\n\u00c8 interessante notare come, a pi\u00f9 livelli della catena di comando, individui sufficientemente coraggiosi da andare a combattere in una guerra lontano da casa, sviluppino un timore irragionevole per animaletti che potrebbero facilmente schiacciare sotto il tacco del proprio stivale (Purch\u00e9&#8230; gli riesca di prenderli). Soprattutto quando stiamo parlando, come in questo caso, di creature assolutamente innocue per gli esseri umani. Forse potremmo definirla l&#8217;ennesima manifestazione dell&#8217;umano senso d&#8217;empatia. Perch\u00e9 il solifugo, dal canto suo, \u00e8 sicuramente certo di poter riuscire ad annientare chiunque, persino una torreggiante persona completa in ogni sua parte. Tutto dipende dal fatto che siate disposti a credergli, oppure no&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima di Facebook, prima di Twitter e degli ubiqui smartphone, prima della Playstation 4 e persino del Wii U, la gente inorridiva in maniera decisamente pi\u00f9 immediata. Poteva bastare una semplice e-mail. A patto che superasse i filtri antispam e il recipiente, in barba all&#8217;intrinseco senso di prudenza, fosse cos\u00ec ingenuo da aprire l&#8217;allegato. Si &#8230; <a title=\"L&#8217;aracnide che ha saputo terrorizzare l&#8217;esercito americano\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24474\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;aracnide che ha saputo terrorizzare l&#8217;esercito americano\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[3068,228,125,442,3066,544,1485,1097,218,3067,238,155,241,109,889,600,192,803,3065],"class_list":["post-24474","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-afghanistan","tag-ambiente","tag-animali","tag-aracnidi","tag-cammelli","tag-deserto","tag-esercito","tag-evoluzione","tag-internet","tag-iraq","tag-medio-oriente","tag-meme","tag-militari","tag-natura","tag-pericolo","tag-predatori","tag-ragni","tag-scorpioni","tag-solifughi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24474","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24474"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24474\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24481,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24474\/revisions\/24481"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}