{"id":24335,"date":"2017-11-17T06:44:58","date_gmt":"2017-11-17T05:44:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24335"},"modified":"2017-11-17T06:44:58","modified_gmt":"2017-11-17T05:44:58","slug":"un-occhio-la-biblioteca-dovra-rappresentare-la-cina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24335","title":{"rendered":"Un occhio per la biblioteca che dovr\u00e0 rappresentare la Cina"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/Z5_mFd-9y1M\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24339 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24339\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Tianjin-Binhai-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Tianjin-Binhai-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Tianjin-Binhai-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Tianjin-Binhai.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come quarta citt\u00e0 della Cina per popolazione e suo secondo polo industriale dopo Shangai, la citt\u00e0 di Tianjin \u00e8 sottoposta a forze di rinnovamento e sconvolgimenti urbanistici che per noi potrebbero risultare difficili da immaginare. Secondo il tipico rapporto di questo paese con il suo passato, tutto ci\u00f2 che era considerato inutile sta venendo gradualmente sostituito: un intero quartiere storico vecchio di 600 anni \u00e8 stato abbattuto, per fare posto ai palazzi finanziati da alcune potenti aziende finanziarie di Hong Kong. Una grande quantit\u00e0 di giardini appartenenti alla vecchia aristocrazia hanno conosciuto il passaggio di camion e bulldozer, per diventare anch&#8217;essi terreni fertili validi alla costruzione di hotel e centri commerciali. E mentre il vecchio veniva accantonato, tra le esclamazioni di gratitudine di tutti coloro che perseguivano la modernit\u00e0 dell&#8217;utile e del guadagno, alte mura sorgevano presso la costa del mare di Bohai, come ornati confini di una regione prelevata direttamente dai sogni: la Zona Nuova o Binhai, un&#8217;intera &#8220;Disneyland&#8221; di meraviglie architettoniche, finanziata con i guadagni di un intero mercato globale sempre pi\u00f9 soggetto ai moti sussultori del Grande Dragone. Un conglomerato di grattacieli, sedi aziendali e ben sette porti disseminati lungo il contorno di questo golfo protetto dalle tempeste del Mar Giallo, da dove sembrano passare, talvolta, tutte le ricchezze d&#8217;Oriente. E la classe sociale pi\u00f9 abbiente, per mere ragioni di convenienza, sceglie di venire a vivere, nonostante il chaos, il frastuono e la mancanza di attrazioni tradizionali. Un significativo problema, per l&#8217;amministrazione cittadina che ci si aspetta faccia il possibile per assolvere alle necessit\u00e0 dei propri cittadini pi\u00f9 produttivi ed influenti. Avete mai visto accadere il contrario?<br \/>\nEd \u00e8 per questo tramite che nasce, a partire dal secondo decennio degli anni 2000 e con la collaborazione urbanistica dello studio d&#8217;architetti tedesco GMP (Gerkan, Marg and Partners) il progetto per un Centro Culturale come mai se n&#8217;erano visti prima d&#8217;ora: quattro enormi padiglioni, uniti da un corridoio centrale dotato di mezzi di trasporto, ciascuno deputato ad un diverso pilastro della cultura locale: letteratura, teatro, arte e industria. Con una seconda, valida strategia di guadagno: l&#8217;incremento dell&#8217;interesse turistico nei confronti dell&#8217;intera regione. Almeno a giudicare dalla copertura entusiastica e niente meno che globale in grado di palesarsi negli ultimi giorni in merito all&#8217;interessante biblioteca, un complesso di\u00a034,200 metri quadri creato con il design di un secondo studio, l&#8217;olandese MVRDV gi\u00e0 famoso, in tempi recenti, per l&#8217;avveniristica <em>Markethal<\/em>\u00a0(mercato al coperto) della loro citt\u00e0 di provenienza, Rotterdam. Con cui questa nuova opera condivide almeno un fattore chiave: la sua permeabilit\u00e0 visuale, ovvero l&#8217;essere centralmente costituita da una vasta caverna percorribile, aperta davanti e dietro, e coronata in questo specifico caso da una griglia di finestre che riprendono, da un punto di vista estetico, il preciso modulo delle scaffalature posizionate all&#8217;interno, che dovranno ben presto contenere fino a due milioni di libri. Il tutto dominato, in maniera improbabile, da un&#8217;entit\u00e0 estremamente peculiare al suo centro esatto: praticamente, un globo. Specchiato, su cui proiettare immagini, nell&#8217;idea originare di design la pupilla che galleggia al centro di questo occhio fuori misura, come esemplificato dalla forma specifica dell&#8217;apertura fin qui citata. Ma di meraviglie l&#8217;edificio ne nasconde diverse altre: l&#8217;auditorium\/cinema contenuto all&#8217;interno di tale sfera, in cui effettuare proiezioni e presentazioni di nuovi libri. E la maniera in cui, facendo seguito alla sua forma sferoidale, lo stesso atrio che costituisce l&#8217;intera parte centrale dell&#8217;edificio \u00e8 costruito con una disposizione quasi topografica, in diversi gradoni che paiono riprendere gli strati successivi dell&#8217;acquisizione della conoscenza. Mentre il soffitto stesso pare piegarsi a tale logica, andando a costituire la versione stranamente poligonale della svettante volta di una munifica cattedrale. I visitatori, invitati tramite il luminoso gabbiotto che costituisce il foyer, vengono quindi invitati ad inoltrarsi tra gli onirici pilastri, ciascuno dei quali sembra l&#8217;unione tra una stalattite e una stalagmite, e la cui intera superficie pare l&#8217;estrusione verticale dello stesso folle scaffale. E ad uno sguardo pi\u00f9 approfondito, parrebbe esattamente cos\u00ec: ogni 30-40 cm, ciascuna parete \u00e8 in realt\u00e0 un susseguirsi di dorsi librari colorati, posizionati esattamente come se si trattasse del pi\u00f9 magnifico materiale da costruzione. Ci sono testi cartacei ovunque, a partire dal livello del pavimento, fino alle pi\u00f9 elevate sezioni delle pareti che vanno ad avanzare costituendo il soffitto dell&#8217;edificio. Al che verrebbe giustamente da chiedersi, come sar\u00e0 possibile, esattamente, accedere alle parti meno raggiungibili di un tale tesoro? Gru a scomparsa? Bibliotecari robot? Niente di tutto questo. La risposta \u00e8 che non vi si pu\u00f2 arrivare, affatto. Un&#8217;importante verit\u00e0, trascurata da molti dei siti web che hanno trattato l&#8217;argomento, da cui deriva l&#8217;intero significato e il segreto fondamentale della biblioteca di Binhai&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24337#main\" rel=\"attachment wp-att-24337\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24337\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Tianjin-Binhai-Hall-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Tianjin-Binhai-Hall-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Tianjin-Binhai-Hall.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Facile&#8230;&#8221; ha scherzato qualcuno, con inopportuna leggiadr\u00eca della trattazione: &#8220;&#8230;Sugli scaffali superiori, ci sono i libri proibiti dal governo. Se nessuno riesce a raggiungerli, potranno pur sempre far numero!&#8221; Mentre in effetti la pura verit\u00e0 \u00e8 per certi versi migliore, ma anche notevolmente peggiore di cos\u00ec. Il fatto, in parole povere, \u00e8 questo: nel progetto originario di MVRDV, nominalmente approvato dall&#8217;Istituto di Pianificazione Urbana e Architettonica di Tianjin (TUPDI) era previsto che una fila di stanze collocate a ridosso del finestrone frontale fossero poste una sopra all&#8217;altra, permettendo ai visitatori di risalire una scala e prelevare da dietro qualsiasi libro, persino quelli posti in prossimit\u00e0 del remoto soffitto. Fatto sta che con il procedere della costruzione, ci si rese conto di come tale caratteristica architettonica avrebbe portato ad un sensibile ritardo nel completamento, spostando l&#8217;inaugurazione ben al di l\u00e0 della met\u00e0 del 2017, data originariamente scritta nelle sacre pietre del muro del tempo. E pensate pure che stiamo parlando di un&#8217;avventura che andava da un periodo di circa tre anni, niente per un edificio di questo tipo. Ma un&#8217;eternit\u00e0, per la concezione della nuova Cina che vuole persino i pi\u00f9 alti edifici completati in un periodo di\u00a0 giorni, settimane o mesi al massimo, grazie a un dispiego pressoch\u00e9 illimitato di risorse, uomini e mezzi. Non senza rammarico, si \u00e8 quindi prontamente deciso di andare contro i consigli dello studio architettonico e verso l&#8217;opinione (ahim\u00e9) del committente, tagliando le curve sul tragitto in maniera che definire drastica, sarebbe riduttivo: niente libri negli scaffali superiori. Soltanto una lamiera perforata plasmata nelle forme curvilinee dell&#8217;edificio, su cui stampare in technicolor l&#8217;<em>immagine<\/em> dei libri. Se questa vi sembra dunque una delle biblioteche pi\u00f9 esteticamente appaganti del mondo, non \u00e8 certamente un caso. Essa \u00e8 stata costruita con la stessa attenzione ai dettagli, ed alla funzionalit\u00e0 d&#8217;utilizzo, di un vero e proprio set teatrale. Mentre si potrebbe affermare che la scelta dei colori e dei materiali, fredda come quella di un moderno aeroporto, possa incutere in alcuni un certo stato di soggezione. Ci\u00f2 detto, la dimensione umana non \u00e8 del tutto assente da questa pantagruelica piramide della letteratura stampata. Le diverse stanze che si diramano dall&#8217;atrio centrale contengono infatti aree per l&#8217;infanzia, zone di lettura e centri di accoglienza per gli anziani, che vengono cos\u00ec invitati a partecipare a questa emozionante condivisione di spazi e idee. I due piani superiori che compongono i cinque della biblioteca, dal canto loro, ospitano sale meeting, uffici e stanze d&#8217;ascolto, mentre ciascun passaggio sopraelevato \u00e8 fornito di un terrazzamento, finalizzato a gettare lo sguardo sulla gente e lo spazio sottostante. Nel piano interrato, invece, sono collocati gli archivi informatici e i macchinari di servizio.<br \/>\nAttorno alla pantagruelica biblioteca di Binhai, sorgono gli altri tre edifici che tutti assieme, costituiscono il nuovo Centro Culturale di Tianjin: lo Show Center, un doppio teatro, con due ambienti da 1400 e 400 posti, la cui caratteristica tecnologicamente pi\u00f9 innovativa \u00e8 una scalinata d&#8217;ingresso sulle cui alzate \u00e8 stato disposto un vasto schermo a LED, in grado di mostrare\u00a0 ai visitatori il tipo di spettacolo che potranno aspettarsi all&#8217;interno. La galleria d&#8217;arte \u00e8 un parallelepipedo di cristallo, all&#8217;interno del quale troveranno posto, tra le alte opere, le famose statue di terracotta di Zhang, una forma d&#8217;arte popolare molto rappresentativa della regione, deputata a dare forma tangibile alle antiche categorie sociali e i mestieri di Tianjin. L&#8217;Exploration Hall, con la sua facciata color del rame simile a una pentola per la fonduta cinese, sar\u00e0 invece un padiglione simile a quelli dell&#8217;esposizione mondiale, ma permanente, all&#8217;interno del quale potranno esporre i propri prodotti e i traguardi raggiunti le principali industrie operative nel contesto urbano della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24338#main\" rel=\"attachment wp-att-24338\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24338\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Tianjin-Binhai-louvres-500x375.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Tianjin-Binhai-louvres-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Tianjin-Binhai-louvres.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 poi cos\u00ec facile dunque, alla fine, interpretare il ruolo nel contesto moderno di un edificio come la libreria di Binhai a Tianjin. Che costituisce, indubbiamente, un portale d&#8217;accesso a quell&#8217;incontenibile multiverso che \u00e8 la lettura, ma anche un manifesto in solida muratura di quello che \u00e8 l&#8217;intento di un&#8217;intera citt\u00e0: dimenticare il passato, muovendosi a velocit\u00e0 vertiginosa verso nuovi margini d&#8217;espansione, d&#8217;immagine, finanze e originalit\u00e0 culturale. In un&#8217;epoca in cui la fruizione della letteratura si allontana sempre pi\u00f9 dal corpo ponderoso e ingombrante del libro, per accedere al puro spirito della condivisione digitale, e una struttura come una biblioteca tende a diventare un pretesto finalizzato alla promozione di un interesse tra la popolazione, piuttosto che lo strumento necessario per accedervi in maniera diretta ed individuale. A tal proposito, appare tanto pi\u00f9 pregna questa preoccupante assenza di libri in prossimit\u00e0 degli scaffali superiori &#8220;dipinti&#8221;, poich\u00e9 ci porta ad interrogarci sul nostro futuro. In un domani in cui gli alberi saranno troppo preziosi, per usarli al fine di stampare nuovi testi che sono gi\u00e0 tutti presenti nell&#8217;etere e accessibili da un comune terminale, continueremo a costruire edifici come questi? Probabilmente, si.<br \/>\nE non dovremmo forse iniziare, fin d&#8217;ora, a definirli una sorta di sale di lettura glorificate, o se vogliamo templi, di una religione ancora prestigiosa ma ormai morente&#8230; Il Culto della Carta. Ci\u00f2 che contiene, senza intrappolare. Che pu\u00f2 riuscire ancora a trasportarti nel vortice, con l&#8217;energia del suo possente campo gravitazionale. Come del resto capita, purtroppo, per attivit\u00e0 pi\u00f9 immediatamente accessibili e portate a compimento, quali l&#8217;oceano delle informazioni che si sovrappongono tra i corridoi del Web.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24336#main\" rel=\"attachment wp-att-24336\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24336\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Tianjin-Binhai-Exterior-500x333.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Tianjin-Binhai-Exterior-500x333.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Tianjin-Binhai-Exterior.jpg 550w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come quarta citt\u00e0 della Cina per popolazione e suo secondo polo industriale dopo Shangai, la citt\u00e0 di Tianjin \u00e8 sottoposta a forze di rinnovamento e sconvolgimenti urbanistici che per noi potrebbero risultare difficili da immaginare. 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