{"id":24268,"date":"2017-11-07T06:30:54","date_gmt":"2017-11-07T05:30:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24268"},"modified":"2017-11-07T06:39:50","modified_gmt":"2017-11-07T05:39:50","slug":"duga-3-la-fortezza-elettromagnetica-missili-nucleari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24268","title":{"rendered":"Duga-3: la fortezza elettromagnetica contro i missili nucleari"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/0l_4fzJv_i0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24271 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-24271\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Duga-3-Visit-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Duga-3-Visit-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Duga-3-Visit-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Duga-3-Visit.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 26 aprile 1986, durante un test sulla sicurezza condotto a tarda notte, il mondo fu svegliato bruscamente alla scoperta di una nuova terribile verit\u00e0: il reattore della centrale nucleare di\u00a0Chernobyl, in Ucraina, si era surriscaldato bruscamente, e nulla sarebbe mai pi\u00f9 stato lo stesso. Ma mentre le onde radio venivano saturate dai notiziari televisivi, dai messaggi delle istituzioni di risposta ai disastri, dalle comunicazioni tra i diversi enti preposti alla definizione di una zona d&#8217;esclusione, qualcuno si rese conto all&#8217;improvviso di un nuovo, inspiegabile silenzio. Per la prima volta da esattamente 10 anni, tra le frequenze tra i\u00a07 e 19 MHz, il Picchio Russo taceva. I radioamatori increduli di mezzo mondo, pi\u00f9 stupiti che preoccupati per gli eventi avvenuti in un paese tanto lontano, iniziarono a scambiarsi commenti sulla linea di: &#8220;Allora vuoi vedere che&#8230;&#8221; oppure &#8220;Possibile&#8230;&#8221; seguito dal risolutivo &#8220;Ecco dov&#8217;era!&#8221; Questo perch\u00e9 una delle basi militari pi\u00f9 segrete e tecnologicamente avanzate di tutta l&#8217;Unione Sovietica, che si trovava a poca distanza dal centro dell&#8217;area radioattiva, era stata evacuata. E il possente impianto metallico da cui prendeva il nome, nome in codice assegnato dalla CIA &#8211; STEEL YARD, spento a tempo indeterminato. Probabilmente nessuno ne avrebbe sentito la mancanza.<br \/>\nPer molte persone, per molto tempo, tutto questo fu soprattutto un suono: Il battere ripetuto, come di un becco di volatile contro il tronco, che oscillava sulle onde radio con una potenza tale da disturbare i dispositivi di ricezione casalinghi. Lo si sentiva ovunque soprattutto nel suo paese di provenienza, al punto che i migliori televisori sovietici iniziarono ad essere venduti con un apposito apparato di compensazione, in grado di smorzare almeno in parte l&#8217;effetto chiaramente udibile dalla provenienza misteriosa. Negli Stati Uniti, dove il segnale giungeva con potenza altrettanto costante, iniziarono naturalmente a sovrapporsi le teorie di complotto: il &#8220;Picchio&#8221; doveva chiaramente essere un apparato di controllo climatico, oppure un sistema russo per controllare la mente delle persone. Eppure, per essere un mistero tanto evidente alla scansione anche amatoriale delle onde radio, nessuno sapeva ufficialmente della sua esistenza. Secondo le guide cartografiche della regione di Chernobyl, tutto ci\u00f2 che si trovava in quel luogo era un campo estivo dei giovani Pionieri, la versione sovietica dei Boy Scout. Gli abitanti del posto, naturalmente, sapevano: difficile non notare un assembramento di quelli che sembravano essere una ventina di pali della luce sovradimensionati, con un altezza massima di circa 300 metri, collocati nel bel mezzo della foresta ucraina settentrionale, dietro un attraente cancello verde militare con la stella rossa del Comintern. La voce quindi inizi\u00f2 a girare. E ben presto, chi di dovere, venne informato della verit\u00e0: gli scienziati russi avevano raggiunto una nuova vetta nella costruzione di radar OTH (Over The Horizon) e adesso, per la prima volta, avrebbero ricevuto l&#8217;informazione sul lancio di un eventuale missile balistico americano ancor prima che questo riuscisse a lasciare il bunker, potendo quindi prepararsi ad intercettarlo e se ritenuto opportuno, contrattaccare. Il nome dell&#8217;impianto, invece, fu reso noto soltanto al momento della sua chiusura definitiva nel 1989, due anni prima del crollo dell&#8217;Unione Sovietica: Duga, la parola in russo che significa &#8220;arco&#8221;. La ragione della sua fine non fu una mancanza di fondi o una disgregazione anticipata delle istituzioni, tutt&#8217;altro: finalmente, il governo centrale era riuscito a portare a termine il programma per il lancio in orbita dei sette satelliti\u00a0US-KS (<em>Upravlyaemy Sputnik Kontinentalny Statsionarny<\/em>) dotandosi di un sistema di rilevamento perfettamente in pari con quello statunitense. La guerra fredda, a quel punto, non aveva pi\u00f9 bisogno di titaniche antenne.<br \/>\nEppure finch\u00e9 rest\u00f2 in funzione, nessuno avrebbe mai messo in dubbio l&#8217;efficacia del sistema Duga, di cui furono costruite tre versioni, l&#8217;ultima delle quali trov\u00f2 l&#8217;impiego per il periodo pi\u00f9 lungo e sull&#8217;area maggiore. Si trattava di un&#8217;evoluzione estremamente pi\u00f9 funzionale del progetto statunitense\/inglese denominato Cobra Mist, che aveva visto il posizionamento di una gigantesca antenna da 10 MW di potenza nella regione del Suffolk, senza sapere che una fonte non identificata di disturbo radio, iniziata nel 1972, era destinata a renderlo del tutto inutilizzabile pochi giorno dopo la sua accensione. Nessuno dei tre impianti Duga, con estrema fortuna dei loro costruttori, fu mai condizionato da un simile problema. Il principio di funzionamento, tuttavia, era lo stesso&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>Nota<\/strong>: nel video di apertura Bionerd23, celebre divulgatrice su Internet in materia atomica e nucleare, nonch\u00e9 appassionata esploratrice della Zona d&#8217;Esclusione di Chernobyl, si arrampica sulle possenti antenne dello Steel Yard, oramai un relitto ricoperto dalla ruggine dei decenni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24270\" aria-describedby=\"caption-attachment-24270\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/aOMVdOc9UbE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24270 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24270 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Duga-3-Sound-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Duga-3-Sound-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Duga-3-Sound-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Duga-3-Sound.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24270\" class=\"wp-caption-text\">Il suono dell&#8217;impianto Duga-3 in tutto il suo splendore: immaginate di vivere serenamente un hobby, come quello del baracchino, finch\u00e9 all&#8217;improvviso le vostre frequenze preferite si ritrovano occupate da un simile stancante logor\u00eco. L&#8217;odio verso i temuti &#8220;rossi&#8221; non poteva che aumentare in maniera costante&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione di usare il rimbalzo delle onde radio per rilevare la presenza di armi o veicoli estranei all&#8217;interno di un&#8217;area fu sempre condizionata, fin dall&#8217;epoca della sua invenzione da parte dei militari inglesi durante la seconda guerra mondiale, da un limite apparentemente non superabile: la naturale curvatura del pianeta Terra. Poich\u00e9 un&#8217;antenna, non importa quanto avanzata, non pu\u00f2 che emettere la sua energia in una configurazione lineare, direzionata verso la possibile provenienza dei nemici. Ma se questi si trovano vicino al suolo, ed a distanze superiori alla linea dell&#8217;orizzonte, non potr\u00e0 fare assolutamente alcunch\u00e9 per rilevarli. Ecco perch\u00e9, quando possibile, i radar venivano collocati al di sopra di colline o massicci montuosi. \u00c8 una semplice verit\u00e0 geometrica che pi\u00f9 ti trovi in alto, maggiormente riuscirai a scrutare al di l\u00e0 di un ostacolo. Anche se tale ostacolo \u00e8 il suolo stesso. Il principio dei radar OTH o BTH (Beyond the Horizon) invece, era diverso. Poich\u00e9 fu scoperto in maniera indipendente, dai produttori al servizio delle diverse potenze, che lo strato dell&#8217;atmosfera terrestre noto come ionosfera tendeva a riflettere i segnali radio verso il terreno. E che era possibile, quindi, farli rimbalzare intenzionalmente, confidando nel fatto che una volta raggiunto l&#8217;obiettivo dell&#8217;aria da scansionare, tali onde si dirigessero nuovamente verso il cielo, percorrendo immancabilmente il percorso a ritroso. Ci\u00f2, tuttavia, significava inviare un segnale abbastanza forte, e continuo, da non cessare di esistere all&#8217;inevitabile contatto con il terreno. In altre parole, l&#8217;unica risposta era costruire un&#8217;antenna che fosse sufficientemente grande. La vertiginosa velocit\u00e0 dell&#8217;eventuale missile balistico, a quel punto, sarebbe stato rilevato grazie alla presenza dell&#8217;effetto doppler nel segnale di ritorno.<br \/>\nIl primo impianto Duga fu costruito presso\u00a0Mykolaiv, nel sud del territorio Ucraino. Questo perch\u00e9 la particolare regione confederata dell&#8217;URSS fu considerata quella pi\u00f9 adatta a rilevare i segnali provenienti dal pi\u00f9 pericoloso nemico dello stato, ovviamente i terribili americani. Nella sua prima versione, il sistema Steel Yard era costituito da un unico trasmettitore\/ricevitore, che si rivel\u00f2 tuttavia meno che ideale ad assolvere all&#8217;ardua missione per cui era stato edificato. Si costru\u00ec quindi una seconda versione presso lo stesso sito, il Duga-2, dotato di doppia antenna per assolvere separatamente alle due mansioni, tuttavia, l&#8217;array creava interferenze a danno di se stesso ed ancora non riusciva a garantire un&#8217;idonea copertura dell&#8217;intero territorio dell&#8217;Unione. Cos\u00ec si giunse all&#8217;idea risolutiva: una nuova duplice struttura, composta in effetti da due basi, l&#8217;una con l&#8217;antenna di trasmissione e l&#8217;altra finalizzata a ricevere il segnale di ritorno, sita a circa 60 Km di distanza dalla prima. Esse vennero quindi rispettivamente collocate pochi chilometri a sud-ovest di Chernobyl, e 50 a nord-est della stessa pacifica cittadina. \u00c8 inutile specificare che all&#8217;epoca, nessuno avrebbe immaginato quello che sarebbe venuto dopo. Per lungo tempo i tentativi di triangolazione a distanza del segnale non permisero di comprendere esattamente la configurazione del sistema Duga-3, che venne erroneamente collocato, di volta in volta, presso\u00a0Kiev, Minsk, Gomel o Chernihiv. Finch\u00e9 gli esperti della CIA e le altre agenzie del blocco occidentale non riuscirono a identificare quel codice pseudo-casuale binario a 31 bit, con pulsazione di 3,1 ms. Quando poi, venne acceso un ulteriore fonte del segnale sita in un punto imprecisato della Siberia, chiaramente finalizzata\u00a0 a coprire i punti ciechi del primo, la questione fu finalmente chiara: i russi erano in ascolto, e nulla sarebbe sfuggito alle loro orecchie di enormi conigli d&#8217;acciaio sotterranei.<\/p>\n<figure id=\"attachment_24269\" aria-describedby=\"caption-attachment-24269\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/-GvdZAfthYY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-24269 noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-24269 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Duga-3-PUBG-500x313.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Duga-3-PUBG-500x313.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Duga-3-PUBG-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2017\/11\/Duga-3-PUBG.jpg 1728w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-24269\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Se questo fosse un gioco normale, lass\u00f9 ci sarebbe un fucile da cecchino per aiutarti a vincere la partita.&#8221; Mai ultime parole furono altrettanto famose, ahim\u00e9.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il radar Duga si \u00e8 trasformato, negli anni, in una conoscenza occasionale della cultura Pop, mostrata ogni qualvolta si parli di Chernobyl e talvolta, anche soltanto per suscitare un vago senso di estetica brutalista sovietica, magari perch\u00e9 no, connotata da uno stato avanzato di degrado. I videogiocatori del settore PC ne ricorderanno ad esempio la presenza all&#8217;interno della serie fantascientifica\u00a0<em>S.T.A.L.K.E.R,\u00a0<\/em>dove prendeva il nome di Brain Scorcher, riprendendo le teorie secondo cui lo strano segnale avesse lo scopo d&#8217;influenzare o disturbare la mente umana. Nel pi\u00f9 recente fenomeno competitivo online PUBG (Playerunknown&#8217;s Battlegrounds) le antenne &#8220;Steel Yard&#8221; compaiono come parte dello scenario nella base sull&#8217;isola militare, luogo altamente consigliato per paracadutarsi se si vuole terminare la propria partita nel giro 15-20 secondi. La loro forma svettante, sebbene ridotta e semplificata rispetto alla versione reale, costituisce una silenziosa ma appropriata testimonianza di quanto lo stile ingegneristico e della tecnologia sovietica abbia lasciato il segno nella cultura globalizzata dei tempi moderni. In maniera parallela, e non necessariamente contro, l&#8217;influenza del cinema hollywoodiano e delle architetture antropocentriche Made in U.S.A.<br \/>\nOggi il concetto stesso di radar OTH \u00e8 inevitabilmente decaduto, vista l&#8217;efficacia decisamente superiore offerta dai sistemi satellitari, che premettono di localizzare un segnale con la precisione di mezzo metro o meno. Sistemi molto pi\u00f9 piccoli di antenne in grado di percepire il proprio rimbalzo, nonch\u00e9 meno costosi, stanno tuttavia trovando l&#8217;applicazione in ambito soprattutto navale, con lo scopo di rilevare il traffico dei contrabbandieri o degli importatori di droga. L&#8217;immediatezza e la versatilit\u00e0 del radar, come soluzione tecnica, resta difficile da superare. Imprevisti incidenti atomici, permettendo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 26 aprile 1986, durante un test sulla sicurezza condotto a tarda notte, il mondo fu svegliato bruscamente alla scoperta di una nuova terribile verit\u00e0: il reattore della centrale nucleare di\u00a0Chernobyl, in Ucraina, si era surriscaldato bruscamente, e nulla sarebbe mai pi\u00f9 stato lo stesso. Ma mentre le onde radio venivano saturate dai notiziari televisivi, &#8230; <a title=\"Duga-3: la fortezza elettromagnetica contro i missili nucleari\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=24268\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Duga-3: la fortezza elettromagnetica contro i missili nucleari\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[662,201,1471,1445,630,1062,241,1470,1304,1249,1725,97,653,2645,1370],"class_list":["post-24268","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-antenne","tag-architettura","tag-armi-atomiche","tag-chernobyl","tag-guerra","tag-guerra-fredda","tag-militari","tag-missili","tag-radar","tag-radio","tag-strutture","tag-tecnologia","tag-ucraina","tag-unione-sovietica","tag-urbex"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24268","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=24268"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24268\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":24274,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/24268\/revisions\/24274"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=24268"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=24268"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=24268"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}