{"id":24314,"date":"2017-11-14T06:43:41","date_gmt":"2017-11-14T05:43:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24314"},"modified":"2017-11-14T06:44:04","modified_gmt":"2017-11-14T05:44:04","slug":"la-volta-cui-14-navi-guerra-furono-catturate-carica-cavalleria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24314","title":{"rendered":"La notte in cui 14 navi da guerra furono catturate da una carica di cavalleria"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24316#main\" rel=\"attachment wp-att-24316\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24316\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Den-Helder-Morel-Fatio-500x299.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"299\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Den-Helder-Morel-Fatio-500x299.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Den-Helder-Morel-Fatio-768x459.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Den-Helder-Morel-Fatio.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1795: una visione artica, un sogno ed un incubo, la scena di un dramma teatrale che trascende la mera plausibilit\u00e0. Un episodio che, come spesso capita nella storia della guerra, pu\u00f2 essere raccontato in molti modi. Ma personalmente, preferirei di gran lunga questo: il profilo di vele distanti, che si stagliano in diagonale contro il promontorio che \u00e8 l&#8217;isola di Texel. Siamo all&#8217;ingresso dello Zunderzee, il principale mare interno dei Paesi Bassi, un luogo chiamato\u00a0Helsdeur (la Porta dell&#8217;Inferno) per le terribili correnti oceaniche che ne sconvolgono le acque, scaraventando egualmente le navi contro gli scogli e le dune sabbiose della riva antistante il paese di Den Helder. Sabbiose per la maggior parte del tempo, ma non quella notte illuminata fiocamente dal chiaro di luna. Quando la morsa stessa del gelo ha trasformato sia la terra, che l&#8217;acqua, nella stessa identica cosa: una distesa immutabile di solido e impenetrabile ghiaccio. Sul quale, come fantasmi dell&#8217;oltretomba, avanza una schiera di cavalli. Ciascuno recante in arcione un ussaro, assieme ad un fante dell&#8217;esercito francese, fucili e sciabole saldamente assicurati nei loro foderi per evitare il bench\u00e9 minimo tintinnio. Persino gli zoccoli degli animali sono stati avvolti nella stoffa, forse anche per favorire una presa migliore sul suolo cos\u00ec pericolosamente scivoloso. Finch\u00e9 una vedetta sul ponte del primo battello, posta a guardia dal suo capitano, non scorge le ombre che avanzano, dando prontamente l&#8217;allarme. Ma a quel punto \u00e8 gi\u00e0 troppo tardi. Poich\u00e9 per uno scherzo crudele del destino, al momento in cui le navi sono state bloccate dal ghiaccio, si sono trovate orientate in maniera obliqua, con tutte le bocche da fuoco puntate verso il basso. Senza la copertura dell&#8217;artiglieria, i marinai sconvolti non riescono a respingere l&#8217;assalto. I cavalli partono al galoppo, mentre i loro padroni lanciano colpi d&#8217;avvertimento. I rampini compaiono nelle mani dei loro secondi, pronti a balzare a bordo con grida di battaglia spaventevoli e furibonde. La nave ammiraglia viene costretta ben presto alla resa, portando le altre a seguirla. In una singola notte, la guerra di liberazione d&#8217;Olanda finisce ancor prima di cominciare.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un lampo insolito, nello sguardo mostrato nei ritratti d&#8217;epoca dell&#8217;ex ammiraglio della flotta olandese Jan Willem de Winter (inverno, un nome, un programma) passato nel 1787 all&#8217;Armata Rivoluzionaria di Francia assieme agli altri nemici dell&#8217;<em>Ancien R\u00e9gime<\/em>. Il contegno atipico di un ufficiale militare in grado di elaborare piani fuori dagli schemi, e tuffarsi nella battaglia determinato a portarli fino alle loro pi\u00f9 estreme conseguenze. Ma forse &#8220;tuffarsi&#8221; non \u00e8 il termine pi\u00f9 adeguato, viste le circostanze. \u00c8 pi\u00f9 una questione di camminare, anzi galoppare sulle acque stesse oltre cui aveva pensato di nascondersi il suo nemico. A quei tempi, quando la guerra non era tanto una scienza sottile studiata da schiere di tattici laureati, per poi essere decisa a tavolino da gente incapace di sfidare a volto aperto il frastuono caotico della battaglia, ma il frutto delle decisioni prese sul campo da individui talvolta inetti, talvolta geniali. Qualche volta, talmente ambiziosi da risultare completamente pazzi. Avete presente Napoleone? Il pi\u00f9 scaltro e capace, lo svelto, il genio in grado di conquistare l&#8217;Europa grazie alla semplice forza di volont\u00e0. Ma non fu l&#8217;unico, n\u00e9 il primo. In uno scenario in cui, al rendersi conto della fin troppo letterale decapitazione di Francia e dopo il Terrore causato dalla fazione di Robespierre, le nazioni confinanti si unirono in una lega ufficiosa, con lo scopo dichiarato di punire l&#8217;arroganza dei rivoltosi, e quello non tanto ufficiale di spartirsi i territori di una nazione che sembrava ferita e incapace di reagire. Che errore! Fu cos\u00ec che nel 1792, compresa fin troppo bene la situazione, il direttorato della Prima Repubblica bruci\u00f2 le tappe, dichiarando guerra ad Austria e Prussia, assieme al loro storico alleato, l&#8217;Olanda di William d&#8217;Orange, Statolder delle Sette Province Unite. Una confederazione di stati del settentrione, uniti storicamente a partire dal momento in cui ci si era resi conto che una &#8220;Potenza&#8221; poteva avere colonie all&#8217;estero, massimizzando cos\u00ec i suoi profitti in ambito commerciale. E governato da un inglese, secondo le complicate relazioni dinastiche della casa d&#8217;Hannover. Il quale, pur avendo competenze militari tutt&#8217;altro che trascurabili, era pur sempre sicuro di una cosa: che il suo paese non sarebbe stato invaso d&#8217;inverno. Quando le strade erano avvolte da una coltre di ghiaccio, e l&#8217;aria stessa pareva del tutto irrespirabile per quanto era infusa del gelo al di fuori della semplice concezione umana. Se non che, egli non aveva considerato due fattori: il primo, l&#8217;odio che il suo popolo nutriva ormai da anni verso il governo assolutista di un sovrano proveniente dall&#8217;estero, riacceso dalla trionfale vittoria dei rivoltosi nella terra di Francia. Talmente acuto da permettere, a un&#8217;armata francese percepita come liberatrice, di ricevere approvvigionamenti nel corso della sua marcia, senza bisogno di una catena logistica preparata nei bench\u00e9 minimi dettagli. E secondo, che un fiume, o uno stretto completamente ghiacciati, possono essere attraversati in armi con estrema facilit\u00e0. Esattamente ci\u00f2 che si dimostr\u00f2 in grado di fare il generale\u00a0Jean-Charles Pichegru, inviato dal governo repubblicano a riformare il concetto stesso di cosa dovesse essere Olanda.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_24318\" aria-describedby=\"caption-attachment-24318\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24318#main\" rel=\"attachment wp-att-24318\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24318 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Zunderzee-Map-500x372.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"372\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Zunderzee-Map-500x372.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Zunderzee-Map-768x572.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Zunderzee-Map.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24318\" class=\"wp-caption-text\">Lo Zunderzee o mare interno, fu per molti secoli un grave problema per le genti d&#8217;Olanda, che dovettero affrontare improvvise inondazioni causate da improvvisi mutamenti climatici o correnti provenienti dal vasto oceano Atlantico. In almeno un caso, le sue acque ghiacciate influenzarono il corso della storia stessa.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pichegru era, come molti altri trionfatori sui campi di battaglia delle guerre rivoluzionarie, un uomo del popolo, che il caso voleva fosse stato anche l&#8217;insegnante di matematica di Napoleone, presso la scuola militare di\u00a0Brienne-le-Ch\u00e2teau. Nel 1783 entr\u00f2 nel primo reggimento d&#8217;artiglieria, dove fece rapidamente carriera fino al grado di secondo tenente. Allo scoppio della Rivoluzione nel 1789, quindi, fece la scelta giusta di allearsi dichiaratamente coi Giacobini guadagnandosi la loro piena fiducia. E il resto, come si dice, \u00e8 storia. Ormai generale, all&#8217;epoca della guerra contro la prima coalizione aveva 34 anni, ed impiegava al suo servizio molte nuove leve dell&#8217;organizzazione militare di Francia. Tra cui il nostro eroe di origini olandesi Jan Willem de Winter, protagonista di uno dei fatti pi\u00f9 insoliti e imprevisti della sua intera epoca militare. Un personaggio destinato, in seguito, a fare carriera nel suo campo del comando navale vincendo anche una famosa vittoria contro gli inglesi, una volta restituito al paese di provenienza ormai rinominato Repubblica di Batavia, proprio grazie alla vittoria che lui stesso aveva conseguito tanti anni prima con truppe di terra&#8230; Per mare. Le circostanze esatte dell&#8217;epica vicenda, come accennato pi\u00f9 sopra, sono discordanti a seconda della fonte storica selezionata. Il racconto pi\u00f9 famoso, e quasi poetico, di questo assalto notturno condotto al chiaro di luna \u00e8 in effetti proveniente da uno scritto molto successivo (1819) del generale svizzero\u00a0Antoine-Henri Jomini, che disse di essersi basato primariamente sui diari degli ussari francesi coinvolti nell&#8217;episodio. Mentre lo storico olandese co\u00e9vo J.C. de Jonge nel suo <em>Geschiedenis van het Nederlandse zeewezen <\/em>(Storia delle questioni marittime dei Paesi Bassi<em>)<\/em>\u00a0preferisce basarsi tra gli altri sul resoconto di un membro dell&#8217;equipaggio francese, il medico chirurgo della nave &#8220;Snelheid&#8221;, il quale scrisse &#8220;La mattina, uno dei servi venne a informarmi che che c&#8217;era un ussaro francese vicino alla nostra nave. Io mi affacciai dall&#8217;obl\u00f2 ed in effetti, l\u00ec c&#8217;era un ussaro che mi guardava.&#8221;<br \/>\nNiente atroce battaglia dunque, nessuna gloriosa carica verso la Storia. Ma una semplice resa, gi\u00e0 concordata tra il generale Pichegru e l&#8217;ammiragliato, e comunicata alle navi in evidente incapacit\u00e0 di combattere, data la morsa del mare ghiacciato. Nel 1846 il tenente-generale Baron Lahure, facente parte dell&#8217;unit\u00e0 sotto il comando di Winters, rispose piccato a de Jonge, inviando una lettera ai giornali secondo cui le truppe francesi avevano effettivamente marciato attraverso il mare ghiacciato per essere ricevuti &#8220;<em>de bonne grace&#8221; <\/em>dai marinai olandesi. Paradossalmente tuttavia, non fa menzione esplicita di alcun tipo di battaglia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24315\" aria-describedby=\"caption-attachment-24315\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=24315#main\" rel=\"attachment wp-att-24315\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24315 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Age-of-Empires-Cavalry-500x388.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"388\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Age-of-Empires-Cavalry-500x388.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Age-of-Empires-Cavalry-768x596.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Age-of-Empires-Cavalry.jpg 1020w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24315\" class=\"wp-caption-text\">Nel videogioco strategico del 1997 Age of Empires, le mappe di combattimento prevedevano delle pratiche zone di &#8220;acque basse&#8221; percorribili sia dalle truppe di terra che le unit\u00e0 navali. In tali improbabili recessi, un giocatore poco attento al realismo storico poteva far combattere la cavalleria con brigantini e galeoni.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che la carica presso\u00a0Den Helder sia effettivamente avvenuta, secondo la straordinaria narrazione qui riportata in apertura, resta dunque una argomento di discussione da parte degli storici, interpretabile a seconda dei casi e le proprie preferenze di attendibilit\u00e0. Il fatto stesso che la storia esista, e sia stata ripetuta attraverso le generazioni, la dice tuttavia lunga sul clima politico e militare di quegli anni. Quando tutto appariva possibile, purch\u00e9 si combattesse dalla parte dei &#8220;giusti&#8221; e l&#8217;assoluta separazione tra lo stato civile e il suo braccio militare permetteva, talvolta, di operare in maniera completamente distinta dalla mera logica del senso comune. Stranamente, simili episodi sono sempre legati alla nascita leggendaria di un particolare tipo d&#8217;ideologia. Vedi ad esempio la battaglia del lago ghiacciato di Peipus, combattuta nel 1242 tra il principato di Novgorod e l&#8217;Ordine Teutonico, durante cui le pesanti armature dello schieramento tedesco l&#8217;avrebbe portato a sprofondare nella sua interezza tra le vendicative acque ghiacciate della Grande Madre Russia. Una vicenda destinata ad essere promossa a mito nazionale dal capolavoro cinematografico del regista \u0116jzen\u0161tejn sulla vita del condottiero\u00a0Aleksandr Nevskij (film del 1938). O il leggendario <em>kamikaze<\/em> (vento divino) che nel 1274, e ancora nel 1281, spazz\u00f2 via le navi dei mongoli intenzionati ad invadere il distante arcipelago giapponese, e del quale si sarebbero attribuiti il merito stuoli di templi buddhisti, che si dichiararono in grado di influenzare gli elementi con le proprie ferventi preghiere.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 sempre qualcosa di mistico e imprescindibile, quando le condizioni del clima si allineano con il volere dei popoli, decidendo accidentalmente il nostro domani. Che parla del nostro difficile, eppure entusiastico rapporto col mondo della natura. Che senso avrebbe, dunque, smentire una simile storia? Soltanto la Luna conosce la verit\u00e0. E branchi di cavalli marini, sotto la superficie di un mare cristallizzato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1795: una visione artica, un sogno ed un incubo, la scena di un dramma teatrale che trascende la mera plausibilit\u00e0. Un episodio che, come spesso capita nella storia della guerra, pu\u00f2 essere raccontato in molti modi. 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