{"id":24406,"date":"2017-11-26T06:31:19","date_gmt":"2017-11-26T05:31:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24406"},"modified":"2017-11-26T06:31:19","modified_gmt":"2017-11-26T05:31:19","slug":"luccello-perduto-sul-palcoscenico-della-nuova-zelanda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24406","title":{"rendered":"L&#8217;uccello perduto sul palcoscenico della Nuova Zelanda"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ir8ye-gp5ts\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24407\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24407\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Greg-the-Takahe-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Greg-the-Takahe-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Greg-the-Takahe-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Greg-the-Takahe.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco pi\u00f9 di 300 esemplari. Ve ne rendete conto? Questo \u00e8 quello che resta, nelle stagioni pi\u00f9 sfortunate, vivo: poco meno di 300 esemplari. Quando si analizza la fauna di una terra con occhio critico, che non sia necessariamente orientato all&#8217;aspetto scientifico della biologia, diventa possibile individuare un &#8220;tema&#8221; per cos\u00ec dire, una sorta di filo conduttore tra i diversi animali che la occupano, o l&#8217;hanno occupata attraverso le generazioni. Cos\u00ec come le grandi pianure americane possono diventare\u00a0 nella mente il paese dei quadrupedi in grado di correre veloci (cavallo, bisonte, antilocapra&#8230;) o l&#8217;Africa centrale \u00e8 degli esseri da un&#8217;ipertrofia spiccata (elefante, rinoceronte, ippopotamo) dal canto suo la Nuova Zelanda&#8230; Ha sempre avuto la nomina di terra in cui gli uccelli non sapevano volare. Da quando le Due Isole e il resto dell&#8217;arcipelago videro svettare l&#8217;ultima sagoma del possente moa (<em>Dinornithidae<\/em>) la creatura simile a uno struzzo o un emu, se non che alta all&#8217;incirca 3,60 metri, l&#8217;evoluzione ha qui prodotto la pi\u00f9 fantastica selezione di questa impossibile contraddizione in termini, frutto della quasi totale assenza endemica di predatori. Quasi come se ogni ambito del mondo volatile, dovesse trovare la sua controparte in questo modo modificata: cos\u00ec qui abbiamo l&#8217;anatra terrigena, l&#8217;alzavola delle Auckland (<em>Anas aucklandica<\/em>); il pappagallo che cammina nel sottobosco, anche detto kakap\u00f2 (<em>Strigops habroptilus<\/em>); quello strano ed emblematico uccellino, per certi versi pi\u00f9 simile a un mammifero, comunemente noto col nome di kiwi (<em>Apteryx<\/em>). E poi, come dimenticare le svariate specie di pinguini, che alla stessa maniera di altre terre non propriamente polari, purch\u00e9 siano dell&#8217;emisfero meridionale, trovano refrigerio all&#8217;ombra delle sempre pi\u00f9 ridotte zone boschive in prossimit\u00e0 del mare. Mentre pi\u00f9 si tendeva a salire nell&#8217;entroterra, un tempo, maggiormente si aveva l&#8217;opportunit\u00e0 di incontrare lui. La cosa tonda con le zampe rosse, il becco largo e lo scudo frontale, anch&#8217;esso di un vivace color pomodoro, mentre un folto piumaggio cangiante tra il verde e l&#8217;azzurro crea per lui un contrasto piacevole e appariscente. Non propriamente una pavoncella, nel suo muoversi rapido e poco aggraziato, ma piuttosto una specie di pollo sovradimensionato (parliamo di 63 cm per 2,7 Kg in un maschio adulto) propenso a brucare placidamente la macchia di graminacee qui nota come il &#8220;tussock&#8221; attingendo occasionalmente alla base dei grossi cespugli verdi, che perfora per suggere la dolce linfa nascosta sotto il coriaceo legno marrone. Il suo nome: takah\u00e8, alias <em>Porphyrio mantelli<\/em> o &#8220;pollo sultano incapace di volare&#8221;.\u00a0\u00a0Ma visto che ne sto parlando al passato, credo sia il caso di rassicurarvi (se non fosse bastato il video) questa creatura non \u00e8 estinta. Ancora. Semplicemente, ha ridotto il suo habitat allo stato brado a una sola area montana, i picchi circostanti il monte\u00a0Murchison, oltre ad alcune oasi isolane dove sopravvive sopratutto grazie all&#8217;aiuto dell&#8217;uomo, che tenta di arginare l&#8217;effetto di errori fatti dai suoi insigni predecessori.<br \/>\nBench\u00e9 questo concetto stesso di &#8220;errore&#8221; in se stesso, dovrebbe contenere un certo grado di pentimento latente. Laddove dall&#8217;epoca della prima colonizzazione da parte del popolo polinesiano noto come i M\u0101ori, che vi ricordo non essere nativo di questa terra, la principale qualit\u00e0 che venne riconosciuta al takah\u00e8 fu il suo gusto indubbiamente saporito, in grado di far tornare l&#8217;appetito a qualsiasi nostalgico colono proveniente da terre lontane. \u00c8 ovvio che non ci fosse molto che una creatura simile potesse fare per sfuggire alle attenzioni del cacciatore, cos\u00ec come altrettanto inevitabilmente, il peggio doveva ancora venire: cos\u00ec quando nel 1642, il navigatore olandese\u00a0Abel Tasman apr\u00ec le porte di questi luoghi alla venuta degli occidentali, diverse specie animali finirono per seguirli a bordo delle loro navi. Gente proveniente da un paese che, per certi versi, potremmo definire da incubo: l&#8217;Europa dei ratti, dei gatti e dei cani, che si inseguono a vicenda dal primo giorno della loro stessa esistenza. O delle martore predatrici, piccoli carnivori alla perenne ricerca di uova e pulcini. Qualcosa d&#8217;inusitato per i dolci, dolci uccelli della Nuova Zelanda, che non avevano mai neppure sperimentato il freddo di un vero inverno. Figuratevi lo scatto delle fauci di un piccolo argentovivo, il demone peloso dei cupi giorni a venire&#8230; Aggiungete a questo, tutti gli ingredienti del perfetto animale in via d&#8217;estinzione: una maturit\u00e0 sessuale raggiunta tardi (6 anni d&#8217;et\u00e0) per una vita naturalmente lunga (15-20 anni allo stato brado) la prole piuttosto limitata nel numero (massimo 3 uova a stagione) l&#8217;incapacit\u00e0 di migrare. Un cocktail vincente che avrebbe inevitabilmente portato, esattamente nell&#8217;Anno del Signore 1851, a dichiarare con sicurezza la sua avvenuta estinzione. Se non che le risorse della natura sono talvolta impreviste, e cos\u00ec quelle dei suoi figli pi\u00f9 apparentemente inabili e sfortunati&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24409\" aria-describedby=\"caption-attachment-24409\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=XGxj7yszdWQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24409\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24409 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Takahe-Release-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Takahe-Release-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Takahe-Release-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Takahe-Release.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24409\" class=\"wp-caption-text\">Gioia, giubilo, trionfo: sulle montagne Murchison, in Fiordland, addetti alla conservazione naturale liberano la prossima generazione di takah\u00e8 allevata in semi-cattivit\u00e0, in una spettacolare coordinazione teatrale dei gesti.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il takah\u00e8, detto in origine anche notornis, \u00e8 in realt\u00e0 un appartenente piuttosto conforme alla famiglia dei rallidi, che include specie come le gallinelle,\u00a0schiribille e folaghe. Le quali posseggono notoriamente ali corte e tondeggianti. naturalmente inadatte al volo. Caratteristica certamente portata alle sue pi\u00f9 estreme conseguenze dal gi\u00e0 citato ambiente poco competitivo della Nuova Zelanda. Lungi dall&#8217;essere una debolezza poi, questa caratteristica li ha resi in grado di conservare maggiormente le proprie energie caloriche, permettendogli di andare a cercare il cibo su un raggio molto pi\u00f9 vasto prima di doversi fermare a riposare. Questa piccola migrazione, per cos\u00ec dire a passo d&#8217;uccello, \u00e8 un&#8217;altro punto in comune con altre specie di ralli, che nella stagione invernale tendono a scendere dai loro territori montani, per andare a cercare rifugio tra le foreste situate pi\u00f9 a valle nel territorio di appartenenza. Il che costituisce un ulteriore problema per la conservazione, data l&#8217;introduzione pregressa di un&#8217;altra specie europea, il cervo, che compete con i takah\u00e8 per la conquista delle limitate risorse vegetali commestibili presenti in queste regioni. Una caratteristica, nel frattempo, piuttosto insolita tra i suoi parenti pennuti \u00e8 l&#8217;assoluta monogamia, che lo porta a formare delle coppie solide all&#8217;et\u00e0 di circa 12 anni, che resteranno inscindibili fino alla fine della loro stessa esistenza. O il colpo, pi\u00f9 o meno accidentale, di un cacciatore.<br \/>\nIl takah\u00e8 ha infatti un altro nemico, questa volta del tutto endemico e certamente inconsapevole, tra le verdeggianti distese della terra resa nuovamente celebre per l&#8217;effetto del Signore degli Anelli: si tratta del\u00a0p\u016bkeko, o folaga di palude austro-asiatica (<i>Porphyrio melanotus<\/i>) che ha la significativa colpa di assomigliargli piuttosto da vicino, costituendo nel contempo una specie notoriamente invasiva, che rovina l&#8217;ambiente per creature pi\u00f9 delicate e rare. Intendiamoci, \u00e8 ragionevole dire che per un esperto, gli uccelli siano decisamente diversi: il\u00a0p\u016bkeko \u00e8 infatti pi\u00f9 sfinato, ha gambe sottili con un becco pi\u00f9 piccolo e molto meno prominente. Inoltre, fatto non da poco, possiede il segreto del volo. Questione che tuttavia, non sembra aver creato una distinzione poi cos\u00ec netta per chi ne avrebbe dovuto possedere una. Cos\u00ec che, in almeno due casi dall&#8217;eco internazionale non trascurabile, l&#8217;ente per la conservazione nazionale che si era affidato a dei cacciatori ricreativi per ridurre la popolazione dei\u00a0p\u016bkeko, si \u00e8 ritrovato a dover gestire il caso di operatori che, per sbaglio, avevano colpito una pluralilt\u00e0 di esemplari del ben pi\u00f9 raro e prezioso\u00a0takah\u00e9. Quattro sull&#8217;isola di Motutapu, nell&#8217;ultimo caso risalente al 2015. E ci\u00f2 nonostante fossero stati attentamente istruiti sulle differenze tra i due animali, soltanto perch\u00e9 il personale realmente qualificato, purtroppo, non se la sentiva d&#8217;impugnare i fucili. Una bruttissima storia, soprattutto quando si considera come anche l&#8217;uccisione di una quantit\u00e0 cos\u00ec ridotta di uccelli possa effettivamente corrispondere a una percentuale del 5% sulla popolazione totale rimasta, o come afferm\u00f2 in maniera matematica l&#8217;Huffington Post: &#8220;L&#8217;equivalente di 160 tigri o 93 panda.&#8221; (<a href=\"http:\/\/www.ilpost.it\/2015\/08\/21\/nuova-zelanda-takahe-pukeko\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cit.<\/a>)<\/p>\n<figure id=\"attachment_24408\" aria-describedby=\"caption-attachment-24408\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5Pr1Ppa1XLA\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24408\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24408 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Notornis-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Notornis-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Notornis-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Notornis.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24408\" class=\"wp-caption-text\">Le oasi naturali isolane della Nuova Zelanda costituiscono, nella maggior parte dei casi, un vero paradiso per gli uccelli in via d&#8217;estinzione, mantenuti a distanza di sicurezza dal possibile assalto di un qualsivoglia predatore. Fatta eccezione, purtroppo, per l&#8217;uomo.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, non \u00e8 che ai takah\u00e8 rimasti liberi, sulle selvagge montagne di\u00a0Murchison, stesse andando poi tanto meglio. Nel 1984 ad esempio, per un&#8217;invasione improvvisa probabilmente collegata al mutamento climatico di ermellini (<i>Mustela erminea) <\/i>i nidi indifesi dell&#8217;uccello furono presi d&#8217;assalto, con eccidio significativo di uova e pulcini. Un disastro difficile da contenere, che ridusse a soli 93 esemplari la popolazione rimasta allo stato brado. In altri termini, il pasciuto passeggiatore dei campi di tussock sembra appartenere a quella gen\u00eca degli animali naturalmente sfortunati, la cui sopravvivenza, ormai, pu\u00f2 dipendere unicamente da uno sforzo cosciente dell&#8217;uomo. E in merito a questo possiamo affermare che un certo impegno \u00e8 stato dimostrato attraverso gli anni. Che poi possa dimostrarsi abbastanza per continuare a vedere nel suo ambiente nat\u00eco questa insolita e buffa creatura, \u00e8 tutto un&#8217;altro paio di maniche, o penne che dir si voglia.<br \/>\nCome avviene nella maggior parte dei casi, sar\u00e0 il tempo ad avere l&#8217;ultima parola. Poich\u00e9 sembra che le creature pi\u00f9 concettualmente o vagamente simili a dinosauri, oggigiorno, facciano il possibile per ricongiungersi a loro. Ma non \u00e8 forse vero, che c&#8217;\u00e8 sempre un barlume di speranza, nel vento che percorre l&#8217;Oceano nella direzione della Croce del Sud?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poco pi\u00f9 di 300 esemplari. Ve ne rendete conto? Questo \u00e8 quello che resta, nelle stagioni pi\u00f9 sfortunate, vivo: poco meno di 300 esemplari. 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