{"id":24379,"date":"2017-11-22T06:28:13","date_gmt":"2017-11-22T05:28:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24379"},"modified":"2017-11-22T06:31:48","modified_gmt":"2017-11-22T05:31:48","slug":"la-strana-forma-del-primo-visitatore-interstellare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24379","title":{"rendered":"La strana forma del primo visitatore interstellare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24382#main\" rel=\"attachment wp-att-24382\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-24382 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Interstellar-Asteroid-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Interstellar-Asteroid-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Interstellar-Asteroid-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Interstellar-Asteroid.jpg 985w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A\/2017 U1 alias\u00a0\u02bbOumuamua: ora che \u00e8 stato finalmente pubblicato lo studio di Karen J. Meech <em>et al, <\/em>scienziata dell&#8217;osservatorio hawaiano\u00a0Pan-STARRS per il rilevamento di asteroidi, relativo all&#8217;oggetto avvistato nello spazio per la prima volta il 19 ottobre quando ci aveva appena sorpassato, ed era gi\u00e0 in viaggio verso la zona periferica del Sistema Solare, possiamo finalmente affermare, con tutte le statistiche del caso alla mano, che non abbiamo davvero compreso quale fosse la sua natura. Lungo, lunghissimo e veloce, velocissimo, al punto da poter sembrare a una mente abbastanza fervida una sorta di astronave dai 400 metri di scafo. E poi del tutto privo della corona di emissioni glaciali che ci si aspetta come parte inscindibile di qualsiasi cometa proveniente dalla nube di Oort. Per non parlare della traiettoria. Una lunga parabola proveniente dall&#8217;apice solare, ovvero la direzione in cui la nostra stella con l&#8217;intero sistema di pianeti abbinato, si sposta da tempo incalcolabile nel grande spazio del braccio galattico di nostra appartenenza. Quasi come se un &#8220;Messaggero che viene per primo da lontano&#8221; (questo il significato del suo nome in lingua polinesiana) fosse stato inviato eoni fa ad accoglierci dalla costellazione del Cigno, o qualsiasi altra cosa si fosse trovata al suo posto svariati miliardi di anni fa. E se questa \u00e8 davvero la ragione della sua esistenza, beh, bisogner\u00e0 pur farlo notare agli alieni: dovete ricalcolare le aspettative. Non c&#8217;\u00e8 nessun metodo attualmente a nostra disposizione tecnologica, che ci avrebbe permesso d&#8217;intercettare ed analizzare un simile bolide cosmico scagliato verso l&#8217;infinito. A meno di voler credere, e finalmente finanziare, un progetto come quello della cooperativa scientifica\u00a0Breakthrough Starshot, che dall&#8217;anno scorso, con il supporto del miliardario\u00a0Yuri Milner, Mark Zuckerberg e il fisico Stephen Hawking, ha proposto la costruzione del primo veliero in grado di muoversi attraverso l&#8217;effetto del vento solare, per andare pi\u00f9 lontano e pi\u00f9 veloce di qualsiasi altro mezzo mai costruito dall&#8217;uomo. Perch\u00e9, non fatevi illusioni: proprio questa \u00e8 la condizione gi\u00e0 posseduta dall&#8217;oggetto in questione, ormai gi\u00e0 sito tra Marte e Giove e sempre pi\u00f9 tenue all&#8217;interno dell&#8217;inquadratura dei pi\u00f9 potenti telescopi terrestri. Tra cui il VLT (Very Large Telescope) dell&#8217;agenzia ESO, costruito sopra il massiccio cileno del Cerro Paranal, strumento attraverso cui \u00e8 stato possibile effettuare molti dei rilevamenti pi\u00f9 interessanti in merito all&#8217;intrigante\u00a0\u02bbOumuamua.<br \/>\nCi si \u00e8 arrivati, inevitabilmente, per gradi. In un primo momento si \u00e8 notato come la non-cometa sembrasse cambiare regolarmente luminosit\u00e0 con un variazione di magnitudine di circa 1,2. Una situazione spiegabile soltanto con l&#8217;identificazione di una forma decisamente oblunga, con un rapporto di lunghezza superiore alla larghezza di almeno tre volte, ed un periodo di rotazione tra le 3 e le 5 ore. In senso marcatamente orizzontale, ovvero come una penna che ruota sul tavolo, oppure alla maniera di un boomerang che non incontri alcuna resistenza dell&#8217;aria. Il che \u00e8 gi\u00e0 di per se stupefacente, perch\u00e9 nonostante la composizione rilevata dallo spettrografo dei telescopi non sia poi cos\u00ec dissimile da quella degli asteroidi nostrani (per lo pi\u00f9 roccia e\/o metallo, nessun minerale ignoto) non esiste semplicemente all&#8217;interno del Sistema Solare nessun presupposto capace di dare le origini ad una forma cos\u00ec affusolata. E soprattutto, per l&#8217;oggetto che riesce andarci pi\u00f9 vicino, l&#8217;asteroide della cintura principale\u00a0216 Kleopatra, si sta parlando di condizioni d&#8217;origine e caratteristiche decisamente diverse: trattasi, in effetti, di un asteroide binario a contatto, ovvero la composizione di due pietre spaziali, che attratte dalla vicendevole forza di gravit\u00e0 si sono fuse in uno, con una caratteristica forma a manubrio per il sollevamento pesi, o osso da dare in pasto a un abbaiante terrier. Per niente paragonabile, insomma, alla forma quasi aerodinamica dell&#8217;oggetto venuto da fuori, la cui origine naturale, dunque (bench\u00e9 tutt&#8217;altro che impossibile) \u00e8 destinata a rimanere la base di ipotesi che potranno susseguirsi per molte altre generazioni a partire da ora. A meno che, nel tempo intercorso, non ci riesca di osservare qualcos&#8217;altro di simile, magari stavolta in condizioni che ne permettano l&#8217;effettiva cattura&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24381\" aria-describedby=\"caption-attachment-24381\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/fbL1ZoAQgUU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24381\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24381 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Interstellar-Asteroid-2-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Interstellar-Asteroid-2-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Interstellar-Asteroid-2-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Interstellar-Asteroid-2.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24381\" class=\"wp-caption-text\">All&#8217;avvicinamento con l&#8217;astro solare, \u02bbOumuamua ha visto modificarsi sensibilmente la sua traiettoria, perdendo anche parte della sua velocit\u00e0 originaria. Nel caso in cui l&#8217;oggetto dovesse effettivamente essere la risultanza di una mente operativa, tale manovra sarebbe una chiara applicazione del principio di <em>gravity assist<\/em>, da tempo teorizzato come essenziale strumento nei viaggi cosmici di pi\u00f9 remota entit\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i fautori dell&#8217;ipotesi extraterrestre, inevitabilmente, \u00e8 la stesso passaggio cos\u00ec relativamente ravvicinato alla Terra (24 milioni di Km) a suscitare sospetti. Qualcosa viene scaraventato via da un distante sistema planetario, attraverso l&#8217;immensa vastit\u00e0 del cosmo, per sfiorare in siffatta maniera proprio il pianeta azzurro da cui ha avuto i natali l&#8217;umanit\u00e0? Molto&#8230; Sospetto. Ma in realt\u00e0 spiegabile in un diverso modo: sono in effetti parecchi anni, ormai, che la comunit\u00e0 scientifica aspettava di riuscire ad avvistare qualcosa di simile. Il consenso corrente relativo all&#8217;oscura vastit\u00e0 dello spazio interstellare, \u00e8 infatti che questo non sia affatto poi tanto vuoto, bens\u00ec pieno di bolidi simili a questo, in viaggio verso le destinazioni pi\u00f9 impensabili e disparate. Semplicemente, fino ad oggi, non ci era stato possibile prenderne inconfutabile atto. Mentre il potenziamento, in epoca recente, dei sistemi per rilevare ed eventualmente proteggerci da rocce in rotta di collisione con la nostra unica casa nel grande nulla (Hollywood <em>docet<\/em>) ci ha permesso in ultima e pi\u00f9 recente analisi di realizzare questo specifico sogno dell&#8217;astronomia moderna. In tale ottica, il &#8220;messaggero&#8221;\u00a0\u02bbOumuamua proverrebbe dalla direzione dell&#8217;apice solare proprio perch\u00e9 essa risulta essere, statisticamente, la pi\u00f9 probabile per il pararsi davanti di simili corpi all&#8217;interno del nostro tragitto nomadico in base alla lenta, ma inesorabile migrazione stellare.<br \/>\nMentre per quanto concerne cosa possa aver permesso all&#8217;asteroide di accelerare fino alla velocit\u00e0 di 103 Km\/s, non abbiamo dubbi significativi. Possiamo anzi basarci sulle cognizioni acquisite, gi\u00e0 in precedenza, sul nostro specifico caso di formazione planetaria. Tutto ha avuto origine, grosso modo, alla prima concrezione formatasi dalla massa di detriti e sostanze liberatisi alla prima accensione del Sole (stiamo parlando di&#8230;Eoni incalcolabili) quando piuttosto che un mero pianeta roccioso, la risultanza di simili sconvolgimenti fu il colossale Giove, qualcosa di talmente grande da rischiare, in origine, di superare la massa critica e trasformarsi nella seconda parte di un sistema stellare binario. Se non che, al fermarsi del suo processo d&#8217;ingrossamento, l&#8217;energia gravitazionale residua scagli\u00f2 un&#8217;alto numero di\u00a0damocloidi (o abbozzi di pianeti) verso la direzione esterna della nube di Ooort. Affinch\u00e9 alcuni di essi, attirati nuovamente dalla posizione del Sole, tornassero a visitarlo periodicamente nella loro nuova guisa di fiammeggianti comete. Mentre altri, in forza di un&#8217;energia motrice eccessivamente forte, se ne scappassero semplicemente via, verso ipotetiche distanti civilt\u00e0 che avrebbero forse, reagito come noi al cospetto del loro arrivo imprevisto. Sulla natura di simili asteroidi interstellari sapevamo, fino a poco tempo fa, decisamente poco. Mentre oggi possiamo dire con certezza che un oggetto formatisi al di fuori della linea di glaciazione, o rimasto sufficientemente nel sistema d&#8217;origine affinch\u00e9 tutto il ghiaccio contenuto al suo interno andasse incontro al processo di sublimazione, non potr\u00e0 formare alcun accenno di chioma, diventando piuttosto inerte e finendo per assumere una colorazione tendente al rosso, esattamente come gli altri oggetti transnettuniani (oltre l&#8217;orbita del pi\u00f9 esterno pianeta tutt&#8217;ora riconosciuto, con buona pace del povero Plutone).<\/p>\n<figure id=\"attachment_24380\" aria-describedby=\"caption-attachment-24380\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/53Js-_vo3mo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24380\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24380 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Asteroid-Spotting-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Asteroid-Spotting-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Asteroid-Spotting-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Asteroid-Spotting.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24380\" class=\"wp-caption-text\">Il programma per il rilevamento anticipato degli asteroidi messo in campo dalla Nasa e le altre agenzie spaziali prevede la collaborazione del maggior numero di telescopi possibili, inclusi quelli dei semplici appassionati in giro per il globo. Una simile prassi potrebbe, un giorno, salvare la vita di tutti noi.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">15-20 anni: questo sarebbe il tempo minimo, nel caso di un&#8217;effettiva implementazione immediata del veliero solare della\u00a0Breakthrough Starshot, con l&#8217;intento di andare a prendere questo &#8220;impossibile&#8221; sigaro interstellare. Qualcosa che pone una simile operazione, a tutti gli effetti, nel regno pi\u00f9 puro dell&#8217;assoluta fantascienza. Eppure, persino l&#8217;incalcolabile dispendio di tecnologia e risorse necessarie a compiere una simile operazione potrebbe risultare giustificato. La semplice presenza di tracce di materiale biologico, come batteri o simili, sopra una simile roccia, potrebbe cambiare radicalmente la concezione del nostro ruolo nell&#8217;Universo. L&#8217;analisi della sua formazione mineralogica ci permetterebbe di comprendere nuovi dettagli sul metodo con cui prende forma un sistema solare. E questo senza neanche iniziare a considerare l&#8217;ipotesi pi\u00f9 azzardata, ovvero che con l&#8217;avvicinarsi progressivo all&#8217;asteroide interstellare, ci si renda conto che questo non sia affatto, a dire il vero, un mero asteroide. Bens\u00ec qualcosa di ben pi\u00f9 complesso, stupefacente e stratificato. Alcuni ricorderanno, tanto per fare un esempio, l&#8217;oggetto cilindrico di cui narrava Arthur C. Clarke (l&#8217;autore di Odissea nello Spazio) nel suo romanzo del 1972 &#8220;Incontro con Rama&#8221;. Una cilindrica citt\u00e0 viaggiante, costruita da ignoti e poi abbandonata, offerta all&#8217;umanit\u00e0 come chiave interpretativa dei pi\u00f9 inesplicabili segreti del cosmo. O la sonda aliena (incidentalmente, un veliero solare) intercettata da un&#8217;umanit\u00e0 decisamente pi\u00f9 avanzata di quella attuale, ne &#8220;La Strada delle Stelle&#8221; di Larry Niven (1974) che fa da antefatto ad uno spietato conflitto interstellare, con alieni che non hanno mai elaborato il concetto di empatia.<br \/>\nTutto \u00e8 possibile, in ultima analisi. Purch\u00e9 si abbia la pazienza di aspettare. Come diceva lo stesso Clarke, gli &#8220;abitanti di Rama&#8221; costruiscono ogni cosa in gruppi di tre. Chiss\u00e0: forse la prossima volta, saremo pi\u00f9 preparati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A\/2017 U1 alias\u00a0\u02bbOumuamua: ora che \u00e8 stato finalmente pubblicato lo studio di Karen J. 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