{"id":24446,"date":"2017-12-01T06:35:20","date_gmt":"2017-12-01T05:35:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24446"},"modified":"2017-12-01T06:35:50","modified_gmt":"2017-12-01T05:35:50","slug":"pesce-nuota-la-spina-dorsale-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24446","title":{"rendered":"Il pesce che nuota sotto la spina dorsale del mondo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/95747948\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24448\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24448\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Snailfish-research-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Snailfish-research-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Snailfish-research-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Snailfish-research.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una legge di natura ampiamente nota, quella secondo cui pi\u00f9 ci si avventura in profondit\u00e0 dalla superficie del mare, maggiormente si si trovi al cospetto di animali che paiono provenire da un diverso pianeta. A patto di riuscire a trovarli: poich\u00e9 oltre i 5.000 metri al di sotto del volo dei gabbiani, sussiste un ambiente di assoluta e inconcepibile oscurit\u00e0, dove la distanza media tra singole creature visibili ad occhio nudo si misura spesso in centinaia di metri, se non di pi\u00f9. In cui l&#8217;unico punto di riferimento, a patto di essere molto fortunati, \u00e8 la lanterna luminescente sulla fronte della rana pescatrice, tenebroso divoratore di altri esseri decisamente meno intraprendenti. Denti aguzzi, ossa rigide, grandi polmoni e reni, un sistema nervoso perfettamente sviluppato. Stiamo parlando, a tutti gli effetti, di un tenace e pericoloso predatore, in grado di attrarre a se la preda, piuttosto che dover andare a cercarla. Ma spingiamoci ancora oltre, o per meglio dire inviamo laggi\u00f9 i nostri strumenti, e quello che vediamo potrebbe stimolare in noi il senso dell&#8217;impossibile scoperta: oltre i 6.000, sotto i 7.000, fin quasi nel punto pi\u00f9 remoto della depressione pi\u00f9 irraggiungibile del baratro incalcolabile nelle profondit\u00e0 del Nulla. O come sono soliti chiamarlo i geografi, la fossa delle Marianne. Dove, ad 8.000 metri di profondit\u00e0, le telecamere dei\u00a0Friday Harbor Laboratories, inviate assieme ad una certa quantit\u00e0 di esche irresistibili, hanno iniziato a scorgere dal 2014 una forma di vita piuttosto peculiare. Stiamo parlando, essenzialmente, di un appartenente alla famiglia dei liparidi o pesci lumaca, parenti prossimi degli scorpaeniformi (scorfani) che hanno sviluppato, nel corso dei secoli, adattamenti molto particolari. Tanto che \u00e8 possibile trovarli, oggi, nei luoghi pi\u00f9 inaspettati: tra le foreste di kelp del golfo di St. Lawrence, cos\u00ec come nella cavit\u00e0 interna delle conchiglie\u00a0<em>Placopecten magellanicus<\/em>, con le quali hanno stabilito una relazione di mutua convenienza. Oltre\u00a0i fondali inclinati e fangosi dei margini continentali, cos\u00ec come al di sotto persino di tali luoghi, quasi oltre la crosta stessa di questo azzurro e sconosciuto pianeta.<br \/>\nIl liparide in questione, scoperto vivere in nutriti branchi in maniera del tutto dissimile da quasi ogni altro pesce abissale, ha preso quindi l&#8217;appellativo scientifico di\u00a0<em>Pseudoliparis swirei, <\/em>dal nome di<em>\u00a0<\/em>Herbert Swire, ufficiale di navigazione a bordo della spedizione\u00a0Challenger, che a partire dal 1872 effettu\u00f2 la prima circumnavigazione oceanografica del globo, sondando per prima l&#8217;effettiva profondit\u00e0 della fossa delle Marianne. Una scelta atipica, che ha sostituito quella pi\u00f9 consueta di qualche celebre naturalista o scienziato, compiuta coscientemente per ringraziare i propri collaboratori da parte della responsabile della ricerca Mackenzie Gerringer, che negli scorsi giorni, dopo una lunga analisi dei dati morfologici raccolti, ha pubblicato sulla rivista Zootaxa una descrizione scientifica della creatura. Senza inoltrarsi necessariamente nelle misure e descrizioni pi\u00f9 minuziose (comunque disponibili all&#8217;interno dell&#8217;articolo l<a href=\"https:\/\/biotaxa.org\/Zootaxa\/article\/view\/zootaxa.4358.1.7\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">liberamente consultabile online<\/a>) il nuovo liparide ha un aspetto grottesco ma stranamente familiare, totalmente privo di scaglie e di un diafano colore rosa. \u00c8 lungo all&#8217;incirca una quindicina di cm. La sua coda appuntita, simile a quella dei pesci topo (<em>Macrouridae<\/em>) pu\u00f2 vantare una somiglianza ancor pi\u00f9 marcata a quella dei piccoli di rana, causa la prominenza della grande testa bulbosa, punteggiata da occhietti neri dalle funzionalit\u00e0 decisamente ridotte. Privo di una dentatura particolarmente sviluppata, si tratta comunque di un pesce carnivoro, che va a caccia di piccoli gamberi e altri organismi del suo ambiente remoto, che cattura risucchiandoli con la piccola bocca spalancata. O forse sarebbe pi\u00f9 appropriato dire, nuotandogli semplicemente attraverso, vista la natura assolutamente rudimentale del suo sistema digerente e l&#8217;assenza di qualsivoglia vescica natatoria. Certo: a ben pensarci, non poteva affatto essere diversamente, vista la spaventosa pressione a cui viene sottoposta una creatura a simili profondit\u00e0, paragonata in modo eloquente da alcuni commentatori a\u00a0&#8220;un elefante che si appoggia sul vostro pollice teso.&#8221; In altri termini, superiore di oltre 1.000 volte a quella dell&#8217;acqua di superficie, tanto che un essere umano, qui sotto, morirebbe nel giro di un istante, per il catastrofico collasso dei propri polmoni. Se non per la formazione di bolle d&#8217;idrogeno nella circolazione del sangue, o il semplice schiantarsi delle proprie ossa, rese pi\u00f9 fragili dalle bassissime temperature. Come \u00e8 possibile, dunque, che un essere tanto piccolo e all&#8217;apparenza fragile possa condurre una tranquilla esistenza in un luogo tanto inospitale?<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24447\" aria-describedby=\"caption-attachment-24447\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/EuaAMHuAfuA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24447\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24447 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Snailfish-feeding-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Snailfish-feeding-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Snailfish-feeding-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Snailfish-feeding.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24447\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;effetto di un&#8217;esca fornita di luce \u00e8 assicurato a queste profondit\u00e0, soprattutto in presenza di piccoli esseri voraci come il pesce lumaca della fossa delle Marianne. La loro cattura e il trasporto fino in superficie, quindi, sono stati possibili grazie all&#8217;impiego di gabbie ad attivazione remota tramite l&#8217;invio di un impulso sonoro.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli adattamenti sono prevedibilmente molteplici, e piuttosto in linea con quelli riscontrati in altre specie di pesci abissali. Per quanto concerne la componente ossea della loro anatomia, essi possono contare sulla presenza al loro interno dell&#8217;elemento silicio, che non presenta le stesse limitazioni termiche del calcio impiegato dagli esseri di superficie. Un altro artificio \u00e8 l&#8217;essere composti in massima parte d&#8217;acqua, un liquido che non pu\u00f2 essere compresso se non in maniera infinitesimale, garantendosi una forma invariabile persino sotto la forza costante d&#8217;incalcolabili quantit\u00e0 dello stesso fluido trasparente. Persino i loro muscoli sono composti in massima parte di liquido, donandogli una potenza di nuoto decisamente limitata. Per quanto concerne invece la conservazione dell&#8217;energia in un ambiente tanto inaccessibile, i liparidi abissali possono contare sulla semplicit\u00e0 essenziale del loro fisico, che presenta ben pochi organi e tutti di tipo rudimentale, incluso un cuore che batte una volta ogni svariati minuti. Nonostante tali caratteristiche poco entusiasmanti, la\u00a0Mackenzie riesce a trasmettere nel suo studio il senso di sorpresa vissuto da lei e il resto dell&#8217;equipe, al momento dell&#8217;apertura delle trappole, seguita dalla scoperta del loro contenuto relativamente ben nutrito e paragonabile, per apparente successo nella caccia, a qualsiasi altro pesce carnivoro di altri ambienti pi\u00f9 noti. \u00c8 apparso perci\u00f2 chiaro, fin dal primissimo momento, che l&#8217;evoluzione doveva aver dotato questi esseri di un qualche segreto strumento, che gli ha permesso di trarre il meglio da una nicchia ecologica per lo pi\u00f9 priva di concorrenti. Una sicura ricetta, questa, per garantirsi una sopravvivenza continuativa nel tempo.<br \/>\nDal punto di vista riproduttivo sappiamo invece molto poco su questo pesce, bench\u00e9 le uova presenti nelle femmine siano state sottoposte ad un&#8217;approfondita analisi presso lo stabilimento scientifico di\u00a0Friday Harbor. Esse sono risultate stranamente variabili nelle dimensioni, con esemplari che ne possedevano fino a 851 del tipo pi\u00f9 piccolo, o soltanto 23 di dimensioni relativamente grandi (9,4 mm, soltanto 0,4 delle maggiori noti nella loro famiglia). Naturalmente, al momento dell&#8217;analisi ogni singolo esemplare era gi\u00e0 passato a miglior vita: per simili creature, l&#8217;esperienza di essere trascinate in superficie pu\u00f2 essere paragonata a quella di un&#8217;umano che si trovi improvvisamente nel vuoto al di fuori dell&#8217;atmosfera. Le abitudini riproduttive variano sensibilmente nei liparidi, con una specie in particolare del Pacifico del Nord (<em>Careproctus ovigerus<\/em>) che arriva a far custodire le uova nella bocca del maschio, che rilascia i piccoli al momento della schiusa. Non sono state trovate prove in relazione all&#8217;esistenza di una simile prassi nella vita dello\u00a0<em>Pseudoliparis swirei.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_24449\" aria-describedby=\"caption-attachment-24449\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/O1DTqptAogg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24449\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24449 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Strange-Snailfish-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Strange-Snailfish-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Strange-Snailfish-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/12\/Strange-Snailfish.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24449\" class=\"wp-caption-text\">Questo curioso liparide \u00e8 stato individuato dai batiscafi della spedizione oceanografica E\/V Nautilus nel 2016, presso la zona di subduzione (margine contintentale) di Cascadia, a largo della California. L&#8217;aspetto \u00e8 decisamente pi\u00f9 compatto e tozzo dello <em>P. Swirei<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pescare per conoscere, uccidere per studiare. Non \u00e8 semplicemente possibile, per un essere umano, pensare di poter toccare con mano un simile pesce nel suo ambiente di provenienza. E sarebbe possibile far vagare i propri sommergibili per settimane o mesi, prima di giungere a contatto con un solo branco di queste creature. \u00c8 per questo che lo scienziato deve dimenticare gli indugi, adottando per la sua ricerca tecniche di furbizia spesso a discapito della sopravvivenza del proprio oggetto di studio. \u00c8 un&#8217;imprescindibile legge di natura, o per essere pi\u00f9 specifici, di approfondimento intellettuale di tutto ci\u00f2 che ci circonda. Oltre i confini del cosmo pi\u00f9 remoto, cos\u00ec come quaggi\u00f9, sotto i nostri stessi piedi di meri camminatori di superficie. \u00c8 stato ragionevolmente affermato, in effetti, come sia maggiore il numero di persone che hanno lasciato l&#8217;atmosfera terrestre, rispetto a quelle che sono arrivate, con un batiscafo, fino alla profondit\u00e0 di Challenger Deep, il punto sondato per la prima volta nella spedizione di tanti anni fa.<br \/>\nE lo credo: quanto \u00e8 pi\u00f9 invitante puntare un telescopio verso l&#8217;immensit\u00e0 del cielo, facendo seguito coi propri gesti coraggiosi, piuttosto che buttare una gabbia legata ad un cavo ed attendere ore, finch\u00e9 non si riceva il segnale di un qualcosa, o qualcuno, che si agita debolmente al suo interno&#8230; Simili scoperte ci danno da pensare su quanti segreti, ancora del tutto inimmaginabili, possano nascondersi anche nel nostro pi\u00f9 prossimo vicinato. Quali mostri e altri fantastici animali, ci possano attendere sotto il ghiaccio impenetrabile delle lune di Giove o Saturno&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una legge di natura ampiamente nota, quella secondo cui pi\u00f9 ci si avventura in profondit\u00e0 dalla superficie del mare, maggiormente si si trovi al cospetto di animali che paiono provenire da un diverso pianeta. A patto di riuscire a trovarli: poich\u00e9 oltre i 5.000 metri al di sotto del volo dei gabbiani, sussiste un &#8230; <a title=\"Il pesce che nuota sotto la spina dorsale del mondo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24446\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il pesce che nuota sotto la spina dorsale del mondo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1479,228,125,818,1097,3054,109,400,399,600,2010,78,3056,2591,682,3055],"class_list":["post-24446","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-abissi","tag-ambiente","tag-animali","tag-biologia","tag-evoluzione","tag-fossa-delle-marianne","tag-natura","tag-oceano","tag-pesci","tag-predatori","tag-ricerca","tag-scienza","tag-scorpionidae","tag-spedizioni","tag-strane-creature","tag-tenebre"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24446","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24446"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24446\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24454,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24446\/revisions\/24454"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}