{"id":24353,"date":"2017-11-19T06:32:21","date_gmt":"2017-11-19T05:32:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24353"},"modified":"2017-11-19T06:38:51","modified_gmt":"2017-11-19T05:38:51","slug":"lincredibile-genoma-del-pesce-elefante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24353","title":{"rendered":"L&#8217;incredibile genoma del pesce elefante"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5htSoXI5ZIw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24356\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24356\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Elephant-Fish-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Elephant-Fish-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Elephant-Fish-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Elephant-Fish.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se c&#8217;\u00e8 un lato positivo nel trascorrere la propria vita inseguendo una chimera, \u00e8 che prima o poi potrebbe capitare di riuscire a prenderla. Ed allora, finalmente, si avr\u00e0 chiara l&#8217;intenzione ultima della Natura. Considera, ad esempio, un pachiderma. Animale composito, nel senso che i suoi tratti rilevanti appaiono creati in modo casuale: una lunga proboscide serpentiforme, orecchie simili a dei radar della seconda guerra mondiale. Lunghe, appuntite zanne per difendere se stessi e il branco. Sarebbe difficile negare che se esiste un animale frutto degli esperimenti genetici degli antichi alieni&#8230; Dumbo, dopo tutto, ne \u00e8 la prova: stranezza chiama stranezza. E una volta preso atto che un cucciolo in un circo pu\u00f2 imparare, con l&#8217;aiuto dei disegnatori, a staccarsi dal suolo e fluttuare libero nell&#8217;aria, cosa accadrebbe qualora il suo DNA secondario derivasse, invece, da uno squalo di 70-120 cm di lunghezza? Ancora pi\u00f9 improbabile? Tutt&#8217;altro. Siamo adesso, a dire il vero, dentro il regno della pura e semplice realt\u00e0. E vi dir\u00f2 di pi\u00f9: persino la nostra discendenza umana, in un senso tutt&#8217;altro che astratto, deriva dall&#8217;identico (o quasi) antenato del genus\u00a0<em>Callorhinchus,\u00a0<\/em>ordine chimeriformi, fossile vivente e a dire il vero, il singolo animale pi\u00f9 primitivo che ancora nuoti, strisci, barrisca o voli tra le lande dell&#8217;azzurro pianeta nostrano. Celacanto incluso. Rispetto a noi che abbiamo, nel nostro codice genetico, circa 3,2 miliardi di basi, lui ne vanta poco meno di uno. \u00c8 il pi\u00f9 corto dell&#8217;intero regno vertebrato. Persino meno esteso di taluni vegetali. E questo non tanto per una questione di semplicit\u00e0 generativa, quanto per un aspetto particolarmente rilevante della sua posizione nell&#8217;alto albero della vita: il callorinco, come viene generalmente italianizzato il nome, non si \u00e8 mai effettivamente evoluto, restando a costituire in chiari termini il pi\u00f9 antico degli\u00a0Gnatostomi, ovvero gli animali dotati di mascella per facilitare l&#8217;assunzione del cibo. Vi ricorda nulla? Bench\u00e9 tale strumento sia sensibilmente diverso dal nostro ausilio alla masticazione o quello dei suoi parenti pi\u00f9 prossimi, gli squali, in quanto saldata in modo rigido al cranio. Ragione per cui, al fine di svolgere la propria funzione determinante, la bocca di questo pesce cartilagineo (condroitto) \u00e8 fornita di una particolare appendice carnosa, che \u00e8 poi l&#8217;origine del suo particolare nome: spesso definita una proboscide, bench\u00e9 assomigli a tutti gli effetti a qualcosa d&#8217;altro. Ovvero, fra tutti gli oggetti, il v\u00f2mere, ovvero la parte anteriore dell&#8217;aratro, concepita per rovesciare e dissestare il suolo. Qualcosa che, nei secoli, si \u00e8 adattato a fare pure il callorinco.<br \/>\nI pesci elefante, o pesce gallo come usano chiamarli in Sudamerica, uno dei loro tre territori di provenienza, risultano infatti troppo lenti per riuscire a catturare i loro distanti cugini, i pesci dotati di scheletro osseo, mentre fluttuano con le loro ampie pinne pettorali simili ad ali, preferendogli quindi come pasto quotidiano i molluschi presi a largo della costa, i granchi e gli altri piccoli organismi che riescono a trovare presso i loro fondali preferiti, alla profondit\u00e0 di 200 metri o pi\u00f9. Nel &#8220;Dizionario pittoresco della storia naturale e delle manifatture&#8221; del 1840, un testo in italiano basato sui viaggi e le ricerche del celebre biologo naturale francese F\u00e9lix \u00c9douard Gu\u00e9rin-M\u00e9neville, si parla brevemente di questi pesci, erroneamente inseriti tra gli sturionidi e dei quali si dice esista una singola specie, che abita in maniera generica nel vasto ambiente dei &#8220;mari meridionali&#8221;. Oggi, invece, ne vengono generalmente riconosciute tre, rispettivamente abitanti presso le coste del Brasile, Uruguay, Argentina, Cile e Per\u00f9 (<em>Callorhinchus callorynchus<\/em>); Africa meridionale (<em>Callorhinchus capensis<\/em>) ed Australia, Tasmania e Nuova Zelanda (<em>Callorhinchus milii<\/em>) dove viene generalmente associato alla figura piuttosto spettrale dello &#8220;squalo fantasma&#8221;, generalmente qualche chimeride delle ancor pi\u00f9 estreme profondit\u00e0. Bench\u00e9 la protuberanza carnosa usata per nutrirsi dimostri chiaramente l&#8217;appartenenza a questa specifica gen\u00eca. Per non parlare delle abitudini e il particolare stile di vita&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24355\" aria-describedby=\"caption-attachment-24355\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=hKjrOQjamSU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24355\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24355 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Callorinchus-Spine-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Callorinchus-Spine-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Callorinchus-Spine-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Callorinchus-Spine.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24355\" class=\"wp-caption-text\">Il pesce elefante viene considerato rilevante per la pesca in tutti e tre gli habitat geografici, e la sua carne dal gusto rinomato. Il pescatore dovr\u00e0 tuttavia prestare massima attenzione, nel momento della cattura, alla spina velenosa collocata a ridosso sulla prima pinna dorsale.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se c&#8217;\u00e8 una massima sfortuna per tali insoliti esseri, \u00e8 a tal proposito la loro prassi riproduttiva, che prevede successivamente alla fecondazione, un viaggio delle femmine fino ai fondali in prossimit\u00e0 della riva, dove deporranno le loro caratteristiche sacche delle uova. Momento in cui, il pi\u00f9 delle volte, cadono facilmente vittima dei pescatori pi\u00f9 o meno amatoriali, per i quali tale pesce viene considerato una cattura pregiata dalle carni, generalmente paragonate a quelle della gallinella di mare (<em>Chelidonichthys lucerna<\/em>) talmente simili che alcune pescherie prive di scrupoli tendono a farle passare per queste ultime, con un pi\u00f9 considerevole guadagno. Mentre il callorinco, per le sue implicite caratteristiche, \u00e8 un essere degli abissi tutt&#8217;altro che raro o alcunch\u00e9 di speciale, rientrando, in tutti e tre gli areali, tra i pesci catturati pi\u00f9 di frequente con le reti a strascico e serviti sulle tavole senza alcun accenno di rimorso. Bench\u00e9 negli ultimi tempi, finalmente, stia iniziando a materializzarsi il primo accenno di un programma internazionale di conservazione.<br \/>\nIl momento della riproduzione \u00e8 effettivamente simile a quello degli squali: il maschio si avvicina alla femmina e l&#8217;afferra coi suoi\u00a0pterigopodi (o <em>claspers<\/em>) organi preposti all&#8217;incanalamento dei gameti riproduttivi nella cloaca della sua consorte. La quale, una volta pronta, deporr\u00e0 una grande <em>ootecha<\/em> cuoiosa semi-rigida, lunga e piatta come un astuccio. Con all&#8217;interno in media 8 uova distinte, nelle quali i piccoli dovranno vivere per un periodo di 8 mesi, durante i quali si nutriranno delle sostanze commestibili contenute all&#8217;interno, finch\u00e9 non saranno pronti a fuoriuscire da un&#8217;apposita via di fuga, nuotando istintivamente verso acque pi\u00f9 profonde. Il pesce elefante non ha, del resto, alcuno strumento difensivo rivolto ai predatori, neppure i\u00a0denticoli dermali che ricoprono la pelle degli squali, rendendola impervia agli assalti dei loro nemici. N\u00e9 gli stessi denti del pesce, larghi e piatti per una pi\u00f9 efficiente masticazione, risultano effettivamente adatti ad attaccare piuttosto che fungere da arma di autodifesa. Tra tutti gli squali, il callorinco resta dunque indubbiamente il pi\u00f9 pacifico, completamente privo di istinti predatori. A meno di essere un mollusco o un gambero intento ad avventurarsi sui fondali, facilmente tracciato grazie alla presenza nella &#8220;proboscide&#8221; degli organi noti come ampolle di Lorenzini, strumenti in grado di rilevare il campo elettrico delle pi\u00f9 piccole forme di vita.<br \/>\nA partire dal gennaio del 2014, la rivista Nature ha suscitato con un suo articolo l&#8217;interesse per il Progetto del Genoma dello Squalo Elefante, mirato a sequenziare le caratteristiche genetiche di questa creatura, potenzialmente utili a comprendere l&#8217;origine stessa del vasto ambito dei vertebrati. Recenti esperimenti hanno infatti dimostrato come lo scheletro cartilagineo dei pesci condroitti, tra cui tutte le chimere, sia in realt\u00e0 la risultanza dell&#8217;assenza di un singolo gene capace di trasformare la cartilagine in osso, emerso all&#8217;incirca 450 milioni di anni fa. Essi potrebbero rappresentare, dunque, gli antenati di quasi tutti gli esseri che oggi percorrono la superficie\u00a0 di questo pianeta. Lo stesso sistema immunitario dei pesci elefanti risulta degno di nota, poich\u00e9 si trova a met\u00e0 strada tra quello degli esseri pi\u00f9 primitivi e la specifica modalit\u00e0 adattiva del nostro, capace di reagire in maniera procedurale alle minacce microbiche e virali. \u00c8 perci\u00f2 indubbio che un loro studio pi\u00f9 approfondito potrebbe, un giorno, portare a conclusioni rilevanti nel campo della medicina.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24354\" aria-describedby=\"caption-attachment-24354\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5VwR9afqw7o\" target=\"_blank\" rel=\"attachment noopener wp-att-24354\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24354 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Callorinchus-Embryo-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Callorinchus-Embryo-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Callorinchus-Embryo-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Callorinchus-Embryo.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24354\" class=\"wp-caption-text\">Con la sua forma strana e tutt&#8217;altro che idrodinamica, il callorinco possiede un fascino esteriore che potremmo definire del tutto suo. Una qualit\u00e0 che se vogliamo, si estende anche al suo embrione rossastro, dai fitti capillari che assomigliano ad altrettanti capelli trattati con l&#8217;elettricit\u00e0 statica di un&#8217;anguilla.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa definizione del concetto di mostro, oppure chimera, non pu\u00f2 che essere, in ultima analisi, del tutto soggettiva. Un cucciolo di elefante in grado di staccarsi dal suolo e perlustrare i cieli non \u00e8 propriamente qualcosa che si riesca scorgere successivamente ad ogni sorgere del Sole. Tanto meno ci\u00f2 avviene laggi\u00f9, dove l&#8217;astro principale del cielo non pu\u00f2 neppure far giungere i suoi raggi, tra gli arredi viventi di una sala da ballo remota, dove ogni singolo gesto \u00e8 attentamente cadenzato, per risparmiare le sempre pi\u00f9 preziose energie. Dumbo, col suo ottimismo non ancora piegato dalla selezione naturale, tutto questo l&#8217;avrebbe istintivamente capito. Ed avrebbe continuato a far oscillare le sue orecchie, finch\u00e9 non fossero diventate pari alle ali di una possente manta, forse la pi\u00f9 affascinante delle chimere abissali.<br \/>\nMa sapete qual&#8217;\u00e8 davvero il punto? Tutto ci\u00f2 si \u00e8 davvero verificato, per\u00f2 in senso esattamente contrario. E noi ne siamo, fra tutti gli esseri dotati di mascella, la pi\u00f9 lampante delle prove. Chiss\u00e0 quando decideremo, finalmente, di ripagare un tale debito privo di confini&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se c&#8217;\u00e8 un lato positivo nel trascorrere la propria vita inseguendo una chimera, \u00e8 che prima o poi potrebbe capitare di riuscire a prenderla. Ed allora, finalmente, si avr\u00e0 chiara l&#8217;intenzione ultima della Natura. Considera, ad esempio, un pachiderma. Animale composito, nel senso che i suoi tratti rilevanti appaiono creati in modo casuale: una lunga &#8230; <a title=\"L&#8217;incredibile genoma del pesce elefante\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24353\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;incredibile genoma del pesce elefante\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[1479,125,315,818,3004,3003,3002,1097,1328,3001,249,400,399,600,3005,78,441,682,364,214],"class_list":["post-24353","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-abissi","tag-animali","tag-australia","tag-biologia","tag-chimere","tag-condroitti","tag-dna","tag-evoluzione","tag-genetica","tag-genoma","tag-mare","tag-oceano","tag-pesci","tag-predatori","tag-proboscide","tag-scienza","tag-squali","tag-strane-creature","tag-sudafrica","tag-sudamerica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24353","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24353"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24353\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24362,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24353\/revisions\/24362"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}